Recensione: "Jane Austen: i luoghi e gli amici" di di Mary Constance Hill

giovedì 19 giugno 2014


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Jane Austen:
 i luoghi e gli amici
di Mary Constance Hill
Illustrazioni di Ellen G. Hill
Prezzo € 14,00
Pagine 240
Jo March Agenzia Letteraria
già disponibile
voto:
4/5


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Nel 1901, le sorelle Constance ed Ellen Hill infilarono in valigia taccuini e matite, noleggiarono un calesse vecchio stile e partirono alla ricerca di “Austenland”, come chiamarono, in modo bizzarro e ingegnoso, il mondo di Jane Austen – quel luogo fisico (l’Inghilterra della sua vita e dei suoi romanzi) ma anche letterario (il microcosmo delle persone della sua vita ma anche dei suoi personaggi) e soprattutto metafisico (la fonte dei sentimenti generati nei suoi lettori) sul quale regna incontrastato e sempre rigoglioso il suo genio creativo, da oltre duecento anni. 
cover originale
Il pellegrinaggio di due Janeites della primissima ora, “due di noi”, alla scoperta delle tracce terrene della vita quotidiana della grande scrittrice, dà così vita a un’originale biografia sotto forma di diario di viaggio, in cui le impressioni personali ed entusiaste della biografa-ammiratrice di fronte ai luoghi austeniani convivono con le informazioni raccolte dal vivo lungo l’itinerario e con le stesse vibranti parole di Jane Austen, tratte dai romanzi e dalle lettere, ma anche dalle testimonianze dei suoi familiari, così come le ha raccolte il nipote James Edward Austen-Leigh nel prezioso Memoir, la prima biografia mai pubblicata.
«Ora chiederemo ai nostri lettori, con l’immaginazione, di rimettere indietro le lancette del tempo a più di cento anni fa e di venire con noi alla presenza di Miss Austen».
 

Considerazioni.
Se un libro potesse portare, al pari di una macchina del tempo letteraria, nel passato (ad. l'Inghilterra del 1900, quella della Austen) ecco che quel libro ... sarebbe questo libro.

«Ora chiederemo ai nostri lettori, 
con l'immaginazione, di rimettere indietro le lancette del tempo
 a più di cento anni fa e di venire con noi 
alla presenza di Miss Austen».
 Constance Hill. 
Grove Cottage, Frognal, Hampstead. Settembre 1901.

 

Siamo ad inizio novecento, 1901 per la precisione, Constance Hill - scrittrice - e sua sorella Ellen - pittrice - in una bella mattina di metà settembre, arrivate a un placido villaggio della provincia inglese, che prende il nome Steventon (per i profani è il luogo in cui Jane Austen nacque) su un calesse a noleggio - e seguendo le indicazioni del Memoir di James Edward Austen-Leigh - incominciano un viaggio che le condurrà nelle famose località in cui JA si recò e visse durante la sua esistenza:

Bath
Lyme
Southampton
Stoneleigh Abbey
Chawton
Godmersham
Londra
Winchester

 

dando vita non a un semplice saggio sulla vita di Jane, ma cogliendo occasione per meditare sulle opere che la grande scrittrice romantica ci ha lasciato.

La Hill ha infatti costruito questo romanzo come una grandissimo e piacevolissimo viaggio temporale che permette di scorrere posti, immagini (bellissime le illustrazioni che inframmentano ed arricchiscono il libro in questione), di sensazioni che portano una ventata di Austeniano entusiasmo in queste giornate estive che si prospettano all'orizzonte.

La Hill rappresenta un'Inghilterra modellata su quanto vissuto, visto, descritto nei libri della Austen e preso spunto dai suoi amati paesaggi, villaggi e persone. Cercando di elaborare ipotesi e teorie qualora le informazioni non riescano a completare il quadro.
La ricostruzione serve a conoscere e approfondire quello con cui la Austen è ventuta a contatto ed ha amato, seguendo le (dis)avventure di due Janeites (ovvero coloro che amano e sono fan della famosa scrittrice romantica inglese) che affrontano un viaggio non solo sentimentale, ma anche fisico, seguendo le orme di zia Jane all'inizio del secolo passato.

Secondo me questo romanzo è una magnifica passeggiata di lusso, in prima classe. Perchè?

