Recensione: "I giorni sospesi" di Anna Hope

venerdì 29 maggio 2015

 
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I giorni
 sospesi  
di Anna Hope
Pagine 336
Prezzo 16,90 euro
 Sperling&Kupfer
già disponibile
voto:
4/5

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Londra,
novembre 1920.
La Grande Guerra è fi nita da due anni, ma ha lasciato cicatrici indelebili, nei corpi e nell'anima. Nei cinque giorni che precedono l'anniversario dell'armistizio, la città si prepara a una grande cerimonia per rendere omaggio al Milite Ignoto: è l'emblema di tutti i caduti, ma per ogni donna – madre, moglie o sorella che sia – quel soldato ha un nome ben preciso. 
Ada non si rassegna alla lettera che le annunciava la morte del fi glio in battaglia. A lei sembra di vederlo tutti i giorni, a ogni angolo di strada, ed è convinta che sia ancora vivo. 
A Evelyn, le trincee hanno strappato il suo unico, grande amore. Ora, come per punirsi di essergli sopravvissuta, si costringe a lavorare all'Ufficio pensioni, a contatto con i reduci. Nemmeno la presenza del fratello riesce a darle conforto: da quando è tornato dal fronte, non è più lo stesso. 
cover originale
Hettie ci è cresciuta, nell'atmosfera opprimente della guerra. Adesso che ha diciannove anni, freme dal desiderio di scrollarsela di dosso, di iniziare a vivere. Fa l'insegnante di ballo al Palais de Danse per sei pence a valzer, e lì, una sera, incontra un uomo ricco e affascinante, da cui si sente attratta e al tempo stesso impaurita: c'è qualcosa di inafferrabile in lui. 
Ada, Evelyn e Hettie non si conoscono, ma un fi lo sottile le unisce a loro insaputa: una verità che lega gli uomini della loro vita, un segreto inconfessabile che risale al tempo della guerra. 
Nel corso di cinque giorni cruciali, quel segreto inizierà lentamente a emergere, rischiando di sconvolgere ogni loro certezza, ma anche, finalmente, di spezzare i lacci che le imbrigliano al passato. Perché soltanto quando avranno fatto pace con i ricordi potranno finalmente aprirsi alla vita.




Considerazioni.
La Sperling per definire e promuovere quet'opera ha utilizzato spesso la definizione "La guerra vista dalle donne". Frase a mio parere azzecatissima, in quanto la storia di Hattie e le sue due compagne di avventure - in sostanza - permette a chi legge di gettare una luce privilegiata sulla condizione fisica, umana e sentimentale del mondo femminile durante la Prima Guerra Mondiale.

La Hope illumina noi lettori - che non abbiamo vissuto direttamente la guerra - e ci rende partecipi, con un alone nostalgico persistente, non solo delle aspettative disattese che la guerra conduce con se, ma anche di cosa significhi aspettare un marito, dei figli, parenti, ecc..., vederli sacrificarsi per il proprio paese, cosa significhi riempire le ore, i minuti di un'attesa che si protrae senza speranza, senza vederne la fine e che svuota i cuori e riempie di angoscia.

La storia si concentra in particolar modo sull'esistenza di tre donne:
- Ada, la quale ha perso un figlio e non riesce a superare la perdita;
- Hettie, la quale - seppur non si trovi nella condizione di aver perso tutto - si sente soffocata dal terrore, dall'oppressione e la tremenda cupezza, nata dalle guerre in cui sfortuna vuole che nascesse e crescesse e di cui vuole scrollarsi di dosso in qualche modo;
- Evelyn la quale ha perso il grande amore della sua vita ed è bloccata dal dolore, che non cerca in alcun modo di superare.
E mentre Ada spera in un miracolo per il proprio figlio, Evelyn cerca un motivo per andare avanti con la sua esistenza e Hettie cerca in qualche modo di trovare un pò di leggerezza nella sua vita il primo dopoguerra scorre portandoci con se riflessioni più seriose sull'esistenza, il dolore, la perdita e l'amore distrutto nella possibilità e realizzazione, ma ci sono anche momenti più leggeri (pricipalmente grazie alla figura di Hettie), spontanei e dal cuore alleggerito dalla speranza e la voglia di andare oltre, di superare un momento particolarmente spiacevole come la guerra e vedere oltre.

