Recensione: "Cuore Guerriero" di Terry Goodkind

mercoledì 4 maggio 2016










---oOo---
Cuore
Guerriero

di Terry Goodkind
pagine 400 circa
prezzo 19€
Fanucci
già disponibile
voto:
★★★★★
--o--










Serie "La spada della verità" è composta da:
- Primo Arco Narrativo* -
--
o. Debt of Bones - Debito di ossa (racconto pequel)
1. Wizard's First Rule - L'assedio delle tenebre - La profezia del mago
2. Stone of Tears - Il guardiano delle tenebre - La pietra delle lacrime
3. Blood of the Fold - La stirpe dei fedeli - L'Ordine Imperiale
4. Temple of the Winds - La profezia della luna rossa - Il tempio dei venti
5. Soul of the Fire - L'anima del fuoco
6. Faith of the Fallen - La fratellanza dell'ordine
7. The Pillars of Creation - I pilastri della creazione
8. Naked Empire - L'impero degli indifesi
9. Chainfire - La catena di fuoco
10. Phantom - Fantasma
11. Confessor - Scontro finale
Secondo Arco Narrativo -

1. The Omen Machine - La macchina del presagio
2. The Third Kingdom - Il terzo regno
3. Severed Souls - La fine della profezia
4. Warheart - Cuore guerriero
*nell'ultima versione i romanzi sono denominati
semplicemente come Volume n. I, II, III, e così via
--
Warheart (Sword of Truth, #15; Richard and Kahlan, #4)
cover originale

L’Impero del D’Hara sta per cadere sotto i colpi del male, tutto sembra ormai perduto. Per una sorte avversa e inesorabile, il vecchio imperatore Sulachan e il suo alleato Hannis Arc sembrano destinati alla vittoria finale e ad annientare una volta per tutte il mondo della vita. 
Richard Rahl si è sacrificato per salvare la sua amata Kahlan Amnell dal mondo sotterraneo, e ora giace sulla sua pira funebre, sospeso tra il regno della vita e quello della morte. Kahlan sa che è giunto il momento di affrontare la sfida più ardua e sacrificare quanto ha di più caro: è riuscita a tornare indietro dalla morte grazie a Richard e non ha nessuna intenzione di abbandonarlo nell’oscurità. Contando sull’appoggio di Nicci, delle tre Mord-Sith e dei membri della Prima Fila, dovrà spingersi nel cuore delle Terre Oscure alla ricerca di qualcuno o qualcosa che riporti Richard tra i vivi. La profezia è stata chiara: senza di lui non c’è alcuna speranza di salvezza.

Con il capitolo conclusivo della serie dedicata a Richard e Kahlan ha inizio l’ultima battaglia, lo scontro epico che porrà termine alla millenaria guerra che ha visto forgiare la Spada della Verità.

 The Milky Way, our small little section of the vastness that is the universe...:


Considerazioni.
A seguito della premessa che vi ho fatto qualche giorno fa, ho deciso di recensire l'ultimo tassello, ovvero l'ultimo romanzo della serie del ciclo de "La spada della verità" (a meno che l'autore non cambi idea).

Goodkind, alla fine del primo ciclo di questa serie, sentiva ancora la necessità di chiudere dei fili narrativi lasciati - per forza di cose - in sospeso, nonostanti gli undici volumi componenti la prima parte di questa grandiosa serie.
In questi quattro romanzi, che sanciscono il ritorno di Richard e Kahlan, Goodkind torna a distanza di qualche anno, nelle terre che ha reso tanto famose, e devo dire che sebbene non sentissi (forse per una volta nella vita) il bisogno di una prosecuzione della serie, sono rimasta piacevolmente soddisfatta nel tornare nel D'Hara, ai personaggi e alla vicende che tanto in precedenza avevo amato.

Quanto narratoci in questi quattro romanzi, sebbene viri un pochettino rispetto a quanto abbiamo conosciuto fino ad ora, costituisce un valido proseguo rispetto a quanto mi aspettavo. Certo di quanto in quando è come se Goodkind cedesse un pò alla ridondanza di pensieri e di descrizioni, segno che la serie è comunque - inevitabilmente - agli sgoccioli, ma la sostanza, quello a cui Goodking vuole arrivae con il mezzo-Richard-La spada-della-verità-in-generale c'è, è valido, è consistente, è rivisto in chiave più macchiavellico-temibile ed è sempre un bel viaggio da fare.

Giusto per riprendere "sinteticamente" le vicende dei precedenti romanzi di questo secondo ciclo posso dirvi che:

- nel primo volume "La Macchina del Presagio" - la storia riprende dal giorno successivo la conclusione dell'undicesimo - i nostri due protagonisti sono alle prese con premonizioni che li conducono ad una strana macchina in grado di predirre cose che nel breve termine non solo si realizzano, ma che sono anche di cattivo auspicio;

- nel secondo, "Il terzo regno" Richard torna un pò agli albori, in quanto senza i suoi poteri e alle prese con una barriera, dovrà, con le sue sole forze, cercare di sventare una minaccia incombente e pericolosissima. In questo romanzo, senza l'aiuto di Kahlan, anch'essa "malata", Richard potrà invece contare su Samantha, una guaritrice che sta imparando a gestire i propri poteri;

- nel terzo "La fine della profezia" Richard, ancora senza ombra di poteri e con l'auto di sempre più potente Smantha, dovrà contrastare un'armata che sta arruolando tra le sue fila tutti i giovani delle città soggiogate, per unire in un'unica, grande forza, vivi e morti, soggiogandoli tutti al loro potere ...

Venendo a parlare dell'ultimo romanzo "Cuore Guerriero", ecco che Goodkind ci racconta di un Richard (e di una Kahlan) decisamente più maturi e complessi di come conoscevamo all'inizio, e partendo da una minaccia particolarmente gravosa e infelice - che giunge tanto dall'esterno (costituito dall'avanzata dell'Impero) quanto dall'interno (la privazione dell'elemento magico) - arriviamo ad un'epico conflitto sia con l'Impero, che non ha praticamente visto nessuno opporvisi in modo decisivo, sia tra il Richard del passato, quello acerbo del primo romanzo, che il Richard che è stato costretto a diventare.

"Cuore Guerriero" è un romanzo che ho apprezzato moltissimo perchè mi ha fatto fare una bell'excursus nel passato della serie per poi tornare a quanto mi stava raccontando Goodkind e fare delle considerazioni sui cambiamenti che sono avvenuti, su quanto i personaggi siano in qualche modo cambiati, anche invecchiati, e su come la storia abbia saputo evolversie e far crescere questi due personaggi in modo esponenziale.

