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sabato 20 settembre 2014

Recensione: "Non andartene docile in quella buona notte" + “Dodici posti dove non volevo andare”

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Non 
andartene 
docile in quella
 buona notte
di Elizabeth Hawkins
pagine 100 circa
prezzo 2.68€
Self-published
già disponibile
voto:
--o-- 



Ginny e Jason sono due ragazzi di vent'anni di Padova che si incontrano in circostanza particolari: in un reparto psichiatrico. 
Entrambi stanno infatti passando un brutto momento: lei è reduce da un tentativo di suicidio, lui ha appena perso la sorella gemella. 
Le circostanze non sono ottimali, eppure l’amore sboccia, dolce e tenero e li sorregge nei momenti bui che attraversano dopo le dimissioni dall’ospedale. 
Riuscirà l’amore ad essere abbastanza? 
La loro storia sarà il fattore scatenante per la loro guarigione o quello che li trascinerà a fondo? 
Una storia di dolore e speranza. Due ragazzi che nella sofferenza comunicano tramite la poesia e grazie all'amore trovano la via per uscire dall'oscurità.
Considerazioni.

Se mi seguite da qualche tempo saprete della passione viscera, quasi un pò folle per la poesie, ed in particolare per Dylan Thomas, che amo profondamente per la sua poesia folle, prepotente e toccante, che con Altri da te ha toccato qualcosa nel mio spirito che riverbera ancora oggi dopo moltissimo tempo.

Quando l'autrice di questo romanzo, la Hawkins, mi ha domandato parere della sua opera mi ha lasciato un pò senza fiato, perchè mi sono resa conto che il titolo non era null'altro che un'ode di Thomas.

Non andartene docile in quella buona notte,
I vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno;
Infuria, infuria, contro il morire della luce. 
 
Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta
Perchè dalle loro parole non diramarono fulmini
Non se ne vanno docili in quella buona notte, 

I probi, con l'ultima onda, gridando quanto splendide
Le loro deboli gesta danzerebbero in una verde baia,
S'infuriano, s'infuriano contro il morire della luce. 

Gli impulsivi che il sole presero al volo e cantarono,
Troppo tardi imparando d'averne afflitto il cammino,
Non se ne vanno docili in quella buona notte. 

Gli austeri, prossimi alla morte, con cieca vista accorgendosi
Che occhi spenti potevano brillare come meteore e gioire,
S'infuriano, s'infuriano contro il morire della luce. 

E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi,
Benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego.
Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morire della luce. 

Il mio animo s'infuria e irrompe prepotenta alle parole di Thomas, che attaccava tutto con le sue parole e quando ho aperto in romanzo di questa autrice mi aspettavo un sentimento che conducesse a quel sentiemento di furore, di passione viscerale, di sovversivo tormento.

La storia parla di Jason e Ginny, i quali si incontrano in uno ospedale psichiatrico a seguito del loro passato, alle loro famiglie e soprattutto ad alcuni eventi drammatici che li ha coinvolti e che hanno influito pesantemente sulla loro mente provata e fragile al sentimento, incrinata dal dolore, dal tormento. Jason ha visto morire - causa overdose - la sorella gemella, mentre Ginny è piuttosto provata da un segreto, in particolare, la quale l'ha spinta alle soglie del non ritorno al mondo dei vivi.

Entrambi, sia durante che dopo il ricovero, si scrivono poesie e parole che poi si scambiano, e così facendo si avvicinano, si conoscono. La poesia permetterà loro di avvicinari i loro animi interrotti dagli eventi, piegati dal destino, ma non del tutto appassiti e morti.

Perchè la poesia, in fondo, è questo, avvicinamento dell'impalpabile. Ho sempre creduto che la poesia sia un avvicinamento di anime, con parole che ti comprendono e tacitamente colgono il tuo stato d'animo ... più di una mano che ti sfiora o un abbraccio che ti stringe. La poesia coglie - incredibilmente - il tuo sentimento interiore più profondo, di coglie impreparata nel tuo intimo e ti scuote dal torpore dicendoti, con parole dorate, che qualcuno ci è già passato e ti obbliga, nel tuo intimo, ad ammettere quello che tormenta il tuo animo e scuote il tuo cuore a tal punto da espellere il tuo tormento in lacrime e sale.

