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giovedì 30 ottobre 2014

Neri Pozza propone e il portafoglio dispone ...

Questo è un giorno felice per me, perchè ho saputo che esce in libreria un nuovo romanzo, targato Neri Pozza, di Helprin. Chi mi segue sa quanto ami profondamente ed illimitatamente questo autore. Qualcuno lo trova prolisso, qualcuno un'inconcludente, qualcuno un fantasioso narratore. Io lo trovo sempre ed irrinunciabilmente perfetto. Helprin è un poeta, un narratore fantasioso indefesso, un meraviglioso illustratore di sogni, di amore e magia, e soprattutto un ritrattista, a parole, della magnifica città in cui ho lasciato il cuore: New York. 
Helprin ha catturato la profonda essenza di questa città e ne ha fatto emergere quest'ultima attraverso le persone e i loro animi. Non è un autore compreso da tutti, apprezzato da molti, perchè indugia negli attimi, si protrae nei pensieri, nelle considerazioni sulla vita, l'amore, la magia delle persone, quella nella città e quella della fantasia degli uomini.

Ve lo consiglio comunque, almeno una volta nella vita, perchè è Helprin, e almeno una volta vale il viaggio...

Oltre a ciò ci sono delle uscite, sempre della Neri Pozza, che secondo me potrebbero davvero affascinarvi. Volete vederle? Ve le lascio più sotto, e come sempre, buona ispirazione a tutti, cari lettori!!





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Nella luce 
e nell'ombra
di Mark Helprin
pagine 640
prezzo18 euro
Neri Pozza
dal 6 novembre
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Un venerdì mattina del 1946, in completo beige, camicia bianca e cravatta azzurra, Harry Copeland esce di casa sua, al 333 di Central Park West a New York.
 

È una splendida giornata, e trovarsi a New York in una giornata simile dista un niente dalla sensazione di essere innamorati. Gli alberi fioriscono come nubi luminose nei parchi, e pennacchi di fumo e vapore si levano verso l’azzurro o si arricciano al vento.
 

Harry è appena tornato dalla guerra senza sapere che cosa avrebbe trovato in patria.
 

Dopo aver combattuto per mare, per terra e in cielo, dovrebbe sistemarsi, mettere su famiglia, ma non è ancora accaduto niente e tutto sembra uguale a prima: metropolitane, ristoranti, telefonate, conti da pagare.
 

A Staten Island trascorre un paio d’ore seduto al sole nel giardino a picco sul mare di sua zia Elaine, vedova dell’unico fratello di suo padre, poi al ritorno, sul traghetto che lo riporta a South Ferry, si imbatte di nuovo nella giovane donna dalla struggente bellezza intravista da lontano all’andata, mentre incedeva sul ponte con la schiena diritta e la testa alta.

cover originale
Nella penombra dei pilastri e delle palizzate di legno, Harry si accorge di come ogni suo particolare lo colpisca irrimediabilmente al cuore: la grazia con cui si muove o rimane ferma; le mani e il modo in cui le tiene; le forme in cui le sue dita si compongono; la camicetta che indossa con un ricamo perlaceo elaborato ma sobrio; persino le pieghe della gonna; e la voce che, nitida, si sofferma su ogni sillaba.
 

La giovane donna si chiama Catherine Thomas Hale, ma ha scelto un altro nome, Catherine Sedley, per togliere di torno la sua famiglia e calcare la scena di scalcinati musical con orchestre formate dagli scarti della New York Philharmonic e registi che agognano improbabili trionfi a Broadway.
New York, però, non è più la città calma e onesta di un tempo, e tra le sue strade fumose prosperano gli affari loschi della malavita.
 

Quando, perciò, un vecchio promesso sposo di Catherine si presenta al suo cospetto e un gruppo di gangster minaccia di far saltare in aria la pelletteria di famiglia, Harry capisce che, se davvero vuole conquistare Catherine, deve nuovamente combattere. E vincere. Costi quel che costi.
   

 Meraviglioso inno all’amore, ai mille volti di New York e all’America, New York Times Bestseller tradotto in numerosi paesi, Nella luce e nell’ombra ha riscosso, al suo apparire negli Stati Uniti, uno straordinario successo di pubblico e di critica.


Mark Helprin è nato a New York. Ha studiato a Harvard, Princeton e Oxford. È ritenuto uno dei maggiori scrittori americani contemporanei. Collabora con il New York Times e vive in Virginia. Tra le sue opere: Storia d’inverno (Neri Pozza 2014), Freddy e Fredericka (Neri Pozza 2006), A Dove of the East and Other Stories, Refiner’s Fire, A Soldier of the Great War.

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La lista
di Lisette
di Susan Vreeland
pagine  432
prezzo18 euro
Neri Pozza
dal 30 ottobre
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È il 1937 quando Lisette giunge a Roussillon, un villaggio della Provenza appollaiato in cima a una montagna, con le case dai colori armoniosi che si inerpicano fino in vetta e sembrano abitate da elfi, fate e cantastorie.

Vent’anni, e nel cuore la speranza di un apprendistato alla galleria d’arte Laforgue di Parigi, Lisette approda nel villaggio con l’animo tutt’altro che incline all’idillio. André, il marito, ha deciso di abbandonare la capitale e trasferirsi in quel borgo sperduto perché il nonno, Pascal, gli ha chiesto aiuto a causa della sua cagionevole salute. Per andare in suo soccorso, André ha rinunciato al prestigioso ruolo di funzionario nella Corporazione degli Encadreurs, l’associazione dei corniciai parigini, e Lisette al suo anelito d’arte.


cover originale
A Roussillon, però, i due non si imbattono affatto in un anziano malandato e in fin di vita, ma in un aitante ottantenne in evidente buona salute. Col cappello scamosciato aderente al cranio come una seconda pelle, Pascal trascorre il suo tempo sul campo di boules, a sfidare amici e conoscenti a colpi di bocce d’acciaio grandi come pugni.

