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lunedì 11 dicembre 2017

Recensione in pillole: "Il meraviglioso incubo di Natale" di Mauro Santomauro



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Il meraviglioso 
incubo di Natale 
di Mauro Santomauro 
pagine 114 
prezzo 12€
Ferrari Editore
voto:
★★★★☆
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Un racconto brioso e tagliente ma anche dolce come un Cupcake di Natale! 
Una storia attraversata dal ritmo di una fantastica innocenza che commuove, diverte e sorprende, invitandoci a riflettere sulle emozioni esistenziali. 
Una parabola luminosa e frizzante dove dramma e ironia, realismo e fantasia si fondono perfettamente, con il coraggio di una rappresentazione del destino. Dietro a un titolo che risveglia apparentemente l’incanto o l’incubo di un’atmosfera natalizia, si cela una trama inaspettata, in bilico tra l’avventuroso equilibrio del fantastico e il nonsense del quotidiano. 
D’altronde, molte cose sono diverse da come possono sembrare.

Considerazioni.
Santomauro ha un certo dono nel prendere una trama e darle quel qualcosa in più, di mai letto da nessun'altra parte, non solo rendendola interessante, ma anche speciale per chi la legge.

Con questo suo nuovo racconto, l'autore, prende una festa molto nota, ovvero il Natale, e giocando sulle parole del titolo ci induce a virare improvvisamente rotta, narrandoci di una storia davvero particolare.
"Il meraviglioso incubo di Natale" ci narra infatti di Natale, un uomo che è al capezzale di Alice, la moglie molto malata, alla quale ha fatto una promessa che ora deve mantenere, anche se rispettarla sarebbe l'ultima cosa che vorrebbe fare. Ma Natale non pensa solo alla decisione che deve prendere e, forse proprio perché sta affrontando una fine, pensa e riporta la sua mente al principio, a come tutto è iniziato, soprattutto con Alice. Prima, infatti, Natale e Alice era altro, erano un amore sbocciato, un'incontro perfetto, condivisione, amore, fiducia, allegria, spensieratezza e speranza. Riuscirà Natale a portare a termine il desiderio di Alice? Cosa farà dopo? Come riuscirà ad andare avanti?

Sebbene "Il meraviglioso  incubo di Natale" appaia inizialmente come un racconto cupo e misterioso, difficile da inquadrare a livello di genere e di aspettative, devo dire che si è rivelata essere una bella storia in grado di affrontare tematiche decisamente forti, molto importanti, i cui risvolti sono decisamente soggettivi e non certamente facili, narrate e affrontate in un modo un po' diverso, da un'altra prospettiva differente e tutta santomauriana. 

Promuovo questo romanzo sia per i motivi che ho appena detto, sia perché lo stile di Santomauro mi piace moltissimo, in quanto riesce ad essere incisivo, interessante e mai banale. Cercando il pelo nell'uovo posso dire che l'unica cosa che non ho trovato ne  "Il meraviglioso  incubo di Natale"  è stato quel sentimento di meraviglia, di antico e di stupefacente che avevo trovato in "Theriaca", che mi aveva assolutamente conquistata e che se posso dire mi è mancata, ma credo non rientrassero comunque nell'intento della storia e dell'autore, e poi lo so che fare i paragoni (soprattutto in romanzi molto diversi tra loro come quelli che ho citato) non andrebbero fatti, però l'ho detto ... cercando il pelo nell'uovo ...

Consiglio questo romanzo a tutti coloro che cercano una storia intensa, non sempre facile, che ci dia margine per riflettere, costituita da luci e ombre, da bene e male, da  felicità e tormento, che riesce a conquistarti poco a poco per la toccante semplicità e la sincerità con cui è narrata. Promosso.