Thomas, Bronte, Prevert, Neruda, Tagore, Baumann, Whitman, Ibsen, Cohen, ecc... vengono snocciate per esplicitare l'animo dei personaggi, il loro dolore, il loro sentimento e avvicinamento. La Hawking imbastisce sostanzialmente un romanzo drammatico, tormentato, ma anche una sorta di testimonianza di speranza, un esempio di luce oltre le tenebre, di superamento degli accadimenti brutti e negativi che sembrano siccedersi e mai allontanarsi, ma come grosse nubi alla fine, con speranza e merito, si diradano.

E' questo, a mio parere, nel romanzo, sono stati messaggi importanti, esposti anche in modo toccante. Tuttavia l'autrice a un certe punto si perde, come quando arriva un tornado, che quando giunge con la sua carica di sconquassa e sconvolge per la sua impetuosità, ma poi ... da un momento all'altro ... perde la sua carica e  si disperde nel vento lasciandoti disorientata e persa.

La Hawkins da questo punto di vista mi ha un pò deluso verso la conclusione. Non tanto il fatto che la storia risulta un pò scontata, quanto piuttosto per il fatto che era partita benissimo, con davvero tanto potenziale incredibile di personaggi e poetica dalla sua parte che poi si è sgretolata nelle sue mani con un finale estremamente veloce, troppo per un'evoluzione mentale tale giustificare possibile quella scelta dalla Hawkins per essere credibile o quanto meno, per chi legge, giustificanbile e credibile.

Non so se avete letto "Veronica ha deciso di morire", vi assicuro che all'inizio del romanzo c'era un impeto di quel genere, una volontà nella lettura di questo romanzo che avrei giudicato inscalfibile, ma poi un pò ammaccata ne è risultata. E mi è dispiaciuto molto.

Spero davvero che la Hawkins scriva altre opere, perchè è brava, ha davvero qualcosa da raccontare e lo fa uno stile semplice, pulito e coinvolgente, ma spero anche che nel futuro abbia meno fretta di "concludere i cerchio" del finale, perchè mi ha fatto sentire come derubata di un pezzo di storia e ci sono rimasta male. Tre teierine per la bella prova iniziale!


Elizabeth Hawkins è lo pseudonimo con l'autrice cui firmo le sue opere. "Ho deciso di nascondermi dietro questo nome per diversi motivi, uno dei quali è che anche se è in gran parte un’opera di fantasia, nel mio libro ci sono raccontati anche dei fatti reali della mia vita di cui non voglio che le persone che conosco vengano a conoscenza.
Sono una studentessa di psicologia e blogger. Ho tante passioni: leggere, dipingere e naturalmente scrivere… Ho iniziato a scrivere per caso, come terapia, poi è diventata una passione e adesso scrivo a più non posso, la mia mente è sempre piena di storie che devo riversare da qualche parte. Non so esattamente quando la scrittura sia diventata così importante per me, credo che si sia insinuata piano piano, subdolamente e mi abbia rapito così il cuore e ne sono felice…
"


--o--


 
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Dodici posti
 dove non volevo
 andare
di Clara Cerri
pagine 179 circa
prezzo 1.49€
Lettere Animate
già disponibile
voto:

--o--
 
 


Nel 1968 un giovane cantante americano, William Denver, dopo un fallimento clamoroso cerca rifugio nell'amicizia di un maestro di musica rinascimentale di Roma. 
Da qui parte una bizzarra saga famigliare in tredici racconti, dagli anni '50 ai giorni nostri, la storia di tre generazioni in lotta per affrontare le perdite e difendere una rete di affetti, cercando armi nella musica, nell'arte, nell'ironia o nell'eros. 
Sono personaggi fragili e tenaci, voci dell'ombra interiore, dell'anima dolente del mondo, che continuano a parlare e a farci ridere anche dopo morti.
Considerazioni.
Una raccolta di racconti con un filo narravo che lo muta in un romanzo, quindi in qualcosa di più complesso e articolato.

La Cerri utilizza epoche e luoghi differenti per imbastire un romanzo che diviene una grande saga familiare molto articolata, se devo confessarvi, nonostante poco meno 200 pagine di cui si compone. Si parte dal 1956 per andare al 1967, tornare al 2013, catapultarsi negli anni settanta, tornare al nuovo millennio e così via per un complesso di quindici capitoli che trasportano il lettore avanti ed indietro nel tempo intessendo una storia che ha molte pieghe, segreti e intrecci narrativi variegati.

