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giovedì 21 aprile 2016

Recensione: "Wolf. La ragazza che sfidò il destino" di Ryan Graudin








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Wolf
La ragazza
che sfidò
il destino

di Ryan Graudin
pagine 300 circa
prezzo 14.90€
ebook 6.99€
DeAgostini
già disponibile
voto:
★★★★
--o--







La trilogia "Wolf by Wolf" è composta da:

1. Wolf By Wolf - Wolf - La ragazza che sfidò il destino
2. Iron to Iron - ancora inedito
3. Blood for Blood - ancora inedito
--
--

cover originale




E’ il
1956 e l’alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l’impero giapponese governa gran parte del mondo. Ogni anno, per celebrare la Grande Vittoria, le forze al potere organizzano il Tour dell’Asse, una spericolata e avvincente corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo. Il premio in palio?

Un incontro con il supersorvegliato Führer, al
Ballo del Vincitore. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per rimanere ancora ferma a guardare, e i cinque lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state strappate via.

Ora la Resistenza le ha dato un’occasione unica: vincere la gara, avvicinare Hitler... e ucciderlo davanti a milioni di spettatori.

Una missione apparentemente impossibile che solo Yael può portare a termine. Perché, grazie ai crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta, è in grado di assumere le sembianze di chiunque voglia.

Anche quelle di
Adele Wolfe, la Vincitrice dell’anno precedente. Le cose però si complicano quando alla gara si uniscono Felix, il sospettoso gemello di Adele, e Luka, un avversario dal fascino irresistibile..


Considerazioni.
Amo le rivisitazioni. Le amo se sfiorano il distopico, se aprono uno spiraglio ipotetico interessante e le adoro se cercano di indurmi a credere che quello che mi stanno narrando sia credibile, sia verosimile, come uno strano scherzo del destino, di un un'universo parallelo.

Devo dire che non mi aspettavo che questo romanzo mi piacesse, non così tanto almeno, perchè letta la trama non era scattato quel qualcosa che me lo facesse scegliere all'istante (grazie dunque per le vostre richieste, che mi hanno convinto a farlo!), invece con il procedere della storia, con l'avvicinarsi del succoso nucleo, è avvenuto, mi è piaciuto quanto creato dalla Graudin, in base agli accadimenti della Seconda Guerra Mondiale (o per lo meno come sarebbe stato).

L'autrice della Carolina del Sud  parte da una premessa semplice: cosa sarebbe accaduto se a vincere la Seconda Guerra Mondiale fosse stato l'asse Tedesco - Nipponico? E fin qui nulla di particolarmente fantasioso, escluso l'evento possibilistico ... la Graudin si spinge però oltre, ponendo al centro della storia una ragazza intenzionata a uccidere niente meno che il Führer!

Come? Presto detto. Tutti gli anni viene organizzata una corsa motociclistica tra le due capitali che hanno ottenuto la Grande Vittoria al termine della quale il vincitore, o la vincitrice, ha l'onore d'incontrare il Führer. Yael, la protagonista del romanzo, ha quindi in mente di vincere la gara e compiere quanto non è ancora riuscito a nessuno ... uccidere Hitler.

In questo ipotetico mondo, la Graudin ci informa che gli USA non si sono esposti nel conflitto tra le potenze europee, e sono rimasti isolati, che la Germania e il Giappone si sono unite per attaccare l'Unione Sovietica, facendola soccombere al doppio attacco e che infine Hitler ha vinto su tutti, invadendo anche l'Inghilterra, grazie alla riuscita dell'operazione Leone Marino. Per cui ora la Germania, con il suo Terzo Reich, domina l'Europa fino agli Urali, mentre il Giappone ha costituito,  insime all'Oceania e l'Asia, la Sfera di Co - Prosperità.
Non è una visione così impossibilistica, a pensarci bene, in quanto le se cose fossero volte al peggio, probabilmente la situazione non sarebbe stata la fine della guerra ma l'inizio di un Impero dittatoriale terrificante e molto potente.

