Recensione: "La banda degli amanti" di Massimo Carlotto

martedì 7 aprile 2015

 

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La banda 
degli amanti
di Massimo Carlotto
pagine 208
prezzo 15€
E/O editore
voto:
3/5
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 La  serie dell'Alligatore è composta da.

  1. La verità dell'Alligatore
  2. Il mistero di Mangiabarche    
  3. Nessuna cortesia all'uscita
  4. Il corriere colombiano
  5.  Il maestro di nodi
  6.   Dimmi che non vuoi morire - a fumetti    
  7. L'amore del bandito
  8. La banda degli amanti*
 * Per quello che ho potuto constatare
 questo romanzo è leggibilissimo da solo,
 senza aver precedentemente letto gli altri.

Padova.
Guido Di Lello, un tranquillo professore universitario, scompare all'improvviso. Tutti lo cercano ma sembra svanito nel nulla. Dopo qualche mese il suo caso finisce tra quelli insoluti, la sua fotografia mescolata a quelle degli altri scomparsi.
Solo una donna conosce la verità: Oriana Pozzi Vitali, la sua amante segreta, appartenente a una ricca e nota famiglia di industriali svizzeri. Ha preferito il silenzio per evitare di essere coinvolta ma alla fine, travolta da un insostenibile senso di colpa, si confida con un'avvocatessa che le consiglia di rivolgersi all'investigatore senza licenza Marco Buratti, detto l'Alligatore.
Buratti accetta e inizia a indagare insieme ai suoi soci Beniamino Rossini e Max la Memoria. All'inizio sembra un caso senza speranze, poi un labile indizio li conduce sulla pista giusta e i tre si trovano coinvolti in una torbida storia che li costringerà a scontrarsi con la raffinata mente criminale di Giorgio Pellegrini (protagonista di Arrivederci amore, ciao e Alla fine di un giorno noioso).
Una partita mortale in cui entrerà anche Giulio Campagna, un poliziotto molto particolare che in tutta la sua carriera non ha mai agito secondo le regole. I protagonisti di questo romanzo sono i sopravvissuti di un mondo malavitoso che va scomparendo e lotteranno senza esclusione di colpi per non essere sconfitti dagli avversari e dal tempo.
Il sito della serie: 




Considerazioni.
La prima cosa che pensato una volta terminato questo romanzo è stato: una volta ogni tanto non mi sono pentita di aver letto un romanzo giallo/noir/mistery/investigativo italiano.

Massimo Carlotto ha costruito infatti una trama che non ha nulla da invidiare agli autori stranieri, anche solo provenienti dalla Francia. Davvero.
Ho attirato un pò la vostra curiosità a questo punto? Allora venite con me che vi spiego un pò di cose a proposito della storia contenuta in questo libro e dell'autore che ha l'ha creata.

Innanzitutto ci troviamo a Padova,  dove scopriamo che ad un certo punto della vita una ricca signora con un matrimonio molto triste tra le mani, una notorietà che non cerca - ma che di fatto ha in Svizzera - e tanta voglia di scappare dalla routine triste che la circonda, incontra un uomo molto dolce, con cui sta bene e che diviene il suo amante.

La cosa procede sotto silenzio e in modo idilliaco fino ad un certo punto, ma poi una telefonata irrompe nella vita di Oriana Pozzi Vitali e non è una conversazione piacevole quella che affronta. L'uomo dall'altra parte della cornetta la minaccia di uccidere l'amante se non versa 300.000€ in gioielli.

Impaurita la donna fa a pezzi il cellulare, butta i pezzi in posti diversi e per diverso tempo dimentica la faccenda.

Dopo un lasso di tempo considerevole la sua coscienza torna a galla per quella faccenda per cui mai si è data pace e alla fine si confida con un'amica avvocatessa, la quale le consiglia di rivolgersi a un'investigatore (senza licenza, ma dal giusto acume) per chiarire la vicenda.
La donna segue il consiglio e si rivolge al nostro protagonista, Marco Buratti, detto l'Alligatore. Quest'ultimo ha un passato un pò particolare, ma è di buon cuore e s'incuriosisce della vicenda per diversi dettagli che attirano la sua attenzione, non ultimo quello del cellulare. 

