★ Neri Pozza, ti prego, regalami un sogno, un'epifania o un'illusione, prima delle feste ★

martedì 2 dicembre 2014

Come sempre eccomi a indicarvi le uscite principali della Neri Pozza, la quale riesce sempre a scovare nuovi e interessanti romanzi. Questo mese mi hanno attirato meno titoli del previsto, aspetto comunque di lasciarmi attirare da qualche breve introduzione, appena riuscirò ad infilarmi in qualche libreria, giusto per comprendere meglio il viaggio in cui dovrò avventurarmi.

A voi piace qualche titolo?

 

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Manuale
 di danza
 del sonnambulo
di Mira Jacob
pagine  512
prezzo 18€
Neri Pozza
già disponibile
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Amina Eapen è un’indiana-americana che vive a Seattle e si guadagna da vivere come eccentrica fotografa di matrimoni. 
cover originale
Quando la madre Kamala la chiama da Albuquerque, nel New Mexico, per dirle che la salute di suo padre Thomas è gravemente peggiorata, Amina si lascia tutto alle spalle e si precipita nella casa dei suoi genitorie della sua infanzia. Dalle pareti agli oggetti più minuscoli, ogni cosa fa di quella casa un vero e proprio armadio dei ricordi in cui è racchiusa la storia della sua famiglia: dalla fuga dall’India, dopo che suo padre aveva litigato con la nonna, al tragico pomeriggio in cui dall’Oriente giunse la notizia della morte della nonna e dei familiari nell’incendio appiccato da Sunil, il fratello sonnambulo di Thomas, ai primi giorni di scuola in cui tutti i compagni parlavano una lingua incomprensibile e sconosciuta. 
Ricordi che si fanno più vivi quando, sotto il portico di casa, sentendo suo padre parlare con la madre morta da anni, Amina comprende che i giorni del suo vecchio genitore sono ormai giunti alla fine. E con essi anche l’intero mondo della sua infanzia. Per restarne in qualche modo aggrappata, decide di reincontrare i vecchi amici, i compagni di scuola, innanzi tutto Jamie, un ragazzo cattolico di buona famiglia di cui era stata innamorata e che ora insegna all’università. 
Il dolore per l’imminente morte del padre sembra, tuttavia, sovrastare ogni sforzo di riandare ai giorni felici dell’infanzia. Tutto sembra irrimediabilmente e vanamente trascorso agli occhi di Amina – la famiglia, la giovinezza, l’esistenza presente fatta di uno sciocco, bizzarro lavoro – quando una telefonata da Seattle la informa che un noto gallerista ha visto alcune sue foto e vorrebbe esporle. 
Che sia il vero inizio della sua vita? Scritto con uno stile impeccabile e popolato da personaggi dotati di grande umanità, il romanzo di Mira Jacob racconta l’emozionante storia di una famiglia indiana emigrata in America e di una bambina che, quasi senza accorgersene, è diventata grande senza aver realizzato nessuno dei suoi sogni. Un romanzo delicato e commovente sull’importanza di conoscere e difendere le proprie radici, per trovare il proprio posto nel mondo.


«Intenso e intelligente, il primo romanzo di Mira Jacob passa senza sforzi dall’India gli Stati Uniti, dipingendo il vivace ritratto di un mondo in continuo
mutamento».
Gary Shteyngart, autore di Storia d’amore vera e supertriste
«Un debutto emozionante… L’autrice a un talento magnifico nel ricreare il caotico procedere della vita di una famiglia, tra gioia, tristezza, rustrazione e rabbia».
Publishers Weekly

«Il paragone con Jhumpa Lahiri è inevitabile. Entrambe scrivono con onestà sul divario generazionale sulla famiglia. Jacob, tuttavia, è più propensa alla commedia».
Kirkus Review
«Il ritratto memorabile e drammatico i una famiglia in divenire».
Booklist

«Mira Jacob ha scritto un romanzo d’esordio epico, accecante. Non avrei mai voluto che finisse».
Julie Klam

«Cattura subito il lettore e non lo lascia più andare. I suoi punti di forza risiedono nella tristezza, nella rabbia e nell’umorismo dei protagonisti».
Sam Lipsyte
Mira Jacob è una scrittrice indiana-americana. Ha fondato il Pete’s Reading Series a Brooklyn, ha lavorato come web-editor e ha insegnato scrittura creativa a New York, New Mexico e Barcellona. I suoi scritti sono stati pubblicati su libri, riviste, tv e sul web. Attualmente vive a Brooklyn con il marito documentarista Jed Rothstein e un figlio. Manuale di danza del sonnambulo è il suo primo romanzo.

