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sabato 13 febbraio 2021
mercoledì 19 febbraio 2020

“Intrigo bretone. Omicidio a Pont-Aven. Il primo caso del commissario Dupin” di Jean-Luc Bannalec


Intrigo bretone. Omicidio a Pont-Aven. 
Il primo caso del commissario Dupin
di Jean-Luc Bannalec
Pagine 233 - Prezzo 18€ -  eBook 9.99€
Beat Edizioni
Già disponibile 
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lunedì 4 aprile 2016

Recensione: "Terra Perduta" di Ann Moore


Primo volume di una monumentale ed epica trilogia dedicata all’Irlanda moderna e alla diaspora dei suoi abitanti, "Terra perduta" parla d’amore, di rivolta, di libertà e oppressione in un momento cruciale della Storia.


 







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Terra 
Perduta
di Ann Moore
pagine 450 circa
prezzo 16.50€
Beat Editore
già disponibile 
voto:
★★★★★
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 La trilogia "Graceline O'Malley" è composta da:

1. Gracelin O'Malley - Terra Perduta
2. Leaving Ireland - ancora inedito
3. 'Till Morining Light - ancora inedito


   

Grace, la figlia quindicenne di Patrick O’Malley, discende dagli O’Malley del Nord, un tempo padroni di un’enorme tenuta, poi finiti in povertà con la sconfitta di Giacomo II, l’ultimo monarca cattolico d’Inghilterra. Ora, nel pieno degli anni Quaranta del XIX secolo, Gracelin O’Malley – autentica bellezza irlandese che ha ricevuto in dono dalla madre la pelle color crema, le gote rosee, i capelli di un rosso scurissimo e gli occhi blu come il mare in tempesta – vive in una casa di pietra con un tetto di paglia, cinta da un appezzamento di terra piuttosto grande in affitto, dieci acri coltivati principalmente a patate.
La terra, come ogni cosa appartenuta un tempo alle antiche famiglie cattoliche irlandesi, è parte dei possedimenti dei Donnelly, signori inglesi. Se fosse ancora viva la madre di Grace, così sagace nell’accumulare risparmi e riserve di cibo, gli O’ Malley saprebbero come cavarsela nel far fronte alla scadenza del contratto di affitto, e ai primi segni di una carestia che si annuncia feroce come non mai. Il lavoro nei campi, però, non basta, e il rischio è perdere quella terra che significa per loro una cosa soltanto: la sopravvivenza.
La salvezza, per Patrick O’Malley, si presenta sotto le nobili fattezze di Bram Donnelly. Figlio di un Lord inglese, relegato dalla famiglia nella contea di Cork a causa delle sue giovanili scappatelle londinesi, il trentenne Donnelly è rimasto vedovo due volte e, al falò della Vigilia di san Giovanni, mette gli occhi addosso alla bella Grace.
Patrick non esita a dire di sì nell’istante in cui Squire Donnelly gli chiede la mano della figlia. Paziente e apparentemente lieto, nei primi mesi di matrimonio, di educare Grace agli usi e ai costumi dell’aristocrazia terriera, Donnelly con il trascorrere del tempo svela il suo vero volto: quello di un arrogante inglese che non perde occasione per calpestare la vita, ai suoi occhi indegna, degli irlandesi.
La Grande Carestia, intanto, si abbatte sulla contea di Cork e sull’intera isola d’Irlanda, con strade impraticabili a causa dei mendicanti ridotti in fin di vita, ospizi per i poveri pieni fino all’inverosimile, ospedali incapaci di alleviare le pene, e rivolte, case bruciate, proprietari terrieri assassinati.
 

Considerazioni.
"Gracelin O’ Malley" è il titolo originale dell'opera, in quanto Gracelin (Grace) O’ Malley è la protagonista di questo romanzo.

Siamo nel 1844 circa, a Cork, nel sud dell'Irlanda e tutto in Grace è profondamente irlandese, dai capelli rossi, agli occhi blu come il mare tumultuoso che circonda l'isola di Smeraldo, dalle radici che affondano nell'Irlanda più rurale e difficile, alla condizione sociale di povertà che (purtroppo) per lungo tempo ha caratterizzato questo paese sino al carattere tempestoso e deciso che governa le sue emozioni. 

