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Recensione: "La stella di Seshat" di Giorgia Penzo e "Numeri a Perdere" di Riccardo Gavioso

sabato 30 agosto 2014

 
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 La Stella
 di Seshat
di Giorgia Penzo 
Pagine 28
Prezzo € 0,99 
 SEM Edizioni
già disponibile
solo ebook
voto:

3/5
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Un’archeologa, un antiquario e un illusionista condividono quello che sembra un dono inspiegabile: da secoli non invecchiano, e nemmeno le malattie sembrano scalfirli.
Rebecca Fitzroy lavora per il British Museum dal 1805. Il furto di un antico manufatto da un lussuoso appartamento di Picadilly la porterà a ricongiungersi con Malachia Cherubini e Robert Drake, conosciuti durante una spedizione al tempo della regina Vittoria. 
Un enigma in caratteri geroglifici è il loro unico indizio. Quello che nasconde è il sapere supremo.
Cosa sareste disposti a sacrificare per conoscere voi stessi?

“La Stella di Seshat” è il racconto 3° classificato alla prima edizione del concorso letterario #SEMantica 22 indetto da SEM Edizioni.
Considerazioni.
“Longevi, ci chiamavamo tra noi. Eravamo una sorta di Dorian Gray ambulanti senza un ritratto marcescente in soffitta e, durante i secoli, avevamo collezionato i più stravaganti epiteti: streghe, vampiri, angeli, demoni, doppelgänger.
Non avremmo mai conosciuto le gioie della maternità o della paternità, poiché i nostri figli morivano – senza eccezioni – appena venuti alla luce. Avremmo potuto tentare all’infinito, accontentarci di sentire per nove mesi i loro calci ovattati attraverso la pelle del ventre, per poi dover accettare di vederli spegnersi appena fatto capolino nel mondo.
Avevo seppellito tre figli, tutti nati morti alle prime avvisaglie di autunni distanti vite intere l’uno dell’altro. Alcune sere percepivo ancora la sensazione asfissiante della terra bagnata sotto le unghie. Temere che la propria creatura, di cui non hai mai udito il pianto, possa sentire freddo sotto la terra è il primo segnale di una follia disperata.
Scavare tra le lacrime per riabbracciare quel corpo inerme e bianco, che non è mai stato vivo se non nel buio del tuo grembo, e poi desistere in un barlume di lucidità è un’esperienza straziante. Si rimane con un pugno di fango in mano, la gola stretta dall’angoscia e il cuore vuoto.
Ho sentito tre figli crescere e perire dentro di me. E se fossi così folle da riprovarci, un quarto, un quinto e un sesto mi farebbero singhiozzare dalla gioia e poco dopo dal tormento. Così sarà per sempre. È una delle mie tante condanne.
Malachia, Robert e io non potevamo dirci amici. Tuttavia lo eravamo, quasi inevitabilmente, per una serie di eventi e per la maledizione che ci univa.
Nella mia lunga carriera ne avevo profanati di sarcofagi, templi e necropoli. Così innumerevoli, che ormai avevo perso il conto. Eppure, con tutti gli anatemi che mi ero tirata addosso, nessuno di questi era ancora riuscito a farmi apprezzare quello sotto il quale ero nata.”  - 
da "La stella di Seshat" di Giorgia Penzo

Questo è "La stella di Seshat" della Penzo, una storia dalle tinte scure, torbide, quasi gotiche, immense in un'ambientazione particolare, non più nordica - come ci si aspetterebbe da queste storie - bensì egiziane. 
Oltre ad esserci elementi che riportano all'uscurità, alla maledizione, all'immortalità, ci sono anche elementi che avvicinano i personaggi alla cultura egizia con i le tradizioni di templi, sarcofagi e necropoli. Non mancano poi accenni piuttosto marcati all'umanità dei personaggi, con i loro sentimenti molto vividi, molto toccanti, quasi fragili e volubili dovuti al loro passato e quello che sono.
Il mix è particolarmente innovativo perchè non rende così ovvio il racconto, ma grazie alla "mitologia" egizia, tutto diviene più intrigante e grazie alla "freschezza2 della scrittura della Penzo il racconto diviene una turbine che nasce dalla sabbia e vi termina in un attimo.
Proprio quet'ultimo elemento costituisce la forza e la pecca del racconto. Sebbene questa storia sia infatti molto carina, è veramente molto  breve, tanto che non risolve tutto quanto messo "sul piatto" dalla Penzo. Questo, se da un lato permette di lasciare un alone di mistero sulla storia, non concede però del tutto soddisfazione per il lettore, che stringendo un pugno di sabbia vede sfuggire più di qualche granello alla sua curiosità, che non viene del tutto soddisfatta.

Complessivamente promuovo la Penzo, che come sempre trova una linea narrativa intrigante, con il suo stile brillante e poetico, che in qualche modo è decisamente innovativa e permette di leggere un racconto che rimane impresso, anche se si vorrebbe conoscere, in conclusione, qualcosa di più! Sarebbe un'ottimo spunto per un romanzo più corposo o l'inizio di una serie di avventure...