In questa ipotesi si muove Yael, una bambina di sei anni circa che all'inizio di "Wolf", nel 1944, che viene condotta in uno dei campi di concentramente e scelta tra i soggetti idonei a essere sottoposti a esperimenti che renderli dei "veri ariani". Yael rientra nel progetto numero 85, quello in mano del dottor Geyer, che la segnarà per sempre...

Passati diversi anni, siamo nel 1956, Yael ha 18 anni e si trova in Germania, a Berlino, capitale del Terzo Reich. Yael abita da sola in un appartamento, cercando di vivere una vita all'insegna della sopravvivenza una volta riuscita ad evadere (grazie anche alle nuove capacità acquisite con gli esperimenti) dal campo di concentramento in cui era stata rinchiusa. Ora appartiene alla Resistenza, anzi è uno dei membri di spicco di quest'ultima, e si è fatta tatuare sul braccio cinque lupi.
Questi ultimi, per il romanzo, nonchè per la protagonista, sono importantissimi, oserei dire i.n.d.i.s.p.e.n.s.a.b.i.l.i., tanto per compredere gli intenti di Yael, quanto per cogliere l'animo del romanzo, il suo lato più toccante, nonchè la giustificazione vera alla vendetta.

La Graudin ci spiega bene chi sono questi cinque lupi, queste anime che ululano vendetta, questi cinque lupi così incredibilmente vividi e reali da voler saltar fuori dal disegno e attaccare insieme a Yael i suoi nemici.

    "[...] Ricorda e sentiti dilaniare.
    La Babushka... le aveva dato uno scopo.
    La mamma... le aveva dato la vita.
    Miriam... le aveva dato la libertà.
    Aaron-Klaus... le aveva dato una missione.
    Vlad... le aveva dato il dolore.
    Quellli erano i nomi che sussurrava al buio.
    Quelli erano i pezzi che rimetteva a posto.
    Quelli erano i lupi che cavalcava in guerra.[...]"
                         da "Wolf. La ragazza che sfidò il destino" di Ryan Graudin

Vi lascio scoprire meglio il come, per ora vi basti sapere che Yael, acquisendo l'identità di Adele Wolf (vincitrice della competizione l'anno precedente), parteciperà alla Gara dell'Asse, gara motociclistica che attraversa tutta l'Europa partendo dalla Germania, toccando Praga, Roma, Il Cairo, Gaghdad, Nuova Delhi, Dhaka, Hangi, Shanghai, e giungere all'arrivo a Tokyo.

In una lotta all'ultimo sangue Yael dovrà sopravvivere alle astuzie e ai giochi (molto spesso sporchi) degli altri concorrrenti (che si fanno più crudeli e mortali man mano che il traguardo si avvicina), dovrà guardarsi da coloro che conoscevano bene Adele, come il fratello gemello che partecipa alla gara, Felix, che possono smascherarla in qualsiasi momento e dovrà anche fare molta attenzione a personaggi come Luka, archetipo incarnato della razza ariana, il quale osserva Yael in uno strano modo ...

Yael non può permettersi di sbagliare nemmeno una mossa, perchè ogni errore è fatale ...

Come vi dicevo poco sopra "Wolf. La ragazza che sfidò il destino" è un romanzo che conquista e lo fa con elementi diversi, poco innovativi, ma assolutamente efficaci. Quali sono?

- Ambientazione: questa è cupa, soffocante, impregnata di terrore, spietata disperazione e indefessa violenza. L'ambientazione, è a mio parere perfetta, ed è anche quella che fa si che un romanzo scritto per un pubblico relativamente giovane, possa essere letto da tutti, trasversalmente. Qui i deboli, gli indifesi, le minoranze, ecc... sono schiacciate, vittima di ideologie, di estremismi, di violenze fisiche e mentali, mentre a dominare sono i prepotenti, i violenti, i folli e i mercenari. L'ambientazione del romanzo non lascia scampo, non lascia ragione, non soccombe il torto, e quindi c'è cupezza e tormento, davvero ben ricreati.