Grace (orfana di madre) vive nelle tipiche case in pietra dal tetto di paglia che costituiscono la sua casa/fattoria con dieci acri di terra coltivabile, insieme al padre, Patrick O'Malley,  e sebbene sino alla morte della madre Kathleen (morta a causa di un inceidente) lei, suo padre, i suoi fratelli e la nonna, siano riusciti a cavarsela con l'affitto puntualmente - richiesto ogni trimestre dal proprietario terriero - risparmiando sul cibo e lavorando sodola terra, coltivando patate - cibo che ha sempre sfamato la popolazione irlandese - cereali, allevando alcuni animali e vendendo gli ortaggi, i tempi grami stanno arrivando e nonostante le fatiche i soldi non bastano più, perchè l'affitto è stato raddoppiato.

Provvidenaziale è la Vigilia di San Giovanni, dove  Lord Bram Donnelly, non solo il proprietario delle terre degli O'Malley, ma anche il più ricco dei signorotti locali, vede la bella Grace e ne rimane letteralmente incantato. Donnelly domanda la mano di Grace al padre, il quale gliela concede più che volentieri, nonostante Lord Bram sia un uomo dissoluto, già due volte vedovo e privo di ogni considerazione per la popolazione irlandese e le sue condizioni precarie, visto l'avvicinarsi di un periodo molto difficile.

E' in arrivo, infatti, la Grande Carestia, che imperversò a partire dal 1845, poi per molti anni, in Irlanda e che ridusse drasticamente la popolazione, un pò perchè si moriva di fame, un pò perchè si scappava da quest'ultima cercando lavoro e un vita migliore altrove. 

Grace, sposata a Lord Bram, sebbene sia felice di poter non far mancare nulla (specialmente il cibo) alla sua famiglia, con il matrimonio, conoscerà quanto possa essere crudele, facile all'ira e arrogante suo marito, a dispetto della facciata rassicuramente, disponibile e ben educata che costruisce all'esterno, per coloro che non lo conoscono intimamante.

Non sarà un matrimonio facile, caratterizzato dall'amore, dal rispetto e dalla comprensione, quello di Grace e Lord Bram, ma Grace sarà forte abbastanza da combattere un uomo prepotente e arrogante, sopravvivere a una carestia tremenda e convivere con i primi moti della lotta iralndese contro il dominio inglese ...
Romanzo affascinante, scritto fluidamente, con passione e cura, dalla storia assolutamente ben costruita, piena di dettagli interessanti, ambientazioni con descrizioni accurate, che permettorno di riscotruire un'epoca, una società, degli usi e dei costumi che sono lontanissimi ma di cui è bello venire a conoscienza.
La Moore è stata bravissima a costruire questa storia, quella di Grace, per condurci per mano lungo un'epoca insidiosa, piena di momenti storici fondamentali per la storia irlandese, che dal quel momento ha conosciuto poche pause e poca pace.

Grace è l'immagine stessa dell' Irlanda, una sua incarnazione che lotta quanto lotta il suo pese natio.  
Se l'Irlanda deve lottare contro la fame, l'Inghilterra e per mantere i propri ideali, Grace deve lottare contro la paura e la forza del marito, contro la paura di perdere la propria famiglia, quella che era la sua casa e la sua fattoria per via della carestia, e il timore che ribellioni possano non essere un fuoco di paglia destinato a esaurirsi in fretta.




Ann Moore è nata a Burford, in Inghilterra. Laureata in Inglese presso la Western University di Washington, ha scritto tre romanzi storici incentrati sulle carestie, le migrazioni e le rivolte d’Irlanda. Con Terra perduta ha ottenuto un notevole successo di pubblico. Attualmente vive a Bellingham, nello stato di Washington, con la famiglia.

mercoledì 23 dicembre 2015

Recensione: "Orm il Rosso - Le Navi dei Vichinghi" di Frans Gunnar Bengtsson.

   

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Orm
Il Rosso
Le navi dei Vichinghi II
 di  Frans Gunnar Bengtsson
pagine 290 circa
prezzo 14.90€
ebook 7.99€
Beat edizioni
già disponibile
voto:
4/5
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La serie "Le navi dei Vichinghi" è composta da:

1. Rode Orm - Le navi del vichinghi
la mia recensione QUI:
2. Rode Orm - Orm il Rosso


Orm il rosso narra il seguito delle avventure di Orm, figlio di Toste, abile normanno dell'anno Mille, intrepido protagonista delle Navi dei Vichinghi, la saga di Frans Gunnar Bengtsson – uno dei libri più venduti e letti di sempre – il cui primo volume è apparso in questa stessa collana nel corso del 2014. 
Tra guerre, tesori e «strabilianti imprese di uomini e di re» (Michael Chabon), questo secondo volume riporta i lettori nel fantastico mondo del X secolo, quando il popolo dei Vichinghi imperversava con le sue scorribande dalle fortezze della Scandinavia giù fino ai porti più remoti del Mediterraneo. 
Guerriero coraggioso, astuto, baciato dalla fortuna e, soprattutto, attento alle nuovescoperte in cui si imbatte, Orm il Rosso fa da guida preziosa a quell'epoca di grandi rivolgimenti. Nel primo volume, Orm era stato strappato al suo villaggio nativo danese dai Vichinghi e messo ai remi di una delle loro grandi navi con le teste di drago che ornavano la prua. 
Nel corso di mirabolanti avventure tra i mari e i porti pericolosi dell'epoca, era stato catturato dai Mori in Spagna, ma era riuscito a scappare e approdare in Irlanda dove, con suo grande stupore, si era imbattuto nelle prime, eteree figure di monaci cristiani. Dopo aver contribuito alla vittoria vichinga sull'esercito del re d'Inghilterra era ritornato nelle terre del Nord da cristiano dell'ultima ora e uomo immensamente ricco.
Ora, in questo avvincente seguito, nuove prove e cimenti mettono a dura prova la sua determinazione. Incappato nelle ire di re Sven, Orm si inerpica fino alle terre di confine con la famiglia al completo, la moglie e la madre, i servi e il piccolo prete, i cavalli e tutti gli oggetti preziosi che le bestie sono in grado di trasportare. 
Lì costruisce una magnifica casa, dove Ylva, sua moglie, dà alla luce due gemelle che crescono in fretta, cominciando presto a rotolarsi sul pavimento con gli enormi cani irlandesi portati dalla Scania. Lì edifica anche una chiesa, spaziosa abbastanza da ospitare ben sessanta persone sedute. Da lì riparte poi per altri avventurosi viaggi e sorprendenti scoperte.
Tra clamori di epiche battaglie e sanguinose contese, narrate con arguzia e prontezza di spirito, Orm il rosso conclude una delle opere più rilevanti della letteratura scandinava e mondiale.

 


Considerazioni.
Prima di dirvi il mio parere in merito a questo romanzo devo precisare che "Orm il Rosso - Le Navi dei Vichinghi" è la seconda parte del romanzo (originariamente unico) di Frans Gunnar Bengtsson, pubblicato sempre della Beat Edizioni, iniziata con "Le Navi dei Vichinghi".

Detto ciò, questo secondo capitolo della storie di Orm il Rosso, si muove avendo come protagonista quest'ultimo e gli uomini nordici antichi che vissero nel lontano Anno Mille, orbitanti intorno al nostro protagonista.
Nel primo tomo avevamo conosciuto il danese ed irrequieto Orm, figlio di Toste e fratello di Odd e avevamo potuto vedere come si destreggiava tanto nelle battaglie quanto nella vita domestica di ogni giorno tanto presso i Vichinghi quanto nelle rotte verso il Mediterraneo (a contatto con gli Arabi), spingendosi sino alla Spagna (e qui sfuggendo ai Mori), per poi approdare alle isole britanniche (governate, al tempo, da Re Etelredo).

Ora, dopo aver girovagato diverso tempo, ma impossibilitato a vivere una sorta di pace per via della caccia che gli danno i tirapiedi di Re Sven (ovvero il suo sovrano), torna a casa, diretto a Groning (insieme alla famiglia) per nascondersi nella proprietà che sono state ereditata dalla madre.
Ovviamente non sarà semplice vivere da affamati, infreddoliti, in una terra decisamente ostile, con vicini che non ammettono la sua conversione al Cristianesimo e dovendosi occuparsi delle piccole gemelle appena nate (Ylva e Asa).

Questa nascita impone a Orm più di riflessione sia in merito al ruolo delle bambine nella sua società, che la paura che ereditino tanto il suo carattere poco stabile (oltre ai capelli rossi) che il suo destino crudele. Ma oltre a ciò tanti progetti si creano, in questo secondo spezzone della storia, nella mente di Orm, che ha ancora molti desideri da realizzare, come la realizzazione della sua chiesa, o provare a generare un figlio maschio che gli permetta di eseguire i rituali che desidera trasmettergli ...

Questo romanzo, come il precedente è un bel romanzo che ricrea l'atmosfera, ormai perduta, di un tempo e di una società che abbiamo conosciuto e studiato troppo poco e che non esiste più.
Bengtsson, che ha studiato parecchio di queste popolazioni norrene, ha saputo creare una storia fedele a quelle società, a quella tipologia di individui che viveva in modo particolare, vivendo all'aperto, conquistando, razziando, che usa la forza sia dentro che fuori casa, che viveva spartanamente, morendo giovane e lottando per l'intera esistenza.
Tutta questa fatica, la lota per la sopravvivenza, la morte sempre presente come un'ombra sulla testa, la necissità di combattere, il sogno di conquistare qualcosa che non sia solo neve e pioggia, di possedere qualcosa oltre i confini umidi e limitati del loro mondo, emerge chiaramente da quest'opera che la ripora in vita vividamente e piacevolmente.

