Recensione: "Stregata" di Sylvia Day

venerdì 13 novembre 2015


 



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Stregata
di Sylvia Day
Pagine 190 circa
Prezzo 14,90€
Ebook 7.99€
Harlequin Mondadori
già dsiponibile
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Victoria St. John sa di non essere fatta per questo mondo, di essere troppo magica e pericolosa per aggirarsi, con le sembianze di una donna bellissima e sensuale, tra gli esseri umani inconsapevoli.
cover originale
Ma Max Westin è il sesso fatto persona.
Victoria riesce a percepire la sua presenza dall'elettricità che si crea nell'aria.
L'eccitazione è palpabile ora che sono uno di fronte all'altra e il desiderio dilaga come una marea montante non appena Max la guarda con quegli occhi grigi, duri come l'acciaio, caldi come fuoco ardente.
Gli basta pronunciare il suo nome perché Victoria percepisca in tutto il suo essere la nota di dominio a cui vuole sottomettersi.
Il desiderio di compiacere un padrone, in fondo, è nella sua natura e Max è venuto a riprenderla, a riportare la ribelle Victoria al posto a cui appartiene. E forse cedere alla potente volontà di Max è proprio quello che cerca. Ma non così in fretta, non senza prima aver giocato ancora un po'...


Considerazioni.
Da affezionata estimatrice del paranormale, in particolar modo quando include le streghe, la magia, le scope, i gatti neri e chi più ne ha più ne metta, ecco che mi sono tuffata in questo romanzo autoconclusivo della Day, che ultimamente, confesso, mi aveva un tantino deluso sia con la sua serie più famosa, "Crossfire", che sul versante romanzi storici.

Se da un lato mi sono piaciuti diversi elementi della narrazione, che come sempre scivola via come l'olio, per altri versi non ho trovato particolari sforzi da parte di questa autrice nel cercare di rendere omogenea la vicenda (spezzata inspiegabilmente in tre capitoli) nonchè di solcare mari un pò diversi per le sue trame.

La storia, che suddivide il romanzo in tre parti,  inizia parlando dell'incontro tra Victoria St. John e Max. Victoria è un famiglio (ovvero il compagno fedele di ogni mago/maga) dalle sembianze umane, che da poco assapora la libertà e la bellezza di avere dei poteri magici.
Darius, infatti, il potente mago a cui era legata, innamoratosi di Victoria, morendo le ha ceduto i suoi poteri facendole così godere della libertà totale, che non aveva mai posseduto e la strana e bellissima sensazione di avere dei poteri magici.
Questa sensazione è troppo bella per tornare ad essere un famiglio e cedere i poteri per il collare della sottomissione ai maghi che il Conciglio vorrebbe farle nuovamente indossare, così lei scappa. Ma i cacciatori la stanno inseguendo per constringerla a piegarsi.

Max Westin è uno di questi, ma essendo davvero bellissimo, oltre che leale, intelligente e molto potente, è difficile per Victoria resistere alla tentazione di cedere i suoi poteri anche solo per una notte con lui. Ma il cacciatore - stregone è pronto a conquistarla con ogni mezzo ...

L'idea a mio parere era parecchio buona, infatti non vedevo l'ora di vedere come l'avrebbe svolta la Sig. Day, visto il piegarsi della vicenda un pò alla Anne Rice e visto anche il fatto che talvolta, nei suoi romanzi, riesce a creare delle storie carine e molto godibili. 
Ma se da un lato l'aspettativa è stata soddisfatta, con una mitologia stegonesca piuttosto intrigante e l'atmosfera (anche se purtroppo poco descritta) molto crrepy e piacevole da leggere, questo mio entusiasmo iniziale è andato un pò a scemare a causa della poca convizione della Day nella storia stessa e quindi nell'esecuzione della trama, che vede scorrere la storia troppo rapidamente, non creando quello che è bello leggere in un romanzo erotico/passionale, ovvero la sensualità, l'attrazione magnetica e romantica tra i due protagonisti.
Non solo, a mio gusto la Day ha peccato anche nell'accorpamento dei vari capitoli, che fisicamente fanno sembrare il complesso della storia tre racconti, invece di tre capitoli, che non risultano ben collegati tra di loro.

Essendo un romanzo che tratta di una storia semplice, facilmente intuibile e sostanzialmente di evasione romantica, sono difetti che sono trascurabili se letti in questa ottica fuggevole, ma che  sicuramente riscontrerà chi spazia tra un genere e l'altro.

Complessivamente l'ho trovata una storia (certo con tanto sesso e un pò di bondage) dagli spunti davvero molto carini, oltretutto la Day si è anche sforzata di non usare il suo fastidiosissimo e collaudatissimo "dirty talking" - ovvero il linguaggio che si spinge alle parolacce tra le le lenzuola - ma non così tanto dall'andare a cercare nuove trame in cui sperimentare, far evolvere i suoi personaggi, che, cambiato il nome e la città, ma sono sempre gli stessi, con le stesse voglie e le stesse problematiche. Per me è stata davvero un'occasione mancata per vedere una Day un pò diversa...

Detto questo, per chi ama il genere e segue da sempre ogni romanzo della Day, credo che amerà anche questa prova della Day.


Sylvia Day numero 1 nella classifica del "New York Times", nominata due volte finalista del RITA Award of Excellence assegnato dal prestigioso Romance Writers of America, e vincitrice di numerosi premi è conosciuta principalmente per la serie "Crossfire".

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