Recensione: "Terra Perduta" di Ann Moore

lunedì 4 aprile 2016


Primo volume di una monumentale ed epica trilogia dedicata all’Irlanda moderna e alla diaspora dei suoi abitanti, "Terra perduta" parla d’amore, di rivolta, di libertà e oppressione in un momento cruciale della Storia.


 







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Terra 
Perduta
di Ann Moore
pagine 450 circa
prezzo 16.50€
Beat Editore
già disponibile 
voto:
★★★★★
--o--









 La trilogia "Graceline O'Malley" è composta da:

1. Gracelin O'Malley - Terra Perduta
2. Leaving Ireland - ancora inedito
3. 'Till Morining Light - ancora inedito


   

Grace, la figlia quindicenne di Patrick O’Malley, discende dagli O’Malley del Nord, un tempo padroni di un’enorme tenuta, poi finiti in povertà con la sconfitta di Giacomo II, l’ultimo monarca cattolico d’Inghilterra. Ora, nel pieno degli anni Quaranta del XIX secolo, Gracelin O’Malley – autentica bellezza irlandese che ha ricevuto in dono dalla madre la pelle color crema, le gote rosee, i capelli di un rosso scurissimo e gli occhi blu come il mare in tempesta – vive in una casa di pietra con un tetto di paglia, cinta da un appezzamento di terra piuttosto grande in affitto, dieci acri coltivati principalmente a patate.
La terra, come ogni cosa appartenuta un tempo alle antiche famiglie cattoliche irlandesi, è parte dei possedimenti dei Donnelly, signori inglesi. Se fosse ancora viva la madre di Grace, così sagace nell’accumulare risparmi e riserve di cibo, gli O’ Malley saprebbero come cavarsela nel far fronte alla scadenza del contratto di affitto, e ai primi segni di una carestia che si annuncia feroce come non mai. Il lavoro nei campi, però, non basta, e il rischio è perdere quella terra che significa per loro una cosa soltanto: la sopravvivenza.
La salvezza, per Patrick O’Malley, si presenta sotto le nobili fattezze di Bram Donnelly. Figlio di un Lord inglese, relegato dalla famiglia nella contea di Cork a causa delle sue giovanili scappatelle londinesi, il trentenne Donnelly è rimasto vedovo due volte e, al falò della Vigilia di san Giovanni, mette gli occhi addosso alla bella Grace.
Patrick non esita a dire di sì nell’istante in cui Squire Donnelly gli chiede la mano della figlia. Paziente e apparentemente lieto, nei primi mesi di matrimonio, di educare Grace agli usi e ai costumi dell’aristocrazia terriera, Donnelly con il trascorrere del tempo svela il suo vero volto: quello di un arrogante inglese che non perde occasione per calpestare la vita, ai suoi occhi indegna, degli irlandesi.
La Grande Carestia, intanto, si abbatte sulla contea di Cork e sull’intera isola d’Irlanda, con strade impraticabili a causa dei mendicanti ridotti in fin di vita, ospizi per i poveri pieni fino all’inverosimile, ospedali incapaci di alleviare le pene, e rivolte, case bruciate, proprietari terrieri assassinati.
 

Considerazioni.
"Gracelin O’ Malley" è il titolo originale dell'opera, in quanto Gracelin (Grace) O’ Malley è la protagonista di questo romanzo.

Siamo nel 1844 circa, a Cork, nel sud dell'Irlanda e tutto in Grace è profondamente irlandese, dai capelli rossi, agli occhi blu come il mare tumultuoso che circonda l'isola di Smeraldo, dalle radici che affondano nell'Irlanda più rurale e difficile, alla condizione sociale di povertà che (purtroppo) per lungo tempo ha caratterizzato questo paese sino al carattere tempestoso e deciso che governa le sue emozioni. 

