Recensione: "Una vita da libraio" di Nicola Mucci.

mercoledì 17 settembre 2014

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 Una vita
 da libraio
di Nicola Mucci
Pagine 224
Prezzo 12,00 €
Jo March 
Agenzia Letteraria
già disponibile
voto:
 4/5
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Alfredo fa il libraio.
La sua non è stata esattamente una vocazione, difatti ha proseguito senza particolare convinzione l’attività del padre (che è scappato con l’amante, lasciando di punto in bianco famiglia e libreria).
Gli affari non sono mai andati troppo bene, ma i guai seri arrivano quando il colosso mondiale della distribuzione libraria, la Books, Books & Books Co. Ltd, decide di aprire un punto vendita in città.
Nella vita di Alfredo, che ancora vive con la mamma, fanno improvvisamente irruzione anche due donne, molto diverse l’una dall’altra: la prima farà breccia nel suo burbero cuore, la seconda gli farà capire quanto in realtà ama il lavoro che svolge in apparenza controvoglia.
Fra le citazioni dei romanzi più amati e gli espedienti più stravaganti, riuscirà il nostro goffo eroe nell’ardua impresa di conquistare la sua amata e di non far chiudere la libreria di famiglia? Una storia divertente e al contempo amara, dedicata a chi ama i libri e le librerie.

 

Considerazioni.
La Jo March, casa editrice che propone pochi titoli all'anno, ma assolutamente validi, fino ad ora aveva pubblicato autori tutti stranieri, preferibilmente anglofoni, per cui quando ha arrischiato una pubblicazione tutta italiana con  "Una vita da libraio" mi sono drizzare le orecchie.

Questo romanzo, che può essere riassunto brevemente come la lotta di un piccolo libraio, Alfredo, che si trova a gestire una libreria - che non ha proprio voluto, ma ereditato - contro un colosso editoriale che ha deciso di aprire una delle sue mega librerie proprio nella stessa città del protagonista. Ovviamente non sarà semplice per Alfredo, il quale è diviso su molteplici fronti: tra il dovere, l'eredità che si trova a gestire, la sostanziale insoddisfazione generale (non ultimo il fatto che viva ancora con la mamma).

Il romanzo coinvolge anche altre vite ed esistenze che orbitano intorno all'assennato libraio e che si intrecciano più o meno in relazione alla sua battaglia. Belle le due figure femminili che gli fanno da contro altare e che saranno proprio loro, con le loro personalità e caratteri a cambiare profondamente Alfredo.

Devo dire che mi è piaciuto molto questo piccolo romanzo che cerca di narrare una storia semplice, graziosissima, intensa e calorosa, nel suo piccolo, che riesce a essere una visione soggettiva di una vita  insoddisfatta, che trova la sua strada proprio attraverso i libri (quella di Alfredo) ed al contempo quella collettiva (di un paese) di "supporto" - ma non solo - ad un uomo che conoscono bene, che è uno di loro, e che subisce delle piccole "scosse", che  si riverberanno anche sugli tutti loro.



Estremamente piacevole è la scrittura e lo stile di Mucci, che nel narrarci della figura di Alfredo ha deciso di farlo con spirito, ironia, fluida comprensione e dolcezza, e questa sua scelta è per me, almeno, stata vicente.

Il romanzo infatti si, una sorta di commedia, ma anche un momento di riflessione per chi ama i romanzi - che troveranno diversi consigli circa i libri da leggere, gli autori a quali fare affidamente per una lettura interessante, notevole o semplicemente per puro intrattenimento (idea che mi è piaciuto moltissimo) ovvero ancora troveranno la storia di un uomo che trova proprio nella carta stampata non solo il suo sostentamente materiale, ma anche un modo per comprendere quello che realmente vuole essere e la strada per realizzarsi (certo non senza qualche aiutino da parte di terze persone ... donne, diciamolo pure!).

Molto spesso, infatti, si dimentica che quello che vogliamo o pensiamo deriva dalla discussione con altre persone e che un nostro pensiero può provenire anche da un'opinione, da una domanda, da una consideraizone proveniente dai giornali e dai libri e che proprio quelle parole, eccheggiando nel nostro profondo sono ragione di mutamento.

Quindi? Nella sostanza io vi consiglio questo libro perchè vi giungerà inspettato con un dolce propbabilmente un pò banale esteriormente (la cover seppur carina, infatti, non si fa proprio notare sugli scaffali) ma che scoppia in bocca e vi coinvolge il palato e i sensi dandovi un'esperienza che ricorderete con assoluto piacere.



Nicola Mucci, nato ad Assisi nel 1974, dopo la laurea in giurisprudenza ha scritto per qualche anno sulle pagine del quotidiano locale «Il Messaggero-Umbria». Mentre svolge la professione legale, continua a riempire taccuini e block notes per dare spazio alla passione della scrittura. Nel 2007, ha pubblicato il suo primo romanzo, Il ragazzo che sognava di giocare al Curi. Sposato, è padre di due bambini.

2 commenti:

Tania Paxia ha detto...

Già il titolo mi ispirava, dopo la recensione, la storia mi incuriosisce ancora di più! :)

Endimione Birches ha detto...

me contenta ^ ^!!