Ma è anche stato il romanzo, insieme a quello che precede, che ho apprezzato maggiormente del secondo ciclo. Se il secondo libro, infatti, ha peccato di ripetizioni e di alcune evidenti "pesantezze" da parte dell'autore, che ha arricchito troppo il romanzo, appesantendolo forse un pò troppo nelle discussioni, qui si è invece ripreso molto bene, calibrando ed equilibrando decisamente bene il romanzo con adrenalinica e sana avventura e dialoghi interessanti, ragionamenti fini e intelligentemente enucleati.

Mi piace pensare che il "Cuore Guerriero" citato nel titolo sia non solo quello di Richard - il quale deve affrontare una fatica immensa, un prova dietro l'altra a oltranza, anche in queste ultime battute - ma che sia anche una sorta d'augurio per i tutti lettori che possono - e devono - cercare letture belle e interessanti almeno quanto questa, nelle loro future letture, per essere lettori di spirito, di coraggio, che cercano letture sempre un pò "fuori dal seminato", per cercare la bellezza di una storia, la difficoltà della comprensione della sua ratio ultima ed intima, il mistero dell'irrisolto e del combattuto, della ricerca di sè (che non deve smettere mai) e la lotta per arrivare alla conclusione, mai sicura, ma sempre guadagnata e vinta, con assoluta fiducia e speranza.

E' insomma un bel romanzo, una bella avventura quella che ci regala Goodkind per il suo commiato  da Richard e dai suoi amici/nemici. E' un addio che rimane impresso nel cuore e nella testa di coloro che hanno letto la serie fino a questo momento, da cui non potremmo (nemmeno volendo) rimanere del tutto fuori, ma d'altronde come si farebbe? Come lo si vorrebbe? E' troppo profondo il legame che lega il lettore a questo complesso di sentimenti, di profonde verità, spunti di riflessioni ed anche piccoli insegnamenti (per chi vuole tendere l'orecchio) che si chiama "Legend of the Seeker".

A coloro che non hanno letto questi romanzo consiglio di approciarsi con fiducia e senza aspettativa alcuna, abbandonandosi alla lettura come puro atto di fiducia allo scrittore, e chi invece ha letto tutto, ma proprio tutto di Goodkind non posso che consigliare questo ultimo tassello, immancabile ed imprescindibile alla serie. Grazie Terry per questi meravigliosi anni!

Black Sand Magic - giclee by ©Roy Tabora http://taborastudio.com:



Terry Goodkind è nato a Omaha, Nebraska, nel 1948. Pur soffrendo di una rara forma di dislessia ha svolto i mestieri più disparati e stravaganti, coltivando allo stesso tempo la passione per la pittura, che lo ha portato a inserire alcuni disegni all’interno dei suoi libri. Nel 1983 si è trasferito nel Maine, dove ha iniziato a creare i personaggi e le trame del ciclo fantasy che lo ha reso celebre in tutto il mondo, La Spada della Verità, pubblicato in Italia in esclusiva da Fanucci Editore. Il debutto di Terry Goodkind è stato accolto da uno strepitoso successo, forse senza precedenti nel mondo della narrativa fantasy. Cuore Guerriero è il quarto volume della serie dedicata a Richard e Kahlan, preceduto da La macchina del presagio, Il terzo regno e La fine della profezia. Sempre per Fanucci Editore sono usciti Debito di ossa, La legge dei Nove e La leggenda di Magda Searus.

Di spade e destini è l'intreccio di Goodkind

lunedì 2 maggio 2016


l'ultima versione pubblicata riporta in copertina i volti sei personaggi della serie tv








 ---oOo---
The
Legend
of the 
Seeker
di Terry Goodkind
Composta da:
 11 volumi primo ciclo
4 volumi secondo ciclo
Serie Conclusa 
disponibile
sia in cartaceo che ebook
--o-- 






 
 
 
 
 
Serie "La spada della veritàè cmposta da:
--
o. Debt of Bones - Debito di ossa (racconto pequel)
1. Wizard's First Rule - L'assedio delle tenebre - La profezia del mago
2. Stone of Tears - Il guardiano delle tenebre -  La pietra delle lacrime
3. Blood of the Fold - La stirpe dei fedeli - L'Ordine Imperiale
4. Temple of the Winds - La profezia della luna rossa - Il tempio dei venti
5. Soul of the Fire - L'anima del fuoco
6. Faith of the Fallen - La fratellanza dell'ordine
7. The Pillars of Creation - I pilastri della creazione
8. Naked Empire - L'impero degli indifesi
9. Chainfire - La catena di fuoco
10. Phantom - Fantasma
11. Confessor - Scontro finale
 
*nell'ultima versione i romanzi sono denominati 
semplicemente come Volume n. I, II, III, e così via
 
 
cover originali dei primi romanzi

Considerazioni sul primo ciclo della serie.
Oggi vorrei proporvi la lettura di una serie fantasy che potrebbe interessarvi non solo dal punto di vista delle tematiche, ma anche dal punto di vista puramente intrattenitivo. Sto parlando della serie (suddivisa in due cicli) di Goodkind "La spada della verità".

Essendo uscito l'ultimo titolo del secondo ciclo, pubblicato dalla Fanucci, che pone una pietra tombale sulla serie, mi sono sentita di non poter non dedicare buona parte di questa settimana ad un autore che non solo mi è piaciuto, ma che ho apprezzato, e anche molto, a prescindere dalle critiche che gli sono piovute addosso dai lettori che cercano un fantasy più strutturato, complesso e in un certo senso a volte più crudelmente accanito nei confronti dei suoi personaggi. 
--
Da diversi anni ormai, da quando cioè lo conosco, ho sentito parlare malissimo e benissimo di questa serie e di questo autore. Ho letto tanto incantevoli recensioni che vedevano quanto di più bello e positivo del fantasy, quanto recensioni che ne facevano emergere il becero, il sessita, il lascivo e il truculento.

E' da un pò di tempo, per cui, che mi sto dedicando (purtroppo lentamente) alla lettura di questa serie, - che ricordo essere composta nel primo ciclo di ben undici volumi e, nel secondo, di quattro - la quale mi ha condotto, oltre alla conoscenza di diverse "regole del mago" - una per ogni libro - ad una vasta introspezione psicologica circa i personaggi, a tematiche importanti, su cui non si smette di ragionare solamente durante la lettura del romanzo, a una riflessione circa l' utilizzo delle proprie capacità e di tematiche - molto care a Goodkind - ispirate, ed attinenti, ad autori molto famosi ed importanti nel panorama letterario.