Quello che scoprirà via via - grazie anche all'aiuto di diversi personaggi particolari e sopra le righe - è un mistero che nasconde molto di più di quanto apparentemente poteva sembrare ...

Come vi dicevo inizialmente la storia è davvero molto buona e ben strutturata, parte quietamente dando modo di far conoscere al lettore il caso in cui verremo immersi, la città in cui si muove l'indagine, i suoi punti di luce e quelli di ombra vengono tratteggiati, ma non svelati e poi viene introdotto l'uomo di punta di questa storia: il personaggio di Buratti.
E presto tutto diviene più veloce, la storia prende il ritmo giusto e l'indagine viene ad essere incalzante e per tutto il tempo si rimane letteralmente incollati all'evoluzione tanto dei personaggi, che man mano vengono coinvolti, che della trama, che prende più volte direzioni diverse e mai scontate.

Il grande merito del romanzo, a mio parere, sebbene sorretto da una trama intelligente e molto solida è però sicuramente lo stile di Carlotto, che è molto piacevole, ben ritmato, fluido, semplice ma al contempo decisamente imprevedibile e per null scontato. 

Mi sento di promuovere ampiamente questa storia perchè nel suo genere è davvero scritta e ideata molto bene. Si vede che lo scrittore ama quanto scrive e ama giocare sia con i risvolti narrativi che con i personaggi, specialemente se ha modo di approfondire più di un lato dei personaggi che decide di coinvolgere nella storia.

Ottima lettura davvero.

 


Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Sco­perto dalla scrittrice e critica Grazia Cher­chi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fug­giasco, pubblicato dalle Edi­zioni E/O e vincitore del Pre­mio del Gio­ve­dì 1996. Per la stessa ca­sa editrice ha scritto: Ar­ri­ve­­derci amo­re, ciao (se­con­do posto al Gran Pre­mio della Let­­te­ra­tura Po­­li­zie­sca in Francia 2003, finalista al­l'Ed­gar Al­lan Poe Award nella ver­sione inglese pubblicata da Europa Edi­tions nel 2006), La ve­rità del­l'Al­li­ga­tore, Il mi­stero di Man­­­giabar­che, Le ir­re­go­­lari, Nes­suna cortesia al­l'u­sci­ta (Pre­mio Des­sì 1999 e menzione speciale del­la giu­­ria Pre­mio Scer­­ba­nen­co 1999), Il corriere co­lom­­­bia­­no, Il mae­stro di nodi (Pre­mio Scer­­ba­­nen­co 2003), Niente, più niente al mondo (Pre­mio Gi­ru­là 2008), L'o­scu­ra im­men­sità della mor­te, Nord­est con Mar­co Vi­det­­ta (Pre­­mio Se­le­­­zio­ne Ban­ca­rella 2006), La ter­ra del­la mia ani­ma (Pre­­mio Grinzane Noir 2007), Cri­stia­ni di Al­lah (2008), Per­das de Fogu con i Ma­ma Sa­bot (Pre­mio Noir Eco­lo­gista Jean-Clau­de Izzo 2009), L'amore del bandito (2010) e Alla fine di un giorno noioso (2011). Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato Mi fido di te, scritto assieme a Francesco Abate, Respiro corto, Cocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e, con Marco Videtta, i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici (Ksenia, Eva, Sara e Luz). I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all'estero. Massimo Carlotto è anche autore teatrale, sce­­neggiatore e collabora con quotidiani, riviste e mu­sicisti.

4 commenti:

Annalisa ha detto...

Se posso permettermi, "un po' " si scrive con l'apostrofo.

Endimione Birches ha detto...

Correttissima Annalisa!! Ma scrivendo con il correttore automatico non ti sto a dire che fatica spiegarglielo... ci provo, ma ogni tanto mi arrendo.. abbi pazienza!!!
Xo
Endi

Ludo ha detto...

Questo mi ispira sinceramente, Endi.

Un punto a favore è che può essere letto indipendentemente dal resto della serie.

Resta, ovviamente, il problema della scorta di libri tendente a infinito...

Pensi di leggere altri libri della serie Alligatore?

Endimione Birches ha detto...

Sì, certo, mi piacerebbe molto leggere altri romanzi dell'Alligatore !
:D tempo permettendo ....