Ritrovarsi nella provincia francese per soccorrere un vecchio che, all’apparenza, non ha alcun bisogno d’aiuto sembrerebbe un’autentica beffa per la giovane coppia e per Lisette, in particolare, la parisienne che considera Parigi la sua felicità e la sua anima. Nel chiuso, tuttavia, della sua casa, un edificio a due piani con lo stucco d’un ocra sbiadito, un rampicante stentato sopra la porta e, accanto, una fioriera con una pianta avvizzita di lavanda, Pascal mostra a Lisette e André la ragione vera del loro arrivo a Roussillon: sette dipinti appesi alle pareti che raffigurano casolari di campagna, campi con montagne sullo sfondo, fanciulle, nature morte, teste mozzate. Sette quadri che lasciano Lisette a bocca aperta poiché le nozioni d’arte apprese dall’amico Maxime non le consentono di sbagliare: quei dipinti sono dei capolavori di Cézanne, Pissarro e altri grandi maestri. Incomparabili opere d’arte in un «villaggio fuori dal mondo»! Costituiscono la lista di Pascal, il tesoro che il vecchio ha ricevuto dalle mani stesse degli artisti quando anni prima, «giovane, sprezzante e pieno di grandi idee», aveva pensato di improvvisarsi corniciaio a Parigi. Doni preziosi che racchiudono meravigliose storie d’arte e d’amore che Pascal vuole raccontare al nipote e alla sua giovane moglie parigina perché non vadano perdute.


Diventeranno la «lista di Lisette», i dipinti che la parisienne proteggerà quando, scomparso Pascal e perse le tracce di André, il rombo dei cannoni nazisti cercherà di zittire ovunque la civiltà e, in ogni città e contrada d’Europa, le SS, su ordine di Goering e Goebbels, si daranno al saccheggio e al furto di migliaia di opere d’arte. 

Susan Vreeland vive a San Diego in California. Neri Pozza ha pubblicato tutte le sue opere: La ragazza in blu (2003), La passione di Artemisia (2002), L’amante del bosco (2004), Ritratti d’artista (2005), La vita moderna (2007) e Una ragazza da Tiffany (2010).

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La signora
 di Wildfell Hall
di Anne Brontë
pagine 592
prezzo 16 euro
Neri Pozza
dal 6 novembre
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Chi è l’affascinate signora nerovestita che si è installata nella decrepita, isolata residenza di Wildfell Hall? 

Quella donna sola, che vive con un bambino e un’anziana domestica, sarà davvero la giovane vedova che dice di essere? Helen Graham è estremamente riservata e il suo passato è avvolto in un fitto mistero. Fa il possibile per ridurre al minimo i contatti con i suoi vicini, a costo di apparire scostante e ombrosa, e trascorre le giornate dipingendo e prendendosi cura – fin troppo amorevolmente, dice qualcuno – del piccolo Arthur. Ma Gilbert Markham, giovane gentiluomo di campagna tutto dedito ai suoi terreni e al corteggiamento di fanciulle tanto graziose quanto superficiali, è subito punto da una viva curiosità per quella donna che lo tratta con insolita freddezza, quasi nutrisse diffidenza e disprezzo nei confronti dell’intero genere maschile.

Il comportamento schivo di Helen suscita presto voci e pettegolezzi maligni e lo stesso Gilbert, che pure è riuscito con delicatezza e pazienza a stringere una bella e intensa amicizia con lei, è portato a sospettare. Solo quando la donna gli consegnerà il proprio diario emergeranno i dettagli del disastroso passato che si è lasciata alle spalle.


cover originale
Nel 1848, la più giovane delle sorelle Brontë dà alle stampe un romanzoscandaloso al di là delle intenzioni: linguaggio esplicito, crude descrizioni di alcolismo e brutalità – pare che uno dei personaggi maschili sia modellato sullo scapestrato fratello Branwell – e soprattutto una donna che non perde mai il rispetto di sé e lotta per la propria indipendenza, con una forza incrollabile sostenuta da fede, intelligenza e coraggio, fino a violare le convenzioni sociali e persino la legge inglese. Un testo femminista ante litteram in spregio alla morale vittoriana, ma impietoso contro il vizio e la debolezza anche quando sono incarnati da figure fem-minili: l’adultera Lady Lowborough, la troppo mite Milicent, la maliziosa e quasi maligna Eliza Millward.

Nell’introduzione alla seconda edizione, Anne (sotto le mentite spoglie di Acton Bell) spiega chiaramente il suo intento: rappresentare il male non nella sua luce “meno cruda” ma mostrandone il vero volto.


Perché occultare il vero non aiuta a scansare il peccato e l’infelicità: meglio “poche e salutari verità” di “tante sciocche blandizie”. «Ogni romanzo», dice Acton Bell, «dovrebbe esser scritto affinché lo leggano uomini e donne, e non riesco proprio a immaginare come potrebbe un uomo permettersi di scrivere qualcosa di davvero vergognoso per una donna, o perché una donna dovrebbe essere censurata per aver scritto qualcosa di decoroso e appropriato per un uomo».