Giorgia Penzo è nata a Reggio Emilia nel 1987. Dopo aver conseguito la maturità magistrale, s’iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Parma dove si laurea a pieni voti. Le discipline a cui resta particolarmente legata sono Filosofia e Storia del diritto.
Essendo da sempre interessata al passato e ai suoi protagonisti, la storia e la ricerca sono parte integrante della sua passione per la scrittura. I suoi interessi spaziano dalla mitologia classica, fino all’arte e il cinema. E' autrice di diversi racconti, e di una duologia urban fantasy composta dai romanzi “Red Carpet” e “Asphodel“ (Editrice GDS). A Marzo 2014, con il racconto “La Stella di Seshat”, si classifica al terzo posto nel concorso letterario #SEMantica 22 indetto dalla casa editrice SEM Edizioni. Con la casa editrice digitale Genesis Publishing ha pubblicato il saggio storico giuridico “I processi a Luigi XVI e Maria Antonietta – Dal trono al patibolo”.

Racconti
● "Berlino 1942", Origami Edizioni, 2013.
● "Il regno dell'Effimera", Origami Edizioni, 2013.
● “Il riflesso di Carola” (Le Mele Avvelenate, AA.VV.), La Mela Avvelenata, 2014.
● "L'ancella delle regine" (Giù la maschera, AA.VV.), La Mela Avvelenata, 2014.
● "La Stella di Seshat", SEM Edizioni, 2014.
● "Nelle ombre" (Asylum 100, AA.VV.), ST-Books, 2014.
● "La Custode di Joanne" (Angeli vs. Demoni, AA.VV.), La Mela Avvelenata, 2014.

Romanzi
● "Red Carpet" (Duologia di Red Carpet #1), Editrice GDS, 2013.
● "Asphodel" (Duologia di Red Carpet #2), Editrice GDS, 2013.

Saggi
● "I processi a Luigi XVI e Maria Antonietta - Dal trono al patibolo", Genesis Publishing, 2014

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 Numeri a 
perdere
di Riccardo Gavioso
Pagine 144
Prezzo 12€
  Arpeggio Libero
già disponibile
cartaceo ebook
voto:
 
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Numeri a perdere nasce da un’idea innovativa: l’affiancamento di racconti ad articoli “giornalistici”.
Non volendo turbare l'autore con questa recensione, che mi ha detto essere in "corrispondenza quasi perfetta" con altro blog (che avrei anche indicato, ma che non conosco) ho deciso di rimuovere il post. Non mi era davvero ancora mai capitato, ma la vita è piena di interessanti scoperte ...  

6 commenti:

Ludo ha detto...

Woah, Giorgia Penzo è proprio giovane! Questo libro mi ispirerebbe anche, in vero.

Quanto al racconto e ai racconti, in generale, credo che sia un genere difficilissimo: da un lato ti offre la possibilità di concentrare il meglio in poche pagine, dall'altro la brevità è estremamente difficile da gestire per l'autore, soprattutto se è abituato a sviluppare le proprie storie sul modello del romanzo.

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludo!!!!
Vero, concordo assolutamente con te! Non tutti gli autori sanno bene gestire i racconti (li "frega" moltissmo la brevità), ma di alcuni (per ora soprattutto di genere noir) questi sono il punto forte, ed allora è un piacere enorme leggerli ...

riccardo gavioso ha detto...

Sono d'accordo, si figuri la mia sorpresa quando, volendo ringraziare, mi accorgo che il ringraziamento viene letto come accusa. Sorpresa che aumenta quando non ricevo risposta privata alla mia dettagliata spiegazione, ma una reiterazione di accuse tramite blog. Fortuna che gli avi ci vengono in soccorso: excusatio non petita... Così rifletto sul fatto che la famosa frase le era stata inviata quando le mandai il materiale per la recensione e su fatto che diverse volte lei fa riferimento al libro definendolo romanzo, cosa decisamente curiosa per chi si occupa di libri.
A questo punto siamo a posto, la sua errata lettura delle mie parole è diventata assolutamente corretta, quindi, faccia sparire la mia risposta e due teiere, inserisca una pessima recensione al libro (attenzione, libro, non romanzo) e vivremo tutti felici e contenti.

Endimione Birches ha detto...

Non rispondo volutamente alle reiterate provocazioni, di cui questa è solo l'ultima. Soprattutto se non si è mai nemmeno posto il problema di essersi spiegato male ... forse perchè nelle sue parole non vi era era una mia errata lettura (come ha dato per scontato nella sua intransigente e convinta opinione), ma una sua errata esposizione.
Buona giornata
Endi

Giorgia Penzo ha detto...

Endimione grazie mille per la bellissima recensione! :)
Il racconto è nato per partecipare a un concorso letterario indetto da una casa editrice milanese (SEM Edizioni), dalla quale poi è stato pubblicato.
Avevo un numero di battute da non superare, per questo la narrazione è "condensata" :)
Ma il tuo consiglio me lo tengo ben stretto... Chissà che in futuro Rebecca & Co. non vivano altre avventure... ;)
Un abbraccio!

Endimione Birches ha detto...

@Giorgia
Figurati!! Sono sempre molto contenta di vedere a quali avventure la tua mente fantasiosa mi condurrà!!!
In bocca al lupo per le tue prossime opere e grazie per essere passata!
Endi