Recensione: "Tra cielo e terra" di Paula McLain

martedì 6 ottobre 2015


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 Tra cielo
e terra
di Paula McLain
pagine 400 circa
prezzo 18€
Neri Pozza
da settembre
voto:
 4/5
--o--









Nel 1904, i Clutterbuck lasciano l’Inghilterra e, navigando per settemila miglia fino al porto di Mombasa, raggiungono Nairobi, e da lì la «terra imperiale» che Charles Clutterbuck ha comprato a buon prezzo. La terra si riduce a seicento ettari di macchia incolta e a tre capanne esposte alle intemperie. Data la vicinanza all’equatore, non esiste il crepuscolo. Il giorno diventa notte nel giro di pochi minuti. In lontananza si sentono gli elefanti farsi strada nella boscaglia. I serpenti vibrano nelle tane.
Due anni dopo, quando la macchia incolta ha quasi le sembianze di una fattoria di allevamento di cavalli, Clara, la moglie di Charles, compra un biglietto di ritorno per l’Inghilterra per sé e per Dickie, il figlio maggiore di cagionevole salute. L’Africa è troppo dura per lei, dice. Alla stazione di Nairobi bacia la piccola Beryl, rimasta sola col padre, e la esorta a essere forte.
cover originale
Beryl cresce libera nell’Africa indomita e selvaggia. A volte, quando è buio pesto, sguscia da una finestra aperta per raggiungere il suo amico Kibii, un ragazzino kipsigi. Intorno a un falò basso e scoppiettante ascolta i racconti della tribù e sogna di diventare anche lei un giovane guerriero. 
Un giorno, a casa degli Elkington, una magnifica dimora che dà su chilometri e chilometri di boscaglia africana, Paddy, il leone che scorrazza libero per casa, l’azzanna a una coscia, subito sopra il ginocchio, e poi molla la presa, come se gli fosse chiaro che non è «destinata a lui».
Quale sia il destino di Beryl, nata Clutterbuck, è scritto nel rapido susseguirsi degli eventi che segnano la sua vita: la guerra, con ampie porzioni del Protettorato britannico trasformate in campi di battaglia per impedire ai tedeschi di prendersi la terra; il fallimento della fattoria paterna, con Charles Clutterbuck che decide di trasferirsi a Città del Capo, dove amano i cavalli e dove lui conta di ripartire da zero; il matrimonio della giovanissima Beryl con Jock Purves, un uomo forte e robusto ma nulla più; la scelta di diventare la prima donna al mondo con la licenza di addestratrice di cavalli, il fatidico incontro con Karen Blixen, la misteriosa baronessa danese che gestisce una piantagione di caffè da sola, mentre il marito va a caccia di rinoceronti; l’amore per l’affascinante amante della baronessa, Denys Finch Hatton, organizzatore di safari e aviatore che sembra non dubitare mai di se stesso o dell’universo in cui si muove; il divorzio da Jock e il matrimonio con lord Mansfield Markham; l’attrazione per il volo, trasmessagli da Denys, che ne fa la prima donna a sorvolare l’Atlantico senza scali.






Consiederazioni.

 A life has to move or it stagnates. 
Even this life, I think. 
Every tomorrow 
ought not to resemble 
every yesterday.
 – Beryl Markham

Ci sono scrittrici la cui anima le conduce a rendere tutto quello che inventano, rielaborano e vivono attaverso la carta qualcosa di meraviglioso e superbo. Una di queste persone è Paula McLain.

Paula McLain che già aveva avuto uno strepitoso successo con il romanzo "Una moglie a Prigi" ha, con questo secondo romanzo, decretato il fatto che non fosse un caso, una meteora veloce e dimenticabile, ma una scrittrice capace, evocativa e in grado di affascinare ovunque decida di condurci.

Ma cosa ne dite di parlare meglio di questo "Tra cielo e terra"? 

La McLain, come per il suo "Una moglie a Parigi" decide di partire da una storia con personaggi realmente esistiti, ed in questo caso ci narra della scrittrice e aviatrice Beryl Markman, la quale è stata la prima donna a volare in solitario l'Oceano Atlantico in una traversata, di 3600 miglia circa, da est a ovest (Londra - New York).

