“Caffè & Chiacchiere con Emma” ... e il Romance

martedì 28 gennaio 2014


Care, amiche, bentornate nel nostro salotto virtuale.

 

   Smaltita l’ubriacatura (si fa per dire) delle Feste, ma forse non ancora del tutto persi i chili di troppo per i quali ci proponiamo di provvedere al più presto, cioè alla prima timida apparizione delle giornate primaverili che ci permetteranno di uscire più spesso, correre, camminare, andare in palestra, fare ginnastica… Oddio, ma quanti sono questi chili che dobbiamo smaltire?
   Scherzi a parte… A proposito, quando inizia il Carnevale? Prima o dopo il fatidico San Valentino? Okay, lasciamo stare.
   L’argomento non riguarderà uno o più libri, anche perché sto ancora pensando a quale, fra i tanti che ho letto nel corso dei mesi passati, dedicare la mia attenzione. Sono tutti interessanti e meritevoli, per questo mi trovo in difficoltà nella scelta, ma prima o poi deciderò. Prometto.
   Dunque, oggi vi parlerò di come si sono evoluti gli eroi e le eroine del Romance.
   Un cambiamento c’è stato, senza dubbio. E meno male, mi viene da aggiungere, perché è innegabile che lo stereotipo che tanto a lungo ci ha accompagnate nelle storie romantiche aveva un po’ annoiato.

Mi riferisco soprattutto al romanzo storico, dato che il contemporaneo ha subito l’influenza dei mutamenti del costume e si è evoluto in sintonia con essi. E’ scontato che le eroine moderne siano affiancate da eroi che tengono il passo dei tempi. 
Donne in carriera, dinamiche e indipendenti, non saprebbero cosa farsene del Principe Azzurro, vi pare? Perciò si innamorano di manager, scrittori, artisti, magnati d’industria, piloti di auto da corsa e simili. Ah, dimenticavo gli angeli buoni o un po’ perversi, i vampiri e i licantropi, ibridi dai poteri sovrannaturali creati dagli scienziati per combattere il Male ma che poi sfuggono al controllo e combinano guai. Ne farebbero anche di peggio se, a un certo punto della vicenda, non incontrassero una donna forte e determinata pronta a redimerli, forse persino a proteggerli da loro stessi e da una fatale tendenza all’autodistruzione.

 
   Gli eroi moderni sono più fragili e rispecchiano le contraddizioni degli uomini odierni. Al contrario, le eroine primeggiano e sono determinate. Sanno quello che vogliono e non temono di confrontarsi sullo stesso piano con l’uomo. Insomma, sono capaci di sedurre, conquistare e mettere al tappeto – in senso metaforico – chiunque.
   L’evoluzione, tuttavia, riguarda anche le eroine del romanzo storico e, di conseguenza, anche l’eroe. In modo diverso, ovviamente, ma abbastanza notevole.
   La fanciulla indifesa è scomparsa dall’orizzonte del Romance. Qualora la storia lo richieda è tale solo in apparenza. Finge perché le conviene e finché ne ha bisogno, poi sfodera gli artigli e la grinta e affronta la sfida. Nella maggior parte dei casi non si cura neanche di fingere. E’ una tosta.

