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: Il vincitore del Giveaway legato all'iniziativa YouFeel e': LUDO! La contatterò al più presto! Complimenti!!

sabato 20 dicembre 2014

Recensione: "L'anello d'oro" di Cristina Bruno


 


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L'Anello d'oro
di Cristina Bruno
pagine 231
prezzo 2.49€
La Ponga Edizioni 
già disponibile
voto:
 
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Il trafugamento di un importante documento cifrato dalla banca dati di una misteriosa agenzia di Mosca potrebbe mettere in crisi l’equilibrio politico ed economico mondiale.

Si scatena così una serrata caccia all’uomo nel tentativo di recuperare quanto sottratto e di far sparire eventuali testimoni. Per Peter Sullivan, esperto americano di sicurezza informatica, e la giovane collega russa Ksenija Fedorovna Bašmakova, è l’inizio di una fuga attraverso la Russia che li vedrà lottare fianco a fianco contro l’enigmatico Club dell’Anello d’Oro.

Il viaggio che diventa una scoperta non solo di luoghi ma anche di anime, svela a poco a poco i contorni dell’intrigo internazionale che avvolge e sconvolge i destini dei due protagonisti.
Considerazioni.
Oggi ho pensato di proporvi una storia un pò particolare. La storia è infatti un mix tra una spy story e una storia romantica ambientata a Mosca nel 2002 e che parla di Peter Sullivan, il quale è un professore americano che si occupa di sicurezza informatica e che, mentre è in Russia per lavoro, incontra una collega universitaria di nome Ksenija Fedorovna Bašmakova. Dopo una serata insieme Peter vedrà completamente sconvolta la sua vita semplice e tranquilla e verrà catapultato in un'avventura all'ultimo respiro che non si sarebbe mai nemmeno immmaginato.

Parlando degli aspetti positivi della storia posso dirvi che è stato proprio interessante vedere come l'autrice abbia dipinto Mosca, con le sue atmosfere, le sue caratteristiche architettoniche o anche semplicemente di vita urbana, interessanti anche le peculiarità culturali dei suoi abitanti, che incuriosiscono il lettore, oltre al filone spy e quello love story. Inoltre mi è piaciuto leggere di quanto si occupano sia Peter che Ksenija, anche se, per contro, l'autrice a volte si spinge troppo nello specifico e taglia fuori il lettore dalla comprensione dai meccanismi e nomi informatici che vengono illustrati.
Buona anche la struttura della storia e la caratterizzazione dei personaggi, che coinvolgono e sono piacevoli sia da leggere che da seguire nella storia spy, che si è rivelata una bella storia molto coinvolgente!

Elementi negativi non ce ne sono molti, ma quelli che sono presenti costituiscono motivo di rallentamento dell'andamento della storia soprattutto per il filone narrativo relativo alla spy story, il quale richiede un serrato accadimento degli eventi con la riduzione al minimo delle descrizioni sia di persone, che di cose quanto di luoghi ed accadimenti per una immediatezza che è richiesta proprio dal genere. Ed invece la Bruno si sofferma molto, forse troppo, sulle descrizioni che vi ho menzionato e questo rallenta molto il ritmo della storia. La tensione è ben impostata sin dall'inizio e nella sua evoluzione con indizi, ingegnose macchinazioni e segreti informatici, ma la lentezza, data dalla troppo puntuali descrizioni, penalizza molto la sorpresa, e quell'elemento tipico delle letture thriller/spy story.

La lettura, proprio per il fatto di soffermarsi su elementi di "contorno" è decisamente meno veloce di quanto si vorrebbe, ma è comunque una lettura piacevolissima, scritta molto bene e ricca di elementi che sono interessanti da approfondire e che arrichiscono la lettura.

Cristina Bruno vive e lavora a Venezia come consulente informatica. Autrice di saggi interattivi su CD-Rom editi da Giunti Multimedia, per molti anni ha scritto articoli su riviste italiane di computer. “L’anello d’oro” è il suo romanzo di esordio.

venerdì 19 dicembre 2014

Recensione: "Nella luce e nell'ombra" di Mark Helprin




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Nella luce
e nell'ombra

di Mark Helprin
pagine 640
prezzo18 euro
Neri Pozza
già disponibile

voto:
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Un venerdì mattina del 1946, in completo beige, camicia bianca e cravatta azzurra, Harry Copeland esce di casa sua, al 333 di Central Park West a New York.
 