Anne Brontë (1820-1849) è autrice di Agnes Grey (1847), che – come Jane Eyre della sorella Charlotte – trae spunto dalla sua esperienza di istitutrice inscrivendosi nella tradizione dell’autobiografia spirituale romanzata, e della Signora di Wildfell Hall (1848). Solo recentemente il talento narrativo della più giovane delle sorelle Brontë ha ottenuto la meritata attenzione da parte dei lettori e della critica. 
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Noi
di David Nicholls 
pagine  431
prezzo 18 euro
Neri Pozza
dal 30 ottobre
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Douglas e Connie si conoscono alla fine degli anni Ottanta, quando il muro di Berlino era ancora in piedi. Trent’anni e dottore in biochimica, Douglas trascorreva allora i giorni feriali e gran parte del weekend in laboratorio a studiare il moscerino della frutta, il drosophila melanogaster.
Connie, invece, divideva il suo tempo con una «combriccola di artistoidi», come li chiamavano i genitori di Douglas: aspiranti attori, commediografi e poeti, musicisti e giovani brillanti che rincorrevano carriere improbabili, facevano tardi la sera e si radunavano a volte a casa di Karen, la sorella di Douglas piuttosto promiscua in fatto di amicizie, a bere e discutere animatamente.
cover originale
 Ed è durante una festa nel minuscolo appartamento di Karen, in mezzo a sedici persone accalcate intorno a un asse da stiro, che Douglas si imbatte per la prima volta in Connie: capelli ben tagliati e lucenti, un viso stupendo, una voce sensuale, distinta ed elegante con i suoi vestiti vintage cuciti su misura, attillati e perfetti. Sono trascorsi piú di vent’anni da allora e Douglas e Connie sono sposati da decenni e hanno un figlio, Albie. Douglas ha cinquantaquattro anni e la sensazione di scivolare verso la vecchiaia come la neve che cade dal tetto. Connie è sempre attraente e Douglas la ama cosí tanto che non sa nemmeno come dirglielo, e dà per scontato che concluderanno le loro vite insieme.
Una sera, però, a letto, Connie proferisce le parole che Douglas non avrebbe mai voluto sentire: «Il nostro matrimonio è arrivato al capolinea, Douglas. Penso che ti lascerò». Una storia finita, aggiunge Connie, con i diciassette anni di Albie che sta andando via di casa per proseguire i suoi studi d’arte altrove. Una storia da suggellare con un ultimo viaggio da fare insieme: il Grand Tour nelle maggiori città d’arte europee per preparare Albie a entrare nel mondo degli adulti, come facevano nel Settecento. Douglas, cui la vita sembra letteralmente inconcepibile senza Connie, decide che non può terminare tutto cosí, che l’amore non può svanire solo perché si è finito di occuparsi di un figlio. 
Accetta perciò di partire per quell’ultima vacanza insieme, un Grand Tour non per diventare piú colto, sofisticato e ricco d’esperienza come facevano nel Settecento, ma per riconquistare la moglie, e quel figlio che sembra scontento dell’uomo che sua madre ha scelto per metterlo al mondo. 
Romanzo commovente e irresistibile, atteso in tutto il mondo dopo lo strepitoso successo di Un giorno, Noi, selezionato per il Man Booker Prize 2014, è stato accolto dall’entusiasmo della critica e del pubblico nei numerosi paesi in cui è apparso.


David Nicholls ha lavorato a lungo con la BBC realizzando adattamenti shakespeariani e numerose serie di successo, premiate con due nomination per i BAFTA Awards. Tra i suoi romanzi Le domande di Brian (BEAT 2011), Il sostituto (BEAT 2012) e Un giorno (Neri Pozza 2010), da cui è stato tratto un celebre film diretto da Lone Scherfig, con Anne Hathaway e Jim Sturgess.
http://www.davidnichollswriter.com/

mercoledì 29 ottobre 2014

Recensione: "Il Conte di Glencrae" di Stephanie Laurens



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Il Conte 
di Glencrae
  di Stephanie Laurens
Prezzo cartaceo € 10,00
ebook: € 4,99
Leggereditore 
già disponibile 
ebook/cartaceo
voto:
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La serie "The Cynster Sisters Trilogy" * è composta da:

1. Viscount Breckenridge to the Rescue - ancora inedito
 2. In Pursuit of Miss Eliza Cynster - ancora inedito
3. The Capture of the Earl of Glencrae - Il Conte di Glencrae



* questa trilogia s'innesta nella lunghissima serie dei Cynster, composta attualmente da ben 22 romanzi, di questo sarebbe il diciottesimo.


cover originale
La caparbia Angelica Cynster è certa che riconoscerà a prima vista l’uomo destinato a diventare suo marito.
Quando i suoi occhi incontrano quelli di un misterioso nobiluomo, capisce senza ombra di dubbio che lui è quello giusto.
Ma presto il suo cuore batterà forte per il motivo sbagliato: la sua anima gemella in realtà ha deciso di rapirla.
L’uomo misterioso in verità è l’ottavo conte di Glencrae e non ha scelta, ha dovuto rapire Angelica, l’unica delle sorelle Cynster con cui non ha mai voluto invischiarsi.
Per salvare il suo castello e la sua famiglia, deve persuaderla ad aiutarlo... ed è pronto a chiederne la mano per siglare l’accordo!



Considerazioni.
Corposissimo romanzo questo di cui vi sto per nannare, che prende il nome de "Il Conte diGlencrae", il quale costituisce anche l'ultimo della trilogia dedicata alle sorelle Cynster (almeno di un ramo della foltissima famiglia).