Oltre alle storie delle tre protagoniste che vi ho indicato il romanzo conosce e sfiora altre esistenze, molto spesso tristi e altrettanto cariche di dolore e tormento. Potrebbe sembrare un carico di dolore eccessivo, ma invece la Hope è stata brava a creare delle parentesi in cui queste storie incidentali riescano, anche se brevemente, a emergere ed entrare nel cuore di chi legge grazie alla potenza dei sentimenti che evocano, per quello che sono stati e hanno rappresentato, anche se avvenuti o non avvenuti molto tempo fa, il contesto storico le rende talmente reali e vivide da non poterle ignorare.

Come avrete compreso il romanzo usa toni pacati, carichi di sentimento (per la maggior parte di tristezza e abbandono) che richiamano il dolore e la perdita (in quanto attinente la guerra) e quindi non è una storia che possa dirsi leggera e di svago, ma è un romanzo che anche se crea dei personaggi fittizi vuole ricordare un tempo doloroso, con altrettante dolorose vite e situazioni che è toccante e delicato nel rispetto dei sentimenti, nell'affrontare delle fragilità umane che da sempre inducono a una profonda riflessione, che non è mai sprecata ma oltremodo utile a comprendere meglio quello che siamo, quello che al peggio o al meglio possiamo essere e diventare nelle peggiori condizioni possibili e immaginabili.

E' un romanzo che consiglio per la profondità e la grazia con cui l'autrice mi ha presentato la storia, ha creato dei personaggi davvero molto validi e apprezzabili. 

Consigliato!!



Anna Hope è nata a Manchester. Ha studiato a Oxford, poi alla Royal Academy of Dramatic Art e al Birkbeck College di Londra, dove ha conseguito un Master in scrittura creativa. Attrice di teatro e autrice di racconti, ha ottenuto grande successo di pubblico e critica con I giorni sospesi, il suo romanzo d'esordio: entrato nella Top Ten del Times, è stato selezionato dalla catena di librerie Barnes & Noble tra i migliori esordi del 2014 ed è stato fi nalista ai National Book Awards inglesi. È ora in corso di pubblicazione in 12 Paesi.

4 commenti:

Ludo ha detto...

Endi, mi sa che ti è sfuggita una Seconda per Prima guerra mondiale.

In ogni caso, devo dire che mi piace moltissimo la copertina originale. E, quasi con la stessa intensità, posso affermare di non essere attratta dall'ambientazione del romanzo: non sono un'amante delle ambientazione pre- para- post-belliche. A volere essere del tutto sincera, tuttavia, devo ammettere che mi piacerebbe sinceramente trovare e leggere la trilogia de La bicicletta blu della Deforges, ambientata nella Seconda guerrà mondiale e ampiamente influenzata dalla lettura di Via col vento.

Endi, lo sai che sta andando in onda la mini Jonathan Strange & Mr Norrell? Io non ho ancora avuto il coraggio di provare a guardarla.

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludo!!! Come va? Hai letto nuovi romanzi interessanti?

Grazie per avermi fatto presente la svista!! In questo periodo, sarà l'avvicinarsi dell'estate, ma sono proprio cotta ;)
Vado a correggere subito!!!!

Se vuoi un consigliio sei sulla giusta via con la trilogia de La Bicicletta Blu della Deforges, perchè è un romanzo bellissimo, almeno a me era piaciuto moltissimo, anche se l'ho letto tempo fa. Ne vale decisamente la pena ;) è appassionante e piacevolissima!!

xo
Endi

Ludo ha detto...

Endi, ti sei dovuta assai affaccendare per recuperare il romanzo della Deforges?

Ho letto La soavissima discordia dell'amore di Stefania Bertola e conto di terminare presto La donna dal taccuino rosso di Laurain.

A forza di sentirne parlare, credo proprio che cederò a Guida astrologica per cuori infranti. Essendo in UK, tuttavia, temo che dovrò attendere ben oltre l'8 giugno per procurarmene una copia in formato tradizionale cartaceo.

Ahimè, questa estate (che qui, in realtà, è autunno/inverno) mi fa venire tanta voglia di comfort book e mi fa venire voglia di leggere la fine della serie Alice Allevi, anche se temo dovrò aspettare molto — molto — a lungo perché la Gazzola si è andata a impelagare con la sceneggiatura della serie televisiva. Mi sa che mi dovrò accontentare continuando a leggere i libri di Susanna Kearsley e sto pensando di buttarmi su Rekiavík Café.

Ah, tutto sommato, sto bene, anche se gradirei un clima un pochino più sereno sul lavoro in questo periodo.

Valentina ha detto...

Che bella recensione! Bravissima! *_*
MI piace alternare letture leggere con altre più profonde, e questa sembra proprio fare al mio caso! :)