Consigliatissimo per coloro che amano ripercorrere la storia e scoprire tempi e società un pò obnubilata dal tempo.




Frans Gunnar Bengtsson (4 ottobre 1894 -19 dicembre 19 54) è stato uno dei maggiori poeti e scrittori svedesi. Saggista, si occupò di Francois Villon, Walter Scott e Joseph Conrad e scrisse una imponente biografìa di Carlo XII, il re svedese. Il libro che gii diede la fama fu però Le navi dei Vichinghi (tìtolo originale Róde Orm) pubblicato in due partì nel 1941 e nel 1945. Amava dire: «Giovanna d'Arco. Carlo XII e Garibaldi sono le sole persone che avrei voluto conoscere. Per loro la verità era più importante dell'intrigo».
sabato 1 novembre 2014

Beat, dai, avanti, prendimi per la gola e struggimi!


Novembre, almeno per la Beat, inizia con scintillanti notizie: l'uscita di romanzi interessantimi già passati per le varie collane dalla Neri Pozza (tranne quello della Manning), diverso tempo fa e riediti (finalmente) qui, in economica.

Vi consiglio di leggere trame e titoli perché ci sono buoni romanzi che possono attrarre la vostra attenzione. Personalmente punto su "La meretrice di Costanza" anche se il fatto che non abbiamo dato un seguito (almeno ancora) al secondo romanzo mi lascia un pò perplessa, "Una levatrice a New York" di cui ho sentito parlare oltre oceano (e solo bene) e "La vita luminosa di Lilly Afrodite" che voglio proprio leggere (in quanto avevo letto un altro romanzo della stessa autrice e mi era molto piaciuto). Gli mi attirano, ma vedremo come procedo con le finanze...

Voi avete visto qualcosa che stuzzica la vostra voglia di lettura?
 




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La meretrice 
di Costanza
di  Iny Lorentz
pagine 528 
prezzo 13,90
 SuperBeat
da ottobre
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La serie "Die Wanderhure" è composta da:
  1. Die Wanderhure - La meretrice di Costanza
  2. Die Kastellanin - ancora inedito
  3. Das Vermächtnis der Wanderh - ancora inedito
  4. Die Tochter der Wanderhure - ancora inedito
  5. Töchter der Sünde - ancora inedito
  6. Die Rache der Wanderhure - ancora inedito


    Germania, 1410. Marie Schärer, figlia unica di mastro Matthis, è una ragazza di straordinaria bellezza, con il suo volto angelico, i grandi occhi color fiordaliso, i lunghi capelli biondi, il naso ben disegnato e la bocca appena arcuata, rossa come i papaveri. È inoltre erede di una cospicua fortuna, accumulata da mastro Matthis grazie ai suoi commerci con l’estero, così profittevoli da permettergli, oltre alla dimora di Costanza, un’altra residenza estiva nella zona delle famiglie più altolocate e un bel podere nei pressi di Meersburg, con alcuni tra i più prosperi vigneti sulla costa settentrionale del lago.
    Naturale dunque che la fanciulla, diciassettenne, sia chiesta in sposa dal Magister Ruppertus, giovane erudito di appena ventiquattro anni appartenente già alla cerchia dei consiglieri del vescovo di Costanza. Naturale anche che Mastro Matthis acconsenta subito alla richiesta. Ruppertus Splendidus è il frutto della relazione del conte Heinrich von Keilburg con una serva. Non ha dunque diritto all’eredità del padre che spetta al figlio legittimo. Tuttavia, si occupa stabilmente degli affari del conte – uno degli uomini più potenti dell’antico ducato di Svevia e suddito dell’imperatore – e, nonostante la sua giovane età, è già un noto avvocato con la prospettiva di un futuro radioso davanti a sé.
    cover originale
    Dopo la stesura delle clausole del contratto matrimoniale – come si conviene a un’epoca che può pretendere sia messa per iscritto e debitamente firmata l’illibatezza della futura sposa – alla vigilia delle nozze accade qualcosa di sconvolgente e irreparabile.
    Ruppertus Splendidus piomba a casa di mastro Matthis con dei testimoni che mendacemente affermano di aver giaciuto con Marie in cambio di miseri doni. Appellandosi alle leggi della santa Chiesa e dell’imperatore, per le quali a una donna accusata di prostituzione non è concesso stare sotto un tetto onorato, il Magister Ruppertus trascina Marie in prigione, dove la ragazza subisce violenza da uomini rozzi e senza scrupoli.
    Condannata per adulterio, la bella figlia di mastro Matthis conosce l'esilio. Sola, in fin di vita, privata della dignità e dell'innocenza, sa di essere ormai perduta, ma la sorte le viene in soccorso: Hiltrud, una prostituta itinerante, la incontra sul suo cammino e, colpita dalla sua bellezza, decide di portarla con sé e di curarla. Marie scopre la durezza e i pericoli della vita di strada, ma apprende anche tutti i segreti della sottile arte del piacere, grazie alla quale sarà capace di sedurre uomini nobili e potenti, vicini, molto vicini a colui che un tempo le ha rubato la dignità, le ricchezze e l'amore del giovane di cui era segretamente innamorata.