Devo dire che ho trovato questa storia interessante, variegata, non senza difetti (come le ridondanze e le divagazioni abbondanti), ma piacevole e gradevolissima nel suo complesso, ammetto.
Interessante perchè la Cerri è una persona molto colta, si capisce, emerge palesemente dal romanzo, e questo concede al lettore momenti di interesse per gli argomenti ed i temi trattati, inoltre questasua cultura viene percipita senza spocchia, anzi, è inserita intelligemente, con acute osservazioni, digressioni, citazioni, ecc... ma devo dire che, almeno per, la scelta di narrare come a caso i capitoli della storia nel suo complesso, mi è pervenuto come tante tessere un pò scollegate tra loro, come se non riuscisi nemmeno a definire con particolare precisione il genere in cui collocare la storia. Perchè alla fine è una via di mezzo tra una raccolta di racconti e un romanzo.

Questo non vuol dire che non abbia apprezzato il contenuto delle singole avventure a cui la Cerri ci introduce, che risultano essere molto differenti l'una dall'altra, piacevoli e con tematiche che sono molto interessanti da leggere e approfondire singolarmente.E' un libro estremamente profondo, che indaga l'animo umano sotto differenti sfaccettature, tutte intrigantissime da approfondire e su cui riflettere. Davvero.

Anzi, invito i lettori ad avvicinarsi a questo romanzo proprio per la ricchezza di cui è composto, dalle citazioni magnifiche di cui è arricchito e che sono un piacere da leggere. E' bello leggere lo stile di questa scrittrice, immergersi nelle vicende che narra e soprattutto vivere quelle storie dal suo punto vista privilegiato e particolare, perchè è qualcosa di profondamente diverso da quello che potreste aspettarvi.

Clara Cerri. Nata a Roma negli anni ’60, ha studiato ebraico e lingue orientali antiche, ha scritto articoli e saggi e ha tentato la carriera universitaria ottenendo borse di studio e insegnando come precaria, ma è stata anche traduttrice, socia di un’agenzia di Wedding Planner, addetta al bookshop di una mostra e venditrice senza successo di spazi pubblicitari. Nel 2011 ha seguito un corso di Scrittura creativa finanziato dal Fondo sociale europeo. Ha studiato canto e recitazione e attualmente fa parte di un coro polifonico dedito alla musica rinascimentale e di un gruppo fusion-acustico. Ha al suo attivo diversi racconti pubblicati in antologie e sul web. “Dodici posti dove non volevo andare” (ed. Lettere Animate) è il suo romanzo d’esordio.

venerdì 19 settembre 2014

Recensione: "Nella terra della nuvola bianca" di Sarah Lark


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Nella
 Terra 
della 
Nuvola Bianca
di Sarah Lark
pagine 512 circa
prezzo 18.50€/12€ (econ.)
Sonzogno
ebook/cataceo
già disponibile
voto:
--o--
 
 
 
La serie "Nella terra della nuvola bianca" è composta da:

1. In the Land of the White Cloud - Nella terra della nuvola bianca.
2.Song of the Spirits - Il canto dei maori.
3. Call of the Kiwi - Ritorno a Kiward-Station.

 
Londra, 1852. 
Quando legge questa lettera, Helen, istitutrice dei due piccoli Lord Greenwood, decide di dare una svolta alla propria vita. Partirà verso una terra sconosciuta e misteriosa, la Nuova Zelanda, per sposare un uomo che non ha ancora mai incontrato. 
cover originale
Ad attirarla è il sogno di un futuro tutto da costruire in una terra vergine, remota e affascinante. Anche Lady Gwyneira, rampolla ribelle di una nobile famiglia londinese, è alla ricerca di un marito, ma non ha nessuna intenzione di accettare le proposte di matrimonio degli insipidi pretendenti che finora hanno chiesto la sua mano. Perché allora non dire di sì alla proposta di un viaggio nella terra dei maori per conoscere il figlio di Gerald Warden, magnate d’oltremare della lana? 
Al diavolo il tè delle cinque e le chiacchiere vane, Gwyneira vuole essere libera di cavalcare sulle vaste praterie di questo nuovo mondo dagli orizzonti infiniti. I destini di Helen e Gwyneira, due donne diverse ma accomunate dal desiderio di impadronirsi delle loro vite, si incroceranno sulla Dublin, la nave che in una mattina d’estate spiegherà le vele diretta a Christchurch, Nuova Zelanda. 
Impossibile dire se ad attendere Helen e Gwyneira ci saranno amore e felicità, ma il loro cuore batterà all’impazzata non appena scorgeranno all’orizzonte una baia circondata da verdi montagne, oltre le quali comincia il loro futuro.
 
