Recensione "Cannella e polvere da sparo" di Eli Brown.

giovedì 10 luglio 2014


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Cannella 
e polvere 
da sparo
di Eli Brown
pagine 448
prezzo 18€
Bompiani
già disponibile
voto:
5/5

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Owen Wedgwood è un cuoco molto rinomato, che lavora per il ricchissimo e potentissimo lord Ramsey. Un giorno – siamo nel 1819 – fa irruzione nel palazzo una banda di pirati, comandati dalla rossa Hannah Mabbot, che uccide Ramsey e tutti i suoi ospiti e rapisce il cuoco Wedgwood.  
cover originale
Hannah, che tutti ritengono pazza e che proprio per questo ha un enorme ascendente sui suoi uomini, poche ore dopo gli impone un patto: ogni domenica preparerà per lei un pranzo delizioso, in cambio resterà vivo. Owen accetta e resta quindi a bordo della Flying Rose. Accanto a lui, lo sguattero Joshua, a cui insegna a leggere e a scrivere; il gigantesco Apples, comandante in seconda, e due gemelli cinesi, Feng e Bai, esperti di arti marziali.  
Mentre si affanna a creare deliziose portate dai miseri ingredienti della dispensa e dal pesce pescato dai marinai, Wedgwood impara che Hannah non è solo una spietata piratessa, capace di far divorare vivo un traditore dai gabbiani, ma anche una donna forte che si fa strada in un mondo maschile senza perdere il fascino della femminilità.
Una storia di avventura, ma anche una favola anarchica dove si mescolano amore e gusto.

 

Considerazioni.
Da un pò non leggevo un romanzo che mi prendesse tanto e che fosse così intrigante tanto a livello di trama, quanto a livello di scrittura. Sul serio, non credevo proprio.

Se da un lato, infatti, mi sono trovata di fronte ad un romanzo che avrebbe, a prima occhiata, potuto essere qualcosa di strambo e un pò surreale, ironico - piratesco, si è dimostrato poi un romanzo tutt'altro che surreale, ma intenso, drammatico, riflessivo, ben costruito, ben argomentato, coinvolgente e "piratesco"/marinresco come poche letture.

Leggendo la trama mi ero fatta la strana idea che questa storia fosse un misto di ilarità e commedia, chissà perchè poi, ed invece sebbene la storia venga narrata da un cuoco, che viene rapito da una donna che comanda un brigantino e con quest'ultimo terrorizza i mari inseguendo una certe Volpe e cercando di distruggere un capitano francese malato per i congegni esplosivi e una compagnia inglese truffaldina, i toni sono più drammatici - avventurosi.
Tutto subito non capiamo bene cosa accada e i meccanismi che muovono il Capitano Hanna Mabbot, questo capitano sanguinario, con i capelli rossi, tante lentiggini "come se fosse passata attraverso una nebbia di sangue" e la voglia di portare una giustizia tutta sua attraverso coste che lambisce con la sua stramba ciurma di uomini,"che se avessi dovuto descrivere sulla terra ferma non avrei che definito circensi" che stravedono per lei e per lei morirebbero.

Ma poi, tra confessioni, ricette di cucina improbabili e impossibili (come creare la pasta madre per il pane dove non c'è nè acqua naturale, livieto, nè temperatura ideale), attacchi, ruberie, incidenti, sangue che scorre da prua a poppa, tentativi di fuga e incontri fortuiti, vedremo come un tranquillo cuoco legato alla terra ferma, alle abitudini, alle sue ricette e alla vita altolocata, diventi un cuoco capace di creare ricette sublimi con pochi ingredienti, su una nave che oscilla costantemente, capace di destreggiarsi in agguati, guerre tra navi e la politica del tradimento, dei segreti e della pirateria, in grado di apprezzare un capitano donna, se non addirittura amare.