È una splendida giornata, e trovarsi a New York in una giornata simile dista un niente dalla sensazione di essere innamorati. Gli alberi fioriscono come nubi luminose nei parchi, e pennacchi di fumo e vapore si levano verso l’azzurro o si arricciano al vento.
 

Harry è appena tornato dalla guerra senza sapere che cosa avrebbe trovato in patria.
 

Dopo aver combattuto per mare, per terra e in cielo, dovrebbe sistemarsi, mettere su famiglia, ma non è ancora accaduto niente e tutto sembra uguale a prima: metropolitane, ristoranti, telefonate, conti da pagare.
 

A Staten Island trascorre un paio d’ore seduto al sole nel giardino a picco sul mare di sua zia Elaine, vedova dell’unico fratello di suo padre, poi al ritorno, sul traghetto che lo riporta a South Ferry, si imbatte di nuovo nella giovane donna dalla struggente bellezza intravista da lontano all’andata, mentre incedeva sul ponte con la schiena diritta e la testa alta.

cover originale
Nella penombra dei pilastri e delle palizzate di legno, Harry si accorge di come ogni suo particolare lo colpisca irrimediabilmente al cuore: la grazia con cui si muove o rimane ferma; le mani e il modo in cui le tiene; le forme in cui le sue dita si compongono; la camicetta che indossa con un ricamo perlaceo elaborato ma sobrio; persino le pieghe della gonna; e la voce che, nitida, si sofferma su ogni sillaba.
 

La giovane donna si chiama Catherine Thomas Hale, ma ha scelto un altro nome, Catherine Sedley, per togliere di torno la sua famiglia e calcare la scena di scalcinati musical con orchestre formate dagli scarti della New York Philharmonic e registi che agognano improbabili trionfi a Broadway.
New York, però, non è più la città calma e onesta di un tempo, e tra le sue strade fumose prosperano gli affari loschi della malavita.
 

Quando, perciò, un vecchio promesso sposo di Catherine si presenta al suo cospetto e un gruppo di gangster minaccia di far saltare in aria la pelletteria di famiglia, Harry capisce che, se davvero vuole conquistare Catherine, deve nuovamente combattere. E vincere. Costi quel che costi.
   

 Meraviglioso inno all’amore, ai mille volti di New York e all’America, New York Times Bestseller tradotto in numerosi paesi, Nella luce e nell’ombra ha riscosso, al suo apparire negli Stati Uniti, uno straordinario successo di pubblico e di critica.


Considerazioni.
Tutti abbiamo un autore che abita nella nostra testa. Non letteralmente, ma è come se vestisse le nostre emozioni, come se desse corpo e sostanza a quello che pensiamo, proviamo, che riesce a imprimere sulla carta quello in cui crediamo in diversi campi della nostra esistenza, dall'amore alla morte passando per l'esistenza.
Mark Helprin, almeno nella narrativa, è il mio.

Helprin non racconta una storia sapendola fittizia, egli racconta una storia che sembra aver vissuto egli stesso, nei minimi dettagli, che riverbera nei suoi muscoli, nelle sue ossa, che comprende e vive nel profondo del cuore e che vuole che anche tu, come lettore, partecipi ad essa.
E per fare questo ti siede sul divano e - ogni volta - ti immerge lentamente in un racconto nato dall'arte minuziosa di creare costellazioni di dettagli che spingono all'onirico, ad immagini acquerellate; ti conduce per mano attraverso pergolati di descrizioni suadenti e minuziose; ti battezza a dialoghi che sono di una naturelezza priva di intenti, orpelli e che li rende per questo veritieri, anelabili, anelati e deliziosi.

E come ogni volta, quando mi diletto a leggere quanto aleggia nell'immaginazione di Helprin, fili invisibili si dipanano dalla pagine, come dita di raggi solari e pulviscolo, e mi avvolgono e portano nel mondo semplice dai lui creato, fatto di luci e ombre, di favola, di realtà, di profonda conoscenza dell'animo umano (spaccata tra bene e male, luce e buio) di persone che vivono nella loro mente, nel loro cuore e non solo nel proprio corpo.

Ma non pensiate a questo romanzo come a qualcosa di favolistico e irreale. Certo, l'atmosfera è imparpabile, i contorni delle cose che conosciamo del mondo sono piuttosto sfumati, ma questo perchè Helprin "parla" attraverso immagini estremamente vivide che sono sempre inficiate da ciò che i protagonisti provano o vedono (con la mente e il cuore) di una certa cosa, di una persona o una determinanta situazione, di loro considerazioni e pensieri.
Helprin è 60% sensazione/sentimento e 40% razionalità. Ma vi assicura che quel 40% pesa eccome. E questo, ai miei occhi lo rende trasognatamente perfetto per essere cibo adatto alla mia mente. Che anela di questo.

