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Recensione: "Ancillary Justice" di Ann Leckie

mercoledì 14 gennaio 2015

 
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Ancillary Justice
di Ann Leckie
pagine 384
prezzo 17€
Fanucci
già disponibile
ebook/cartaceo
voto:
5/5 
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 La serie "Imperial Radch" è composta da:

1. Ancillary Justice - Ancillary Justice
2. Ancillary Sword - ancora inedito
3. Ancillary Mercy - ancora inedito
cover originale del secondo romanzo
Justice of Toren, un’astronave dotata di intelligenza artificiale, ha trasportato per millenni le truppe del Radch, una superpotenza aggressiva ed espansionista basata sulla totale sottomissione e sorveglianza della popolazione.
cover originale primo romanzo
Justice of Toren non controllava solo i propri sistemi e computer, ma anche altre astronavi e milizie umane, soldati di cui sono rimasti soltanto i corpi, mentre i loro ricordi e ogni parte senziente sono stati eliminati.

Breq è quel che resta di Justice of Toren, un corpo dalle
sembianze umane privato della propria identità e connesso con l’intelligenza artificiale dell’astronave, ciò che tutti definiscono un’ancella, rifiutando di considerarla umana.

Eppure Breq avverte di avere una storia, e quando rinviene nella neve il corpo di un uomo abbandonato come un relitto fuori dal tempo, sente che appartiene al suo passato. Nella vendetta che sta tramando contro chi ha manipolato un intero popolo per farne una massa di automi al servizio della guerra, questo fatto straordinario può essere solo un vantaggio: nessuno in tutto l’impero potrebbe mai sospettare l’esistenza di un’entità autonoma, pronta a ribellarsi all’ordine stabilito.

In una narrazione che oscilla tra passato e presente verrà la vera storia del Radch, con i suoi intrighi politici e giochi di potere, e il vero scopo cui Breq aspira.




Considerazione.
Diciamolo ... mancava un romanzo fantasy che si collocasse nell'ambito della space opera! Dai tempi della lettura di Bujold Lois McMaster volevo immergermi in un romanzo ambientato nel profondo spazio, scritto magari da una donna (elemento capace di donare sempre qualcosa di diverso ai romanzi fantasy).

Ed ecco che finalmente arriva quest'anno, grazie alla Fanucci Editore, il primo romanzo, Ancillary Justice, della Leckie con la sua meravigliosa epopea denominata Imperial Radch, serie che si compone, almeno al momento, di tre romanzi.

Ancillary Justice ha vinto quasi tutto quello che poteva vincere, ed infatti ha portato a casa premi come Hugo, Nebula, British Science Fiction, Locus and Arthur C. Clarke Awards!!.

Curiosa come al solito volete che non mi sia buttata alla lettura di questa prima opera? Infatti sono qui, protamente, a darvene parere ... anche se ammetto che ho fatto veramente molta, ma molto fatica, perchè è una storia complicatissima sia per stile, che per salti temporali, per non parlare dell'articolazione della storia. Davvero difficile fare una recensione coerente senza perdersi o confordere chi ancora non ha approciato la storia!

Siamo nello spazio più inoltrato, governato dall'Impero Radch. Ora, tra le varie cose, dovete sapere che i prigionieri ribelli dell'Impero, se catturati - per maggiore sicurezza - normalmente, in questo ordine di cose, vengono tramutati in ancillaries, ossia corpi vuoti di volontà  umana e sostituiti con la volontà e il governo della AI della nave madre (una sorta di grande regina intorno alle quale ruotano come satelliti le navicelle-ancelle-dipendenti).
In questo contesto si muove l'ancilla Breq, della Justice of Toren (la quale si occupava del trasporto delle truppe del Radch), una navicella sopravvissuta misteriosamente alla distruzione della nave madre, che è un'intelligenza artificiale (anche IA di seguito). L'ancilla Breq, vagando in incognito da anni alla ricerca di quacosa che appare ignoto, proprio nelle prime pagine della storia, salva la vita a un uomo, Seivarden Vendaai, che aveva prestato servizio sulla nave madre di Justice of Toren anni e anni prima e smuove qualcosa in Breq, che lo aiuta.

Da questo momento in poi la trama si evolverà in modo decisamente complesso, con l'intreccio di diverse linee temporali:

- quella della distruzione della Justice of Toren
- quella di quanto accaduto negli ultimi anni di servizio di Seivarden sulla Justice of Toren
- quella dal ritrovamento da parte dell'ancilla Breq di Seivarden

Tre linee temporali che si accavallano, che vengono portate avanti insieme, creando un'intreccio fitto di avvenimenti da ricostruire piano piano, per comprendere meglio sia i protagonisti della storia che quest'ultima nelle sue sfumature e nelle sue evoluzioni.
E' incredibile vedere come la Leckie sia riuscita a ricostruire un'immaginario così vasto e complesso in modo così naturale, fluido, minuzioso e coinvolgente. E' un arazzo di momenti diversi, di personaggi (come l'Ancillary, Seivarden, l'Impero, ecc...) diversi sia nel presente, quanto nel passato che nel passato ancor più lontano.