Ma incominciarmo dal principio e soprattutto lasciamo stare la serie tv collegata a questi romanzi, che a mio parere non ha saputo cogliere lo spirito del libro, ha mancato del tutto il personaggio principale e ha reso delle macchiette i comprimari. Per favore non facciamolo, non parliamo della serie tv ispirata dalla serie.

Detto ciò, mi sono avvicinata a Goodkind per caso, in un giorno in cui pioveva e mi sono trovata a spulciare romanzi datati in una libreria che non proponeva altro se non fantasy, genere che già aveva incominciato a scorrermi nelle vene ..
Il Fantasy (e sue ramificazioni) è a mio gusto bello perchè totalmente soggettivo. Si possono leggere mille e mille libri su autori di questo genere che ci vengono consigliati, anche da fedeli amici, ma sarà comunque una sorpresa, perchè il fantasy muta - come vosse vivo - e passa, variando, da soggetto a soggetto.
Ho letto molti autori fantasy, ma l'effetto che hanno fatto su di me, saranno sempre e comunque molto differenti da quello che hanno fatto su altri.  E ogni volta che leggo un autore, questo mi lascia qualcosa di bello o di brutto, mi mostra qualcosa di profondamente diverso, di impossibile, ma nella sua testa profondamente vivido e reale. Ed è una cosa che mi piace moltissimo.

Creando le avventure di Richard Cypher - un ragazzo semplice, profondamente buono fino a rasentare l'ingenuità, che fa la guida forestale, che vive con il padre, che ha pochi amici e un amore immenso per la natura e l'avventura - Goodkind ha voluto mostrarci le implicazioni di una crescita, costituito da un cambiamento profondo, radicale, ma anche interessantissimo, che è quello dell' uomo e della sua realizzazione verso qualcosa di incalcolato, insapettato, attraverso trionfi e sconfitte, di fronte all'ignoto, all'impossibile e soprattutto alla natura degli altri uomini.
Richard, nel suo percorso incontrerà personaggi che saranno la sua forza, ma anche la sua debolezza, personaggi che tenderanno ad ostacolarlo, se non ucciderlo, ma anche persone che lo ameranno incondizionatamente, come Zed (abbreviazione del più esteso e difficile Zeddicus Zu’l Zorander, ex primo mago, ergo potentissimo) e Kahlan Amnell (Depositaria dotata di poteri magici importanti,).

Goodkind, per portarci nel suo mondo, fa due cose:

- attinge alla mitologia norrena, nordica, sino ai druidi, fino alle religioni antiche per ricreare un mondo molto simile al nostro, ma suddiviso e diviso da barriere, da credenze, da religioni, da demoni e da maghi che tentano di riprendersi il dominio di tutto ciò che è governabile e dominabile, meglio se con la magia come giogo per tutti.

- porta nelle sue tematiche filosofie anche molto conosciute e discusse come quella di Ayn Rand e del suo "oggetivismo", che è sicuramente la struttura ideologica portante del romanzo, riportata a più riprese nelle discussioni e nei principi esistenziali e materiali dei protagonisti, soprattutto Richard. Non spaventatevi, le considerazioni in questione sono riportate in modo semplice, accessibile e comprensibile.

- inserisce moltissime contraddizioni, assolutamente volute. Una su tutte? La spada della verità. Molte delle discussioni iniziali, alla base dei dubbi di Richard nell'accettazione dell'essere un salvatore, ed in particolare, un cercatore della verità, sono dovute alla spada, perchè Richard non è un uomo violento, e dover portare la pace e la serenità con il filo di una lama, che pretende morte, è inizialmente inaccettabile. C'è però sempre "la via di fuga", consistente in una sorta di spiegazione soggettiva che viene in aiuto al ragionamento di Richard, grazie a Goodkind, il quale ti fa pensare e ti insinua il dubbio, il quale ti obbliga a ragionare cercando la risposta, soprattutto dentro di te, pur trovando una razionale giustificazione - coerente - in quella data nella narrazione.

Goodkind, nel corso del tempo, ha saputo ispirarmi ragionamenti più importanti e profondi (per cui gli sono molto riconoscente), essi sono stati la scintilla per qualcosa mi si agitava nel profondo senza emergere mai del tutto (no, non era indigestione), venuto a galla grazie a dei passaggi sottili e intelligenti di Goodking, che per me sono stati empatici e utili. Comprendo ovviamente le accuse di buonismo nei confronti dei personaggi, perchè se amate un certo tipo do fantasy, come quello di Martin, di Abercrombie, e altri che si collocano sulla medesima scia, in un modo o nell'altro, non amerete il modo con cui Goodkind gestisce il destino e i fili dei suoi personaggi. Essi certamente subiscono delle torture (interiori ed esteriori), dei patimenti, delle mutilazioni (sentimentali e morali), ma riescono sempre a ripartire da essi come crescita, senza gettarsi in pasto al buio, al malvagio al fato oscuro che l'attende. I personaggi di Goodkind cambiano, crescono e trovano  un'evoluzione, ma non vengono spezzati, questo mai, manca quella privazione drammatica e cruenta che avviene con la perdita di persone che si amano e si perdono violentemente (ci sono morti violente e situazioni molto cupe, ma mai come in altri autori, dove l'atmosfera e da bagno di sangue, da horror).

Goodkind è un uomo fondamentalmente gentile, che vede possibilità al di là della brutalità, che cerca la luce dove regna l'ombra e che non sente come propria la capacità di usare violenza, quella nuda e cruda, contro i suoi personaggi principali. Qualcuno potrebbe definire Goodkind come buonista, come uomo che non ha coraggio nel forzare la trama spingendo oltre il limite i suoi personaggi. Ma non sono d'accordo. Goodkind non è un buonista, in quanto le violenze e le torture mentali e fisiche ci sono e sono presenti in diversi momenti, ma per giustificati motivi, che si comprendono distintamente nella lettura. Goodkind non travalica il limite, con i suoi personaggi, non li pone oltre il loro stremo, fino a renderli altro da quello sono e che possono essere, ma non è vero che non li ponga in situazioni limite. Il primo romanzo lo dimostra, quando Richard incontra per la prima volta le Mord-Sith e ne viene torturato fino a dimenticare una parte di sè.

Quello che ritengo, al di la della trama spiccia, è che secondo me Goodkind è uno scrittore sottovalutato. Non è un autore avvezzo o incline a trame strutturate in modo estremamente complesso, articolare trame su multipli livelli e incastonarvi sopra archi narrativi differenti conditi da mistero, con un numero esautorato di vite da spiegare e meccaniche strane da intavolare. E' un autore empatico, che trasmette esperenza concreta, che vuole trasmettere un'insegnamento, porgere un consiglio a suo modo, e lo fa trasmettendo anche quel senso di bellezza e rispetto per la natura, per l'amore, per i valori e i principi che ogni singolo uomo decide di darsi e di seguire per il proprio codice morale

Secondo la mia visione, da quello che ho potuto leggere di Goodkind la vita è difficile, faticosa, piena di insidie, di trappole e di momenti in cui è facile voler mollare tutto, ma sa essere anche splendida, piene di meraviglie e cose per cui lottare e ho amato quello che ha voluto raccontarmi, anche se non è perfetto, anche se a volte è semplicistico. E'un viaggio che deve essere fatto, che vale la pena compiere. Sempre.