Sebbene mi abbia rapito il cuore con "Storia d'Inverno", devo dire che Helprin con questo  "Nella luce e nell'ombra" è dato ancora oltre, mi ha decisamente rapito.

La storia non è molto complicata, in quanto si svolge sempre nella sua amatissima New York ed ha come fulcro sempre una coppia di innamorati alle prese con le avversità. Loro si chiamano Harry e Catherine. Harry è molto simile a Peter Lake, protagonista di "Storia d'Inverno", in quanto è un uomo fondamentalmente onesto, pulito e gentile tanto nella sua vita professionale - nell'azienda di pelletteria che si trova a gestire a seguito della morte del padre - che nelle sua vita privata, specialmente quando di tratta della donna amata, che ama attraverso una venerazione che spinge alle lacrime tanto è limpida e sincera. Ma dove c'è luce c'è anche ombra, e Harry è anche un uomo profondamente segnato (moralmente) dalla Seconda Guerra Mondiale, che ha cambiato tanto la sua esistenza quanto il suo approccio con il gentil sesso.

Catherine è invece uno spirito piegato da un passato che l'ha fatta soffrire moltissimo, che ancora la vede schiacchiata in una morsa, e di cui non riesce a tagliare i fili. La sua occasione di libertà, in molti sensi, è data dal conoscere Harry, con il quale si sente essere la Catherine che vuole e sa di essere, senza maschere o titoli (la sua famiglia è estremamente agiata). E il modo, la determinazione data dalla disperazione, di Harry nel conquistarla per concedergli la possibilità di amarla, non lascia indifferente, e determina la consegna della sua fiducia e del suo cuore.

Insieme scopriranno la gioia dell'amore, quello vero, quello che si riconosce al primo sguardo, che non ha replica e che perdura insieme all'essenza stessa della persona che lo prova.
Ma le gioie sono accompagnate dai dolori e Harry, sebbene stia vivendo una nuova primavera in campo sentimentale, in campo professionale rischia di perdere la sua azienda .... loschi individui, infatti, minacciano la serenità della sua attività.

Cercando di non svelarvi troppo del romanzo, sappiate che vengono riproposte molte delle tematiche che già si erano rivelate in "Storia d'Inverno" come l'amore, la lotta del bene contro il male, il giusto e lo sbagliato, l'amore genitoriale e il baratro tra ceti sociali (come quello borghese e quello altolocato) estremamente diversi per modi di vita e abitudini, ma aggiungendo, questa volta, l'assestamento morale vissuto da coloro che hanno fatto e vissuto la guerra, la lotta per quello che veramente si desidera. Tutto dal punto di vista della luce, imputando ad essa, o alla mancanza di essa, la metafora del vivere: tra consapevolezza e l'ignoranza, tra il bene e il male, presenza e assenza/perdita, ricordo e dimenticanza, ecc...

Helprin disegna anche questa volta una storia toccante, ballata dai protagonisti sulla punta della gentilezza, della riflessione e delle passione, ma con il potere di incidere decisamente l'animo lasciandosi dietro un un intricato viaggio tra i sentimenti, i ricordi, l'importanza (e non la banalità) del sentimento amoroso ma vissuti a certi patti (rispetto, uguaglianza, dedizione, ecc...) e non a certi altri (violenza, oppressione, supremazia, ecc..). E tra viaggi in ambienti altolocati fino a quelli più umili, per far collimare le distanze, tutto diventa motivo di fascinosa introspezione e riflessione: dalla natura, ai suoi bellissimi paesaggi, sino alla natura umana, per quanto a volte volubile o brutale nelle azioni e nelle omissioni.

E' fondamentalmente una storia di crescita, di inseguimento della propria persona, di evoluzione mantenendo fede ai propri principi, alla propria morale, nonostante le cose orrende, le guerre e le persone pessime che si sono incontrate nel proprio passato e certo, anche dell'incontro fortuito con l'Amore della propria vita. Concordo con chi ha definito questa opera di Helprin come l'ideale continuazione del suo romanzo del 1983 "Storia d'Inverno" perchè c'è un'affinità incredibile tra le due opere, ma è anche un sospingimento verso qualcosa di più corporeo, come le esperienze e il passato che mutano la persone che eravamo e ne fa qualcosa di diverso, con cui Helprin traccia un segno netto e che vuole definire meglio ne "Nella luce e nell'ombra".