Non fatevi però ingannare dal fatto d'essere inserito nella serie (lunghissima) dei Cynster, in quanto può benissimo essere letto separatamente dagli altri, con l'unica contro indicazione di non sapere bene a che punto della genealogia della famiglia Cynster si è finiti, ma non è una grossissima perdita.
Perdita che invece accuserere se non ascoltate quel lato romantico che palpita e sussulta quando vi dedicate lettura romantica, e se quindi non vi immergerete qualche ora in questo piacevolissimo romanzo.

Va bene, forse è un periodo buono, forse sono d'animo accondiscendente per queste letture romantiche che effettuano voli pindarici su cose che non avverrano mai, vuoi forse anche per alcuni aspetti positivi che ogni tanto il cosmo mi regala, ma che cosa posso farci ... ho apprezzato davvero qualche ora di immersione in questo universo creato dalla Laurens!

Innanzitutto la trama è stata davvero un pò differente dal solito incontro/scontro/colpo di fulmine che accade in questo genere di romanzi: qui lei, ad un ballo, s'innamora di lui e lo porta sul terrazzo per sedurlo; per contro lui la rapisce per motivi di famiglia che deve risolvere in Scozia con la madre arpia e livida di gelosia. Come vedete le premesse ci sono tutte ...

Anche se le rigorose regole sociali non sono rispettate appieno e quanto accade non sarebbe stato del tutto conforme o accettato in società (come poi avviene pienamente) devo dire che l'avventura intrapresa dalla protagonista, sia nel far capitolare l'eroe (che sembra non del tutto interessato, in quel senso, a lei) sia nel risolvergli i problemi finanziari e familiari, lo hanno reso uno spasso piacevole e confortevole con cui intrattenersi qualche ora. 
Piacevole più di ogni altra cosa è proprio come Angelica affronta il mondo e le insidie che le si parano innanzi, il suo modo spensierato ma impavido di vedere e far "aggiustare" le cose, come di chi è stata protetta, amata moltissimo, coccolata e non vede motivo per non gettarsi a capofitto nella risoluzione delle difficoltà, quasi come se la pena fosse nulla e il dolore un fattore collaterale non inserire nell'equazione che come risultata da amore.

Di converso lui è più ritroso, più introverso, meno propenso a esternare quello prova, ma è di un'onestà che ve lo farà amare subito, senza però cadere nella più turpe stupidaggine. E per questo mi è molto piaciuto.
Avrei forse evitato tutta la parentesi dedicata del parentato di lei che la cerca, ma per fortuna le parti che li riguardano sono molto piccole e si leggono molto velocemente senza lasciare traccia!

La Laurens ha una scrittura ormai rodata e fortissima sia come bilanciamento di elementi che come caratterizzazione dei personaggi, che sono perfetti nei loro pregi come per i loro difetti, nulla da proferire in merito.
Ovvio la propongo come lettura di svago, sempre di qualche pregevole lettura e come diletto ... ottimo esempio!

 

Stephanie Laurens è nata in Sri Lanka. Quando aveva soli cinque anni la sua famiglia si è trasferita a Melbourne, in Australia. Lì vive con il marito e le sue due figlie.

martedì 28 ottobre 2014

Recensione: "La città perduta d'avorio e d'argento" di Stella Gemmell

 


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La città perduta 
d'avorio d'argento
di Stella Gemmell
Pagine  528
Prezzo 19,90€
Newton Compton
già disponibile
ebook/cartaceo
voto:
 
(più più)
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Quello che un tempo fu un territorio fiorente, adesso è un deserto di morte e devastazione, dove gli eserciti avversari si affrontano in battaglie interminabili. 

cover originale
Le efferate guerre tribali hanno ridotto i domini della Città a un'arida distesa governata da un tiranno, colui che la leggenda chiama l'Immortale, che risiede nel suo Palazzo Rosso, nel cuore della Città millenaria. I pochi che lo hanno visto lo descrivono come un essere perfetto, altri ipotizzano che non sia umano. Ma tutti concordano nel dire che l'unico modo per fermare la guerra sia porre fine alla vita di questo essere innaturale e si organizzano per compiere un'impresa che sembra quasi suicida. 

Le poche speranze dei ribelli sono concentrate su un unico uomo, Shuskara, un generale scomparso dopo il Grande Tradimento e creduto morto. 
Ma in realtà l'eroe è ancora vivo, e si è nascosto per anni nelle Caverne, la distesa di cunicoli che si estende sotto la superficie della Città. In questa metropoli sotterranea regnano le acque fetide, le tenebre, i ratti, e gli Abitanti, poveri esseri in fuga o colpevoli di reati contro l'Imperatore. 

Per prepararsi a sfidare il nemico immortale i congiurati devono partire da qui. Per Shuskara e per i suoi Falchi Notturni il momento di uscire allo scoperto e ingaggiare l'ardua, sanguinosa battaglia finale, è arrivato.


Considerazioni.
Ero curiosissima di leggere l'opera di debutto della vedova Gemmell, anche perchè collaborando spesso con il marito aveva dato vita a opere interessanti, ma cavarsela da sola con un romanzo corposissimo (sono ben 600 pagine più o meno) è tutta altra faccenda.