Considerazioni.

L'intento della Lark era quello di costruire una grande saga nel posto che più le aveva rapito il cuore: la Nuova Zelanda. C'è riuscita.

Partendo dall'Inghilterra di metà Ottocento la Lark intraprende la narrazione della storia di due donne che lasciano la loro patria per trovare felicità e migliore vita ai confini del Mondo.

Mentre Helen, istitutrice presso una famiglia inglese vuole a tutti i costi trovare un modo per condurre una vita diversa, forse più avventurosa, forse semplicemente diversa, e lo fa cercando un uomo sui giornali dell'epoca ed intraprendendo una conoscenza epistolare con lui, fino alla decisione di predere una nave per andarlo a conoscere di persona.

Gwyneira, invece, è una ragazza non ancora ventenne che si imbarca verso la Nuova Zelanda per conoscere e sposare il suo promesso sposo, dopo che il padre ha concesso la sua mano al consuocero durante una partita a carte. Gwyneira si dimostra pronta all'avventura e decisa a trovare il positivo della vicenda, e in questo su dimostra davvero molto giovane e impreparata, cercando di immaginare l'uomo che dovrà sposare, immaginandolo in un certo modo e sperando in un vita con la libertà che merita.

In realtà, una volta messo piede in Nuova Zelanda, le cose non saranno come le hanno immaginate. 
Helen troverà un uomo molto più anziano di lei, buono (non proprio un uomo bello e pronto ad affascinarla) ma deciso, pratico, che ha bisogno di una moglie per procreare un erede e che badi alla casa. La sposerà poco dopo il suo sbarco e non si preoccuperà molto delle necessità di Helen, dei suoi desideri, delle sue necessità. Helen, dal canto suo, cercherà di accontentarsi di quello che le viene dato ogni giorno, vedendo il meglio in un marito che non ama, ma che apprezza per le sue qualità.

Gwyneira da canto suo, ben trovando molto piacevole la compagnia di suo marito, non riesce a concepire l'erede anelato dallo scuocero, ma che non arriva in quanto il marito non svolge i suoi compiti (vi lascio scoprire il perchè da soli). 
Gwyneira, trovandosi a dover fronteggiare uno suocero sempre più arrabbiato e molto spesso violento (e ubriacone), decide di trovare un sostituto al marito, del quale si innamorerà perdutamente, non senza ostacoli, però.

Come potete vedere, il viaggio delle due protagoniste non solo sarà complicato, ma anche non così felice come si erano palesate nelle loro menti, nei loro sogni.
E parte tutto dai sogni, infatti, dalle aspettative di due donne, in un periodo che le vedeva soggiacere agli uomini e dipendere da loro in tutto e per tutto, cercano un modo per sfuggire al loro giogo, a reinventarsi e trovare un pò di libertà dai gioghi che le trattengono in patria.

Tutto ha un prezzo, questo impareranno, e non non forse nel migliore dei modi, ma si sapranno accontentare, difendere, rafforzare ed infine proprio la, dove non vedranno che la dura realtà (che è ovunque, anche nel più remoto dei luoghi) sapranno trovare nella reciproca amicizia (iniziata sulla nave che le conduce in Nuova Zelanda), nei figli, nell'amore inaspettato, nella terra, nelle capacità di cui sono dotate, quello di cui avevano bisogno, forse anche la felicità.