Man mano che la storia s'inerpica nelle spiegazioni, nella scoperta dei personaggi, che mostra il fianco nelle battaglie, che scivola nel mondo che lascia le coste sicure della terra e prende largo "Cannella e polvere da sparo" assume un suo peculiare fascino che non cede di un attimo per tutta la storia, che non si lascia scalfire dalle coincidenze, dai moti d'animo, che non si lascia surclassare dalle ambientazioni bellissime, tentatrici e paradisiache, che non cede di fronte alla sorte dei personaggi, che mutano visibilmente al lettore che segue, si preoccupa, salta sulla sedia a ogni bordata che viene ricevura dalla Rosa Volante (la nave del Capitano), che vuole vedere come Wedgood, il cuoco, si comporti di fronte a impaccagioni, omicidi, ruberie, tentativi di fuga, rapimenti e altre scorrettezze varie che Mabbot gli insegnerà essere essenziale nella vita di un pirata, un forzatore di blocchi, che solo la morte può fermare.

 

Ho trovato la scrittura di Brown particolarmente efficace sia per la scelta di un profano della nautica e dei suoi complessi termini - per entrare nel mondo di coloro che abitavano le navi come una casa - ed ho ammirato basita i dettagli di cui compone il romanzo, aggettivi, sostantivi perfetti, giusti, azzeccati, che arrichiscono senza infarcire, che colorano invece di trabordare; ho trovato la sua prosa in cucina affascinante, musicale, toccante. Esempio?
“Come con il clavicembalo, per produrre un suono piacevole, si devono suonare diversi tasti in armonia. La stessa cosa vale per il sapore.” [...] “Il naso ha percezioni infinite, il palato solo sei.“I sapori del palato hanno i loro analoghi nella vita quotidiana: il sale è lo spirito del sangue e delle lacrime, della vittoria e della sconfitta. Il suo colore è il rosso. L’aspro è un richiamo all’attenzione, uno schiaffo sul groppone, la puntura di una spina che ti sollecita a partecipare. Il suo colore è il bagliore giallo sotto l’ala di un fringuello.” [...] “Il dolce è la mano che ci saluta, il latte materno, il bacio, il letto caldo. Il suo colore è l’arancio del crepuscolo. L’amaro è l’amore dietro una parola severa, è forza d’animo acquisita con difficoltà. Il verde è il suo colore. L’astringenza è un vento forte; restringe e pulisce, invoca l’autonomia. È il blu dell’acqua fredda.” [...] “Il Cancello di Perla è l’ultimo sapore,” ho detto. “Nominato raramente, vive sul pendio oscuro del palato molle. Ritrovato solo in brodi molto particolari, è il sapore che rimase dopo che Dio ebbe insufflato la vita in Adamo. È il sapore che anima l’argilla e il suo colore è il viola". "Cannella e polvere da sparo" di Eli Brown.
 
Così come per il cibo anche per le descrizioni dei personaggi sono quasi auliche, musicali, bellissime:
"Il cipiglio di Mabbot è come il vento carico di nevischio pungente su un lago ghiacciato. È il modo in cui si guarda un insetto che è appena uscito dalle pagine di un libro un momento prima di tagliarlo in due con l’unghia del pollice." "Cannella e polvere da sparo" di Eli Brown.

Capito cosa intendo? Brown è micidiale, destruttura la tua capacità di prevedibilità e trasforma una storia che potrebbe sembrare banale e scontata in una storia commovente, partecipativa, appassionante e indimenticabile per i suoi contrasti, le sue imperfezioni e le sue descrizioni bellissime ... i suoi sentiementi gentili e toccanti, da un punto di vista diverso, alieno e bellissimo.

Più che promosso, 
con lode.

Eli Brown vive una fattoria sperimentale in Alameda, California. Il suoi scritti sono apparsi su The Cortland Review Homewrecker: An Adultery Reader. Il suo primo romanzo, The Great Days,ha vinto il Fabri Literary Prize.

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