Terry Goodkind è nato a Omaha, Nebraska, nel 1948. Pur soffrendo di una rara forma di dislessia ha svolto i mestieri più disparati e stravaganti, coltivando allo stesso tempo la passione per la pittura, che lo ha portato a inserire alcuni disegni all’interno dei suoi libri. Nel 1983 si è trasferito nel Maine, dove ha iniziato a creare i personaggi e le trame del ciclo fantasy che lo ha reso celebre in tutto il mondo, La Spada della Verità, pubblicato in Italia in esclusiva da Fanucci Editore. Il debutto di Terry Goodkind è stato accolto da uno strepitoso successo, forse senza precedenti nel mondo della narrativa fantasy. Cuore Guerriero è il quarto volume della serie dedicata a Richard e Kahlan, preceduto da La macchina del presagio, Il terzo regno e La fine della profezia. Sempre per Fanucci Editore sono usciti Debito di ossa, La legge dei Nove e La leggenda di Magda Searus.

Recensione: "Il matrimonio degli opposti" di Alice Hoffman

venerdì 29 aprile 2016








---oOo---
Il 
Matrimonio 
degli 
Opposti
di Alice Hoffman
pagine 
prezzo
Neri Pozza  
già disponibile
voto:
★★
--o--








Isola di St Thomas, 1807.
Rachel Pomié ha tutto per essere felice. Ha un padre che ogni sera, rientrato dalle sue navi che esportano zucchero, rum e melassa, le legge le fiabe di Perrault e un’amica del cuore, Jestine, figlia creola della cuoca di famiglia, che la segue ovunque in totale adorazione. Vive, poi, su un’isola definita da Cristoforo Colombo un «Paradiso in terra» per le sue spiagge candide e le sue acque turchesi. Quando, tuttavia, cala la notte e sotto le coperte chiude gli occhi, Rachel sogna di sgusciare via da quell’esistenza e di fuggire a Parigi.
Di Parigi sa tutto. Dalle mappe dei cartografi sa come si snodano i viali delle Tuileries, le banchine della Senna e le vie principali. Dai racconti di suo padre sa che da quella grande città vengono i suoi antenati, dopo aver peregrinato in Spagna e Portogallo, alla ricerca di una terra dove professare l’ebraismo senza essere umiliati, offesi o, persino, uccisi.
Il suo sogno, però, di aggirarsi per le strade della capitale francese, vestita magari come una delle ragazze sbirciate di nascosto sul Journal des dames et des modes della madre, svanisce miseramente il giorno in cui finisce in sposa all’anziano commerciante Isaac Petit. La vita coniugale con monsieur Petit, un vedovo di trent’anni più vecchio di lei, si rivela piena di sacrifici, lutti e delusioni.
Una mattina, appena arrivato da Parigi, compare al suo cospetto il nipote di Petit, Frédéric Pizzarro, un bel giovane coi capelli scuri, il portamento elegante e un francese parigino così nitido da sembrare un altro idioma rispetto al francese creolo dell’isola. Rachel, che ha la lingua più tagliente di tutta St Thomas, non riesce a spiccicare parola, quasi consapevole della fatalità di quell’incontro.
Frédéric Pizzarro sarà, infatti, l’uomo della sua vita, e dal loro amore nascerà Camille, un ragazzino curioso e vivace che andrà a Parigi, si diplomerà all‘École des Beaux-Arts, stringerà amicizia con Paul Cézanne e diventerà Camille Pissarro, uno dei più grandi pittori dell’Ottocento.
The Marriage of Opposites
cover originale


Considerazioni.
Oggi, cari lettori, care lettrici, faccio qualcosa a cui normalmente non sono avvezza: parteggiare in modo pieno ed assoluto con l'autrice di questo romanzo. Perché io amo lo stile, il semplice fluire delle parole che escono dalla penna di questa meravigliosa scrittrice americana. Da quando ho aperto per la prima volta un suo romanzo, tutto è cambiato. Questa recensione, dunque, cari lettori, non potrà che essere è una dichiarazione d'amore per la Hoffman.

Lo so, non si dovrebbe mai del tutto svelare un'inclinazione, una passione, una preferenza, per non influenzarvi troppo nella scelta di un romanzo, in modo tale da lasciarvi trasparire la passione e porgervi un parere oggettivo e semplicemente onesto, ma la verità è che comunque si vedrebbe troppo, si leggerebbe tra le righe di quello che scriverei, perché dunque non dichiararlo subito. Ed ecco che lo faccio, portate pazienza.

Da un po' di tempo la Hoffman non si occupa più prettamente di romanzi puramente fantastici e magici, con qualche linea più di là che di qua del fantastico, ma questo non vuol dire che non porti magia nei suoi romanzi, in varie forme, a volte più palesemente che in altre, ma sempre e comunque presente.
"The Dovekeepers", uno dei suoi ultimi romanzi, per esempio - che tratta la storia di due donne ebree della Giudea  all'epoca della conquista romana, soffermandosi in particolare sull'assedio di Masada - è un romanzo che da noi non è ancora (purtroppo) arrivato (ma di cui è stata trasmessa la miniserie su Rai2, mi sembra, intorno a Natale del 2015) e che ha conquistato il pubblico americano per il mix di eventi reali e quelli immaginifici della Hoffman, che hanno creato qualcosa di assolutamente sorprendente e nuovo. 

Anche in quest'opera la Hoffman ci mette del suo - nel narrare la storia dei genitori di Jacob Abraham Camille Pissarro, noto e indimenticabile pittore impressionista francese, sullo sfondo delle Antille Americane - che anche se non si sostanzia in elementi fantastici puri, qualcosa c'è, si legge, si sente, trasuda ed ovviamente si apprezza.

"Il matrimonio degli opposti" si colloca presso la meravigliosa Charlotte Amalie capitale dell’isola di St. Thomas, ex dominio danese poi, dal 1917, diventato di dominio americano, dove il caldo stringe la vita delle persone come in una morsa di afa, sudore, azioni molto spesso d'impeto, zanzare e notti stellate. In quest'isola delle Antille la vita è lenta, la gente sempre la stessa e tutti sognano di andare lontano, in posti meno umidi, meno caldi e con una vità più intensa di quella che conducono a Charlotte Amalie.