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Annoverato tra i migliori crime e thriller dell’anno dal Guardian, dall’Economist e dal Financial Times, Uno strano luogo per morire ha svelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Derek B. Miller, un narratore che «si unisce alla schiera dei Jo Nesbø, Stieg Larsson e Henning Mankell, la santissima trinità degli scrittori di crime scandinavi»
Booklist



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Uno
strano luogo
per morire
di Derek B. Miller
pagine  304
prezzo 17€
Neri Pozza
già disponibile
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«Cosa ci verrei a fare? Sono americano. Ebreo. Ho ottantadue anni. Sono un vedovo in pensione. Un marine».
Sheldon Horowitz non è andato per il sottile la prima volta in cui sua nipote Rhea ha osato chiedergli di trasferirsi da lei e Lars, suo marito, a Oslo. Un ebreo del New England, un ex combattente, capace, durante la guerra in Corea, di premere il grilletto di un fucile con il tocco di un amante e di far fuori la bellezza di dodici uomini, catapultato a Oslo?! Tra i ghiacci della Norvegia?!
cover originale
Dinanzi però alle insistenze di Rhea, stufo forse di vagare da solo per le strade di New York dopo la scomparsa della moglie Mabel, Sheldon ha ceduto ed è andato a vivere nella città in cui la nipote si è fatta strada come architetto e suo marito come sviluppatore di giochi.
Nel quartiere di Oslo dove abita, la popolazione è in maggioranza composta da balcani, pakistani e somali traslocati nel parco locale a masticare incessantemente khat. Sheldon trascorre la maggior parte del tempo a passeggiare oppure a rimuginare, tra le pareti di casa, sul suo passato di cecchino e sul suo non aver fatto colpevolmente nulla perché, anni addietro, durante la guerra inVietnam, Saul, il padre di Rhea, non ci lasciasse le penne.
Un giorno, mentre è comodamente allungato sul divano a leggere un libro di Danielle Steel, sente delle grida provenienti dal piano di sopra. Grida in una strana lingua dai toni acidi e livorosi. Poi tonfi, botte, singhiozzi e passi in avvicinamento, rapidi e regolari, fino a che sulla soglia del suo appartamento non compare una donna. T-shirt, giacca di pelle marrone da quattro soldi, gioielli vistosi e pacchiani. Al suo fianco, Sheldon vede un ragazzino di otto anni al massimo, visibilmente terrorizzato. Ai piedi porta stivaletti di gomma blu elettrico con orsetti disegnati a mano sui lati. Il resto del corpo è avvolto in una cerata verde.
Gli eventi precipitano in un istante. Dapprima il respiro e i passi pesanti di chi è in cerca dei due fuggitivi sulle scale, poi dei colpi sulla porta e, infine, la donna che spalanca gli occhi, spinge il bambino verso Sheldon, mima con le labbra parole che lui non comprende, e corre su per le scale, incontro ai suoi inseguitori.



ECONOMIST TOP FICTION libro dell’anno
FINANCIAL TIMES best book dell’anno
GUARDIAN best crime e thriller dell’anno
KIRKUS REVIEWS best crime dell’anno
«La letteratura nordica di crime ha una nuova stella. Miller ha davanti a sé una grande carriera».
The Times

«Umano, dark e commovente. Un romanzo ricco di personaggi credibili e con un eroe grandioso. Eccezionale!»
The Herald Sun

«Un debutto incredibilmente sicuro che è insieme studio psicologico, parabola politica che sembra criticare l’approccio interventista degli Stati Uniti, e la storia di un vecchio e della sua ultima possibilità di venire a patti con i propri demoni».
Sunday Times

