-------------------------------------

Recensione: "Sette Notti" di Elena Kostioukovitch

giovedì 8 gennaio 2015



  ---oOo---
Sette
Notti
di Elen Kostioukovitch
pagine 850
prezzo 25€
ebook 14.99€
Bompiani
già disponibile
voto:
4/5
--o--






Viktor Zieman, quarantenne colto, poliglotta e un po’ sciupafemmine, fa l’archivista: è specializzato nel ritrovamento di manoscritti perduti, falsificati, occultati. Il suo mestiere è salvaguardare la memoria, portare alla luce la verità.
Improvvisamente, alla vigilia della sua partenza per la Fiera di Francoforte, riceve una telefonata: un’improbabile agenzia letteraria bulgara vuole vendergli i manoscritti del nonno, Semyon Zalusski, colui che nei primi sette giorni di maggio del 1945 ritrovò i tesori della pinacoteca di Dresda trafugati dai tedeschi, rischiando nell’impresa la sua stessa vita.
Ora Viktor ha solo una settimana per recuperare i preziosi documenti legati alla storia della sua famiglia, una storia avvolta nel mistero. Ed ecco che ha inizio una rocambolesca avventura in cui passato e presente, suspense e comicità fluiscono senza sosta l’uno nell’altro in un vortice che coinvolge non solo il mondo dell’editoria, ma anche giornalisti, agenti del KGB e mafia russa.
Con uno stile che coniuga ironia e cultura, scanzonatezza e lirismo, thriller e romanzo storico, Sette notti è una lettura unica nel suo genere, che avvince il lettore, lo fa ridere e lo fa piangere e, alla fine, lo lascia senza fiato.



Considerazioni.
"Sette Notti" è romanzo decisamente molto particolare. Devo confessarvi, infatti, che ho dovuto impiegare più di qualche momento per abituarmi alla scrittura della sua creatrice, che mi ha colpito per come ha scelto di intessere il romanzo, ma d'altro canto mi ha anche spiazzato per questi stessi intrecci, che a volte ti portano lontano, altre vicino per poi sbalzarti nuovamente lontano, a volte si aprono parentesi che a sua volta aprono ulteriori finestre su argomenti che riguardano il protagonista, il suo lavoro, il suo passato.

E' un romanzo che si prende tempo per narrare e sondare le profondità di cui è costituito il protagonista, Viktor Zieman, per carpirne l'animo, le intenzioni quali preludio vero e proprio alla narrazione principale, che è costituito dalla ricostruzione del suo passato, che apre le porte a scoperte mediante il coninvolgimento in uno misterioso e strano caso, come in pericolose "faccende" che lo riconducono alla Russia, da dove inziano le sue origini, per espandersi in Italia, a Torino e per spiegare le sue ali anche a Francoforte, proprio durante la settimana fondamentale per le case editrici di tutto il mondo (il salone del libro in questione è effettivamente un caposaldo fondamentale per l'editoria mondiale, durante la quale si acquistano i vari titoli stranieri che verranno pubblicati durante tutto l'anno).

Il mistero che coinvolge il protagonista del romanzo è a sua volta estremamente particolare, perchè si compone man mano di dettagli, di specchi che portano a riflettere in essi una parte di Victor che stupidamente avevamo sottovalutato, non considerato per via della pigrizia di Victor, sua strana storia, che se dapprima cerca di ignorare con la solita indomita idolenza (sua caratteristica principale) è poi costretto forzosamente, a circostanze che gli vengono imposte, a prenderne atto, a entrare nei meandri di quello che è stato, per conoscere obbligatoriamente quello che coloro che lo stanno costringendo a compiere (e che vi lascio svelare) vogliono che lui sappia.

Come vi dicevo poco sopra è un romanzo davvero particolare, che ero estremamente curiosa di leggere dall'autrice che ha tradotto in lingua russa tanto opere fondamentali della letteratura italiana passata come l'Ariosto o Manzoni quanto quella contemporanea come le opere di Umberto Eco. Perchè secondo me il sapere e il modo di scrivere in qualche modo, per osmosi, passano. Come un setaccio ognuno rielabora e compone. Ed ero davvero curiosa.

E proprio forse per il rapporto, il confronto in traduzione qualcosa di questi grandi autori è rimasto nella scrittura della Kostioukovitch, ma amalgamata in una scrittura estremamente moderna,  contemporanea che tende a spiazzare a primo acchito, ma che coinvolge per l'attesa che arreca, per la composizione totale che ne emerge solamente alla fine.

Come quadri visibili nei loro singoli componenti da vicino, ma solo complessivamente da lontano. Certo è un romanzo che occorre comprendere per stile e narrazione e che personalmente ho incominciato "a ingranare" da pagine 150 in poi, prima mi sentivo un pò persa nei meccanismi mentali e di vita del protagonista, che ho trovato un pò confusionario mentalmente e raffazzonato nelle azioni.

Non lo comprendevo, come non comprendevo l'autrice negli intenti tanto per il protagonista che per la storia in generale. Non riuscivo proprio a comprendere.
Sono sincera. Poi un avvenimento drammatico, l'introduzione di personaggi doppi nei comportamenti e nel pensiero, il tirare in ballo un passato oscuro,  silente e intrigante mi ha attirato nella tana del sospetto, del dubbio, dell'intrigante, e come mollichine di pane, mi ha fatto andare avanti narrandomi una storia convincente e con un finale che mi è piaciuto.