Se riuscirete ad amalgamare alla vostra visione del mondo, della vita e del vivere, la visione attutita da suoni e colori, con quella di Helprin - che altrimenti troverete lungamente prolisso, troppo fissato sui piccoli dettagli ed estremamente naif, panteista e innamorato dell'amore cortese e romantico - trverete una dimensione delicata e che vorrete difficilmente abbandonare. 

Lasciatevi andare alla storia, al suo evolversi, alle considerazioni di cui ci si nutre durante la lettura, e diventano essenziali. Troverete un mondo da scoprire, un punto di vista da considerare, uno scrittore a cui affidarvi e una storia in cui volentieri perdervi.


Mark Helprin è nato a New York. Ha studiato a Harvard, Princeton e Oxford. È ritenuto uno dei maggiori scrittori americani contemporanei. Collabora con il New York Times e vive in Virginia. Tra le sue opere: Storia d’inverno (Neri Pozza 2014), Freddy e Fredericka (Neri Pozza 2006), A Dove of the East and Other Stories, Refiner’s Fire, A Soldier of the Great War.

giovedì 18 dicembre 2014

Recensione: "All'improvviso, Tu" di Lisa Kleypas



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All'Improvviso

Tu
di Lisa Kleypas
pagine  400 circa
prezzo 4.99€
Mondadori 
già disponibilesolo Ebook
cartaceo 2015
voto:
--o--







Londra, 1836. 
cover originale
Amanda Briars, celebre scrittrice, è alla vigilia del suo trentesimo compleanno. 
Ritiene che sia giunto il momento di perdere la verginità, però senza sposarsi né avere legami duraturi. 
Così chiede a una maîtresse di procurarle un gigolò. 
All’appuntamento si presenta tale Jack Devlin, un uomo molto affascinante ed estremamente seducente. 
Ma, una settimana dopo, Amanda scopre che Jack non è affatto chi diceva di essere…


Niente mi toglie dalla tessta questa foto, riferita alla protagonista, anche se il periodo non coincide!

Considerazioni.
Quella che vi raccomando di leggere oggi, è una storia romantica a dir poco perfetta. Se siete in animo di leggere una storia leggera, ma intensa, romantica ma non stucchevole, piacevole ma non per questo futile, sedetevi che vi dirò un paio di ragioni per leggere questo romanzo.

Innanzitutto la creatrice di questa storia è Lisa Kleypas, praticamente una sicurezza in campo sentimentale. Davvero. Io, per sentito dire pensavo fosse Nora Roberts, ma anche se ho letto dei romanzi decisamente buoni di quest'ultima, trovo che Nora sia più brava nel romantic suspence, mentre la Kleypas è proprio ... magistrale nel romance, non c'è romanzo che non mi piaccia di quest'ultima, e Lisa lo sa,  e sapendolo non divaga in altri generi, non sperimenta in ambiti o storie che sa non esalterebbero la sua caratteristica: l'empatia. Per cui si è ben specializzata e "rodata" con il romance, che riesce a far funzionare benone.

La Kleypas sa quello di cui ha bisogno una lettrice che ha voglia e intenzione di leggere una storia romance e in modi diversi, con trame diverse, arriva sempre là a colpirti, emozionarti e convincerti che  hai fatto bene a comprare un suo romanzo a scatola chiusa. Anche se non leggete la trama dei suoi romanzi non importa. Vi assicuro che li amerete.

Questo in particolare speravo ardentemente venisse pubblicato (era uscito in cartaceo in edicola tanto tempo fa) innanzitutto perchè non ce l'ho (e continuo a non averlo in cartaceo fino a gennaio, mese per cui è prevista la sua uscita "fisica"), in secondo luogo perchè è uno di quei romanzi che ti torneranno sempre in mente, anche anni dopo la sua lettura (come "Sognando Te" o tutti i romanzi delle Zitelle, sempre firmati Kleypas) e con cui paragonerai sempre gli altri romanzi del medesimo genere.

Tutto parte del fatto che non solo la protagonista è una persona semplice, dolce, ma anche perchè è estremamente determinata, tanto da volere quello che sa non avrà mai alla sua età, dato un determinato contesto sociale e storico.