    Nel crudele mondo medievale, tra abati corrotti e notabili senza scrupoli,una giovane donna lotta per la sua felicità e indipendenza.
    Uno dei più grandi bestseller dell’editoria tedesca,
    con oltre 4 milioni di copie vendute.


    «Lei è Iny, lui è Lorentz: sono la coppia che domina
     le classifiche dei libri più venduti con il loro bestseller
     La meretrice di Costanza, firmato Iny Lorentz».
    Die Welt
    «Intrigo dopo intrigo, La meretrice di Costanza ha
     venduto più di 4 milioni di copie come libro, 
    e la serie televisiva ha realizzato un numero
     ancora maggiore di telespettatori».
    FAZ

    «Basta una riga per essere catturati
     dai libri di Iny Lorentz».
    Literaturreport


    Iny Lorentz è lo pseudonimo con cui firmano i loro romanzi Iny Klocke ed Elmar Wohlrath, una coppia di marito e moglie. La meretrice di Costanza è il loro primo romanzo e ha dato origine a una serie di grande successo in Germania con milioni di copie vendute. Dai libri è stata tratta una trasposizione televisiva che ha realizzato 9.800.000 telespettatori.

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    Una giovane donna nella Berlino degli anni Venti
     del cinema nascente, della vita bohémienne,
     dei tumulti politici, dei mille locali notturni e degli eccessi. 


     

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    La vita luminosa
     di Lilly Afrodite
    di Beatrice Colin 
    pagine 448
    prezzo 9€
    Beat
    da novembre
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    Lilly Nelly Afrodite nasce ufficialmente il 31 dicembre del 1899 a Berlino, da una madre bohémienne la cui vita termina tragicamente il giorno in cui il suo amante bavarese le spara. Cresciuta al San Francesco Saverio, l’orfanotrofio cattolico della capitale tedesca, negli anni Venti la ragazza è una giovane, affascinante donna.
    cover originale
    È il tempo della Repubblica di Weimar, e a Berlino ogni giorno c’è uno spargimento di sangue, si innalza una barricata, rimbombano colpi di arma da fuoco, si aprono a un ritmo incessante nuovi cabaret e locali notturni, e i conti e i principi di Prussia e Baviera, di ritorno dai loro eccentrici viaggi, alloggiano in alberghi di lusso. Gonne che sfiorano il ginocchio, capelli a caschetto, Lilly non tarda a trovare il suo posto nella fervente vita notturna berlinese. Passa dalle audizioni di riviste e teatri scalcinati ai set del nascente cinema tedesco, e si innamora di un geniale regista russo che la trasforma in una delle grandi stelle della cinematografia, un’icona dai capelli bruni e i grandi occhi striati d’argento. 


    «Nella Berlino della Repubblica di Weimar e dei cabaret, 
    la vita tumultuosa e coraggiosa, tra sfarzo e miserie, di una giovane attrice».
    Barbara Briganti, la Repubblica

    «Ci sono dei libri che hanno una particolare sensualità, 
    pagine in cui, leggendo di un personaggio,
     ti sembra che se lo incontrassi per strada o riconosceresti
     da come cammina o dal bagliore degli occhi.
     Accade con La vita luminosa di Lilly Afrodite, 
    promessa di una notte d’amore, di una gioia e un dolore improvvisi».
    D - la Repubblica delle Donne

    «Un romanzo che cattura magnificamente il senso 
    di un’epoca di frenetiche invenzioni e seducenti promesse».
    New York Times Book Review

    Beatrice Colin, nata a Londra e cresciuta in Scozia, ha vissuto per anni a New York lavorando come giornalista freelance per il Guardian e numerose altre testate. Autrice di testi teatrali e radiofonici per la BBC, ha pubblicato con Neri Pozza il suo secondo romanzo New York 1916.

