Recensione: "DeathDate" di Lance Rubin

lunedì 19 ottobre 2015

 

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DeathDate
di Lance Rubin
Pagine 400 circa
Prezzo €12,61 
Prezzo ebook €7,99 
DeAgostini
già disponibile
voto:
 3/5
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La serie "Denton Little" è composta da:

1. Denton Little's Deathdate - Datedate
2. Denton Little'd Bithdate - ancora inedito

Vi siete mai chiesti come sarebbe un mondo in cui tutti conoscono la data precisa della propria morte?
Un mondo in cui nessuno ha più niente da vincere o da perdere?
Questo è il mondo di Denton Little, diciassette anni e un’unica certezza.
Morirà la notte del ballo scolastico.
La sua vita è sempre stata piuttosto normale, ma – ora che mancano solo due giorni alla fine – Denton sente di non avere più tempo da sprecare.
In meno di quarantotto ore vuole collezionare più esperienze possibili, come la prima sbronza o la prima volta.
Ma le cose si complicano quando Denton incontra uno strano tizio che dice di avere un messaggio da parte della madre, morta ormai da molti anni.
All’improvviso le ultime ore di Denton si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità, e forse di una via di uscita.



Considerazioni.
Il romanzo che vi presento oggi, in concomitanza con un lunedì peggiore degli altri (mi manca il fumo che esce dalla testa), è un romanzo particolare, che catapulta il lettore in una realtà dstopica (quindi parallela al nostro mondo, ma decisamente futuristica) scientificamente più avanzata che permette agli individui che compogono la società di venire a conoscenza della data esatta della loro morte.

A prescindere da quanto possiate pensare (in bene ed in male) della conoscenza della data della propria morte, ecco che il protagonista della storia, un ragazzo di nome Denton Little scopre di morire a 17 anni. E la data della sua morte rivela che gli mancano solo due giorni alla sua dipartita... proprio il giorno del ballo di fine anno!

Troppo presto direte voi, ma Denton, dopo averci riflettuto non poco, decide di sfuttare intensamente gli ultimi due giorni della sua esistenza concedendosi tutte le esperienze che ancora gli mancano: dalla prima sbronza alla prima volta, dalle prime "cosette illegali" a dire ogni cosa che gli passa per la mente e che non si è mai concesso di manifestare.

Intento a cogliere ogni attimo di quel che gli rimane dei giorni, Denton fa una scoperta che gli apre nuovi scenari, non del tutto positivi. Un ragazzo infatti lo viene a cercare per dargli informazioni circa la madre ... peccato che quest'ultima sia morta!

In due giorni scarsi, tra cui quello del suo funerale, ecco che Denton cerca informazioni sulla parte della famiglia mancante che non ha mai conosciuto lottando contro il tempo e le probabilità...

"DeathDate" è un romanzo che si legge velocemente, che non presenta particolari strutture di trama o artifici linguistici. E' inoltre una storia agrodolce con spiccati elementi ironici che permettono di smorzare i tono un drammatici dati dalla trama e che è composto tanto lati positvi, quanto negativi.

Mentre i primi si possono sicuramente individuare nel protagonista, Denton, il quale è un giovane come tanti, fondamentalmente buono, che si prodiga per gli altri, che non ha una vita complicata e cerca piuttosto di destreggiarsi con i problemi della vita quotidiana; nell'elemento "data della morte" che implica un certo tipo di trama - e soprattutto comporta certe riflessioni - e nell'ironia utilizzata da Rubin nel raccontare la storia.

I lati negativi sono invece più sottili, ma più marcati e riguardano tanto i personaggi che circondano Denton e in particolar modo la scelta di narrare la storia in modo piuttosto asettico, senza indurre e dimostrare sentimenti o particolare coinvolgimento in quanto si sta narrando.

Un peccato, in questo senso, perchè sebbene Rubin si cali bene nei panni di Denton, apparendo credibile e veritiero in quanto fa e dici, sembra insesibile ai sentimenti che avrebbe dovuto chiamare ed evocare nel lettore.

Complessivamente è un romanzo che si legge con piacere e divertimento anche se in parte non mantiene le aspettative.

Rubin Lance si è laureato alla Brown University e ha lavorato come attore e sceneggiatore di molti spettacoli di successo. Ora si dedica alla scrittura a tempo pieno. Deathdate è il suo romanzo d'esordio, primo titolo di una serie distopica.

3 commenti:

Lady Debora ha detto...

Penso che questa sia la prima recensione diciamo semi negativa che leggo... fin'ora tutti lo hanno amato: per quel che mi riguarda penso che lo leggerò entro la fine dell'anno XD ho provato a leggere il primo capitolo ma non so non mi ha preso molto, magari mi ci devo mettere proprio e non leggiucchiarlo per farmi solo un'idea :)

Endimione Birches ha detto...

@Lady Debora
Non è che non mi sia piaciuto il romanzo, che per molti versi ho apprezzato, ma nel complesso ci sono stati alcuni elementi che dato il contesto, la storia e le tematiche, mi aspettavo più enfatizzati, ed invece ho trovato un pò scontati e non troppo approfonditi.
I potenziale c'era tutto.
Secondo me l'autore è capace, ma non troppo coraggioso (anche considerato che si tratta di uno YA).
Sono curiosa di sapere il tuo parere una volta concluso il libro, nel caso passassi a scriverlo, mi farebbe davvero piacere!!
xoxo
Endi

Vero Ale ha detto...

Ciao!
Io ho recentemente finito Deathdate e l’ho trovato parecchio gne. Una storia originale, ma inverosimile, perché è impossibile prevedere il destino di una persona analizzandole semplicemente il sangue, suvvia, condita da dei triangoli amorosi fastidiosissimi a mio parere. L’unica cosa che salvo è l’umorismo di Denton che dà senso all’intero libro, senza dubbio. Diciamo che come esordio non è folgorante, ma è abbastanza gradevole.
Poi solo a me pare che nelle ultime 100 pagine il nostro Lance si sia messo a scrivere di fretta, di frettissima?
Trovi il mio parere “esteso” qui se vuoi dargli un’occhiata :3.
Rainy