La Lark ha messo tutto in questo romanzo: l'amore per la terra; quella per i maori - con cui i personaggi della storia condividono la terra - i contrasti che si creano con loro, le violenze della colonizzazione ai loro danni, la lotta con loro per la terra; l'amicizia che non muta, che non si cambia, che non si spezza; l'amore, la famiglia, l'omossesualità, la violenza, lo stupro (proprio ai danni di una delle protagoniste), la fatica, il lavoro, ecc...
Bello l'affesco storico che ne sortisce, complesso, sfaccettato, doloroso il più delle volte, ma di crescita, mutamento ed evoluzione delle singole persone e di una società che deve integrare chi ha estromesso, pur arrivando dopo. 
La Lark è brava, le protagoniste mi hanno fatto partecipare alle loro storie, alla loro amicizia, mi sono immersa nelle loro drammatiche vicende e ne sono rimasta affascita per il modo con cui l'autrice le ha proposte, con avvincente e toccante passione.

Il romanzo termina nel 1877, ma proseguirà nei romanzi successivi, che sono in ansia di raccontarvi, in cui seguiremo le vicende dei figli/e e dei nipoti di Helen e Gwyneira e di queste ultime, che si faranno spazio nelle vicende dei loro eredi.

Mi sento di consigiarvelo per il fatto che è una storia che avvince, anche inconsapevolmente, che vuole e riesce a narrare facendo divenire un luogo, la Nuova Zelanda, in un vero e proprio protagonista e narrare di un popolo lontano, di cui si parla poco, ma che ha avuto anch'egli una storia molto travagliata, di colonizzazione non richiesta.







Sarah Lark ha lavorato per molti anni come guida turistica e ben presto si è innamorata della Nuova Zelanda che l'ha stregata con i suoi passaggi dalla bellezza quasi irreale. Il suo romanzo d'esordio, Nella terra della nuvola bianca, ha messo d'accordo critica e pubblico e ha inaugurato la meravigliosa saga romantica che ha superato il milione di copie in Germania.


Parigi, Boule de neige e la neve inaspettata... anticipo di Ottobre!!


Lo charme di Parigi. 
Un’appassionante caccia al tesoro sulle tracce dei quadri di Monet
Un inno alle piccole cose che scaldano il cuore. 




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La felicità
delle
Piccole
Cose
di Caroline Vermalle
pagine 224
prezzo 15€
Feltrinelli 
dall'8 ottobre
cartaceo/ebook
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Parigi.
La neve cade dolcemente sulla città, ammantando di bianco la Torre Eiffel, Notre-Dame e il Panthéon, come in una cartolina.
Un uomo passeggia lungo la Senna diretto verso casa, all'ultimo piano di un elegante hôtel particulier sull'Île Saint-Louis.
cover originale
È Frédéric Solis, avvocato di successo con una passione per l'arte e i quadri impressionisti. Affascinante, ricco e talentuoso, Frédéric sembra avere tutto quello che si può desiderare dalla vita. Gli manca una famiglia, ma da quando suo padre, più di trent'anni prima, l'ha abbandonato in una notte d'inverno senza dire una parola, lui ha preferito circondarsi di oggetti lussuosi e belle donne piuttosto di rischiare ancora il suo cuore ferito.
Fino a quando, un giorno, nella cassetta della posta spunta la lettera di un notaio che lo invita a riscattare un'eredità. Un dono inaspettato, uno scherzo o una truffa? Pur non avendo idea di chi sia il suo benefattore, Frédéric si presenta all'appuntamento, dove viene informato che l'eredità consiste in una manciata di biglietti del treno e in un disegno che ha tutta l'aria di essere una mappa. Cosa nasconderanno quegli indizi? Intanto la fortuna gira.
Dopo un paio di mosse sbagliate, Frédéric perde molti dei suoi clienti. Non gli resta che tentare di decifrare la misteriosa cartina, convinto di essere sulle tracce di un quadro dimenticato di Monet. Di incontro in incontro, di sorpresa in sorpresa, grazie all'aiuto della giovane e vulcanica assistente Petronille, Frédéric intraprenderà un viaggio.
  Estratto:


Caroline Vermalle (Piccardia, 1973) è figlia di un pilota di caccia e di una bibliofila. Appassionata di viaggi, cinema e avventura, ha studiato scienze cinematografiche e ha prodotto documentari per la Bbc a Londra. Nel 2007 è tornata in Francia e, dopo aver girato il mondo per quasi un anno insieme alla famiglia, si è stabilita a Vendée, di fronte all’oceano Atlantico, per dedicarsi interamente alla scrittura. I suoi romanzi sono stati tradotti con successo in Germania e in Spagna. Feltrinelli ha pubblicato La felicità delle piccole cose (2014).