Mauro Santomauro
Mauro Santomauro, musicista e raffinato scrittore, appassionato ricercatore e studioso di storia e letteratura, vive e scrive a Treviso. Si definisce un goloso professionista. Nella sua vita è stato, infatti, non solo farmacista della Serenissima, salendo alla ribalta delle cronache quando rinunciò a trasferire la sua farmacia in terraferma, ma anche chimico, distillatore, imprenditore, pilota di aerei da turismo e contadino. Ha pubblicato i romanzi “Il doppio dell’assassino” e “Theriaca” (uscito precedentemente in versione e-book, con il titolo “La Congiura dello Speziale”). 
mercoledì 18 novembre 2015

Recensione: "Il doppio dell'assassino" di Mauro Santomauro






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Il Doppio
dell'Assassino
di Mauro Santomauro 
pagine 160 circa
prezzo 0.99€
Libromania (DeAgostini)
già disponibile 
solo ebook
voto:
 3/5

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Uno sciamano attraversa a fatica un impervio passo alpino diretto al suo villaggio e, inconsapevolmente, va incontro a un tragico destino.
Una coppia di turisti tedeschi fa casualmente una sorprendente scoperta durante un'escursione in Val Venosta: tra le nevi disciolte di un ghiacciaio affiora il corpo, perfettamente conservato, di un uomo dell'Età del Rame. Sarà conosciuto dal mondo intero col nome di Ötzi, l'Uomo di Similaun.
Un professore di fisica teorica tiene una rivoluzionaria conferenza nell'auditorium dell'Hotel Paradiso a San Candido, nel Tirolo italiano.
Esiste un sotterraneo filo rosso che collega tra loro questi avvenimenti?
È quello che la scrittrice Fedora Milano e l'ispettore dell'Interpol Guido Zalivani cercheranno di scoprire sullo sfondo di castelli medioevali e scenari alpini d'incomparabile bellezza.
Ma si troveranno di fronte un complicato enigma, la cui soluzione potrebbe mettere in pericolo il futuro stesso dell'umanità.






Considerazioni.
Romanzo in qualche modo diverso da quello che mi aspettavo essere il secondo romanzo di questo autore, che avevo potuto apprezzare ne "La Congiura dello Speziale" e che mi aveva decisamente conquistato sia per lo stile che per la trama (potete trovare la mia recensione qui: http://bostonianlibrary.blogspot.it/2014/09/recensione-la-congiura-dello-speziale.html).

A differenza  del romanzo precedente, Santomauro ha elaborato una trama (di cui non vi parlerò per specifica scelta di farvi incontrare direttamente con la storia) che diverge un pò dall'opera che lo ha visto debuttare - sempre con la collana Libromania (che è una "costola" della DeAgostini) - ma contestualmente mi ha anche dimostrato la sua versatilità nell'affrontare argomenti che non sono sempre semplici e, se non trattati con la dovuta attrattiva, possono risultare a dir poco soporiferi.

Per fortuna nelle mani di Santomauro questo non è accaduto, semmai l'inverso. Questo perchè intrecciando i fili narrativi e i personaggi molto lontani tra di loro, nonchè collegandoli con un filo conduttore interessante - e non bale - riesce a mantenere vivo l'interesse del lettore, che spazia in tempi molto diversi e lontani tra loro, tra ambietazioni diversissime e personaggi che non parrebbero avere nulla in comune. 
La storia è un'intreccio colorato e diversificato di vicende, di sentimenti e di personaggi che costituisce un'acquario che si fa guardare con stupore e meraviglia perchè indotti a ipotizzare i possibili accadimenti, le eventuali conseguenze e implicazioni, le quali, per quanto improbabili, incuriosiscono e intrattengono.

Ci sono delle piccole cose che secondo me stridevano un pochettino nel libro e sono da ricondursi ai dialoghi, che in questa seconda opera di Santomauro, almeno a mio modestissimo parere, talvolta risultano un pò fragili, specialmente per alcuni personaggi, quasi come se l'autore non sapesse esprimere appieno quanto aveva in seno il personaggio, come fosse difficile accostare con le giuste parole che aveva a disposizione. 