La società maschilista nella quale vive, che può spaziare dall’antichità al secolo scorso, le va stretta e vuole farsi strada, dimostrare il proprio valore in quanto persona. Odia le convenzioni che la obbligano a un ruolo subalterno e si ribella. A volte indossa addirittura panni maschili per sfuggire alle restrizioni imposte al suo sesso. Sogna l’amore, ma non aspetta che arrivi il prode guerriero o il principe a salvarla. Se si mette nei guai, e ci si mette quasi sempre, cerca di uscirne da sola, armata del proprio coraggio e dell’astuzia. L’eroe, di solito, quando l’incontra reagisce come tutti gli uomini, cioè con insofferenza. Spesso i due sono in contrasto proprio perché lei possiede una forte personalità e gli tiene testa. Ma si è visto mai? Pensa il nostro eroe che si sente defraudato del proprio ruolo preminente ma è, suo malgrado, attratto da lei.
Diversa da ogni altra donna conosciuta prima, la ragazza lo intriga, lo affascina, gli spalanca orizzonti inesplorati con la sua insolita femminilità. Perché non dimentichiamo che l’eroina, anche se non bellissima, è dotata di fascino ed è sensuale, a volte in modo inconsapevole e, per questo, ancor più seducente. Se poi abbandona gli abiti maschili per farsi il bagno in una sorgente ed esce dall’acqua con la camiciola bagnata sotto lo sguardo di lui… Beh, lo choc è assicurato. Per il poverino, intendo.
   La storia potrebbe portare i due in una situazione pericolosa al limite della sopravvivenza ed è laragazza a trarli fuori dagli impicci. A questo punto, però, lui è già innamorato perso. Anche lei, ovviamente, e appena se ne presenta l’occasione – in genere l’autrice fa’ in modo che si presenti – si lasciano travolgere dalla passione…
   Qui apriamo una parentesi che riguarda l’evoluzione dell’aspetto erotico del Romance.
   E che evoluzione, amiche!
  Niente più porte che si chiudono e lasciano soltanto immaginare ciò che avviene in camera da letto – si fa per dire perché ogni posto va bene per consumare – niente più tabù per quanto concerne la sessualità.

Ormai non ci è dato d’immaginare alcunché. La descrizione è decisamente anatomica. Gli organi sessuali e le loro funzioni, l’uso, la forma e quant’altro sono rappresentati con dovizia di particolari. A partire dal bacio, che non è più soltanto una parentesi rosa ma è l’approccio, il preludio a ciò che seguirà, le autrici si lanciano con entusiasmo nel raccontarci performance da capogiro, da svenimento multiplo.

E’ in queste circostanze che si affaccia, neanche timidamente, il vero “macho”. L’eroe è – deve essere – superdotato… Sì, avete capito dove. Capace di far raggiungere orgasmi cosmici, vette di estasi galattiche, travolgere come uno tsunami, l’esplosione di una supernova… E’ lui il magnifico, amante instancabile e insaziabile, sempre pronto a impegnarsi in un duello corpo a corpo che lascia stremate, sfinite, languide e meravigliosamente appagate. La sua potenza virile riesce a soggiogare l’eroina, a renderla docile schiava del piacere. L’arma del sesso, anche se lei non ha certo un ruolo passivo nel corso della performance, riesce laddove erano falliti i tentativi di dominarla.
   La nostra eroina si arrende, oso dire in modo incondizionato, alla sessualità che lui le fa scoprire. Sotto le sue mani si modella, si lascia plasmare, spasima, ansima e sussulta. Si aggrappa a lui come un naufrago alla deriva, travolta dalle vertigini, dal vortice della passione infuocata che la consuma…
   Scene d’amore così audaci, che spesso rasentano la pornografia, non erano lontanamente concepibili nei Romance di un ventennio fa o poco più. Qualcuna, mi sia concesso dirlo, è persino un po’ sopra le righe. Personalmente nutro qualche dubbio che nella realtà esistano amanti del genere, ma forse proprio per questo le autrici – e mi ci metto anch’io – lasciano galoppare la loro fantasia erotica a briglia sciolta e sognano, facendoci sognare, grandi amori e torbide passioni.
   Insomma, amiche, questo è il bello del Romance: la sua forza trascinante e le emozioni che ci fa vivere. Forse meno romantico e più carnale, ma sempre una lettura avvincente, coinvolgente. Che sia contemporaneo o storico non ha importanza. Il Romance è una pietra miliare della narrativa al femminile e lo dimostra lo straordinario successo che riscuote, grazie anche al talento, all’estro creativo e alla fantasia di tante autrici che si cimentano in questo genere, capaci di ricreare atmosfere e ambientazioni realistiche, ricostruzioni storiche attente e precise. 

   Il Romance è nostro.

Ci appartiene, ci fa immedesimare nelle eroine che lo animano. Colora la nostra vita, qualche volta un po’ troppo grigia, di rosa e di ottimismo, perché il Romance è sempre a lieto fine e noi abbiamo bisogno di credere che l’amore, quando è vero e profondo, riesce a superare ogni ostacolo.

 

   Un abbraccio dalla vostra
Emma.
  

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