Recensione: "Cabaret Biarritz" di José C. Vales

venerdì 22 aprile 2016











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Cabaret 
Biarritz
di José C. Vales 
Pagine 360
Prezzo: 18,00€
Ebook: 9,99€
Neri Pozza Editore
voto:
 ★★★★
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Nella Parigi del 1938, Philippe Fourac è il direttore e proprietario de La Fortune, una casa editrice dai toni popolari che si rivolge principalmente a un pubblico di signore benestanti. 
Nemico degli autori avanguardistici e dei tomi arcigni «che puzzano di letteratura», Fourac è alla ricerca costante di fatti e argomenti i cui aspetti «più truculenti, sanguinari e morbosi» possano essere trasformati, da una buona penna, in un romanzo di successo. 
Quando conosce Georges Miet, un giovane scrittore zoppo, quasi cieco e con più pulci dei ratti di Saint-Germain, il direttore capisce immediatamente che quel ragazzo malconcio è disposto a fare qualunque cosa pur di guadagnarsi da vivere con la scrittura. E così nasce il progetto «Cabaret Biarritz». 
Fourac incarica Miet di scrivere un romanzo «serio ma appetibile» sui drammatici fatti che una decina d’anni prima, precisamente nell’estate del 1925, scossero l’elegante località turistica di Biarritz, nel sud della Francia. Gli articoli di cronaca dell’epoca pubblicati su La Petite Gironde parlavano del corpo di una donna rinvenuto con una caviglia incastrata in un anello d’ormeggio del porto. Un caso rubricato dalla polizia tra i soliti tragici incidenti di «una notte di bagordi in Côte Basque». 
Arrivato a Biarritz, Miet intervista gli amici e i conoscenti della vittima, dopodiché passa al setaccio le maliziose ballerine del cabaret Les Sirènes, i ricchi vacanzieri di stanza al Casinò Bellevue, e una schiera pressoché infinita di governanti, gioiellieri, lanciatori di coltelli, artisti omosessuali e becchini. Più le dichiarazioni aumentano, tuttavia, più il mistero si infittisce. 
Quando scopre che i cadaveri di altre due persone erano già stati rinvenuti in circostanze molto simili alla prima vittima, la polizia inizia a pedinarlo e il suo editore gli intima di tornare a Parigi. Solo, impaurito e senza il becco di unquattrino, Miet è convinto che tre delle persone che ha intervistato – il giornalista locale conosciuto come «Vilko», il fotografo Marcel Galet e l’aristocratica e seducente Beatrix Ross – sappiano molto più di quello che gli hanno raccontato. Il problema è inventarsi un modo per convincerli a parlare. 

 

Considerazioni.
Fresco.
Particolare.
Originale.
Interessante.
Piacevolissimo.

Quando ho incominciato a sfogliare "Cabaret Biarritz" non pensavo che dietro questa copertina affascinante e ammaliante ci fosse un romanzo così particolare e intrigante.

Vales ci introduce a "Cabaret Biarritz" spiegandoci che in quel del 1938 circa, un certo George Miet - testualmente descritto dall'autore come un "giovane scrittore zoppo, quasi cieco e con più pulci dei ratti di Saint-Germain" - viene ingaggiato dal Sig. Fourac - un editore parigino il cui scopo è di rendere i fatti "più truculenti, sanguinari e morbosi grande" grandi romanzi per il grande pubblico - per scrivere un romanzo su quanto accaduto a Biarritz nell'estate del 1925.

In quel periodo, nella località francese di cui sopra, successero effettivamente alcuni fatti piuttosto inquietanti. Come testimoniano i giornali del tempo, come la Petite Gironde, il corpo di una donna fu rinvenuto con una caviglia incastrata in un anello d’ormeggio del porto.

Estremamente bisognoso di soldi, Miet accetta l'incarico di Fourac e parte per la costa meridionale francese per scoprire di più sul caso e fare qualche intervista "per far saltar fuori qualcosa di buono" da scrivere. Non si aspetta però che tra un'intervista agli amici, un'altra conoscenti della vittima, qualche visita alle ballerine del cabaret Les Sirènes, qualche domandina buttata la ai ricchi vacanzieri di stanza al Casinò Bellevue, senza tralasciaregovernanti, lanciatori di coltelli, gioiellieri, artisti, gionalisti strani, ecc... il mistero della donna uccisa si svelasse essere così intricatoe fitto di misteri - nonchè collegato ad altri "fatali" annegamenti e un suicidio -  che stanno incominciando a saltar fuori ... 

Ho trovato il romanzo di Vales - che si presenta come un collage di punti di vista delle vicende su vui Miet pone domande - davvero ben costruito, presentato e congegnato.
Sebbene alcuni potranno infatti trovarlo un pò strano nell'esposizione e in qualche punto frammentario, io trovo che proprio questi punti siano i veri punti di forza di "Cabaret Biarritz", che altrimenti risulterebbe soffocante come l'estante in cui si trova immerso Miet per le sue idagini ...

La variazione dello stile nel racconto (con l'inserimento di punti di vista diversi, interviste, monologhi, note a piè di pagina che integrano il racconto, con il cambio di registro a secondo dell'estrazione sociale dei personaggi, ecc...), il mistero che rigenera se stesso nella scoperta di nuovi elementi, personaggi sopra le righe, tipicamente francesi nel loro modo di agire, nel parlare, nel mondo in cui si muovono, sono davvero perfetti per l'universo creato da Vales, che muove tutto in una sorta di bolla surreale, in cui l'intrigo, il mistero e l'ignoto ci ricordano di tenere i piedi ben piantati per terra e cercare di trovare il capo per risolvere il caso in cui il protagonisti sembra impantanarsi sempre di più.

Ho apprezzato moltissimo il fatto che all'autore sia venuto in mente di depistare il lettore con indizi erronei, con interviste in cui certi elementi sembrano davvero credibili, convincenti ma in ultimo assolutamente ingannevoli! Geniale (anche perchè me ne sono accorta troppo tardi).
Mi è piaciuto moltissimo perchè è dato tanto spazio anche al lettore, che deve partecipare alle indagini cercando di compredere quando un testimone è valido o meno, quando ha di fronte qualcosa di utile da prendere in considerazione oppure no, e così via.

In una Biarrittz dei tempi d'oro, dove tutto luccicava di possibilità, bellezza e denaro, assistiamo a fatti realmente accaduti, raccontato in un modo particolarissimo, con protagonisti decisamente sorprendenti e con un finale assolutamente spiazzante!
Sono stata avvinta dalla trama e catturata dallo stile, che mi ha proprio sorpreso nell'incedere e nell'evoluzione.
Ovviamente consigliatissimo!!!!!!




José C. Vales (Zamora, 1965) si è laureato in Lettere all’Università di Salamanca e poi specializzato a Madrid in Filosofia ed Estetica della Letteratura romantica. Lavora come editor, redattore e traduttore per diverse case editrici spagnole. Nel 2015 Cabaret Biarritz ha vinto il Premio Nadal, uno dei più importanti riconoscimenti letterari di Spagna.

2 commenti:

Muriomu ha detto...

sarà una delle mie prossime letture *-*

Endimione Birches ha detto...

L'ho letto in un periodo in cui non avevo molte sorprese e mi ha intrattenuto con gioia e incanto per lo stile.
Spero proprio che ti piaccia !!!
xoxo
Endi