Derek B. Miller è il direttore del Policy Lab, organizzazione dell’Istituto per la Ricerca del Disarmo delle Nazioni Unite. Dopo la laurea in relazioni nternazionali all’Università di Ginevra e un master in studi sulla sicurezza della Georgetown University, in cooperazione con il St Catherine’s college, Oxford, ha cominciato a scrivere. Uno strano luogo per morire è il suo primo romanzo. Vive a Oslo con la moglie e i figli.
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Senza 
parole
di Edward St Aubyn
pagine 208
prezzo 16€
Neri Pozza
già disponibile
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Sono i giorni dell’Elysian Prize a Londra, e l’intera società letteraria del Commonwealth è in fermento. Benché sia confinato al mucchio di ceneri imperiali di un’istituzione cara forse soltanto alla Regina, il Premio è uno dei riconoscimenti piú ambiti negli illustri salotti letterari londinesi, in quelli altrettanto nobili di Edimburgo e tra i notabili di Nuova Delhi.
cover originale
Sponsorizzato dalla Elysian, un’industria agricola che annovera tra i suoi prodotti alcuni degli erbicidi e dei pesticidi piú devastanti sulla faccia della terra, il Premio ha nel suo consiglio d’amministrazione Sir David Hampshire, ex segretario generale del Ministero degli esteri durante la Guerra Fredda, un vecchio mandarino che, da buon relitto di quell’epoca gloriosa, ha fatto man bassa delle cariche riservate alla gente del suo rango. Incaricato di selezionare la giuria, Hampshire ha chiamato a presiederla Malcolm Craig, parlamentare d’opposizione con una fugace esposizione al pallido sole caledoniano nelle vesti di sottosegretario di Stato per la Scozia, vesti di cui si è dovuto spogliare in gran fretta dopo un maldestro discorso sull’indipendenza della Scozia contrario alla linea del suo partito.
Nell’ingrato compito di scegliere i romanzi in concorso, Craig deve vedersela con una giuria composta da Jo Cross, star del giornalismo la cui passione è stabilire la «rilevanza» delle opere presso i suoi lettori; da Vanessa Shaw, accademica di Oxbridge cui interessa soltanto la «qualità della scrittura»; da Penny Feathers, vecchia amichetta di Hampshire al ministero degli Esteri, «un’autrice di chiara fama» di cui si ignorano le pubblicazioni; e da Tobias Benedict, figlioccio di Hampshire, «lettore fanatico fin da quando era bambino», che, non palesandosi quasi mai alle riunioni, spedisce lunghi biglietti di scuse in cui afferma di essere presente «in spirito, anche se non in carne e ossa».
Tra gli autori meritevoli dell’attenzione della giuria figurano Sam Black, giovane scrittore di un’opera carica di impeccabile dolore e di riconoscibile matrice autobiografica; Katherine Burns, avvenente autrice che ha infranto il cuore di Black e che, come una salonniere dei bei tempi andati, passa da una relazione all’altra con uomini di almeno vent’anni piú di lei; Hugh Macdonald, con il suo brutale resoconto della vita in un quartiere popolare di Glasgow dove batte il cuore oscuro del Welfare State; Sonny, seicentocinquantatreesimo maharajah di Badanpur, autore del magnum opus L’elefante di Mulberry, accompagnato dalla Zietta, autrice a sua volta di Ricette di Palazzo, pubblicato da una casa editrice indiana con un solo altro titolo in catalogo; e numerosi altri. L’Elysian Prize, però, riserva sempre, come ben sanno negli illustri salotti letterari londinesi, graziose e imprevedibili sorprese.
Opera in cui l’autore dei Melrose conferma il suo straordinario talento, Senza parole è una delle piú divertenti incursioni che sia dato leggere nel «deserto del Reale» che caratterizza la società letteraria odierna.


«Un feroce romanzo satirico sbeffeggia la vanità di scrittori, editori, giornalisti e critici».
Alessandro Gnocchi, il Giornale
«St. Aubyn ci regala un racconto vivace e tagliente, godibile dalla prima all'ultima riga».
Mario Fortunato, L'Espresso

«St. Aubyn, mostruosamente bravo, scrive un libro spassoso, malinconico, raffinatissimo».
Elena Stancanelli, D.repubblica.it
Edward St. Aubyn, nato nel 1960, è autore, oltre che dei quattro romanzi di I Melrose, di At Last, ultimo capitolo della saga di Patrick Melrose, e di altri due libri: On the Edge e A Clue to an Exit.
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Ricordo inoltre queste due belle uscite