Camille Pissarro’s Two Women Chatting by the Sea, St. Thomas, 1856, shows the island where he spent his early childhood. (Photo: National Gallery of Art)
 

La Hoffman sofferma il suo sguardo su una giovane isolana, una certa Rachel Pomié, la quale pur essendo soddisfatta della propria esistenza - che conduce serenamente, grazie anche al padre, il quale le permette un'esistenza agiata, la ama e la fa sentire amata - sogna sempre il paese dei nonni, in Francia.
La famiglia dei Pomié, infatti, ha radici francesi, ma a causa dell'inquisizione e le persecuzioni, ha dovuto cambiare spesso patria, emigrando prima in Spagna, poi in Portogallo e poi verso il Nuovo Mondo, nell'isola di Saint Thomas, paradiso in terra (e delle tartarughe) anche per lo stesso Cristoforo Colombo.

Rachel, nata nel 1795, è una ragazza bellissima, intelligente e con uno spirito indomito e coraggioso, che è cresciuta libera e selvaggia con il cugino Aaron Rodrigues e l'amica della cuore, figlia della cuoca. Nella piccola isola la piccola Rachel vive come se avesse in mano il mondo, seguendo ritmi naturali e allietandosi dal mare belissimo, dal caldo impossibile e dalla compagnia dei suoi fidati amici e dei libri (ne possiede numerosissimi esemplari, nella vasta biblioteca del padre).

Rachel vive quindi un'infanzia quasi da sogno, che s'interrompe nel momento in cui gli affari del padre incominciano ad avere un declino, al verificarsi del quale l'uomo decide di dare in sposa la figlia ad un certo Isaac Petit, un anziano commerciante ebreo di origini francesi, con quasi trent'anni più di Rachel e già tre figli di cui occuparsi.

Rachel sposa l'uomo, da cui avrà ben tre figli, per poi rimanere vedova qualche anno dopo, per un attacco di vuore di Petit. Ormai vedova, Rachel, vede tutti i beni del marito andare ad un lontano parente del defunto marito, di cui non aveva mai sentito parlare, un certo Frédéric Pizzarro, che giovane e senza esperienza arrivava dalla Francia per ereditare il suo patrimonio e conoscere la donna che amerà per tutta la vita.

Dal momento in cui Frédéric Pizzarro sbarcherà riconoscerà in Rachel il suo destino, e lei, in lui, il suo, e dal loro incontro e dal loro amore nascerà uno dei più grandi pittori impressionisti francesi ...

Camille Pissarro, Self-Portrait, 1873. (Photo: Musée d'Orsay, Paris)
 




La scrittura della Hoffman è cambiata davvero un pò dal registro solito, a cui ero maggiormente avvezza, ma forse è qualcosa da imputare anche alla tematica, che richiede uno stile diverso, più morbido, più fluido e delicato.

Mi è sembrato di tornare a leggere la Allende dei bei tempi, il Marquez dei primi romanzi, dove i colori, i suoni, i gusti e l'incedere del linguaggio saltano fuori dalle parole del romanzo, come se potessi coglierle o assaporarle in prima persona.

Ed è quindi una storia viva, afferabile, comprensibile e immaginabile quella che ci propone la Hoffman, che ci immerge in un'isola dall'acqua turchese, una spiaggia bellissima e una trama dal sapore molto europeo, pieno di colpi di scena e di amore in tutte le sue forme.

Rachel, ovvero il ritratto della crescita di una donna, non sarà nè semplice, nè scontato e la sua formazione è davvero travagliata, ma vissuta con una maturazione incredibilmente dolce, adulta e piena di sentimento, di speranza e di forza. Mi è piaciuta moltissimo la figura che emerge, che salta fuori dal romanzo e che mi è venuta a cercare con la voglia di non morire nelle sabbie del tempo, di essere ricordata per dei motivi giusti, giustificati e ben precisi.

Sono stata stregata un'altra volta dalla Hoffman - che con Rachel ha fatto pieno centro - la quale ha scelto una storia intrisa di emozioni, di mutevoli colori, di tematiche importanti, impossibili da seppellire sotto la sabbia e dimentticare del tutto. Schiavitù, obblighi, società, impocrisie, amore, dovere, interessi, denaro, passioni, dipinti, tempo e attimi inafferabili.

E' un romanzo che non finisce, perchè la sua fine coincide con la nascita di un pittore che rimase impresso nella memoria dei posteri per il suo temperamento anarchico, per la sua necessità di libertà, per la voglia di distinguersi dalla massa, per lo spiegare il suo pensiero attraverso la sua pittura, la sua arte, senza badare troppo ai suoi simili, un pittore che cercava la verità e che risentì profondamente del passato dei suoi genitori, della loro pesonale storia, che ora, grazie alla Hoffman posso dire di conoscere. Grazie Alice, ne è valso il viaggo.





Camille Pissarro is the artist - anyone know the name of the painting, size, location? Amazing!:
Camille Pizzarro

Alice Hoffman è nata a New York nel 1952. È autrice di numerosi romanzi di successo, tra i quali The Museum of Extraordinary Things e The Dovekeepers, entrambi New York Times bestseller. Vive nei pressi di Boston.

Recensione: "Ovunque con te" di Katie McGarry

giovedì 28 aprile 2016









---oOo---
Ovunque 
con 
Te
di Katie McGarry 
pagine 480 circa
prezzo 18€
HarperCollins Editore
già disponibile
voto:
★★★☆☆
--o--








La serie "Thunder Road" è composta da:

1. Tunder Road - Ovunque con te
2. Walk the Edge - prossimamente nel 2016
3. Ancora senza titolo - prossimamente nel 2017
4. Ancora senza titolo - prossimamente nel 2018

cover originale


Emily ha 17 anni ed è felice della propria vita così com'è. Certo, non può negare di essere curiosa riguardo al suo padre biologico, quello che ha preferito unirsi a un club di motociclisti - il Regno del Terrore - piuttosto che essere genitore. 
Quando però una timida visita si trasforma in una lunga vacanza estiva tra parenti che non sapeva di avere, una cosa le è chiara: niente è come sembra. Il club, suo padre, e nemmeno Oz, un ragazzo che ti ipnotizza con i suoi occhi blu e che può aiutarla a capire quella vita. 
Oz desidera una cosa sola: unirsi al Regno del Terrore. Loro sono quelli buoni. Proteggono la gente. Loro sono... una famiglia. Mentre Emily è in città, Oz glielo dimostrerà. 
Così, quando il padre di lei gli chiede di tenerla al sicuro da una banda rivale con un conto da regolare, per Oz è un sogno che diventa realtà. quello che non sa è che Emily potrebbe infrangerlo, quel sogno.