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    Miserie e splendori di una levatrice
    nella New York di fine Ottocento.
    Un bestseller internazionale.

     


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    Una levatrice 
    a New York
    di Kate Manning
    pagine 448
    prezzo 14,90
    Super Beat
    da novembre
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    New York, seconda metà dell’Ottocento. Ann Muldoon – detta Axie – una giovane orfana diventata dapprima sguattera e poi assistente della dottoressa Evans nella clinica dove la madre è morta di parto, decide di mettere a frutto le conoscenze e le scoperte apprese nell’ospedale, innanzitutto la formula della polvere magica che permette alle donne di non rimanere incinte.
    cover originale
    Aiutata da Charlie, il ragazzo di cui si è invaghita sin da piccola, Ann diventa «Madame X» – come la ribattezzano i giornali – la beniamina delle donne più povere della città, ma anche la levatrice delle ricche signore intenzionate a cancellare la propria vergogna.
    Una fama che attira invidie, maldicenze e pregiudizi nella vasta schiera dei benpensanti e delle anime pie dell’epoca. Straordinario romanzo storico basato sulla storia vera di una nota levatrice della New York di fine Ottocento, l’opera ha rivelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Kate Manning.


    «L’avvincente storia di una levatrice che
     sfida la legge in nome dei diritti delle donne».
    Publishers Weekly

    «Una levatrice a New York non è soltanto la splendida
     e avvincente storia di un’orfana che cerca la propria strada nel mondo,
     ma mostra qual era un tempo la vita vera delle ostetriche: 
    una vita fatta di glorie e di miserie, e di autentici dilemmi morali. 
    Memorabile».
    Emma Donoghue

    «Basato sulla vita vera di Ann Lohman, 
    una levatrice di New York City … 
    il romanzo della Manning è storicamente accurato
     e stilisticamente impeccabile».
    The New York Times Book Review


    Kate Manning ha scritto e prodotto diversi documentari, con cui ha vinto due Emmy Awards e un Edward R. Murrow Award. Collabora con il New York Times, il Los Angeles Times Book Review, Glamour, ed altre riviste e quotidiani. Una levatrice a New York è il suo secondo romanzo.Traduzione dall’inglese di Alessandro Zabini

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    Il matrimonio 
    delle sorelle
     Weber
    di Stephanie Cowell
    pagine 352
    prezzo 9.00€
    Beat
    da novembre
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    Nel 1777 a Mannheim, in Germania, tra gli ospiti di casa Weber capita un giorno anche Wolfgang Amadeus Mozart. Ed è così che a modesta famiglia di un copista di musica – il paziente Fridolin eber, la tenace Frau Weber e quattro graziose fanciulle – approda al palcoscenico della grande musica. All’inizio è amore a prima vista tra Mozart e Aloysia, la più bella delle quattro ragazze.
    cover originale
    Il padre di Mozart, tuttavia, incita il figlio a pensare alla carriera e non alle sottane. Stufa di aspettare, la bella Aloysia sposerà incinta un pittore di discreto talento. Mentre la primogenita Josefa, segretamente innamorata anche lei del giovane musicista, si sente superata ingiustamente e se ne va di casa, e la più piccola, Sophie, per sfuggire ai soffocanti “progetti” della madre corre a rifugiarsi in convento, sarà la terza, Constanze, a salire con Mozart all’altare.
    Romanzo storico in cui la felicità della scrittura si unisce al piacere delle vicende narrate, Il matrimonio delle sorelle Weber ci porta direttamente nel cuore dell'animo femminile, nei sogni, nei desideri e nelle disillusioni di quattro giovani donne e della loro madre, e, insieme, ci offre il ritratto perfetto di un'epoca di grande creatività e civiltà.

    Finalmente in edizione tascabile uno dei più fortunati romanzi storici della Neri Pozza.



    «Un magnifico romanzo di iniziazione alla vita adulta, 
    una sorta di Piccole donne tratto dalla realtà».
    il Foglio

    «Un meraviglioso sguardo intimo nel privato di 
    una famiglia e nella vita di un personaggio 
    che rappresenta il genio bambino nel nostro immaginario».
    Marilia Piccone, Stilos

    «Il ruolo delle donne nella vita del giovane 
    Mozart in un romanzo storico avvincente».
    Publishers Weekly

    Kate Manning ha scritto e prodotto diversi documentari, con cui ha vinto due Emmy Awards e un Edward R. Murrow Award. Collabora con il New York Times, il Los Angeles Times Book Review, Glamour, ed altre riviste e quotidiani. Una levatrice a New York è il suo secondo romanzo.