- Personaggi: ho amato e apprezzato, per il loro ruolo, praticamente tutti i personaggi, che trovano una collocazione perfetta per rappresentare un mondo, una società, un'intento che rappresenta un'epoca e una situazione complessa, in cui sono richieste decisioni estreme e molto spesso d'impeto. La Graudin riesce a costruire la caratterizzazione dei personaggi in modo naturale, completo e introspettivo, tanto da renderli coerenti con le loro azioni del momento.
Ma più di tutti ho apprezzato Yael. E' una protagonista certamente forte, indomita, indipendente e risoluta, ma è un soprattutto una protagonista che si è guadagnata questi aggettivi con il dolore della perdita, con le lacrime dello sfinimento e il sangue dei suoi cari, è una ragazza che in realtà è già adulta, cresciuta troppo presto, che si cerca obiettivi (una vendetta e un posto nel mondo più grandi di lei), ma necessati per il codice morale che le persone che sono morte le hanno insegnato e a cui ora lei sente di dover rendere giustizia.
Yael è una ragazza che ha subito lutti dalla portata dolosa indecifrabile, che ha perso la sua innocenza e la sua umanità, è una ragazza che ha visto il buio della notte, gli ha dato un nome e ora deve combatterlo.

- Luoghi: sono tanti e, anche se mi sembravano troppi per un'avventura di questo tipo, devo dire che alla fine sonno coerentemene inseriti e ben valorizzati.

- Storia: il tempo e la situazione sociale sono ben ricreate, pur non essendo un romanzo che si pone come scopo quello di farla ma solo di farne strumento per raccontare la storia di Yael.

Complessivamente, dunque, sono decisamente soddisfatta di questa storia, che sebbene non termini con questo romanzo, essendo una trilogia, riesce a inquadrare la vicenda e i personaggi ottimamente e riesce anche a imbastire la storia in modo tale da essere avventurosa e avvincente, non trovando un singolo momento di stasi o di noia.

Seguirò sicuramente questa serie, e se avete voglia di una lettura piacevole, avventurosa, dal ritmo incalzante, che vi porti sui binari del "E se fosse stato ..." con un'ambietazione e un'attenzione tale da non rimpiangere - e per una volta a ragione - l'idea e l'essenza degli Hunger Games, avete trovato pane per i vostri denti. 

 

Ryan Graudin è nata e cresciuta a Charleston, in Carolina del Sud, dove si è laureata in Scrittura Creativa. Vive con il marito e un cane lupo. Wolf. La ragazza che sfidò il destino è lo straordinario romanzo con cui esordisce sulla scena letteraria italiana.

giovedì 28 gennaio 2016

Recensione: "Everneath" di Brodi Ashton


 







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Everneath
di Brodi Ashton
pagine 420
prezzo 14.90€
Deagostini Editore
già disponibile
voto:
★★
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Per molte, moltissime settimane Nikki Bennett è scomparsa, svanita nel nulla. Senza nemmeno una parola o una spiegazione.
Perché una spiegazione razionale per quello che le è successo non c’è.
Nikki è stata risucchiata all’Inferno, imprigionata in un mondo

disperato e privata di tutte le emozioni.
Adesso, però, le è stata data una possibilità: quella di tornare a casa per sei mesi, sei mesi soltanto. Nikki è decisa a riprendersi la propria vita. Vuole trascorrere ogni singolo minuto con la famiglia e con Jack, il ragazzo che ama più di se stessa.
Ma c’è un problema: Cole, l’Eterno dal fascino oscuro che l’ha seguita dall’Oltretomba e che è pronto a tutto pur di riaverla. Nikki sa di avere pochissimo tempo per cambiare il proprio destino.
Prima che l’Inferno la reclami… questa volta per sempre. L’indimenticabile storia di un amore maledetto e immortale.
Il mito classico di Persefone torna a vivere nelle pagine del primo capitolo di una nuova, bellissima serie dalla suggestiva cornice paranormale.

cove originale

---o-  La serie "Everneath" è composta da -o---

1. Everneath - Everneath
1.5. Neverfall
2. Everbound 
3. Evertrue 

 


Considerazioni.
Davvero niente male questo "Everneath", che ho letto nonostante la mia reticenza verso i romanzi YA, nonostante la mia avversione per serie come quella della Angelini - che ha ucciso in me la qualsiasi voglia di mitologia in salsa YA - nonostante la possibilità di fallimento vista la trama (una leggenda che amo moltissimo)...