 

Considerazioni.
Non avevo ancora letto nulla della McGarry, di cui avevo sentito parlare benissimo, quindi non appena ho avuto l'occasione di leggere questo romanzo non ho potuto che prendere la palla al balzo e vedere se quest'autrice fosse brava quanto avevo sentito (e letto) per il web.

Questo romanzo, che è anche il primo di una serie che al momento conta quattro romanzi (due dei quali devono ancora essere pubblicati in madre patria, previsti per i prossimi due anni, quindi armatevi santa pazienza per i successivi ...) mi ha attirato a sè soprattutto per la tematica, insolita per un New Adult...

In "Ovunque con te" la McGarry ci porta in Kentucky, e ci narra la storia (inizialmente triste) di Emily.

Emily è una ragazza alla soglia della maggiore età, che vive con la madre e il padre adottivo, il quale l'adora; sebbene sia una ragazza che ha molte paure, Emily ha saputo, come ci dice sin dall'inizio della storia, sdrammatizzarle benissimo e andare avanti nonostante l'assenza del padre biologico, che vede una volta all'anno.
Proprio quest'ultimo sarà alla base di un cambiamento radicale della vita di Emily, che da un giorno all'altro si trova in Kentucky, immersa nella vita di una banda di motociclisti (di cui il padre è il leader) e un ragazzo proprio carino che le farà battere il cuore, di nome Oz.

Emily, infatti, in un'estate particolare, si troverà a dover fare i conti tanto con la vita del padre, che non è proprio quella spaventosa che le ha dipinto la madre, ma non è nemmeno privo di insidie e minacce, nonché vedersela con le sue "radici": la nonna e i misteri che riguardano i suoi natali ...

Non voglio dirvi di più per non rovinarvi la storia, che trova una sua conclusione pur essendo inserita in una serie, di cui è bello scoprire i dettagli man mano che si porta avanti la lettura, in un misto di crescita personale, ricerca della propria identità, felicità, famiglia e i primi amori intensi e assoluti.

Devo dire che la McGarry ha saputo creare un mix piacevole - soprattuto per il pubblico più giovane - tra un'ambiente, come quello motociclistico, dove valgono regole e stili di vita molto distanti da quelli che conosciamo (in America poi i clan motociclistici sono davvero una realtà a parte, forse anche a causa della pericolosità a cui si accompagnano) unitamente alle problematiche giovanili per cui l'autrice è nota.

Io pensavo di trovarmi di fronte ad una storia più adulta, non solo per le scene sensuali - che possono esserci come non esserci, se la storia è buona - ma più che altro perché avendo letto storie vere e/o di finzione (a volte anche molto forti) sull'ambiente dei clan e delle bande dei motociclisti (ovviamente non quelli che si occupano di traffici o operazioni lecite, ovviamente) mi aspettavo qualcosa al limite del pericoloso, che cavalcasse o travalicasse il proibito, dai contorni sfumati, visto il pubblico a cui è rivolto, ma pur sempre avvolto da atmosfere un pò cupe, ecco.
Per cui quando ho iniziato a leggere questa storia mi sembrava che si trattenesse, che non provasse a superare un certo pudore nella trama, astenendosi dall'appartenere ad un genere più specifico (thriller, mistero, ecc... che fosse).
Inoltrandomi nel romanzo e giungendo alla sua conclusione, però, ho compreso che leggendolo in un'ottica più giovanilistica, come romanzo per adolescenti, senza l'aspettative di risvolti di trama particolarmente audaci, o di discesa in un genere specifico, la storia funziona. E convince.

La McGarry narra la storia semplice, ma tribolata a livello di affetti, di Emily e la mette alla prova con le complessità della vita, creando al padre una famiglia che si compone di amici e compagni di vita, e di affari, che hanno un legame persino più stretto di quello familiare, e quindi per la protagonista, potenzialmente più pericoloso, di cui essere gelosa e con cui continuamente confrontarsi.
Non solo, pone Emily di fronte ad un dubbio rispetto alle sue origini e ai rapporti con i parenti del papà, intrecciando il tutto con la possibilità di amare, per la prima volta e con tutto il cuore.
La storia rimane quindi priva della crudeltà visiva a cui siamo abituati, priva di quegli elementi folli che talvolta caratterizzano le vite delle bande che lottano tra loro. E s'intravvede quella luce tipica che solo quando si vedono e si provano certe esperienze per la prima volta, si ha.

Ovviamente la storia romantica è presente, scritta bene, approfondita e fatta crescere con tatto e profondità, per cui, se vi piacciono le storie romantiche, non potete mancarlo.
Certo, ho notato, mancano un po' quei sentimenti assoluti di rabbia, rancore, anche solo un po' di stizza di cui Emily sembra priva nonostante quello che deve affrontare, ma non credo sia parte della natura dell'autrice cedere a queste esternazioni, per cui comprendo ed accetto questa scelta, che nonostante alcune mie personalissime aspettative è una buona lettura, leggera, che riempie il vuoto lasciato dalle letture semplici e profondamente romantiche.

Complessivamente è un romanzo che mi sento di consigliare ad un pubblico giovane, ma leggibile e qualsiasi età per evocare la passione per le cose che si fanno e le persone che si vivono, è una storia perfetta per coloro che vogliono sentire battere il cuore leggendo storie calde e confortevoli come queste, dove i ragazzacci hanno un cuore, amano la famiglia, la banda a cui sono affiliati, ma scelgono sempre l'amore della propria ragazza per compensare il vuoto e il dolore che appartiene sempre un po' loro ...




Katie McGarry ama la musica, i finali felici e i reality show televisivi. E' anche una segreta fan della aquadra di baseball dell'Università del Kentucky. Katie ama ascoltare i suoi lettori, per cui potete contattarla sul suo sito - katielmcgarry.com - e seguirla sui suoi account Twitter o diventando fan della sua pagine Facebook e su Goodreads.