Siamo infatti nel lontano 1836 e Amanda Briars è disperata. Non ha trovato l'amore e non è in vista un uomo che la possa desiderare tanto da provare con lei i piaceri della carne. Che fare allora? Affittare un uomo che le faccia provare almeno una volta nella vita la sensazione di amare fisicamente qualcuno e essere amata e desiderata in quel modo.
Cadendo gioco di un fraintendimento si presenterà invece alla sua porta Jack Devlin, un uomo ignaro dei suoi intenti e che sarà fondamentale per il suo destino non solo personale, ma anche professionale.

Non voglio dirvi di più perchè è una storia che va scoperta e vissuta con calma in un pomeriggio per vivere una bella storia d'amore con i controfiocchi senza spoilerare troppo, così non corro a rovinarvi il diletto.

Mi preme di sottolinearvi il fatto che non troverete il solito schema romance, dove tutto è scontato e rovinato un pò dalla prevedibilità di dialoghi o situazioni, ma verrete sempre sorpresi (occhio, non è un thriller!) sia dall'estrema simpatia dei personaggi principali, che creano subito una certa empatia con il lettore (il quale si spinge sempre più in la, nelle pagine, per conoscerli) sia dall'alchimia che la Kleypas crea tra Amanda e Jack, piacevolmente, con ritmo e lentezza giuste, mediante piccole e gradevolissime astuzie narrative, che permetteno di far crescere la tensione amorosa.
Gradevole anche il fatto che si parli fi una volontà indipendente della protagonista nel voler realizzare se stessa anche da un punto di vista professionale, che è inserito bene, in modo intelligente e coerentemente con i personaggi, la loro natura e la loro evoluzione.

Detto ciò il mio consiglio è leggetelo, leggetelo, leggetelo!! E' una storia bellissima, che non vi cambierà la vita, ma vi farà sognare così tanto da non poter tenere i piedi piantati per terra. Sicuro!!



Lisa Kleypas, laureata in scienze politiche, ha pubblicato il suo primo romanzo a soli ventun anni. Eletta Miss Massachusetts, si è dedicata alla carriera letteraria: i suoi romanzi d'amore sono pubblicati in quattordici lingue e le sono valsi numerosi premi. Gli altri titoli della serie ambientata a Friday Harbor sono Dove finiscono le favole (2012), Una piccola magia (2012) e Sogni sull'acqua (2013), tutti pubblicati in Oscar Mondadori.

mercoledì 17 dicembre 2014

Recensione: "Lo straordinario mondo di Ava Lavender" di Leslye Walton



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Lo straordinario 
mondo
di Ava Levander
diLeslye Walton
Pagine 288
Prezzo 15.90 €
Sperling & Kupfer
già disponibile
voto:
--o--







Ava Lavender è nata con le ali, ma non può volare. Non può nemmeno vivere come le coetanee, perché sua madre la tiene chiusa in casa, al riparo da occhi indiscreti.
cover originale
Ma ha sedici anni e non si rassegna a essere diversa. In cerca di un perché, scava allora nel passato della sua famiglia, e scopre il destino infausto delle sue antenate: ognuna segnata da una peculiare stranezza, ognuna condannata a un amore infelice.
E se fosse proprio l'amore la forza in grado di spezzare quell'antica maledizione?
Un amore vero, capace di vedere oltre le apparenze.
Per trovarlo, Ava dovrà affrontare il mondo fuori, gli sguardi di chi la crede un mostro o un angelo. Fino alla notte del solstizio d'estate, quando sarà lei a scrivere un nuovo, forse decisivo capitolo nella storia straordinaria della sua famiglia.



Considerazioni.
Esistono cose visibili e cose invisibili e la scelta che abbiamo è credere a che entrambe siano oggetto della nostra fede e abbandorci "alla possibilità" o prendere le distanze da ciò di cui non abbiamo una riprova concreta e rifiutarla con tutta la forza di cui siamo capaci.

Se decidete di leggere questo romanzo vi avverto, dovete travalcare la soglia del concreto e immergervi nelle acque fredde e inospitali del possibile. La persona che vive la storia, che effettivamente la subisce, si trova spaccata esattamente a metà tra i due mondi rappresentabili: quello reale e quello dell'irreale.

La Lei di turno è infatti una ragazza decisamente particolare di diciassette anni, Ava Levender, che è nata con le ali, ma che non può volare.
Ma infaustro è da sempre il destino della sua famiglia, in particolare delle donne che l'hanno preceduta, in quanto tutte le sue antenate erano dotate di peculiari "doni" ovvero "condanne" che gravavano sulla loro persona in modi molto diversi, ma unite nel destino atroce alla condanna di un infelice amore.