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    Parlando
     con le api
    di Peggy Hesketh
    pagine  288
    prezzo 9€
    Beat
    da novembre
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    Albert Honig è un uomo burbero e riservato che, in un paesino della California del Sud, ha deciso di invecchiare soltanto in compagnia delle sue api.

    Un giorno, tuttavia, un drammatico evento lo costringea fare

    cover originale
    i conti col suo passato: nell’abitazione nei pressi della sua, nella casa delle «Signore delle api», Albert scopre i cadaveri di Claire e Hilda Straussman, le due sorelle, legate e imbavagliate. Sigillata la casa e raccolte le impronte, il detective Grayson non tarda a capire di trovarsi di fronte a una rapina finita male.

    Ci sono segni di effrazione, e mancano all’appello gioielli e soldi. Tuttavia, come trovare il colpevole? Deciso a scoprirlo, il detective prega l’apicoltore di raccontargli tutto quanto sa delle due donne.

    Inizia così un viaggio a ritroso nella memoria dell’apicultore: dal primo incontro alle fughe nei boschi con Claire per sfuggire all’infelice signora Straussman, la madre della ragazza; dalla passione per l’apicoltura trasmessa a Claire alla nascita di un amore troppo intenso per essere confessato, fino alla partenza di Claire e a quel ritorno, tempo dopo, con un misterioso bambino.


    «Un classico americano…
    un romanzo eccezionale per chiunque ami 
    le storie profonde e indimenticabili».
    Elizabeth George, The New York Times

    «Che romanzo fantastico! Un capolavoro in cui il mistero della vita 
    e quello della morte vengono evocati in maniera estremamente coinvolgente».
    Karen Joy Fowler, autrice di The Jane Austen Book Club

    «Un romanzo perfetto».
    Library Journal

    Peggy Hesketh scrive su importanti riviste letterarie americane come Calliope e Antietam Review e alcuni suoi racconti sono stati selezionati da Elizabeth George e inclusi nella sua antologia Two of the Deadliest. Giornalista di lungo corso, attualmente insegna scrittura creativa all’Università della California. Parlando con le api è il suo primo romanzo.
    giovedì 12 dicembre 2013

    Recensione: "La ballerina dello zar" di Adrienne Sharp

    La ballerina dello zar





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    La ballerina dello zar
    di Adrienne Sharp
    Pagine 411
    Prezzo 9€
    Beat
    già disponibile
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    La Storia narra che Mathilde Kschessinska, figlia del grande Felix Kschessinsky, ballerino che danzò per i Romanov per quasi quarant’anni, divenne, appena diciassettenne, l’amante dello zareviç Niki Romanov. 
    cover originale
    Basato sulle vicende reali dell’ultima grande danzatrice dei Teatri imperiali russi, La ballerina dello zar è uno di quei rari libri che, attraverso lo sguardo di una donna che si ritrova suo malgrado a vivere alcuni dei più tragici eventi della Storia – la rivoluzione d’Ottobre, l’abdicazione dello zar, la prigionia di Nicola II insieme con Aleksej, il figlio legittimo, la drammatica fuga dalla Russia – narra magnificamente di un mondo che si avvia ignaro verso la sua fine. 
    Con la sua impeccabile scrittura, Adrienne Sharp riporta alla luce la vita dell’élite di San Pietroburgo – gli splendidi abiti bianchi delle donne, i ministri della corte in frac e tuba, le corse folli e selvaggi in troica dell’aristocrazia per le vie della città – un attimo prima in cui tutto si muta in polverosa reliquia.
     
     Considerazioni.
     “Mi chiamo Mathilde Kschessinska e sono stata la più grande ballerina russa nei teatri dell’impero”.
    Inizia così il romanzo della Sharp, senza mascerare nulla, mostrando al lettore subito, con schietta onestà, quello che è la protagonista del romanzo,  Mathilde Kschessinska, e la sua storia.
    La narrazione, che avviene in prima persone, è di una biografia che inizia dalla fine, dall'esilio di Mathilde, che a novantanove anni, nel 1971 circa, vive a Parigi, “circondata dai ricordi della mia vecchia vita a San Pietroburgo” ormai molto lontana dai fasti a cui in gioventù era avvezza, “Il mondo in cui sono nata, il mondo nel quale sono cresciuta è scomparso, così come sono scomparsi i suoi protagonisti…”. essendo divenuta l'amante di due graduchi e dello zar in persona (Nicola II).

