Recensione: "Natura morta con briciole" di Anna Quindlen.

mercoledì 24 settembre 2014

 
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Natura
 morta con 
briciole
di Anna Quindlen
pagine 300 circa
prezzo 18,00 €
Cavallo di Ferro
già disponibile
voto:
4/5
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Rebecca Winter è, o meglio era una famosa fotografa, considerata un tempo un’icona femminista.
cover originale
Ormai diventata una donna matura, la sua carriera subisce una pericolosa battuta d’arresto; così, in cerca di un luogo in cui ricominciare la propria vita dopo il doloroso divorzio dal marito che l’ha lasciata per una ragazza più giovane, Rebecca abbandona il suo appartamento di New York e si trasferisce in un cottage di campagna, nella speranza di ritrovare dentro di sé quel genio creativo che l’ha portata ad essere un’artista di successo. 
Ma come fa una celebrità di città ad adattarsi alla vita fra i boschi? Eccola allora alle prese con il suo nuovo mondo mentre si trascina dietro le macerie del vecchio. Tuttavia il destino ha ancora in serbo qualcosa per la fotografa che aspetta dentro di lei.
Scritto con una prosa brillante e potente, Natura morta con briciole è un romanzo che commuove, diverte e racconta di emozioni inattese.
Un viaggio al centro della vita di una donna, del suo cuore, dei suoi pensieri, alla scoperta delle sorprese che l’esistenza può riservare.

 

Considerazioni.
La Quindlen abbandona la politica e regala ai lettori una storia sulla natura, sulla felicità, sulla realizzazione personale anche in tarda età.

La Quindle, infatti, narrando la storia di Rebecca, sessantenne che lascia tutto il suo mondo conosciuto (e cittadino) per vivere un'avventura di cui non ha programma nulla (nel mezzo dei boschi,) ci parla di diverse argomentazioni interessanti e molto intriganti.

Rebecca ha infatti un'età insolita per mollare tutto e ricominciare da capo. Ed invece eccola a ricominciare daccapo sia in campo lavorativo, scegliendo nuovi soggetti per le sue foto (lei è una fotografa), che in campo sentimentale, dove intraprenderà una relazione, particolare, tra gli altri, con un uomo inaspettato e molto più giovane (lasciandosi alle spalle un ex marito traditore e inaffidabile) e un cane estremamente affettuoso.

Il bello di questo romanzo è stato che Rebecca all'inizio ci viene descritta come una donna che sebbene nel suo passato abbai conosciuto la fama, il successo, la realizzazione personale e lavoratitva, ora si trova alla deriva, non avendo più nulla da perdere. 
Questa protagonista sopra le righe non ha più amori, aspirazioni, ispirazioni, ma si lascia trascinare dai giorni, dall'apatia. 


Un giorno però abbandona tutto, e un colpo di testa estemporaneo le permetterà di ricominciare, proprio a sessantanni, una vita nuova, con nuove prospettiva. Non sarà un cambiamento facile, istantaneo, ma ci vorranno giorni, mesi, molti cambiamenti di opinioni, diverse esperienze, differenti punti di vista e incontri che aprono a nuovi orizzonti, che non  programmi e che invece possono farti comodo arrivata a un certo punto nella tua esistenza.

Ho apprezzato moltissimo l'evoluzione del personaggio di Rebecca, piena di confusione, ma scevra di orperlli che le impediscano il cambiamento di cui ha necessariamente ed evidentemente bisogno e mi è piaciuto molto anche perchè il rapporto che si instaura con il protagonista meschile, è fuori dagli schemi che ci potrebbe prefigurare e sebbene nasca in un certo modo, proprio per il cambiamento che avviene evidentemente in Rebecca, muta e si riflette anche nei confronti di quest'ultimo, in maniera del tutto non voluta, ma quasi inevitabile.

Bello inoltre che la Quindle utilizzi Rebecca come scusa per narrare un ritorno alle origini e alla natura, una boccata d'aria fresca tanto per lei quanto per me, leggere della natura, della ricerca, dei pensieri - quasi panteistici - che l'osservazione della natura evoca in lei e in generale in me. 

Ve lo consiglio perchè è una storia che ha assolutamente qualcosa da dire, e lo fa in modo semplice, intenso, evocativo e brillante. 
Inoltre la Quindle si domosta un'abile autrice in grado di narrare una storia che avrebbe potuto essere o troppo semplice o troppo ambiziosa, ed invece ne fa emergere un'esperienza che rimane facilmente nel cuore del lettore.


 Anna Quindlen ha collaborato negli ultimi trent’anni con i più importanti quotidiani e magazine americani, e i suoi libri hanno scalato le classifiche dei bestseller del «New York Times». Nel 1992 è stata insignita del Premio Pulitzer per la sua rubrica “Public and Private” proprio sul «New York Times».
Nel 1995 ha lasciato il mondo del giornalismo per dedicarsi unicamente alla carriera di scrittrice. Da uno dei suoi romanzi è stato tratto il film La voce dell’amore con Meryl Streep.
Nel 2000, con l’uscita di La vita è meravigliosa, Anna Quindlen è stata la prima autrice a comparire nella classifica del «New York Times» contemporaneamente nelle categorie fiction, non-fiction e self-help. I suoi libri sono tradotti in numerosi paesi stranieri.

2 commenti:

Licia Vichi ha detto...

bello! dal titolo non mi ispirava, ma leggendo la trama e la recensione mi ha incuriosito...lo metto in wish

Endimione Birches ha detto...

Consigliatissimo Licia, consigliatissimo!!!!!