Molto bello è stato assistere all'evoluzione dell'Impero Radch, il quale si compone di una specie di razza umana ma aliena, il quale è ispirato evidentemente a quello romano (come le strategie militari, gli aspetti amministrativi e di conquista della popolazione sottomessa, ecc...) ma su scala "spaziale" ed intrigantissima è ancor più la figura del suo capo supremo, Anaander Mianaai.

Immagine di Chris Foss - Slan by myriac
Oltre a ciò considerate che vi sono anche diversi punti di vista in cui si muove la narrazione e che corrispondono a:

- Serivarden
- l'Ancillary della Justice of Toren (anche se le sue memorie sono estremamente limitate)
- altre di cui non ho compreso davvero distintamente la provenienza (!). Sono infatti entità che dicono di avere e possedere valori e aspirazioni che risalgono a migliaia di anni prima senza però mai identificarsi propriamente... magari il mistero verrà svelato più avani nei romanzi successivi ...

Punti di vista che danno vita anche ad una relativa serie di dubbi, domande, riflessioni su tutti coloro che vengono coinvolti nella storia e il genere a cui appartengono. L'ancillary, infatti, essendo un'IA, collegata per questo ai Radch, anch'essi alieni, non sono in grado di distinguere i generi (lei/lui) delle altre specie, quindi molto spesso non siamo in grado di definire il genere con cui l'IA si riferisce/interagisce.

La cosa che mi ha colpito moltissimo nella lettura di questo romanzo è però costituita dalla meravigliosa impalcatura strutturale delle tematiche proposte. La Leckie è stata magnifica nel creare una storia che ha saputo inserire quale spina dorsale assoluta e indiscussa tante, diverse, importanti e intriganti tematiche a livello storico, culturale, linguistico, religioso, razziale, economico, sociale, sessuale, sentimentale, fisico e metafisico. Con sottiglieza e arguzia la Leckieha fatto un capolavoro di opera che merita i premi che ha vinto.

I più attenti avranno notato che ho inserito il termine "sentimentale". Si, lo so, chi legge fantasy, in particolar modo space opera, non ama moltissimo l'inserimento di trame sentimentali (non rabbrividite, vi prego). Però è verò e costituisce una sottotrama importante (non quantitativamente) della storia, che muove sul binario dell'affetto, dell'amore. La Leckie è incontrovertibile in questo: l'amore e l'affetto muovono le cose, volenti o nolenti. Accettatelo anche in ambito spaziale!

Personalmente ho trovato la cosa apprezzabilissima, ed è anche per questo che amo leggere questo genere scritto da autrici donne, in quanto conferiscono profondità, umanità, sensibilità ai personaggi, alla storia, che non si trovano avulsi in uno spazio gretto e asettico, privo di ogni umana comprensione e sentimento. Ma vi è una traslazione umana in tutta quella guerra, sottomissione, lotta e perdita di identità, rotta, passato, ecc...

Ovviamente lo consiglio agli appassionati di fantasy, di space opera, perchè è un debutto veramente molto potente, che conduce a riflessioni si peso e misura, che anche dopo la sua lettura impone riflessioni e porta a pensieri avvezzi naturalmente nei romanzi impegnati, ma che qui risultano come una naturale evoluzione della storia, dei personaggi, del mondo e degli avvenimenti di cui si parla.


Immagine di Peter Elson

Ann Leckie è un'autrice americana nota per il suo debutto letterario avvenuto con Ancilla Justice, con cui è stata nominata ai più ambiti premi della fantascenza, come Hugo Award, Nebula Award, Arthur C. Clarke Award, BSFA Award. 

2 commenti:

Ludo ha detto...

Quando sono approdata a questo post, mi sono detta: ah, Endi, scrive di un libro di fantascienza.

Leggo, poi, le prime righe delle tue impressioni e noto che utilizzi il termine fantasy. Incomincio allora a pensare che sarebbe bello fondere l'espressione science fiction e la parola fantasy in science fantasy. Tu, però, sei già più avanti di me e parli di space opera.

Arrivo troppo dopo...

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludo!!!
Mah, a volte lo so, me ne rendo conto, uso i termini dei vari generi letterari impropriamente. Un pò lo faccio apposta, per non addentrarmi troppo nei sottogeneri, dove poi le persone che non se ne intendono fanno fatica a ritrovarsi, ma un pò, per comodità, mi riferisco ai macro generi per non venire troppo "bacchettata" dai lettori veramente molto appassionanti del genere in questione :) che poi incominciano a subissarmi di refusi (giustamente!!!!).
Ho parlato di space opera perchè (mi sono informata questa volta) Ancilla Justice, appartiene a questo filone ...

... cmq sei stata assolosutamente precisa, come sempre, con i termini science fiction e science fantasy :D

xoxo