Grace (orfana di madre) vive nelle tipiche case in pietra dal tetto di paglia che costituiscono la sua casa/fattoria con dieci acri di terra coltivabile, insieme al padre, Patrick O'Malley,  e sebbene sino alla morte della madre Kathleen (morta a causa di un inceidente) lei, suo padre, i suoi fratelli e la nonna, siano riusciti a cavarsela con l'affitto puntualmente - richiesto ogni trimestre dal proprietario terriero - risparmiando sul cibo e lavorando sodola terra, coltivando patate - cibo che ha sempre sfamato la popolazione irlandese - cereali, allevando alcuni animali e vendendo gli ortaggi, i tempi grami stanno arrivando e nonostante le fatiche i soldi non bastano più, perchè l'affitto è stato raddoppiato.

Provvidenaziale è la Vigilia di San Giovanni, dove  Lord Bram Donnelly, non solo il proprietario delle terre degli O'Malley, ma anche il più ricco dei signorotti locali, vede la bella Grace e ne rimane letteralmente incantato. Donnelly domanda la mano di Grace al padre, il quale gliela concede più che volentieri, nonostante Lord Bram sia un uomo dissoluto, già due volte vedovo e privo di ogni considerazione per la popolazione irlandese e le sue condizioni precarie, visto l'avvicinarsi di un periodo molto difficile.

E' in arrivo, infatti, la Grande Carestia, che imperversò a partire dal 1845, poi per molti anni, in Irlanda e che ridusse drasticamente la popolazione, un pò perchè si moriva di fame, un pò perchè si scappava da quest'ultima cercando lavoro e un vita migliore altrove. 

Grace, sposata a Lord Bram, sebbene sia felice di poter non far mancare nulla (specialmente il cibo) alla sua famiglia, con il matrimonio, conoscerà quanto possa essere crudele, facile all'ira e arrogante suo marito, a dispetto della facciata rassicuramente, disponibile e ben educata che costruisce all'esterno, per coloro che non lo conoscono intimamante.

Non sarà un matrimonio facile, caratterizzato dall'amore, dal rispetto e dalla comprensione, quello di Grace e Lord Bram, ma Grace sarà forte abbastanza da combattere un uomo prepotente e arrogante, sopravvivere a una carestia tremenda e convivere con i primi moti della lotta iralndese contro il dominio inglese ...
Romanzo affascinante, scritto fluidamente, con passione e cura, dalla storia assolutamente ben costruita, piena di dettagli interessanti, ambientazioni con descrizioni accurate, che permettorno di riscotruire un'epoca, una società, degli usi e dei costumi che sono lontanissimi ma di cui è bello venire a conoscienza.
La Moore è stata bravissima a costruire questa storia, quella di Grace, per condurci per mano lungo un'epoca insidiosa, piena di momenti storici fondamentali per la storia irlandese, che dal quel momento ha conosciuto poche pause e poca pace.

Grace è l'immagine stessa dell' Irlanda, una sua incarnazione che lotta quanto lotta il suo pese natio.  
Se l'Irlanda deve lottare contro la fame, l'Inghilterra e per mantere i propri ideali, Grace deve lottare contro la paura e la forza del marito, contro la paura di perdere la propria famiglia, quella che era la sua casa e la sua fattoria per via della carestia, e il timore che ribellioni possano non essere un fuoco di paglia destinato a esaurirsi in fretta.




Ann Moore è nata a Burford, in Inghilterra. Laureata in Inglese presso la Western University di Washington, ha scritto tre romanzi storici incentrati sulle carestie, le migrazioni e le rivolte d’Irlanda. Con Terra perduta ha ottenuto un notevole successo di pubblico. Attualmente vive a Bellingham, nello stato di Washington, con la famiglia.

2 commenti:

Cecilia Attanasio ha detto...

Lo leggerò perché mi affascinano le ambientazioni ed il periodo, magari sarebbe meglio se aspettassi l'uscita degli altri due volumi. A presto!

Endimione Birches ha detto...

Non è male letto anche da solo, per molte ragione, quella principale l'ambentazione e il tempo, un vero e proprio tuffo nel passato :)
Endi