Senza scali e una volontà di ferro (“nelle mani ho l’istinto del volo e la pratica necessaria”) questa donna nacque in Inghilterra il 26 ottobre 1902 nel villaggio di Ashwell, nel Leicestershire per poi trasferirsi per volontà paterna, in Kenya, in una fattoria in Njoro, dove crebbe senza la madre che preferì ritornare nella verde Inghilterra (e per questo non la perdonò mai del tutto). 
Beryl rimase in Kenya fino all'età adulta, vivendo con il padre, il quale era molto spesso indaffarato con la sua fattoria per badare a lei, la quale ebbe modo, in pratica di vivere un'esistenza senza restrizioni particolari (nessuna rispetto a quelle vicenti nella patria inglese) all'aria aperta, molto a contatto con gli animali, correndo a piedi nudi, libera come l'aria e imparando prima lo Swahili che l'Inglese.

Baryl crebbe con un'educazione poco ortodossa, per una donna, per il periodo storico in cui era immersa, con una mentalità decisamente aperta che avrebbe scandalizzato i suoi compatrioti (es: riteneva che gli uomini africani che lavoravano per il padre non fossero inferiori agli inglesi) nonostante il padre avesse tentato di "civilizzarla" un pochino affiancandole una governante, Mrs. Orchardson, la quale fu sempre spassionatamente odiata da Baryl.

Baryl crebbe dunque come un maschiaccio, ma in età adulta dimostrò anche un certo amore per tutto quanto fosse esenzialmente femminile, anche se  non lo dimostrandolo eccessivamente, almeno esternamente. 
Si sposò ben tre volte, tutti matrimoni finiti male forse perchè alla ricerca dell'uomo perfetto (simile all'eroe che per lei era sempre suo padre), forse perchè era troppo indipendente per trovare stabilità in un matrimonio, forse perchè per gli uomini era una donna molto difficile con cui rapportarsi (specialmente in un rapporto che richiede costanti compromessi). Nonostante i legami matrimoniali ebbe anche diversi amanti, alcuni dei quali la portarono a dei pubblici scandali (come il Principe Henry, Duca di Gloucester, che conobbe durante un Safari) e i suoi più grandi amori furono, dopo il padre, tre: Denys Finch-Hatton,Tom Campbell-Black e il volo.

Non aveva a cuore nemmno la maternità. Ebbe un figlio, Gervase, dal suo secondo matrimonio ma dopo un breve periodo e alcuni incontri se ne disinteressò lasciando che lo allevasse la suocera.

Il volo fu il suo amore più profondo, totale e caparbio. Era per il volare che respirava, combatteva e lasciava tutto quanto indietro: l'amore, il figlio e la sua famiglia.

Con fluente appassionante racconto Paula McLain ci narra l'esistenza di una donna che seppur nell'intimo avesse delle incertezze, delle insicurezze e delle fraglità, era nata in un contesto che non le apparteneva (soprattutto per il fatto di essere maschilista e prepotente) per crescere in un parte del mondo (l'Africa) che la vide essere  quello che più la rappresentava: la libertà
E per trovare i nuovo quella sensazione, almeno nell'età adulta, quel brivido che si prova solo dopo essere  slegato dalle catene di ogni tipo, deve ricorrere al volo, l'unico in grado di regalarle quelle sensazioni che meritano tutto quanto implicano e chiedono come pegno alla sua persona.

E' un romanzo fulgido di bellezza, pieno di libertà, songni, passioni e di formidabili personaggi, prima tra tutti la Baryl, la quale è impossibile, in un modo o nell'altro poter dimenticare e accantonare. 
Baryl è uno dei personaggi che ti perseguitano perchè vorresti aver vissuto una vita del genere, un'avventura tale, unica come poche altre.

Vi consiglio questa storia in parte perchè scritta benissimo, in parte perchè è una storia davvero avventurosa e bellissima. Vi rimarrà a lungo nel cuore. Siatene certi.




Paula McLain è nata a Fresno, in California, nel 1965. Nel 1996 riceve dall’Università del Michigan il premio MFA per la poesia. Dopo due raccolte di poesie (Less of Her e Stumble Gorgeous) e un libro di memorie (Like Family: Growing Up In Other People’s Houses), il suo romanzo Una moglie a Parigi (Neri Pozza 2011, BEAT 2013) è stato un bestseller tradotto in più di trenta lingue.

2 commenti:

Lady Debora ha detto...

*_* aggiunto in wish solo che i libri della Neri Pozza costano una fortuna ;_;

Endimione Birches ha detto...

@Lady Debora
Verissimo!!! Un po' tutte le CE ora ci danno dentro con gli aumenti a dire la verità, almeno la Neri ha la qualità!!!
Xoxox
Endi