Non è qualcosa che infici il romanzo, il quale è godibilissimo, interessante, piacevole e si termina in pochissimo tempo, però, conoscendo il potenziale dell'autore, poteva riuscire meglio, ecco. Anche lo stile è fluido, forbito e gradevolissimo come lo ricordavo inprecedenza e questo è stato sicuramente un punto a favore della riuscita del romanzo.

Mi sento di consigliarvi la lettura di questo romanzo perchè trovo sappia far evadere con piacere e con una trama che si segue con interesse fino alla fine in quanto atipica.
Certo mi rimane la considerazione che, secondo me, Santomauro poteva dare qualcosina di più...



Mauro Santomauro è nato nel 1949 ed è stato farmacista della Serenissima, salendo alla ribalta delle cronache quando rinunciò a trasferire la sua farmacia in terraferma. Nella sua vita è stato chimico, distillatore, imprenditore e contadino e si è divertito come giocatore e poi allenatore di baseball, batterista in un settetto jazz, maker ante litteram come produttore di accessori d’ arredo. Ha pilotato aerei da turismo e ha praticato immersioni subacquee. La sua vera passione è il buon cibo. Vive con la moglie e i due figli a Treviso.
lunedì 8 settembre 2014

Recensione: "La Congiura dello Speziale" di Mauro Santomauro.


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La Congiura
 dello Speziale
di Mauro Santomauro 
pagine 290 circa
prezzo 3.99€
Libromania 
(DeAgostini)
già disponibile 
solo ebook
voto:
5/5
--o--












Fedora Milano non sa darsi una spiegazione: il direttore della sua testata l’ ha fatta rientrare dalle ferie per andare a intervistare il direttore di un’ antica farmacia veneziana, fondata cinquecento anni prima.
Niccolò Bellavitiis è un uomo tanto colto ed enigmatico quanto affascinante e il suo racconto sull’ arte della cura è ipnotico, ma perché tanta fretta? Improvvisamente l’ attenzione della donna è calamitata da un misterioso contenitore in peltro.
Quello strano recipiente, spiega Bellavitiis, serviva per trasportare la Theriaca, un composto chimico di origini antichissime la cui formula nasconde delle proprietà molto potenti in grado di cambiare le sorti dell’ intera umanità, un fluido foriero di una sapienza ambita e pericolosa che trascinerà Fedora in uno spaventoso tunnel senza fine….
 
Considerazioni.
E' un libro come questo - vuoi per la storia (intrigantissima) narrata, vuoi per la narrazione, liscia come l'olio, ma aulica, del suo autore - che non rinuncio ancora a leggere scrittori (a torto) un pò di nicchia per genere o stile (ovvero che occorre cercare con il lanternino o ti capitano in mano per puro caso).

Tanti gli elementi offerti da Santomauro: c'è una storia noir (genere che adoro) ben strutturata, affascinante e ben sfruttata (soprattutto); ci sono dei personaggi interessanti, con molto da raccontare, talvolta un pò sopra le righe, ma lo richiede più il genere che la storia, e un pò prosaici. C'è una città, Venezia, che non ha bisogno di presentazioni, ma che qui assurge a ulteriore personaggio pronto a governare la trama in ogni sua forma.

Ma non è solo una questione di "ingredienti" quello che mi ha spinto in ultimo ad attribuire un'alta votazione  a questo romanzo, ma è stato il "cuore" (termine forse un pò sentimentimentale, ma efficace) della storia. Santomauro è andato oltre l'imprimere un fascino misterioso, un'incedere tipicamente noir alla vicenda, ma è riuscito, infatti, in qualcosa per cui molto autori farebbero carte false: affascinare e ammaliare il lettore. 

Lo scrittore ama e conosce la "materia" di cui è fatta questa storia e volente o nolente attira nelle spire del racconto con un certo fascino un pò antico, un pò aulico, un pò prolisso. E questo piace, si è pronti, da lettori, a concedere fiducia a questo autore tanto appassionato, tanto vorace di passione nello scrivere e pazienza nel voler raccontare, che non lo si vuole e non lo si può quasi fermare nel suo affannato bisogno di scrittura.