Sarà stato un momento di cedevolezza o voglia di evasione in questo senso, ma ho trovato la storia narrata dalla Ashton molto carino, per nulla pretenziosa, come quasi ogni YA sul mercato, ma davvero semplice, spontaneo e molto grandevole nel suo complesso.
 
Innanzitutto chiariamo il titolo dell'opera, così evitiamo che vi sentiate estromessi da qualcosa che attiene romanzo sin dal principio, non capendo il significato del nome (ammetto, per chi non fosse avvezzo alla lingua inglese, un pò ostico). In realtà la spiegazione arriva sin da subito e dalla penna della stessa autrice, che ci illumina, in una sorta di prologo, su cosa sia questo "EVERNEATH":


I libri di storia lo chiamano Oltretomba. O anche Inferi.
     Ma io so che non è né l’uno né l’altro.
     Il suo nome, in realtà, è Everneath,
     e non è un luogo di morte.
     È il luogo dove vivono gli Eterni,
     creature che hanno scoperto il segreto dell’immortalità.
     È il luogo dove conducono i Pegni,
  gli umani che rinunciano a tutto per nutrirli.
     È il mondo racchiuso fra questo e l’altro,
     un livello intermedio tra la Terra e l’Inferno.
     Lo so perché sono stata un Pegno.
     E darei qualsiasi cosa per poter cambiare questa realtà.

- da "Everneath" di Brodi Ashton


 

Come avrete compreso Everneath non è solo un luogo dove la luce è troppo penetrate, i colori troppo brillanti e i profumi troppo intensi, ma è anche un luogo che si trova a metà tra l'Inferno e la Terra e dove ci sono creature particolari (in quanto dotate di immortalità) che si nutrono delle emozioni  degli umani che vengono condotti in questa sorta di Purgatorio Ashtoniano per sfamarli.
Ovviamente i poveri soggetti umani, ridotti a mero cibo degli Everlivings che abitano l'Everneath, non torneranno più indietro, sull'amata Terra, e dovranno accontentarsi dell'Oblio per l'eternità e senza alcun ricordo di quello sono stati un tempo!

Ovviamente per ogni regola esistene un'eccezione. E se le regole prevedono che gli umani una volta giunti nell'Everneath non possano più tornare indietro (e soprattutto ricordare quello che erano) è vero anche che esiste  Nikki Becket.

Nikki è speciale non solo perchè ha trascorso un centinaio di anni nelle braccia di un immortale (residente ovviamente a Everneath) di nome Cole (che le ha "vampirizzato" i sentimenti e le emozioni) riuscendo a sopravvivere, ma anche perchè ricorda tutto del suo passato sulla Terra.

Oh. Oh. 
Direte Voi.

Cosa potrà mai accadere ora? Vuoi che non vuoi (vi lascio scoprire il come ed il perchè) Nikki torna sulla terra, dalla quale è scomparsa per soli sei mesi (il tempo non scorre così velocemente sulla Terra) con lo scopo di congedarsi (da novella Persefone quale è) da mamma, papà, amici, fidanzato Jack, ecc... per poi tornare nel postaccio che l'ha sputata fuori. O almeno questo è quanto le ha concesso il suo carceriere. Ha solo sei mesi per fare tutto, ma per sicurezza, Cole, la segue, creando un certo scompiglio in quel dell'orbe terrestre ... 

La cosa che mi è principalmente piaciuta di questo romanzo è stata che la Ashton si è giocata bene le sue carte. Sebbene non avesse una storia originale a suo vantaggio ha preso elementi mitologici noti e molto antichi da dirvese culture, sviluppatesi in tempi diversi, in modo da adattarle ai nostri giorni, per poi mescolarli (senza troppa confusione) e renderla una storia interessante e piacevole.