Non sono stata in grago di apprezzare ogni momento della storia, però. Sarò estremamente sincera con voi. A mio parere, infatti, alcuni punti del romanzo sono un pò prolissi, si estendono per elencazione di nomi, di fatti, ecc...
So che vi era scopo in questo nell'autrice, è indubbio, ma non sono riuscita del tutto a scoprire perchè soffermarsi in modo così esaustivo su certi avvenimenti, certi fatti in - e per cui - non ho trovato paricolare motivo o bellezza o diletto ...

Ma ho intenzione di rileggerlo ancora per capire di venirne a capo!!

Complessivamente lo promuovo, perchè è un'opera stimolante, che rende giustizia sia al personaggio che ha una storia che racconta in modo sopra le righe una storia che fa riflettere in diversi punti.
Se intendete intraprendere la lettura vi do un consiglio, tenete duro per un centinaio di pagine, non demordete, poi il romanzo arriva il punto ed emerge!



Elena Kostioukovitch. Si è occupata delle traduzioni ed edizioni dell'“Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, del “Cannocchiale Aristotelico” di Emanuele Tesauro, degli “Scherzi” di Giuseppe Giusti, dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.  Ha tradotto 12 libri di Umberto Eco.
Nel 1988, trasferitasi in Italia per insegnare la letteratura russa e tecnica della traduzione letteraria è stata prima a Trento, poi a Trieste e Milano.

8 commenti:

Ludo ha detto...

Oh my goodness, Endi, nella tua recensione c'è troppo su cui ponderare!

Questo libro mi ispira assai, ma...

a) il protagonista è un archivista, professione a me molto vicina, così come l'archivistica fa parte del mio passato educativo, onde ragion per cui potrebbe essere potenzialmente un romanzo che mi fa prudere le mani (come Romanzo rosa della Bertola dove la protagonista bibliotecaria da 30 non sembrava affatto una bibliotecaria;)

b) io non amo i romanzi che si focalizzano troppo sulle due guerre mondiali o sui periodi immediatamente successivi, quindi vorrei sapere se nel romanzo ci sono flash back significativi a tal proposito;

c) OK, potrebbe essere percepito come prolisso, ma come hai trovato la prosa? fluente? scorrevole?

A proposito di Bompiani, domani esce il nuovo romanzo di Eco, Numero zero.

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludo!!!!!!
E' stato molto difficile da recensire, ne sono uscita parecchio provata!

Dunque, per il fattore "archivista" direi che qui ... poca roba. Viktor in questi sette giorni (che con 600 pagine ti assicurano semmbrano durare decisamente di più!!) si occupa degli incontri che deve fare con le case editrici, autori, redattori, stand, ecc... per incontrare persona, presentare, ecc...
Ora, io non conosco bene il mestiere ma fino a quando non gli viene fatta "la proposta" che lo riguarda ... non ha a che fare prettamente con questo mestiere, se non quando analizza il manoscritto in questione.

Rispetto al punto b) qui c'è un continuo rimando al periodo della Seconda Guerra Mondiale in termini di cosa accadeva e piccole cose quotidiane, differenze del tempo rispetto ad oggi e di paragone in termini di usanze Russe.

Per quanto riguarda il punto c) si è fluente, ha tanti intervalli e "stacchi" tra persone, situazioni, eventi, discorsi per cui a volte le cose risulatano un pò "troncate" ma scorre !

Spero di averti detto ciò che ti serviva!!!!!
un abbraccio!!
Endi

Ludo ha detto...

Ricomincio da qui, perché ho iniziato a leggere Sette notti e mi sta piacendo, ma... come dici tu è un po' particolare, nel senso che non ti aspetti che sia come sia. Piuttosto credi di buttarti in qualche intrigo e mistero che si dipaneranno durante la fiera di Francofote. Finisce, tuttavia, per essere più complesso di così.

Vedremo cosa ne penserò una volta arrivata alla fine.

A proposito, ne hai letti di libri durante la mia assenza eh? Vedremo quello che riesco a recuperare dei tuoi post.

Endimione Birches ha detto...

Ti rispondo al contrario, come vedi, ma sappi che non ho letto poi così tanti romanzi, perchè mi sono imbarcata in un'impresa titanica con il fantasy e diaciamo che non so bene quando e come ne verrò fuori!! Speriamo di uscirne vive!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Tu invece cosa hai letto ultimamente??? Me molto curiosa ;)

Ludo ha detto...

@Endi Oltre a A neve ferma e The shadowy horses, ho letto Tre cadaveri sotto la neve di Franco Matteucci. Parecchi italiani, quindi.

A proposito di Sette notti, invece, mi devo aspettare una sorpresona dunque? Mi pare di aver capito così, rileggendo il tuo post.

Endimione Birches ha detto...

Probabilmente dipende da ciò che riesce a mettere insieme dalla storia, ma per me si, e' stata una sorpresa ;) ma nn ti spoilero nulla!!!! Ahahahah!!!!

Ludo ha detto...

Intanto, mi lascio andare io alle opinioni contenenti spoiler...


SPOILER ALERT
Trovo Antonia insopportabile — insopportabile! — mi sta sulle scatole in una maniera inaudita e già ho capito che, purtroppo, me la ritroverò più in là perché non poteva davvero essere sparita... dovrà riapparire da eroina dei miei stivali.

Endimione Birches ha detto...

L'ho pensata come te mentre leggevo e posso dirti solo una cosa ... mi sa che hai capito bene ^ ^