Con "La città perduta d'avorio e d'argento" la Gemmell ci parla de "La Città" (ecco perchè forse il titolo originale è in qualche modo più calzante), ovverosia un luogo - volutamente senza nome, costituendo evidentemente un archetipo - affacciato sul mare, spettacolare nella sua decadenza, essendo stata distrutta più volte nei secoli e come una Fenice, risorta più volte dalle sua macerie.
Questa Città è una città particolare, perchè è viva, ed in quanto essere vitale dimostra la sua indipendente volontà divorando tutto quanto sia intorno ad essa - come le persone (mediante guerre perpetue che chiamano gli uomini alla distruzione ed al sangue in un ciclo apparentemente infinito) e cose per terra e per mare, ecc.... (rendendo arido e secco tutto quanto viveva su e in essi) - nonchè dentro di sè - a partire dalle corti che la abitano e che dentro ad essa si sgretolano, per arrivare all'implosione lenta e costante della figura principe di riferimento ... l'Imperatore invisibile (nel senso che non l'ha mai visto nessuno, se non pochi eletti), che vive rintanato nel Palazzo Rosso Imperiale - e che alcuni credono non del tutto mortale (ecco perchè si riferiscono a lui anche a come L'immortale) -  il tutto impregnato di potere che logora qualunque cosa e divide gli animi.

Proprio all'interno della Città, meglio nelle sue profondità, ci sono le Caverne sotterranee, unico posto e modo per sfuggire alla miserevole condotta dei governanti e alla bruttura data dalla stessa natura della Città (i quartieri non sono propriamente sicuri o luoghi in cui costruire un'esistenza pacifica e serena). Qui, infatti, vivono coloro che si nascondono, trascinando la loro esistenza nelle fogne, che scorrono dirompenti nel ventre della Città.
Nelle Fogne vi troviamo tutta gente "particolare": predoni, ladri, fuggitivi, ecc...  che vivono come possono tra i flutti di un ambiente poco salubre e molto cupo. Proprio in questo posto, nasce l'idea che tutti non si sognano di portare a termine, e cioè di porre fine a quanto la gente stia vivendo, fermare e cambiare vita, non più da rintanati nel sottosuolo, a trascorrere una vita incerta e grama. Qui, nel ventre umido della città si concretizza una soluzione drastica: uccide l'Immortale/Impertatore...

Nel contesto che vi ho appena dipinto si muovono, tra intrighi, omicidi, assassini, vendette, ecc... i protagonisti della storia, impersonati da Elija, un ragazzo che vive con la sorella nelle Carverne sotterranee (ovvero le fogne), unitamente agli altri "reietti" della Città.
Il romanzo prende avvio, infatti, proprio dalla figura di questo ragazzino e sua sorella, che vengono separati a causa di un'improvvisa inondazione per poi sfumare nella presenza di altri personaggi, più adulti, che si muovono sullo sfondo della guerra che coinvolge la Città e che si chiamano Bartellius, Indaro, Stalker e Fell Aron Lee.

E' un romanzo altamente complesso, sia come trama, che si vede composta da molteplici linee narrativa che partono, terminano, per poi rimprendere solo verso il finale, ovvero ancora, sia per i molteplici flashback che s'innestano sovente nella narrazione (e portano spesso, devo confessare, a non poche confusioni se non si ha limpido il trascorso della storia); che per il notevolissimo numero di informazioni che vengono consegnate al lettore, che a volte, anche qui vi apro il cuore in merito, non tiene a mente tutto tutto, ecco.

"La città perduta d'avorio e d'argento" è un romanzo  che mi ha colpito sotto diversi aspetti, che si è saputo intascare parte del mio giudizio favorevole per diverse ragioni, ma non lo definirei propriamente per "novellini" del fantasy. E' un romanzo che porta all'insoddisfazione, se lo si prende come un fantasy di facile lettura, immediato, intuibile e di semplice costruzione.
E' infatti un libro che potrebbe causare insoddisfazione per coloro che si attendono una lettura scanzonata e leggera, in quanto sebbene la prosa sia notevole e i personaggi ben studiati, approfonditi e curati, non concedete tutto quello di cui il lettore abbisogna.

Qui vale, a mio parere, la regola per cui la Gemmell non concede ciò che il lettore vuole, ma quello di cui ha bisogno. Che non sono la stessa cosa.

Ciò significa che dovrete pegarvi al volere degli eventi che la Gemmell vuole narrarvi e attenervi allo stile che lei vi impone, e al quale occorre abituarsi almeno un pochino.
Ad esempio? Le linee narrative, qui, sono "sfalsate", non sempre lineari, come solitamente siamo avvezzi, per cui ci troviamo a seguire un personaggio per poi ritrovare la sua storia alla fine del romanzo (come Elija) ovvero ancora non sappiamo quale personaggio risolverà o meno il suo destino, o non siamo a conoscenza di alcune informazioni che "rodono" la curiosità ultima del lettore (ad es: perchè c'è una guerra?).
Anche l'azione è gestita in modo particolare: ci sono dei momenti in cui tutto si svolge in modo molto veloce, rapido, ed altri in cui vi sono bolle statiche in cui tutto si muove come a rallantatore, cullando il lettore nei momenti, indugiando negli attimi.

Secondo me, essendo il primo romanzo di una serie più ampia (ma non ne ho proprio la certezza), costituisce un buon inizio, ma non privo di elementi complessi, che potranno scoraggiare il lettore che non ricerca quel qualcosa con cui misurarsi davvero.

"La città perduta d'avorio e d'argento" bilancia bene, anche se con uno stile particolarissimo, le atmosfere e i personaggi e ne arricchisce il valore e il contenuto con una peculiare narrazione, che sa quanfo imporsi con incedere deciso negli avvenimenti ovvero sa quando indugiare nella creazione dei personaggi, delle famiglie, delle loro caste, degli ordini politici, militari e quant'altro riconoscibili, intressanti, memorabili (come l'Imperatore, Elija, ecc...). Inoltre la Gemmell ha ben saputo scegliere come introdurre l'emento magico, ma senza mai dargli definizione, creando mistura di ciò che è bene e ciò che è male, ma senza mai definirli con contorni netti, riconoscibili se non nelle intenzioni.