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Noi
di David Nicholls 
pagine  431
prezzo 18 euro
Neri Pozza
dal 30 ottobre
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Douglas e Connie si conoscono alla fine degli anni Ottanta, quando il muro di Berlino era ancora in piedi. Trent’anni e dottore in biochimica, Douglas trascorreva allora i giorni feriali e gran parte del weekend in laboratorio a studiare il moscerino della frutta, il drosophila melanogaster.
Connie, invece, divideva il suo tempo con una «combriccola di artistoidi», come li chiamavano i genitori di Douglas: aspiranti attori, commediografi e poeti, musicisti e giovani brillanti che rincorrevano carriere improbabili, facevano tardi la sera e si radunavano a volte a casa di Karen, la sorella di Douglas piuttosto promiscua in fatto di amicizie, a bere e discutere animatamente.
cover originale
 Ed è durante una festa nel minuscolo appartamento di Karen, in mezzo a sedici persone accalcate intorno a un asse da stiro, che Douglas si imbatte per la prima volta in Connie: capelli ben tagliati e lucenti, un viso stupendo, una voce sensuale, distinta ed elegante con i suoi vestiti vintage cuciti su misura, attillati e perfetti. Sono trascorsi piú di vent’anni da allora e Douglas e Connie sono sposati da decenni e hanno un figlio, Albie. Douglas ha cinquantaquattro anni e la sensazione di scivolare verso la vecchiaia come la neve che cade dal tetto. Connie è sempre attraente e Douglas la ama cosí tanto che non sa nemmeno come dirglielo, e dà per scontato che concluderanno le loro vite insieme.
Una sera, però, a letto, Connie proferisce le parole che Douglas non avrebbe mai voluto sentire: «Il nostro matrimonio è arrivato al capolinea, Douglas. Penso che ti lascerò». Una storia finita, aggiunge Connie, con i diciassette anni di Albie che sta andando via di casa per proseguire i suoi studi d’arte altrove. Una storia da suggellare con un ultimo viaggio da fare insieme: il Grand Tour nelle maggiori città d’arte europee per preparare Albie a entrare nel mondo degli adulti, come facevano nel Settecento. Douglas, cui la vita sembra letteralmente inconcepibile senza Connie, decide che non può terminare tutto cosí, che l’amore non può svanire solo perché si è finito di occuparsi di un figlio. 
Accetta perciò di partire per quell’ultima vacanza insieme, un Grand Tour non per diventare piú colto, sofisticato e ricco d’esperienza come facevano nel Settecento, ma per riconquistare la moglie, e quel figlio che sembra scontento dell’uomo che sua madre ha scelto per metterlo al mondo. 
Romanzo commovente e irresistibile, atteso in tutto il mondo dopo lo strepitoso successo di Un giorno, Noi, selezionato per il Man Booker Prize 2014, è stato accolto dall’entusiasmo della critica e del pubblico nei numerosi paesi in cui è apparso.

David Nicholls ha lavorato a lungo con la BBC realizzando adattamenti shakespeariani e numerose serie di successo, premiate con due nomination per i BAFTA Awards. Tra i suoi romanzi Le domande di Brian (BEAT 2011), Il sostituto (BEAT 2012) e Un giorno (Neri Pozza 2010), da cui è stato tratto un celebre film diretto da Lone Scherfig, con Anne Hathaway e Jim Sturgess.
http://www.davidnichollswriter.com/
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La lista 
di Lisette
di Susan Vreeland
pagine 432
prezzo 18€
Neri Pozza
già disponibile
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E' il 1937 quando Lisette giunge a Roussillon, un villaggio della Provenza appollaiato in cima a una montagna, con le case dai colori armoniosi che si inerpicano fino in vetta e sembrano abitate da elfi, fate e cantastorie.
Vent’anni, e nel cuore la speranza di un apprendistato alla galleria d’arte Laforgue di Parigi, Lisette approda nel villaggio con l’animo tutt’altro che incline all’idillio. André, il marito, ha deciso di abbandonare la capitale e trasferirsi in quel borgo sperduto perché il nonno, Pascal, gli ha chiesto aiuto a causa della sua cagionevole salute. Per andare in suo soccorso, André ha rinunciato al prestigioso ruolo di funzionario nella Corporazione degli Encadreurs, l’associazione dei corniciai parigini, e Lisette al suo anelito d’arte.
A Roussillon, però, i due non si imbattono affatto in un anziano malandato e in fin di vita, ma in un aitante ottantenne in evidente buona salute. Col cappello scamosciato aderente al cranio come una seconda pelle, Pascal trascorre il suo tempo sul campo di boules, a sfidare amici e conoscenti a colpi di bocce d’acciaio grandi come pugni.