giovedì 18 settembre 2014

Recensione: "Seduttore dalla nascita" di Susan Elizabeth Phillips + "L'eroe ribelle" di Suzanne Brockmann



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Seduttore
dalla
nascita
di Susan Elizabeth Phillips
Pagine 464
Prezzo € 12
Ebook € 3,99
Leggereditore 
già disponibile
voto:
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La serie "Chicago Stars" è composta da:
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1. It Had to Be You - Il gioco della seduzione
2. Heaven Texas - Heaven Texas. Un posto nel cuore
3. Nobody’s Baby But Mine - E se fosse lui quello giusto?
4. Dream a Little Dream - Un piccolo sogno
5. This Heart of Mine - Il lago dei desideri
 6. Match Me If You Can - Lady Cupido
7. Natural Born Charmer - Seduttore dalla nascita

Blue e Dean: possono esistere due persone più diverse? 
Maldestra, malvestita e cinica lei; impeccabile nei modi e nell'aspetto lui. 
cover originale
Pittrice svagata e nomade lei; atleta scattante che ha trovato una famiglia nella squadra lui.
Eppure, il giorno in cui Dean raccatta Blue per la strada, quello che sta facendo salire a bordo è il suo destino. 
Una fattoria da rimodernare nel Tennessee, due genitori in cerca di stabilità, una bimba e una cagnolina "abbandonate", una vecchia signora burbera e tanta, tanta musica, e il gioco è fatto. 
Come sempre, Susan Elizabeth Phillips ci dona un romanzo pieno di amore e risate.
 
Considerazioni.
Non ci posso quasi credere ... con questo romanzo, l'ultimo della "Chicago Stars", sono arrivata alla fine di una serie che mi ha tenuto compagnia per un pò e con ironia e un tanta dose di romanticismo.
Certo, essendo una serie di sette libri ci sono stati romanzi più riusciti e romanzi meno riusciti, ma tendenzialmente si è rivelata una sequenza di belle storie che mi hanno fatto talvolta evadere con ironia, leggerezza e talvolta riflettere su scelte particolarmente difficili e complesse.

Bello anche quest'ultimo capitolo della serie, che chiude con i fuochi d'artificio riuscende infatti a farsi tranquillamente rimpiangere nel cuore delle lettrici nel cui petto batte un cuore dolce e tenero.

La storia parte da una certa Blue, trentenne non proprio fortunata in amore, che viene mollata brutalmente dal suo fidanzato e che per questo non è proprio in formissima e/o al settimo cieleo. Blue è stravagante, un pò sopra le righe (e per questo non potrà non entrare nelle vostre grazie sin da subito) e proprio in quel momento in cui Blue (come ogni ragazza nella sua situazione) sente le ceneri della distruzione sentimentale sotto le scarpe, incontra Dean (anche lui non proprio esente da batoste amorose) aitante giocatore di football (ovviamente -issimo: altissimo, bellissimo, biondissimo, bravissimo, dolcissimo, autoironicissimo, ecc...altrimenti perchè leggeremmo questi romanzi!?!?!). 

Il loro banale contro/scontro sarà precisamente uno di quegli attimi che ti cambiano la vita e ti fanno incontrare o la tua nemesi (cosa che non auguro mai) o la persona che ti amerà (e sopporterà, si spera) per tutta la vita!

Blue dapprima non saprà bene cosa le sta capitando, e oserei dire comprensibilmente, d'altronde come la prendereste voi se dopo taaanti, insuccessi amorosi vi capitasse un uomo che esce direttamente dai vostri sogni? Io penserei di aver esagerato con i Cosmopolitan, o mi sincererei di non avere visioni dovuti allo stress post traumatico del mio ultimo ex, o ancora penserei che c'è davvero un brutto scherzo dietro l'angolo. Lo dico solo per fare degli esempi, ecco...
Ma Blue capisceche sotto lo smalto di quella bella faccia non si nasconde un uomo frivolo e solamente molto bello, ma un uomo che ha sofferto molto e per ragioni che vi lascio scoprire da soli per non togliervi il sano gusto della scoperta!