     

    Penserete a questo punto di essere di fronte a una vecchietta indifesa, arrivata con bravura e capacità ad essere una ballerina importante, famosa e bellissima, ed invece le pecche di Mathilde sono molte e si svelano mano a mano che si inoltre nel romanzo e si scoprono le vicende che senza inganno e senza vergogna Mathilde, narra senza amarezza o rimpianto. 

    Il romanzo che ne complessivamente ne risulta è una storia amara, di una donna che ha vissuto pienamente, ma da onesta opportunista, da capace allieva affamata di potere di un padre ballerino e bramoso di potere quanto la figlia, avida, a tratti malvagia, materialista, sostanzialmente un'arrampicatrice sociale la cui ambizione spietata e assoluta (scopo della sua vita) non tiene ostaggi, macina solo vittime al suo passaggio e cerca di frapporsi ad essa in qualche modo, anche marginale. 

    Questa propensione di Mathilde al successo, al potere, ad essere tutto (ad avere tutto ecco) si ripropone anche in campo sentimentale e quindi vediamo succedersi come suoi amanti non contadini, banali ballerini, scenografi, ma granduchi, fino ad una relazione con lo Zar in persona, iniiata durante un fastoso balletto, il  23 maggio del 1890 il giorno, appunto, del saggio del diploma di danza al Teatro Marinskij “ho ancora davanti agli occhi la famiglia imperiale dei Romanov della mia giovinezza: lo zar Alessandro III, sua moglie e i suoi figli…” relazione che però mai viene defininita dalla stessa Mathilde come amore o anche solo come passione, bensì come una relazione che mai sfuma o sfugge nella descrizione, in una declinazione amorevole ma sempre misteriosa, facilmente intuibile essere una relazione con uno scopo di autopromozione, successo, potere, denaro e lusso e soprattutto una luccicante visione di lei come zarina le offusca la vista, le serra il cuore bramoso che le fa compiere gesti orribili (come vendere un figlio). Ciò si percepisce soprattutto dal fatto che non vede mai Nicola come l'uomo, ma sempre e unicamente come Zar, con il ruolo che s'impone nella gerarchia istituzionale statale, mai il re del suo cuore piuttosto che il motore che la spinge  a vivere (o qualunque altra manifestazione amorosa, per dire).

     

    Questo almeno nella prima parte del romanzo, in cui vediamo le vicende di Mathilde in relazione al balletto: il suo amore per esso, per i teatri russi, l'importanza delle rappresentazioni che attengono il balletto e la città di San Pietroburgo (città protagonista del romanzo e dal quale ne esce benissimo, davvero). La secondo parte del romanzo invece è più improntata sulla parte storica, sicuramente di declino sia della Russia, di San Pietroburgo, ma anche della vita di Mathilde che ne subisce i contraccolpi ed il declino.

    Io ho molto apprezzato questo romanzo, sia per i contenuti che per la figura di Mathilde. Mi spiego, non è una storia felice, di una persona limpida, onesta, pulita, con nulla da nascondere, ma di una persona che è fondamentalmente un'arrivista, affamata di fama e denaro che non vuole nulla di meno per lei, per cui, nel momento che si comprende ciò, si comprende anche che non è persona dal quale aspettarsi cambiamenti importanti; Mathilde è fredda, decisa, per il raggiungimento dei suoi obiettivi, non ci sono ostacoli che non possa attraversa e eventi che non possa superare, magari con difficoltà, con patimento, ma mai soccombere ad esse.
    Mathilde è forte, determinata, lucida, anche nel suo racconto, è, nella sua durezza, molto onesta, anche delle sue scelte più brutte, quasi ripugnanti se viste nel suo complesso per i fini che vuole raggiungere, e questo, a prescindere da quanto trovi belli o brutti o moralemente accettabili i suoi fini, lo accetto, pur non comprendendolo, in quanto non facente parte di una biografia non mia, che nella quale mi trovo avvinta per differenti ragioni.

    Punti in assoluto, molto favorevoli, sono il ritratto dell'epoca e la magnifica rappresentazione del lusso ai tempi della grande Russia, che ormai non si conosce più. 
    Meno favorevoli sono invece il balletto, che emerge poco dal contesto e che invece avrei voluto leggere volentieri.

    Globalmente io promuovo il romanzo, anche se non è una storia facile da leggere, in quanto cruda e a tratti quasi senza cuore.

    Consigliato!!



    Adrienne Sharp ha studiato danza all’Harkness Ballet di New York. Insegna presso il Centro delle Arti Creative dell’Università della Virginia e vive in California con il marito e i due figli. Tra le sue opere si segnalano White Swan, Black Swan e Sleeping Beauty.