Vero è che se questa scelta di riamanere di ampio respiro, sfuggente, indefinibile è un gran pregio, indubbio è anche che questa costituisca il difetto maggiore, in quanto il lettore non riesce a darsi pace, a crearsi dei punti di riferimento certi, sicuri, ma è sempre attanagliando da una costante incertezza. Inoltre a volte risulta davvero tutto troppo sfuggente, intricato, difficile da concettualizzare, da cui estrarre pensiero preciso, ma è anche, in un certo senso, molto affascinante.
Lo consiglio a chi ama il fantasy ed in particolare a chi ha voglia di cimentarsi in una tipologia di questo genere un pò desueta e peculiare. Una diversa faccia del fantasy che non potrete non tenere in considerazione. 

 
Stella Gemmell è giornalista e autrice di una serie di romanzi di grande successo insieme a suo marito, l’acclamato autore fantasy David Gemmell, scomparso nel 2006. La città perduta d’avorio e d’argento è il primo romanzo scritto interamente di suo pugno. 

lunedì 27 ottobre 2014

Recensione + Intervista esclusiva a Elisabetta Cametti!!



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I guardiani
della storia

di Elisabetta Cametti
Pagine 576
Prezzo 14,90 €
Giunti
già disponibile

voto:

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La serie "K - I guardiani della storia" è composta da:

1. K - I guardiani della storia
2. K - Nel mare del tempo
+ eventuali altri a venire


Una manager e un'eretica,
due donne scelte dal destino
per sconfiggere il tempo. 
È passato un anno dalla tragica conclusione dell’intrigo archeologico in cui Katherine Sinclaire ha rischiato di perdere la vita. L’ incubo al quale sperava di essere sfuggita torna ad assillarla per mano di un nemico insospettabile. Durante la presentazione del suo primo romanzo, un uomo si spara di fronte a lei dopo averle lanciato un anello antico con incisi due nomi. Tormentata da una catena di omicidi e da cinque libri enigmatici, Katherine sarà di nuovo risucchiata in una caccia al tesoro sanguinaria che la metterà sulle tracce di Angelica, una donna misteriosa vissuta nel Medioevo. Seguendo i dipinti che la ritraggono, Katherine finirà nei cunicoli sotterranei battuti dagli eretici in fuga, e creati da uno stratega per proteggere uno dei più straordinari segreti della storia.
In un tumultuoso viaggio dalla Bretagna, la terra delle maree, ai nascondigli prealpini di Fra Dolcino, Katherine capirà di essere legata ad Angelica da un filo invisibile ma fortissimo… più forte del destino che sta per guidarla verso una scelta da cui non c’è ritorno.


UN COLLEZIONISTA OSSESSIONATO DALLA VERITÀ.
UN SOTTERRANEO CHE CUSTODISCE UN POTENTE SEGRETO.


giunti i guardiani finzioni e1385563739733 Elisabetta Cametti | I Guardiani della Storia
la cover del primo romanzo

Considerazioni.
Di solito, i secondi romanzi in un serie - in particolar modo se il primo romanzo romanzo è piaciuto abbastanza - sono molto difficili da recensire: apettative, risvolti di trama e crescita dei personaggi a volte vengono disattesi o non colgono più esattamente l'"animo" del primo libro.

"K - Il mare del tempo" si presenta nella stessa struttura del primo: una protagonista forte, risoluta come Katherine Sinclaire, determinata a risolvere quanto di misterioso le capita di essere coinvolta; un comprimario e "spalla" come Jethro Blake su cui può sempre bene o male contare, che la comprende, la stimola e l'aiuta; ed in ultimo un'intricata quanto misteriosa fitta rete di misteri, omicidi, libri enigmatici, tesori, personaggi misteriosi che conducono al Medioevo e agli Ittiti, per approdare alla verità e alla risoluzione del labirinto di indizi creato dalla Cametti per catturarci nella sua ultima opera.

Siccome vorrei farvi affrontare la trama da soli (si perderebbe il divertimento) senza alcun indizio che possa darvi input per comprendere questa seconda avventura, vorrei invece soffermarmi sul romanzo in generale e quallo che ho tratto da esso nella lettura.
Innanzitutto vorrei dirvi che sebbene abbia trovato qualche nota che con cui non sono entrata del tutto in sintonia - già riscontrato anche nel precedente romanzo - come alcuni dialoghi (soprattuto quelli non attinenti strettamente gli intrighi, i misteri, o l'avventura in generale), i quali saltuariamente mi sono risultati un pò forzati nella loro fluidità, ovvero alcuni pensieri dei personaggi, che sono inclusi nella narrazione (in corsivo per contraddistinguerli) e che compaiono ogni tanto "a tradimento", interrompendo lo svolgimento della storia a specificazione del loro trascorso personale ovvero di una determinata situazione, ecco ... ogni tanto li avrei volentieri saltati (in particolare per qualche personaggio) perchè incidentali alla narrazione in quel momento e pertinenti solo alla soddisfazione di qualche curiosità in più. Complessivamente, però, posso dirvi senza alcun dubbio, che ho trovato una storia davvero molto, ma molto appassionante. Forse addirittura migliore della prima.