Recensione: "Dopo la Tempesta" di Linda Castillo

mercoledì 27 aprile 2016











---oOo---
Dopo
la Tempesta
di Linda Castillo
pagine 400 circa
prezzo 14.50€
Timecrime
già disponibile
voto:
★★★★
--o-- 









La serie "Kate Burkholder" è composta da:
-- 


01. Sworn to Silence - Costretta al silenzio
02. Pray for Silence - La lunga notte
03. Breaking silence - In un vicolo cieco
04. Gone Missing - Scomparsa
06. Her Last Breath - Il suo ultimo respiro
05. The Dead Will Tell - Tracce dal passato
07. After the Storm - Dopo la Tempesta
08. Among the Wicked - ancora inedito

--
cover originale

Quando un tornado si abbatte su Painters Mill dissotterrando dei resti umani, spetta al capo della polizia Kate Burkholder la responsabilità di effettuare i primi rilievi e comunicare il ritrovamento delle ossa alla famiglia. 
Da subito la vicenda appare più complessa di quanto non sembri: emergono alcuni dettagli inquietanti, indizi che portano a pensare che quella morte non sia stata accidentale. Dietro al macabro rinvenimento si nasconde qualcosa d’indecifrabile, un mistero che risale a molti anni prima e affonda le radici nel cuore della comunità amish cui anche Kate una volta apparteneva: la stessa comunità che ora sembra fare di tutto per proteggere il proprio segreto. 
Nel frattempo, anche la vita privata di Kate è scossa da un evento inaspettato: il suo equilibrio mentale e la fragile relazione tra lei e l’agente John Tomasetti saranno messi a dura prova e subiranno un punto di svolta. 
Perseguitata da un killer efferato quanto evanescente e dai demoni del passato, Kate riuscirà infine a scavare tra le prove di un orrore inimmaginabile e a scoprire una catena di segreti familiari che custodiscono qualcosa di inaspettato e sconvolgente...Un’investigazione serrata, asfissiante. Una storia che indaga nel profondo delle atrocità umane e ne rivela il lato più oscuro.

 Just south of Groom Texas:

Considerazioni.
"Dopo la Tempesta" è il romanzo che chi segue da un pò di tempo la storia di Kate Burkholder, ovvero la protatonista di questa serie, stava aspettando.

Non tanto per il fatto che alcuni risvolti del passato saltano fuori e ritornano a far paura a Kate, quanto piuttosto perchè ci vengono dati degli elementi in più circa il suo rapporto con Tomasetti, cosa che si era vista meno nei romanzi precedenti a questo.

Ovviamente il romanzo non parlerà solamente del risvolto sentimentale di questa dura quanto appassionante eroina nei nostri giorni - scissa non solamente nell'animo, diviso tra due culture e due modi di vivere profondamente diversi (quella inglese e quella amish), ma anche tra una vita che potrebbe essere e le paure che fanno parte del suo passato - ci porterà, come al solito, a sondare il male puro impersonificato da un assassino spietato e crudele.

Painters Mill è infatti scossa dal ritrovamento, a seguito di una tempesta, di resti umani di cui dovrà dare notizia, ai giornali ed alla famiglia il capo della polizia in carica: Kate Burckholder.

Kate, per coloro che non hanno potuto ancora leggere nulla di questa serie di libri, è un donna apparentemente molto forte, quasi fredda, che da quando è poco più di una bambina è abituata a nascondere i suoi sentimenti, a celarli dietro un'apparenza algida e distaccata: sia cercando giustizia facendo il suo mestiere, sia con Tomasetti, con il quale condivide un passato tragico ed infelice, ma un presente interessante e in sintonia (quasi sempre).

In "Dopo la Tempesta" il caso principe, quello delle ossa ritrovate, da subito sembra un caso di ritrovamento accidentale, ma poi emergono particolari inquietanti che conducono Kate a pensare quelle ossa raccontino una storia piuttosto tragica che appartiene a qualche anno prima, alla comunità amish.

Questi ultimi, come sempre, non collaborano con "gli inglesi" e quindi le indagini subiranno rallentamenti e lungaggini impreviste, ma mano a mano la verità troverà il modo di farsi strada e arrivare fino al capo della polizia, determinata più che mai a difenderla. Ma Kate non ha tenuto conto del fatto che il killer potrebbe perseguitarla, volerla morta ...

A tutto questo si aggiungeranno, come vi avevo prannunciato, i problemi personali tra Kate e Tomasetti, che dovranno affrontare un grosso cambiamento nel loro rapporto, che obbligherà Kate ad affrontare una tra le più grosse paure che nella vita temeva di affrontare e che la costringerà a rimettere tutto "in prosepettiva", ma non per questo in negativo.

Devo confessarvi di aver apprezzato moltissimo la scelta della Castillo, per una volta, di prediligere (come preponderanza) le questioni personali a quelle investigative, in quanto c'era proprio la necessità di porre Kate in difficoltà da un punto di vista personale, vederla messa alle strette, non tanto dall'altra persona, Tomasetti, quanto dalla situazione e dalle decisioni che deve assumere psicologicamente e concretamente.

Certo stiamo parlando della Castillo, quindi non aspettatevi una commedia, i toni continuano ad essere prevalentemente cupi, oscuri e introspettivi. In "Dopo la Tempesta" tutto è un confrontarsi - per Kate - con le proprie scelte, il proprio passato e il male che proviene dall'esterno, in questo caso un criminale particolarmente crudele.

Al cardiopalma il finale che incalza senza lasciare scampo, fino all'ultima scena, che sconvolge tutto, lascia un segno dentro tutti, in particolar modo dentro Kate, che sebbene alla fine perde qualcosa, comprende anche motissimo di se stessa, cerca e trova una riappacificazione con il passato e nuova prospettiva con Tomasetti, che è sempre li per lei, sempre li a sostenerla e prenderla per mano.

Se non avete ancora iniziato questa serie, vi consiglio di farlo, se amate il thriller, il mistero, le vicende lineari, ma ben articolate, se volete lggere qualcosa di diverso, che si divida tra la cultura e le regole amish e quelle moderne, in un posto molto lontano da qui ma ai nostri giorni, ecco che la Castillo non vi deluderà. Consigliatissimo.

 


Linda Castillo  è una delle più note autrici statunitensi di thriller. Tradotti in quattordici Paesi, i suoi romanzi sono stati insigniti di numerosi premi, tra i quali il Daphne du Maurier Award of Excellence e l’Holt Medallion; è stata inoltre finalista al prestigioso Rita Award per il miglior esordio. Costretta al silenzio è il primo volume della serie dedicata a Kate Burkholder, a cui hanno fatto seguito La lunga notte (Timecrime, 2012) e Breaking silence (In un vicolo cieco, di prossima pubblicazione). Vive con il marito in Texas.