cover originale
Ritrovarsi nella provincia francese per soccorrere un vecchio che, all’apparenza, non ha alcun bisogno d’aiuto sembrerebbe un’autentica beffa per la giovane coppia e per Lisette, in particolare, la parisienne che considera Parigi la sua felicità e la sua anima. Nel chiuso, tuttavia, della sua casa, un edificio a due piani con lo stucco d’un ocra sbiadito, un rampicante stentato sopra la porta e, accanto, una fioriera con una pianta avvizzita di lavanda, Pascal mostra a Lisette e André la ragione vera del loro arrivo a Roussillon: sette dipinti appesi alle pareti che raffigurano casolari di campagna, campi con montagne sullo sfondo, fanciulle, nature morte, teste mozzate. Sette quadri che lasciano Lisette a bocca aperta poiché le nozioni d’arte apprese dall’amico Maxime non le consentono di sbagliare: quei dipinti sono dei capolavori di Cézanne, Pissarro e altri grandi maestri. Incomparabili opere d’arte in un «villaggio fuori dal mondo»! Costituiscono la lista di Pascal, il tesoro che il vecchio ha ricevuto dalle mani stesse degli artisti quando anni prima, «giovane, sprezzante e pieno di grandi idee», aveva pensato di improvvisarsi corniciaio a Parigi. Doni preziosi che racchiudono meravigliose storie d’arte e d’amore che Pascal vuole raccontare al nipote e alla sua giovane moglie parigina perché non vadano perdute.
Diventeranno la «lista di Lisette», i dipinti che la parisienne proteggerà quando, scomparso Pascal e perse le tracce di André, il rombo dei cannoni nazisti cercherà di zittire ovunque la civiltà e, in ogni città e contrada d’Europa, le SS, su ordine di Goering e Goebbels, si daranno al saccheggio e al furto di migliaia di opere d’arte.

«Dopo cinque romanzi dedicati a singoli artisti, da Artemisia Gentileschi ad Auguste Renoir, Susan Vreeland cambia pelle».
Brunella Schisa, il Venerdì
«Leggere Susan Vreeland è un'esperienza sensoriale. I colori si vedono, i profumi si respirano, l'olio sembra uscire dalle tele. È l'Arte al lavoro, raccontata nel divenire. Indagata a partire dall'angolatura di un pennello tuffato in pozzanghere di colore. Arte che diventa Letteratura».
Daniela Cavini, Sette
«Nella "lista" di Lisette la forza dell'arte che vince sulla violenza. Una donna sola contro la rapacità nazista nel nuovo romanzo dell'autrice americana».
Laura Ogna, il Giornale di Brescia
«Raccontando le vicende con una scrittura limpida e brillante che la contraddistingue da sempre, l'autrice affronta temi universali, parlando di conflitto e perdono, dolore e compassione».
la Repubblica Torino.it

Susan Vreeland vive a San Diego in California. Neri Pozza ha pubblicato tutte le sue opere: La ragazza in blu (2003), La passione di Artemisia (2002), L’amante del bosco (2004), Ritratti d’artista (2005), La vita moderna (2007) e Una ragazza da Tiffany (2010).

4 commenti:

lucrezia S. ha detto...

NerI Pozza, quanto amore <3
Io vorrei leggere Noi, spero mi arrivi per Natale :)

Endimione Birches ha detto...

Ciao Lucrezia!!
SI, anche io ♥♡♥!! Speriamo che i nostri desideri si realizzino!!!!!
Buona giornata!!!
Endi

Blog Expres ha detto...

"Noi" e "La lista di Lisette" ce li ho già in WL! Degli altri libri che hai segnalato mi attira molto "Uno strano luogo in cui morire"! Comunque i libri Neri Pozza hanno tutti un fascino particolare, vero? Ciao Maria

Endimione Birches ha detto...

Davvero!! Sono come le caramelle gommese per i bambini: stupende e irresistibili ...
Ho un problema di dipendenza con la NP!!!
xoxoxxo Cara Maria!!
Endi