Questa passione, questa voglia di trasfondere sulla carta la propria idea, la propria conoscienza, la propria storia (non importa se vera, verosimile o fantastica) plasmata, creata ed immaginata è sempre ipnotizzante per un certo verso, è da plauso a mio parere, in questo caso, tanto è piacevole, appassionata ed appassionante la vicenda. 
I personaggi, soprattutto il farmacista, è davvero magnetico nei suoi racconti, nelle sue storie, nelle sue divagazioni; le ambientazioni sono pregevolissime nelle loro ricostruzioni non solo reali e fisiche, ma anche come "vedute e vissute" dall'autore, tramite il suo "occhio onniscente"; la storia è gradevolissima nel suo evolvere dapprima timorosa, poi interessantissima nelle sue iperboli, divagazioni, approfondimenti ed infine nell'incedere verso una conclusione complessa, intelligente e brillante.
Certo, talvolta, a spasso con i pregi, si nota un stampella come difetto, ma devo dire che quest'ultima, almeno per questo romanzo, non è così incisivo da far propendere per una nota totalmente negativa. Semmai un neo di cui, alla fine, proprio per l'affezione che si prova per la storia e i suoi amabili personaggi, ci si passa sopra benissimo e più che volentieri. 

Il "difetto" de "La Congiura dello Speziale", infatti, non è che l'altra faccia dei suoi pregi. Santomauro, infatti, da uomo colto, forbito e brillante a volte, pur descrivendo pensieri degni di nota ed intriganti, nell'enfasi e nell'impeto del lavorio della sua mente, che trasmigra sulla carta, cede al lato prolisso delle vicende e nell'enucleare certi pensieri, nella specificazione di certi argomenti, la mano prende la corrente, rincorre i flutti della sua mente e semplicemente si lascia andare ad essi.
Sebbene abbia trovato piacevoli ed educativi questi ultimi, complessivamente, però, questi rompono un pò il ritmo del romanzo, che riacquista velocità e forza nel momento in cui questo bisogno di esplicitazione trova conclusione.

Questo lo dico a ragion veduta di coloro che si sono abituati a romanzi incalzanti dalla prima all'ultima pagina e che hanno perso un pò l'abitudine passata alla sana divagazione costruttiva.
Personalmente amo questi pensieri che portano ad agganciare più argomenti e affrontare considerazioni e ragionamenti, ma alcuni si accorgeranno di un mutamento del ritmo della storia, che si riprende benissimo nell'arco di qualche pagina, per divenire una lettura irrinunciabile una volta incominciata.

Complessivamente non posso che premiare la storia, lo stile e soprattutto la passione viscerale che emerge potente e contagiosa dalla pagine de "La Congiura dello Speziale", che mi ha fatto apprezzare moltissimo una storia piena di fascino.
Consiglio (e tanto) questo titolo per diverse ragioni, che in parte ho già elencato appena sopra, ma lo consiglio a maggior ragione per il fatto che Santomauro - ve ne accorgerete immediatamente dalle prime pagine - non è un autore che cercato un storia facile e di facile presa sul pubblico, ma ha proposto un romanzo sfaccettato, complesso e composto da argomentazioni e tematiche brillanti, (non lo ripeterò mai abbastanza) culturalmente appaganti ed intelligentemente proposte.

Mauro Santomauro è nato nel 1949 ed è stato farmacista della Serenissima, salendo alla ribalta delle cronache quando rinunciò a trasferire la sua farmacia in terraferma. Nella sua vita è stato chimico, distillatore, imprenditore e contadino e si è divertito come giocatore e poi allenatore di baseball, batterista in un settetto jazz, maker ante litteram come produttore di accessori d’ arredo. Ha pilotato aerei da turismo e ha praticato immersioni subacquee. La sua vera passione è il buon cibo. Vive con la moglie e i due figli a Treviso.