Recensione: "La Grotta di Cristallo" di Mary Stewart

martedì 26 aprile 2016












---oOo---
La 
Grotta di 
Cristallo
di Mary Stewart 
pagine 442 circa
prezzo 22€
Elliot
già disponibile
voto:
★★★★
--o-- 








"La trilogia di Merlino" è composta da:
--
1.  The Crystal Cave (già pubblicato da Rizzoli) - La grotta di cristallo
2. The Hollow Hills (già pubblicato da Rizzoli) - in attesa di ripubblicazione
3. The Last Enchantment (già pubblicato da Rizzoli) - in attesa di ripubblicazione
4. The Wicked Day - ancora inedito
5. The Prince and the Pilgrim - ancora inedito
--

cover originale
Chi era Merlino?
Il buon mago delle favole dall'occhio gentile e la barba lunga, oppure il chiaroveggente delle antiche leggende bretoni e gallesi, figlio del Diavolo, inquietante e calcolatore, o addirittura un bardo, un pazzo, un saltimbanco che scelse un'esistenza da reietto?
Questa è la storia di una vita tra luci e ombre, nell'Inghilterra del V secolo dopo Cristo, il racconto di un bambino senza padre, sovrastato da poteri che non conosce, di una famiglia in cui regna l'intrigo, di una terra difficile da governare. "La grotta di cristallo" costituisce il primo capitolo di una trilogia dedicata a Merlino, che inizia dal caos provocato dalla caduta dell'Impero di Roma fino all'ascesa al trono di Artù.
Merlin and infant King Arthur By Julek Heller.:


Considerazioni.
Merlino, Merlino, Merlino ...

Quante volte abbiamo sentito parlare di questo personaggio? Quante volte ne abbiamo visto (più che volentieri) una trasposizione cinematografica? Quante volte avremmo voluto avere i suoi poteri, abitare nei suoi tempi e avere il suo nome immortale inciso nella mente di tutti i posteri a venire?

Io ho le mani alzate (entrambe) ...

Ovviamente quando ho sentito parlare di questo romanzo non ho potuto che leggerlo e sono contenta, anzi contentissima, di averlo potuto fare, perché è una lettura di cui altrimenti avrei sentito la mancanza.
Molto, moltissimo, tempo fa ho letto quella meraviglia che fu "Le nebbie di Avalon" e da quel momento in poi devo dire di aver paragonato (anche se solamente un pochino) quel romanzo a tutti quelli che tiravano in ballo tanto Morgana, quanto Re Artù, sino ad arrivare alla figura di Merlino, il grande Mago.

La Stewart è riuscita in parte a disconnettermi da "Le nebbie di Avalon" e a propormi la visione di Merlino sotto una nuova luce, molto interessante, con vicende legate alla Bretagna prima della venute di Re Artù, narrando le vicende di un giovane Merlino, che da piccolo e impacciato infante muove i primi passi nel mondo duro e pericoloso degli uomini, per approdare a conoscenze di livello superiore, quelle magiche.

Il Merlino che conosciamo in "La Grotta di Cristallo" è ormai uomo anziano, che sulla soglia del trapasso pensa a cosa è stato della sua esistenza, delle sue lotte, delle sue vittorie, delle sue sconfitte e in questo ripercorrere il passato si apre il varco sorprendente di un uomo che prima di essere mago, prima di essere immortale e prima di essere una vera e propria leggenda, era soprattutto un uomo. Fallibile fragile uomo.

La Stewart, intrecciando alla storia qualche elemento inventato, crea una vicenda che riporta in vita il V secolo D.C. , quando l'Impero Romano aveva ormai abbandonato la Britannia e lasciato dietro di sé opere strutturali importanti, un ordine e una società molto diversa da quella prima conosciuta. Anche la religione, sebbene contemplasse divinità, era comunque molto diversa e contrastante con il credo dei primi abitanti residenti in quelle terre.

Ecco quindi che sopite, ma non eliminate, piano piano, queste antiche credenze, questi miti a lungo tempo nascosti, tornano ad abitare la Britannia, ma senza una guida precisa e con un certo smarrimento da parte di coloro che cercano un punto fermo, un carattere forte e deciso in cui deporre la loro fiducia.
In questo quadro storico in mutazione e poca certezza, ove s' insinuano credenze, leggende e miti che portano la gente alla confusione, nasce Merlino, nipote illegittimo del Re del Galles.

Merlino cresce con gli ideali e i miti dei suoi avi, seguendo le tradizioni celtiche, con un'eredità importate da parte della madre (la quale gli ha tramandato i poteri degli antichi druidi) e grazie agli insegnamenti del maestro Galapas nella Grotta di Cristallo, impara a gestire le sue doti.
Merlino è un bravo allievo, ma i tempi sono duri e presto conoscerà l'amara vita, che lo condurrà - a causa della morte del nonno e perseguitato dallo zio - schiavo e in prigionia alla conoscenza del padre (nel male, il bene), destinato a unificare la Britannia.

Ambrogio, questo il nome del padre, continuerà ad impartirgli lezioni importanti, come la cultura e il sapere romano, l'ingegno di questi ultimi, i loro complicati studi sulle varie discipline conosciute, andando anche ad arricchire la cultura magica del figlio, fino a renderlo l'uomo intelligente, sagace, interessante, colto e potente che era destinato a divenire sin dal principio e dandogli gli strumenti per renderlo un uomo molto pericoloso. Estremamente pericoloso.

Merlino viene rappresentato dalla Stewart come un uomo che ha sofferto, che è caduto e che si è rialzato, che ha patito, combattuto, amato, ma che è sempre rimasto fedele a se stesso combattendo per quello in cui credeva, certo aiutato non poco dal potente potere dei druidi, ma comunque estremamente intelligente da comprendere come, quando e quanto utilizzarli e capire chi sostenere e chi (e come, e quando) affondare per il bene collettivo del suo paese.

E' una storia che mostra Merlino come l'uomo, Merlino come il mago, ma non sminuendo la sua figura, che rimane pur sempre intrisa di mistero e magnetismo, che ci svela, credibilmente, la sua storia.

La Steward scrive inoltre molto bene e in modo fluido, efficace, soffermandosi su descrizioni e su dialoghi senza eccedere nell'uno e nell'altro, creando così una storia affascinante e appassionante sia per la storia in se stessa, che crediamo di sapere, ma di cui in realtà poco conosciamo e un'avventura imperdibile, ancora una volta, ma sotto un punto di vista intelligente, che vale la pena leggere per come viene raccontato e la passione con cui è narrato dall'autrice, che è evidentemente rimasta molto colpita dal personaggio di Merlino.


Художник Шишкин Андрей Алексеевич:


Mary Florence Elinor Stewart, nasce a Sunderland. Fu docente di letteratura inglese fino al suo matrimonio, avvenuto nel 1945, con Sir Frederick Stewart, preside del dipartimento i geologia della Edinburgh University. Dal romanzo The Moon-Spinners ne venne tratto anche un film. La serie di libri, più tardi definite "Le cronache di Merlino" portò Lady Stewart nella classifica dei bestseller, più volte dagli anni 1960 fino agli anni 1980.