Oltre al loro rapporto amoroso tra i due protagonisti, nel romanzo, si affrontano temi che riconducono il lettore a confrontarsi e approfondire il rapporto genitoriale, in special modo con i genitori di Dean (il padre è una ex rock star e la madre una groopie), con i quali quest'ultimo non parla da anni, visto gli accadimenti negativi del passato, ma che si riaffacciano inaspettatamente nella sua vita.

La cosa più interessante di questa storia, oltre alla scrittura sciolta e genuina della Phillips, è il come Blue e Dean si destreggiano e arrivano a conoscersi, tra battaglie verbali, che arrivano a litigi veri e propri, a riappacificazioni eclatanti, ma sentimentalmente di impatto (specialmente su questa lettrice che vi scrive) per la storia e il pathos che queste altalenanze creano nella narrazione. Questi personaggi, in questa storia, sono particolarmente importanti, e non solo per spingere Dean e Blue l'uno verso l'altro, ma anche per comprendere meglio certi rapporti, approfondire i legami tra genitori e figli, che possono essere tanto amorevoli quanto "tossici" e negatici per tutti quanti ne sono coinvolti, mutando la visione di famiglia e amore per la mente di ragazzini/e che ne patiscono gli influssi.

Complessivamente è un romanzo che mi è piaciuto davvero molto e che mi sento di consigliarvi perchè ha davvero una mescolanza di elementi che rendono tutto molto interessante, piacevole e al contempo profondo quel tanto che basta per rimanere impresso nella mente.


Susan Elizabeth Phillips è una delle maestre della narrativa femminile internazionale. I suoi venti romanzi si sono posizionati ai vertici delle classifiche Usa, e hanno raggiunto i primi posti anche in Germania e Regno Unito. Il suo successo è legato alla capacità di cogliere con estrema delicatezza e con un tocco di ironia le sfumature dell?animo femminile, dando vita a scene di grande sensualità e intensità. Leggereditore ha già pubblicato Il gioco della seduzione; Heaven Texas. Un posto nel tuo cuore; E se fosse lui quello giusto?, Un piccolo sogno, Il lago dei desideri, Lady Cupido, tutti della serie Chicago Stars, conquistando critica e pubblico.

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L’eroe
ribelle 

di Suzanne Brockmann
pagine 400
prezzo 12€
Leggereditore
già disponibile
voto:
 
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La serie “Troubleshooters” è composta da:
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1.  The unsung hero - L’eroe dimenticato 
2. The defiant hero - L'eroe ribelle
3. Over the edge - ancora inedito
4. Out of control - ancora inedito
5. Into the night - ancora inedito
6. Gone too far - ancora inedito
7. Flashpoint - ancora inedito
8. Hot target - Ad alto rischio*
9. Breaking point - Passione contro il tempo**
10. Into the storm - Nel cuore della tormenta *
11. Force of nature - ancora inedito
12. All through the night - ancora inedito
13. Into the fire - ancora inedito
14. Dark of night - ancora inedito
15. Hot pursuit - ancora inedito
16. Breaking the rules - ancora inedito
16.5 Head for trouble (2 novelle brevi) - ancora inedito

* pubblicati da Fanucci entrambi nel 2008
**pubblicato da Leggeredotore nel 2011



Gli Stati Uniti si rifiutano di negoziare con i terroristi.’ Meg Moore ha ben in mente queste parole. 
cover originale
Le aveva sentite ai tempi in cui lavorava come interprete in un’ambasciata europea. 
Quelle stesse parole, però, sono una sentenza di morte per sua figlia e sua nonna, rapite da un gruppo di estremisti. Meg farebbe qualsiasi cosa per salvarle, persino uccidere. 
Il marine John Nilsson è convocato a Washington dall’FBI come esperto in negoziazione: una donna tiene in ostaggio un ambasciatore puntandogli la pistola alla testa. 
Ma quella donna non è una sconosciuta, per lui: non la vedeva da anni, ma non ha mai dimenticato com’era magnifico tenerla tra le braccia. John rischia di distruggere la sua carriera se la aiuta a scappare, ma se si rifiuta di farlo, lei perderà la vita...

 

Considerazioni.
Questo romanzo è invece molto diverso da quello della Phillips, questo perchè non solo sono generi diversi, ma anche perchè l'autrice in questione è la Brockmann, che per definizione è più dura con i suoi protagonisti, a cui imprime delle storie forti, molto spesso drammatiche, che devono scontrarsi con i loro demoni prima di liberarsi totalmente e lasciardi andare, quasi avessero nel loro animo una sorta di vena autolesionista che devono sfogare.

