L'estate
del bene e del male
di Miranda Beverly - Whittermore
pagine 416
prezzo 18.50€
ebook 11.99€
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Sonzogno
già disponibile
ebook/cartaceo
voto:
4/5
4/5
--o--
Considerazioni.
Ho letto alcune opinioni in giro su questo romanzo. Onestamente non comprendevo come mai alcuni lettori avessero stroncato del tutto questa opera. Poi, pensandoci su un pò, ho compreso. Mi si è accesa una specie di lampadina nella mente. Mabel. Lei o si comprende e quindi si da un certo senso al suo gire, vivere e pensare, o diventa davvero ostica, oseri dire quasi odiosa per il suo atteggiamento, terribile nel suo complesso.
Difficile forse comprendere come una persona possa risultare così differente a seconda di chi percepisce la sua essenza, ma non così impossibile se è descritta da un'atrice così abile (e forse anche un pò sadica con i suoi personaggi) come la Whittermore.
Ma cosa troverete ne "L'estate del bene e del male"? Sostanzialmente una trasformazione, quella di Mabel, che da piccola e ingenua giovane poco avvezza ai meccanismi della vita da "ricconi" - considerata da Mabel in qualche modo da preferire alla sua vita, alle regole che conosce, che accantona insieme ai principi con cui è cresciuta - a donna scevra di toccante ottimismo, altera, rigida e priva quasi di gentilezza, divendo una persona facile alla prepotenza, al limite con la prevaricazione e la genuina cattiveria. Mabel diviene l'immagine riflessa di uno specchio maligno, che le piace di più, che è quella che vuole essere per entrare in quel mondo luccicante che concede tanto, forse l'irraggiungibile, l'impensabile, ma solamente a scapito della perdita di qualcosa di molto vicino alla propria essenza e assimilabile alla perdita della luce della dignità, dell'orgoglio, della morale.
Nell'ottica in cui io personalmente ho letto il romanzo, posso dirvi che ho apprezzato molto questo romanzo in quanto è una storia particolare, che parte da presupposti e arriva a scopi insoliti, scomodi, ma assolutamente possibili e interessanti per sondare i limiti dell'animo umano.
"L'estate del bene e del male" è riuscito a immergermi nella storia non di una ascesa, ma una discesa personale e negativa. Questa storia non è una scalata verso la ricchezza interiore, ma quella materiale, che porta ad una connotazione negativa dell'esistenza della protagonista. Mabel in questo viaggio, nato come integrazione nella vita dei Winslow, diviene emblema esemplare della perdita di quanto di bello, glorioso, puro e positivo custodiamo come un tesoro nell'animo, ma che può essere dato via, concesso, venduto, scambiato come una merce, ed anche abbastanza facilmente (purtroppo).
Mabel per giungere ai suoi scopi diviene un essere orribile, egoista, intangibile, inscanfibile nei propositi, nelle intenzioni, nelle idee. Mabel diviene puro egoismo, pronto a difendere ogni conquista anche con la violenza, l'inganno, il sotterfugio, fino a che ogni passo da lei compiuto diviene motivo di maggiore decadenza morale, malvagità incomprensinbile, malata.
Una storia che è interessante, profondamente umana, di intensa introspezione psicologica, che si spinge a toccare i confini del genere gotico - senza poi appartenervi del tutto - dai retroscena un pò thriller, dalla psicologia contorta, controversa e un pò falsata, a volte distorta del tutto della mente della protagonista.
Il bene e il male, il buio e la luce, il giusto e lo sbagliato, il reale e il sogno, l'appartenere e il volere. La Whittermore è brava nel dipingere le sbavature che regolano i limiti di questi opposti, nel tratteggiare la figure dei personaggi, nel dipingerci una Mabel che diviene tutto ciò che non vogliamo diventare. Certo, il tutto risulta decisamente stereotipato e un pò forzato nell'esposizione, ma è un'interessante indagine psicologica che merita di essere affrontata per quello che è: un percorso facile verso l'inferno dell'insoddisfazione finale, ma con un sorriso sul volto, per la soddisfazione di non essere affondati da soli. Se può dirsi soddisfazione ...
Consiglio questo romanzo per il semplice fatto che ogni tanto occorre leggere della parte peggiore dell'uomo per cogliere i significati più profondi del suo animo.
Ma cosa troverete ne "L'estate del bene e del male"? Sostanzialmente una trasformazione, quella di Mabel, che da piccola e ingenua giovane poco avvezza ai meccanismi della vita da "ricconi" - considerata da Mabel in qualche modo da preferire alla sua vita, alle regole che conosce, che accantona insieme ai principi con cui è cresciuta - a donna scevra di toccante ottimismo, altera, rigida e priva quasi di gentilezza, divendo una persona facile alla prepotenza, al limite con la prevaricazione e la genuina cattiveria. Mabel diviene l'immagine riflessa di uno specchio maligno, che le piace di più, che è quella che vuole essere per entrare in quel mondo luccicante che concede tanto, forse l'irraggiungibile, l'impensabile, ma solamente a scapito della perdita di qualcosa di molto vicino alla propria essenza e assimilabile alla perdita della luce della dignità, dell'orgoglio, della morale.
"L'estate del bene e del male" è riuscito a immergermi nella storia non di una ascesa, ma una discesa personale e negativa. Questa storia non è una scalata verso la ricchezza interiore, ma quella materiale, che porta ad una connotazione negativa dell'esistenza della protagonista. Mabel in questo viaggio, nato come integrazione nella vita dei Winslow, diviene emblema esemplare della perdita di quanto di bello, glorioso, puro e positivo custodiamo come un tesoro nell'animo, ma che può essere dato via, concesso, venduto, scambiato come una merce, ed anche abbastanza facilmente (purtroppo).
Una storia che è interessante, profondamente umana, di intensa introspezione psicologica, che si spinge a toccare i confini del genere gotico - senza poi appartenervi del tutto - dai retroscena un pò thriller, dalla psicologia contorta, controversa e un pò falsata, a volte distorta del tutto della mente della protagonista.
Il bene e il male, il buio e la luce, il giusto e lo sbagliato, il reale e il sogno, l'appartenere e il volere. La Whittermore è brava nel dipingere le sbavature che regolano i limiti di questi opposti, nel tratteggiare la figure dei personaggi, nel dipingerci una Mabel che diviene tutto ciò che non vogliamo diventare. Certo, il tutto risulta decisamente stereotipato e un pò forzato nell'esposizione, ma è un'interessante indagine psicologica che merita di essere affrontata per quello che è: un percorso facile verso l'inferno dell'insoddisfazione finale, ma con un sorriso sul volto, per la soddisfazione di non essere affondati da soli. Se può dirsi soddisfazione ...
Consiglio questo romanzo per il semplice fatto che ogni tanto occorre leggere della parte peggiore dell'uomo per cogliere i significati più profondi del suo animo.
Miranda Beverly-Whittemore (1976), americana, figlia di etnologi, è cresciuta in Africa. Vive a Brooklyn con la sua famiglia.
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