- Perchè la Hill non solo è meticolosa nel ricreare - soprattutto per chi non l'hai mai vista - un'Inghilterra dal sapore antico, nel dare colore e sentimento a ciò che scrive (un'elencazione asettica dei posti visistati sarebbe stata molto meno affascinante!), ma scrive anche con molto garbo ed eleganza, rendendo un piacere  vero e proprio leggere le sue parole;

- perchè è un libro fondamentale per comprendere gli scritti di Jane Austen. Zia Jane infatti, seppur appartenente ad un remoto passato, riesce come poche scrittrici a veicolare - ancora oggi - il sentimento amoroso, ma anche quella indefinibile e indescrivibile "sorellanza" tra donne, sorelle, madri, amiche e descrivere l'amicizia e l'intimità con tanto calore e fascino da rimanere toccati e coinvolti. Ed è stato interessante comprendere meglio l'ambietazione e tutto quello che girava intorno a JA.

In fin dei conti l'ambietazione, i luoghi, le persone, le città, la natura e l'aria che si respira creano un mix che può trasparire nelle abilità più disparate, una delle quali è proprio la scrittura. E la Austen è il prodotto della sua mente e delle influenze che quest'ultima ha subito da quanto la circondava e che è bello poter scoprire con due donne così intraprendenti e ostinate che tutto, ma proprio tutto, di JA, volevno scoprire.

"Austenland", così il nome dato dalle nostre pioniere al loro viaggio, risulta quindi, una volta chiusa l' ultima pagina di questo romanzo, un viaggio non solo nel passato, ma una meta per conoscere e cercare  gli ingredienti che hanno fatto della Austen la Austen, ma che non si limita a guardarsi materialmente intorno, ma - grazie alle due intrepide protagoniste un pò ossessionate dalla scrittrice - va oltre il guardare nei vari luoghi di loro interesse e diventano un'indagine alla riscoperta di un'autrice affascinante vera e propria!
Le Hill visitano luoghi di loro interesse, dialogano con coloro che vengono in contatto e si interessanto per cercare i parenti o persone molto vicine alla Austen (che possano dar loro qualche notizia in più, qualche aneddito curioso,  tale da rendere la loro indagine una vera e proprio riscoperta di zia Jane e non un semplice viaggio/vacanza) fino a mettere in relazione vita dell'autrice e romanzi.

Non manca, infatti, una profonda analisi, molto intelligente e utile a coloro che hanno amato ed amanno i capolavori della Austen, romanzi che quest'ultima ha prodotto nel corso della sua vita allietando i pomeriggi di tante ragazze e tante donne nel mondo, che ancora oggi sognano di far parte di un romanzo come "Orgoglio e pregiudizio" o "Ragione e sentimento" (due a caso).

"Austenland" è dunque più un modo di voler rivivere un modo d'essere, di pensare, di vivere un periodo e una società, ma  anche di cogliere lo spirito e i sentimenti delle persone in modo diverso, piuttosto che un banale viaggio che si pone come sopo ultimo il solo ripercorrere la vita di una scittrice. E' una lucida ed interessante analisi che vuole cogliere quel qualcosa che non si può descrivere, ma che si vuole vivere anche se per via mediata di un romanzo e di un viaggio altrui, ma che rimane sempre un bel leggere.




Mary Constance Hill (1844-1929), scozzese di nascita, ha vissuto nel sobborgo londinese di Hampstead sin da bambina. Scrittrice e biografa, nel 1917, in occasione del centenario della morte di Jane Austen, il 18 luglio 1917, insieme alla sorella Ellen (artista che ha illustrato quasi tutte le sue pubblicazioni) si recò a Chawton, nello Hampshire, dove si svolse una cerimonia di commemorazione durante la quale venne inaugurata una targa in onore della celebre scrittrice. Qualche anno prima, nel 1901, le due sorelle avevano compiuto un viaggio nei "luoghi" della "cara zia Jane", esperienza dalla quale prese vita la biografia "Jane Austen: i luoghi e gli amici".

2 commenti:

Pila ha detto...

Non vedo l'ora di leggerlo!!!E' stato il mio primo acquisto al Salone di Torino di quest'anno!! *-*

Endimione Birches ha detto...

... E hai fatto proprio bene!!!!!!
Davvero bello bello!!! ;)
Endi