Ma come sapete da anni di favole, leggende, mitologie, ecc... ogni "maledizione" può trovare il modo di invertirne il suo corso e proprio questa speranza spinge Ava ad affrontare il mondo esterno, ad avverturarsi laddove sussistono i suoi limiti: nell'accettazione umana della diversità.
Ava crede e vuole fortemente pensare che il Vero Amore possa cambiare, andare oltre la cecità dello sguardo e vedere lo spendore che la illumina nel suo interno, il paradiso che la abita e che la compone. Ava spera ardentemente che le cose, grazie all'innamoramento, possano cambiare e che il Lui giusto, possa liberarla dalla sua maledizione.

Anche se non mi è troppo piaciuto il discorso "se mi innamoro tutto si risolve" - non perchè sia a tutti costi femminista, ma in quanto i problemi che abbiamo con noi stessi non si risolvono trovando l'anima gemella - ma comprensibile per via dell'interlocutrice adolescente, quella che narra "Lo straordinario mondo di Ava Lavender" è essenzialmente una favola agrodolce. Favola dalla tinte scure, come la pece, che macchia l'animo intonso di Ava, le nostre angeliche speranze per lei, il passato ancestrale che la condanna e la trascina verso il fallimento di un sogno anelato.

Ed è una favola che pone al centro della sua narrazione l'Amore, il Dolore e il Destino - quelle cose che non vogliono essere circoscritte ad una definizione e che si impongono volenti o nolenti nelle vite delle persone, concedendo e togliendo, donando o castigando con doni, maledizioni, ecc...- e le metafore che richiama sono tutte dedicate alla metamorfosi adolescenza/età, con cui Ava deve fare i conti.

Ava pensa molto, moltissimo al destino, alla ragione per cui ha delle ali che non vuole, che non ha desiderato e di cui non si può liberare. E, posto che deve accettare il suo passato e le caratteristiche peculiari che la contraddistinguono, Ava pensa anche a quale sarà il suo futuro o l'amaro Destino. Si perchè se tutto quello che vuole è l'amore, ma per destino ancestrale della sua famiglia questo non può che condurre all'abbandono, alla perdita e all'infelicità, per cosa occorre combattere, vivere, esistere? C'è scopo oltre al sogno, quando ci si scontra con la realtà, con la concretezza delle cose con la vertità che quello che libera poi ferisce irrimediabilmente? E' tutta fiele questa vita?

"Lo straordinario mondo di Ava Lavender" è un romanzo che narra la storia di una ragazzina di nome Ava, certo, ma è anche la storia di quattro generazioni di donne (Maman, la bisnonna, Emilianne, la nonna e Viviane, la mamma di Ava), appartenenti alla stessa famiglia, tutte dotate di un potere speciale (come fiutare l'amore nel vento o vedere gli spiriti, ecc...) e tutte infelici a causa dell'amore che finisce sempre male. Sempre spezzato. Infranto. Deluso.

Non è un romanzo solo per ragazze giovani, ma è un romanzo per tutti, è una fiaba senza tempo e per lettori di tutte le età, che affronta tematiche come la diversità, l'accettazione, la solitudine, la mostruosità dell'animo e non della fisicità di una persona, la realizzazione dei propri sogni e la voglia (nonchè il bisogno) di essere amati. Ed una storia che per fare questo usa atmosfere e situazioni cupe, avvolgenti, stringenti sulle protagoniste, sulla loro emotività, che non promette lieto fine, ma che assicura passione e una storia degna di essere letta.

Quello che maggiormente mi ha colpito è stata la lotta malinconica di Ava, la sua forza, il suo desiderio di ottimismo, che non possiede ma di cui ne fa scopo.  C'è una sorta di cupa malinconia che strappa il cuore leggendo di Ava, di quello che vuole e che desidera essere. C'è una sorta di cattiva sorte (imputabile alla magia) che la perseguita, che la vuole diversa, che la fa scontrare sempre con la realtà dura e cruda. Ma vi assicuro che l'amerete, qualunque sia il finale, qualunque il destino di Ava, a prescindere da tutto amerete questo angelo umano tanto fragile e tanto bisognoso di amore, perchè è davvero sorprendente.




Leslye Walton vive a Seattle, dove insegna in una scuola media. Ha un Master in scrittura creativa. Il suo romanzo d'esordio, Lo straordinario mondo di Ava Lavender, è nato inizialmente sotto forma di racconto, ispirato dalle note di una canzone ascoltata in un giorno di pioggia. Ha conquistato critica e librai americani, che già lo segnalano e lo consigliano tra i migliori libri YA dell'anno. 

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