Detto ciò potrete sperimentare quanto vi ho detto da questa stessa storia, che è resa più complessa dal fatto che si intersecano (come anche nel romanzo precedente) più linee narrative, con diversi personaggi che accrescono la trama e le sfaccettature dei suoi personaggi.

Questa volta la storia parte da Meg e John, che sono i protagonisti della storia principale, che costitisce anche quella che si svolge al presente, e che ci porta a vivere una storia romantica molto complessa. Meg e John, infatti, nascono come amici, più o meno consapevoli dell'affetto forte e prepotente per l'altro, ma sotto questa parvenza di amicizia - che non riesce mai a concretizzarsi in qualcosa di più, andando oltre e concedendosi del tutto l'uno all'altra - rimangano semplici e affettuosi amici.

La situazione muta quando la figlia e la nonna di Meg (che intanto si è sposata con un uomo non proprio perfetto e l'ha lasciata vedova) sono in pericolo e lei non sarà costretta chiamare l'unico uomo (e SEAL) di cui veramente si fida. John correrà in suo aiuto come il cavaliere dalla scintillante armatura, capitolando anche nella vicenda amorosa, questa volta.

La secondo storia riguarda invece una coppia che seguiremo anche nei prossimi romanzi - non per altro costituisce la coppia che narra del presente verso il fututo - composta da Alyssa (che non potendo entrare nei SEALs declina per l'FBI) e Sam (ovviamente un SEAL, ed un vero bad, bad guy, con il cappello da cowboy), i quali non fanno altro che prendersi per le corna tutte le volte che si incontrano, dando così via via luogo a battaglie versbali che conducono a un certo, anche se non voluto, avvicinamento tra i due, da tenere d'occhio nei prossimi romanzi.

Ultima coppia, è quella composta da Eve, la nonna di Meg, e Ralph. Questa è la linea narrativa che riporta la passato e ci racconta della stori d'amore narrata da Eve (ormai anziana) alla figlia di Meg, durante la loro prigionia.

Fattavi questa panoramica, senza dubbio complessa, voglio sottolineare che la matassa composta da queste linee narrative è meno difficile da districare di quanto si pensi, ed insieme è tutto molto, ma molto più articolatamente piacevole di quanto ci si aspetti.

La Brockmann in questo romanzo, a mio parere, ha proprio dato dimostrazione del fatto che non solo è una scrittrice che ha molto da comunicare in quanto a tematiche (la perdita, la lotta, l'amore, la morte, la famiglia, il passato, il silenzio che, doloroso, separa gli innamorati che tentennano e procrastinano, ecc...), ma che sa fare anche una cosa molto difficile: dare forma e contenuto a 3 storie in una. Non era facile, lo ammetto, e non era facile renderle tutte attrattive in egual modo, ma ci è riuscita, ed anche bene, per cui mi sento di renderle merito di questo e dell'entusiasmo con cui mi ha permesso di empatizzare con tutti i personaggi che ho incontrato sulla strada che mi ha preparato.

Consiglio anche questo, senza dubbio. Sia per il fatto che sia una narrazione veloce, avventurosa (alla quale mai la Brockmann rinuncia), sia perchè è una lettura piena si sentimento, in tutte le sfumature a cui riuscite a pensare!

 

Suzanne Brockmann, una delle più affermate autrici del genere romantic suspense, ha al suo attivo oltre cinquanta romanzi. Sin dall’esordio, nel 1993, ha conquistato i vertici della classifica del New York Times. Ha ricevuto numerosi premi: due volte il RITA, sette volte il Romantic Times Reviewer’s Choice, sedici volte il WISH Award, e per sei volte è stata insignita della Gold Medal, sempre dal Romantic Times. Con “Passione contro il tempo” Leggereditore ha proseguito la pubblicazione della serie Troubleshooters già affermata in Italia, e avviata da Fanucci Editore con i romanzi “Nel cuore della tormenta” e “Ad alto rischio”. L’autrice ha conquistato negli anni una folta schiera di lettrici, che attendono con trepidazione la pubblicazione dei suoi libri.

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