La Ashton non ha portato confusione (a differenza di altre sue colleghe scrittrici che hanno fatto pastrocchi, con potenziali belle storie) in una storia greca conosciutissima e che aveva necessariamente bisogno di essere un pò movimentata per accattivare i giovani lettori (scusate un pizzico di cinismo guadagnato nel tempo) a cui è principalmente diretto, anzi, ha reso tutto molto lineare, come se fosse realmente una storia creata come da lei assemblata.

Detto ciò, ovviamente si sente che è un YA, il linguaggio è semplice, diretto e le tematiche sono quelle imposte dalla giovane edei protagonisti, che sebbene rincorrano interessi obiettivi che non compete la loro maturità e per questo sembrerebbero più grandi, in realtà poi si consumano in amori (possibilmente declinati della forma del triangolo) totalizzanti, arrabbiature di poco conto con grande pathos e intrighi dai risvolti intuibili.

Ma è comunque un'opera, nel suo genere, voluttuosa e intrigante, che fa sperare in evoluzioni successive, in quanto è piacevole seguire i protagonisti delle vicende e lo stile fresco della Ashton.



Brodi Ashton si è laureata in giornalismo all’Università dello Utah e ha conseguito un master in relazioni internazionali alla London School of Economics. Brodi ha un ampio seguito presso il suo blog e vive nello Utah con la sua famiglia. Everneath è il suo primo romanzo.
lunedì 30 novembre 2015

Recensione: "Trollhunters" di Guillermo del Toro e Daniel Kraus

 
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Trollhunters 
di Guillermo del Toro 
e Daniel Kraus
Pagine 349 
Prezzo 14,90€
DeAgostini
già disponibile
voto:
 3/5
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La serie "Trollhunters" è composta da:

1. Trollhunter - Trollhunters
2. altri a seguire
È un sonnolento pomeriggio di fine estate a San Bernardino. Il sole è quasi tramontato, i fratelli Sturges pedalavano veloci mentre si inseguono con le loro pistole di plastica. 
cover originale
Poi Jim, il più piccolo dei due, vede Jack entrare nell'ombra di un ponte. Non è un bello scherzo, pensa il Jim mentre prova a raggiungere il fratello e si lascia inghiottire dalle tenebre. 
All'improvviso, però, qualcosa si muove: una creatura più nera dell'ombra si si stacca dalla parete… Jim fugge, ma è solo. A partire da quel pomeriggio, di Jack non saprà più nulla. 
Molti anni dopo, toccherà al giovane Jim Jr., il figlio dell'unico sopravvissuto dei fratelli Sturges, il compito di trovare una risposta. 
Cosa è successo a zio Jack, quel pomeriggio di estate? E, soprattutto, è vero quello che si dice in città? 
Che furono i troll - creature orrende e affamate di esseri umani - a rapire Jack e insieme a lui molti, moltissimi altri bambini? Una storia che mette i brividi a firma di Guillermo del Toro, maestro dell'horror e del fantasy. Un romanzo indimenticabile che vi divorerà.
Considerazione.
Avevo letto il primo romanzo della serie "The Strain", di Del Toro, ma sinceramente non vi aveva colpito, a diferrenza dei film.

Invece questo primo romanzo della serie "Trollhunters" l'ho decisamente apprezzato. Certo alcune cosette (come l'inizio non proprio delizioso) mi hanno lasciato qualche riserva, tuttavia, nel complesso ho trovato la storia molto buona e intrigante soprattutto per i ragazzi, a cui il romanzo è principalmente diretto.

1969. Del Toro e Kraus, ci narrano della storia di Jack e Jim, due fratelli di poco più di una decina di anni, che mentre scorrazzano con le loro bicilette, giocando come al solito, passano sotto un ponte, prima Jack, il fratello maggiore, e poi Jim, il quale, uscendo da sotto il ponte non trova più il fratellone maggiore. Jim ha solo il tempo di intravvedere una figura sinistra, proveniente da una parete, che strappa al suo mondo il fratello Jack, e si trova da solo e perso. Come lui, tanti altri fratelli, in quel periodo, vedranno sparire dei bambini ... misteriosamente. Inizia un periodo brutto e oscuro per San Bernardino, in quanto iniza un' epidemia vera e propria di scomparsi e di bambini che le cui fotografie vengono apposte sui Cartoni del Latte.