La grande forza della Cametti è il fatto di ordire e orchestrare delle trame fittissime, ma facilmente perseguibili dal lettore. La Cametti è infatti in grado di gettarti al momento giusto l'indizio adatto per incuriosirti, è brava nel portati direttamente nella storia, per condurti a partecipare attivamente al progresso della narrazione anche allo scopo di mettere in discussione i personaggi, sondare i loro intenti, scoprire la loro posizione in merito alla trama, agli avvenimenti che si prospettano. L'avventura, l'intrigo, il possibile e talvolta anche lo pseudo impossibile sono il pane e dil fulcro di questa serie di romanzi, che vivono di colpi di scena, intrighi e enigmatici indizi storici, volti al costante stupore di cui legge.
Ciò, unitamente ad una ricerca storica davvero ben svolta, solida e credibile, del periodo parallelo a cui si fa riferimento ne  "K - Il mare del tempo", come il Medioevo, con i suoi risvolti eretici, i manufatti antichi, ed il popolo degli Ittiti a cui si fa riferimento spesso - essendo le due grosse tematiche del romanzo - fanno del romanzo un'indagine curiosa del passato dal punto di vista dei suoi segreti, di quanto non svelato, ove si innesta bene una trama verosimile, quella di Angelica - che costituisce un filone narrativo intrigantissimo - e quello più moderno, veloce e complesso che costituisce il filo conduttore, il collante di tutto, costituito invece dalla storia di Katherine.
Strepitosa anche la scelta dei luoghi in cui la storia prende piede ed evolve man mano, come la Bretagna cona la stupenda quanto misteriosa Saint-Malo, o i nascondigli prealpini di Fra Dolcino che si adattano bene sia alle atmosfere volute per questa storia, sia a incremenare l'aurea di mistero che ruota intorno ai meccanismi enigmatici che conducono all'ultimo snodo finale.

Consigliato a chi vuole leggere un romanzo che costituisca partecipazione e coinvolgimento mentale, con tanto di intrighi, enigmi, indizi per solleticare la mente!


---o- Intervista -o---

  • Le andrebbe di raccontare ai lettori del Bostonian Library di cosa parlerà questo suo nuovo romanzo, "K - Nel mare del tempo" iniziato con "K - I guardiani della storia"?
Certo, con immenso piacere! La protagonista è sempre Katherine Sinclaire. Ha lavorato per anni in una casa editrice e in K I guardiani della storia si è trovata coinvolta in un terribile intrigo archeologico che le ha distrutto la vita. K Nel mare del tempo si svolge un anno dopo. Katherine non si è arresa e ha ricominciato a costruire il proprio futuro partendo dalla passione per la scrittura. Durante la presentazione del suo primo romanzo, un uomo si spara di fronte a lei dopo averle lanciato un anello antico con incisi due nomi. Tormentata da una catena di omicidi e da cinque libri enigmatici, Katherine sarà di nuovo risucchiata in una caccia al tesoro sanguinaria che la metterà sulle tracce di Angelica, una donna misteriosa vissuta nel Medioevo. Seguendo i dipinti che la ritraggono, Katherine finirà nei cunicoli battuti dagli eretici in fuga e scoprirà l’esistenza di un tempio sotterraneo creato da uno stratega per proteggere un manufatto antico, testimonianza di uno dei più straordinari segreti della storia. In un tumultuoso viaggio dalla Bretagna, la terra delle maree, ai nascondigli prealpini di Fra Dolcino, Katherine capirà di essere legata ad Angelica da un filo invisibile ma fortissimo… più forte del destino che sta per guidarla verso una scelta da cui non c’è ritorno.
  • Protagonista di entrambi i suoi romanzi editi dalla Giunti Editore è Katherine Sinclaire. Come descriverebbe questo personaggio e quali sue caratteristiche vorrebbe portare all'attenzione dei lettori?
Katherine è una donna intensa, vera. Una donna che vive di momenti: non guarda mai al passato, non carica il futuro di troppe attese e cerca di dare un senso al presente. Qualsiasi cosa succeda, non smette mai di sognare… perché il tempo dedicato a costruire i sogni ha la forza di rendere possibile l’impossibile.
 