Trascorrono anni, e troviamo Jim ormai genitore, con tanti sensi di colpa, un divorzio alle spalle e tanti brutti ricordi dovuti alla scomparsa del fratello. Jim non si è mai rassegnato alla perdita dell'amato Jack (tanto da dare al figlio lo stesso nome) e ha costruita la sua esistenza cercando di difendersi dal passato tragico. Jim ha spezzato un matrimonio, condizionato il figlio e si è costruito una vita a protezione di quella tragica notte.

Esempio? James Junior deve sempre tornare presto se esce, non può intrattenersi troppo con gli amici, non può vivere senza le barricate che il padre gli ha eretto intorno a casa, non può confidarsi con nessuno perchè non può avere rapporti stretti con nessuno dei suoi compagni, o almeno il padre così crede. Si, perchè almeno un amico, Jame J., ce l'ha: Tobias, detto Tub, tanto strano quanto lui e con problemi familiari e scolastici simili ai suoi (Tub vive con la nonna, i gatti di quest'ultima ed è vittima di bullismo a scuola per il suo aspetto cicciottello).

Tra giochi da ragazzini e problemi quotidiani la vita di James J. e Tub trascorrono una vita abbastanza noiosa, tranquilla, fino a quando James, una notte, non viene portato nel sottosuolo e conosce il mondo dei Troll. Tornato in camera sua, la mattina dopo, coinvolge anche Tub, il quale decide di dargli man forte alla scoperta di quanto accaduto all'amico...

Vi basti sapere che ne succedono delle belle e che sebbene si veda l'intenzione di proseguire con altri romanzi, il romanzo ha una degna conclusione, per un primo capitolo di una serie.
Come vi dicevo in apertura, sebbene avessi delle riserve, ho trovato questo romanzo davvero particolare e avvincente nelle dinamiche. Il mondo sotterranei dei Troll, le paure di Jim, la vita asfissiata e asfissiante di James J. e il personaggio di Tub sono tutti elementi molto positivi che hanno reso la storia molto affascinante anche una lettrice poco propensa a leggere romanzi che vengono classificati con il genere horror.

Certo ci sono dei difettucci, come il fatto che gli elementi horror sono tali (un controsenso, ma concedetemelo visto che ho fatto un grande sforzo nel leggerli) e quindi difficili da digerire (specie se prima o dopo i pasti), che la cupezza è assoluta (caratteristica conferita da Del Toro, credo) e che a volte non so se lo definire una lettura da ragazzi (io a quell'età non l'avrei mai letto, per esempio),  tuttavia devo dire che è un libro che mi sento assolutamente di consigliare, in quanto tratta tematiche importanti e a tutto tondo (amicizia, bullismo, rapporto padri e figli, amore, famiglia, il concetto dell'"altro", ecc...) che creano un legame affettivo al romanzo che si fa leggere e apprezzare genuinamente.

A chi ama il genre creepy, halloween e tutto quanto fa un pò paura non può mancare di leggere questo romanzo, ma per chi fosse indeciso, consiglio ugualmente di leggerlo per la bravura degli autori di arrivare con immediatezza, per lo stile e per la capacità di "incastrare" tutti gli elementi in modo perfetto!!



Guillermo del Toro è un pluripremiato regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Ha al suo attivo film di successo come Il labirinto del fauno, Hellboy, Lo Hobbit e Pacific Rim. Qualche anno fa, ha esordito anche nel ruolo di scrittore con la serie horror La progenie pubblicata in Italia da Mondadori e diventata una famosa serie tv con il titolo di The Strain.
Daniel Kraus è scrittore, editor e regista. Collabora con numerose riviste, ha diretto e prodotto film e documentari per il cinema. Il suo romanzo d'esordio è L'estate del coprifuoco, pubblicato in Italia da Einaudi.
lunedì 19 ottobre 2015

Recensione: "DeathDate" di Lance Rubin

 

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DeathDate
di Lance Rubin
Pagine 400 circa
Prezzo €12,61 
Prezzo ebook €7,99 
DeAgostini
già disponibile
voto:
 3/5
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La serie "Denton Little" è composta da:

1. Denton Little's Deathdate - Datedate
2. Denton Little'd Bithdate - ancora inedito

Vi siete mai chiesti come sarebbe un mondo in cui tutti conoscono la data precisa della propria morte?
Un mondo in cui nessuno ha più niente da vincere o da perdere?
Questo è il mondo di Denton Little, diciassette anni e un’unica certezza.
Morirà la notte del ballo scolastico.
La sua vita è sempre stata piuttosto normale, ma – ora che mancano solo due giorni alla fine – Denton sente di non avere più tempo da sprecare.
In meno di quarantotto ore vuole collezionare più esperienze possibili, come la prima sbronza o la prima volta.
Ma le cose si complicano quando Denton incontra uno strano tizio che dice di avere un messaggio da parte della madre, morta ormai da molti anni.
All’improvviso le ultime ore di Denton si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità, e forse di una via di uscita.



Considerazioni.
Il romanzo che vi presento oggi, in concomitanza con un lunedì peggiore degli altri (mi manca il fumo che esce dalla testa), è un romanzo particolare, che catapulta il lettore in una realtà dstopica (quindi parallela al nostro mondo, ma decisamente futuristica) scientificamente più avanzata che permette agli individui che compogono la società di venire a conoscenza della data esatta della loro morte.

A prescindere da quanto possiate pensare (in bene ed in male) della conoscenza della data della propria morte, ecco che il protagonista della storia, un ragazzo di nome Denton Little scopre di morire a 17 anni. E la data della sua morte rivela che gli mancano solo due giorni alla sua dipartita... proprio il giorno del ballo di fine anno!

Troppo presto direte voi, ma Denton, dopo averci riflettuto non poco, decide di sfuttare intensamente gli ultimi due giorni della sua esistenza concedendosi tutte le esperienze che ancora gli mancano: dalla prima sbronza alla prima volta, dalle prime "cosette illegali" a dire ogni cosa che gli passa per la mente e che non si è mai concesso di manifestare.

Intento a cogliere ogni attimo di quel che gli rimane dei giorni, Denton fa una scoperta che gli apre nuovi scenari, non del tutto positivi. Un ragazzo infatti lo viene a cercare per dargli informazioni circa la madre ... peccato che quest'ultima sia morta!

In due giorni scarsi, tra cui quello del suo funerale, ecco che Denton cerca informazioni sulla parte della famiglia mancante che non ha mai conosciuto lottando contro il tempo e le probabilità...

"DeathDate" è un romanzo che si legge velocemente, che non presenta particolari strutture di trama o artifici linguistici. E' inoltre una storia agrodolce con spiccati elementi ironici che permettono di smorzare i tono un drammatici dati dalla trama e che è composto tanto lati positvi, quanto negativi.

Mentre i primi si possono sicuramente individuare nel protagonista, Denton, il quale è un giovane come tanti, fondamentalmente buono, che si prodiga per gli altri, che non ha una vita complicata e cerca piuttosto di destreggiarsi con i problemi della vita quotidiana; nell'elemento "data della morte" che implica un certo tipo di trama - e soprattutto comporta certe riflessioni - e nell'ironia utilizzata da Rubin nel raccontare la storia.

I lati negativi sono invece più sottili, ma più marcati e riguardano tanto i personaggi che circondano Denton e in particolar modo la scelta di narrare la storia in modo piuttosto asettico, senza indurre e dimostrare sentimenti o particolare coinvolgimento in quanto si sta narrando.

Un peccato, in questo senso, perchè sebbene Rubin si cali bene nei panni di Denton, apparendo credibile e veritiero in quanto fa e dici, sembra insesibile ai sentimenti che avrebbe dovuto chiamare ed evocare nel lettore.

Complessivamente è un romanzo che si legge con piacere e divertimento anche se in parte non mantiene le aspettative.

Rubin Lance si è laureato alla Brown University e ha lavorato come attore e sceneggiatore di molti spettacoli di successo. Ora si dedica alla scrittura a tempo pieno. Deathdate è il suo romanzo d'esordio, primo titolo di una serie distopica.