  • E Jethro? Come lo descriverebbe anche e soprattutto in relazione al suo rapporto con Katherine?
Jethro rappresenta il punto di equilibrio di Katherine. Un uomo al quale lei riconosce grande lucidità e fermezza nell’affrontare le sfide della vita.
È un finanziere che si divide tra gli investimenti a sostegno dell’autarchia nazionale e la ricerca scientifica volta a dare una speranza alle persone con problemi al midollo spinale. Concreto, calcolatore, guidato da ideali autentici, sa anteporre sempre il ragionamento all’impulsività ed è il solo in grado di frenare l’istinto travolgente di Katherine.
  • La passione per l'archeologia, la scrittura e il passato da manager, solo coincidenze o si potrebbe dire che Katherine sia una sorta di suo alter ego sulla carta?
In Katherine le mie esperienze si fondono con le mie aspirazioni. Katherine è la parte di me che non vede ostacoli, che non si preoccupa delle conseguenze. La mia voce amplificata all’ennesima potenza per urlare i valori in cui credo.
  • Come è nata la parte "avventurosa" di questa storia in particolare?
Adoro scrivere trame complesse, ricche di personaggi le cui storie si intrecciano, di misteri che mentre si dipanano conducono a nuovi enigmi, di cambi di rotta capaci di sorprendere. E l’avventura scaturisce proprio dalla volontà di unire l’alta tensione alle verità storiche, gli intrighi a luoghi inaccessibili, l’azione al sentimento, ma anche di far volare la fantasia senza trascurare momenti più profondi.
  • Mi tolga una curiosità, se può. C'è un motivo per il quale ha scelto proprio un'ambientazione come la Bretagna?
Dedico molto tempo alla selezione dei luoghi: l’ambiente deve essere suggestivo e far sussultare il lettore. In K I guardiani della storia l’azione si svolge in un labirinto etrusco costruito nelle viscere dell’isola Bisentina, uno dei punti più esoterici al mondo.
Nel nuovo romanzo ho scelto Saint-Malo, antica terra di corsari, dove la luna parla alle onde e provoca maree di oltre dodici metri di ampiezza... dove la vita è condizionata dalla natura e il confine tra ciò che si vuole e ciò che si può fare rappresenta una sfida continua.
  • Nel primo romanzo era presente un mix di culture e mitologie, dagli etruschi, ai Golem. In questo nuovo capitolo cosa ha preparato per noi lettori?
Due sono i temi storici toccati: il Medioevo e gli Ittiti. Il Medioevo lo sentiamo seguendo le tracce di Angelica nei rifugi in cui si era nascosto Fra Dolcino, famoso eretico citato da Dante nell’Inferno, tra i seminatori di discordia. Gli Ittiti nutrono la mia passione per i popoli dimenticati dalla storia. Sono vissuti tra il 1800 e il 700 a.C. in Anatolia, l’attuale Turchia. Erano abili guerrieri con smisurate brame espansionistiche ed esperti costruttori di città sotterranee. È stata l’archeologia moderna a portare alla luce templi, bassorilievi, ma soprattutto cinque biblioteche di trentamila tavolette di argilla scritte in un idioma che ha richiesto un secolo di studi per essere decifrato.
  • Rispetto al primo romanzo cosa è cambiato? E'stato più difficile o più facile trovare l'ispirazione per storia da scrivere?
Io vivo la serie di Katherine come un unico libro di migliaia di pagine, tutte da scrivere. Ogni capitolo è un’avventura, godibile anche se non si sono letti i romanzi precedenti. Katherine non è immune al passare del tempo e cambia sulla base delle esperienze con cui via via si confronta e delle prove che la attendono. Dal punto di vista della scrittura, l’elaborazione di un nuovo romanzo è sempre più fluida. Forse perché si è più allenati, sia per affrontare la fase di ricerca che per costruire la storia e metterla nero su bianco. La tensione è data dalle aspettative: se il primo romanzo ha avuto un buon successo, con quelli successivi si avverte la necessità di fare un passo avanti, di stupire il pubblico e, in qualche modo, di superare se stessi.


  • Qual è la parte o il momento che preferisce quando stende un libro?
La costruzione dei personaggi. Sono convinta che ciò che connota un romanzo non sia la trama, ma il modo in cui i personaggi riescono a esprimerla. La storia acquisisce significato solo se i protagonisti hanno l’intensità necessaria per catturare il lettore.
Approfondisco molto lo studio dei personaggi. A partire dal nome. Il nome identifica il soggetto e, attraverso il suono e le assonanze che crea, suscita sensazioni. Alcune volte mi faccio ispirare da lingue e culture diverse, altre dalla mitologia, altre ancora mi lascio guidare dall’immaginazione finché non trovo il nome che mi convince per rafforzare la personalità che ho in mente.
Dopo aver battezzato il personaggio, inizio a “disegnargli” la vita: ognuno di loro ha un passato, è mosso da qualcosa e coltiva sogni inconfessati.
Rivolgo un’attenzione particolare all’ideazione dei “cattivi”. Il male può essere affascinante e nei miei romanzi gli antagonisti sono sagaci, brillanti. Hanno uno spessore intellettivo notevole perché devono essere degni rivali. È la loro crudeltà a far apprezzare al lettore i valori trasmessi dai protagonisti positivi.
Mi piace dare un volto anche alle “comparse” che appaiono solo per qualche riga, come il barista, l’agente dietro la scrivania, il conducente del taxi, l’infermiera di turno. Sebbene siano figure di contorno, penso che caratterizzarle arricchisca il contesto e dia qualità alla scena.
Per dirla in altre parole, Katherine Sinclaire, Jethro Blake e i loro antagonisti sono l’essenza della storia. Non sono mai finalizzati alla trama del libro, ma li immagino come se esistessero davvero. Ne sviscero gusti, abitudini, manie… ogni sfumatura da cui può scaturire un atteggiamento. E la parte che li vede protagonisti nel romanzo è il punto a cui li conduce la strada che hanno imboccato, le scelte che hanno fatto, o il destino. E in quel punto incontrano il lettore, comunicano con lui, accendono emozioni e lo trascinano dentro gli eventi, portandolo ad amare, soffrire e lottare insieme a loro.
 
  • Siccome il primo romanzo mi è piaciuto molto, e mi sto accingendo a leggere il secondo, mi può anticipare se ci saranno altri romanzi legati alle avventure che seguono Katherine in cui mi potrò fiondare, in futuro?
Sì, Katherine Sinclaire ci guiderà in nuove avventure dense di trappole, inganni, cospirazioni e minacce. L’idea di questa serie è nata proprio dal desiderio di creare un personaggio femminile in grado di lasciare il segno, di trasferire emozioni forti, di passare messaggi non convenzionali… e di coinvolgere il lettore in modo totalizzante.


Il book trailer del primo romanzo:



Il book trailer del secondo romanzo:





Elisabetta Cametti è nata nel 1970 in una piccola località ai piedi del Monte Rosa. Si è laureata in Economia e Commercio e ha intrapreso la strada del marketing. Dopo circa vent’anni di esperienza in importanti multinazionali, ha scelto di dedicarsi alla sua passione di sempre iniziando così la carriera di scrittrice. I guardiani della storia è il suo romanzo di esordio, il primo di una serie che ha per protagonista l’affascinante Katherine Sinclaire.

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