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mercoledì 22 ottobre 2014

Recensione: "Dieci cose da seguire per non farselo sfuggire" di Sarah MacLean.

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Dieci cose 
da Seguire per 
non farselo sfuggire
di Sarah MacLean
Prezzo cartaceo  € 12,00
Ebook € 4,99 
Leggereditore  
già disponibile
voto:
 
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La serie "Love by Numbers" è composta da:
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1. Nine Rules to Break When Romancing a Rake 
 2. Ten Ways to Be Adored When Landing a Lord
- Dieci cose da seguire per non farselo sfuggire
3. Eleven Scandals to Start to Win a Duke’s Heart
- ancora inedito
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Da quando è stato nominato lo scapolo più affascinante di Londra da una popolarissima rivista, Nicholas St. John non ha avuto pace. 
http://2.bp.blogspot.com/-xnWYWU-ho34/VBa5Sd8xr9I/AAAAAAAAMb4/H3h5YYFpVTk/s1600/2dgjinc.jpg
cove originale
Perseguitato senza tregua da ogni zitella in cerca di marito, non vede l’ora di fuggiredalle trappole della mondanità. 
Ma finisce tra le braccia di una delle donne più determinate e deliziose che abbia mai incontrato...

Di famiglia nobile,
Lady Isabel Townsend ha troppi segreti e poco denaro.
 
È abituata a cavarsela da sola, ma dopo la morte del padre si ritrova disorientata e bisognosa di aiuto, con un fratello minore da proteggere e cui badare. 
Lord Nicholas, così peccaminosamente bello e pronto da sposare, si presenta come la sua unica salvezza. 
Ma neanche il migliore dei piani può prevedere le conseguenze che potrebbe avere il più ingestibile degli imprevisti: l’amore!
 
Considerazioni.
Sarà, ma a me, lo stile di Sarah MacLean, piace moltissimo. Ok, non siamo a livello di una Kleypas, a cui basta toccare carta per farmi sognare apertamente e perdermi incredibilmente bene, ma devo dire che ci siamo vicini.

Questa volta assistiamo alla narrazione della vicenda che riguarda il fratello gemello del protagonista maschile (nonchè marchese di Ralston) del primo romanzo, Nicholas St. John. Quest'ultimo, avventuriero e viaggiatore incallito, sempre assistito dal suo fedele accompagnatore di origine turche, Roccia, si trova a dover accettare un incarico affidatogli da un suo vecchio amico (cercare la sorella fuggita) per fuggire perchè assediato dalle pretendenti a causa di un articolo sul giornale "Perle e Pellicce" che lo  incorona come lo scapolo d'oro della stagione.

Nicholas non sa che quell'incarico non solo lo porterà nello sperduto Nord dell'Inghilerra, ma anche a trovare l'amore nella figura di Lady Isabel Townsend, la quale nasconde non pochi segreti e che gli darà non poco filo da torcere.
Arrivati nello Yorkshire Nicholas e Roccia troveranno donne in pericolo, guai da sistemare e due donne, in particolare, da prendere di petto.

La MacLean, come già per il primo romanzo, utilizza un linguaggio semplice, dei personaggi estremamente brillanti nel loro piccolo, creando situazioni divertentissime, dialoghi piacevoli, pungenti e davvero belli da leggere per veder nascere il confronto diretto tra i due protagonisti princiapali che è quello che "spinge" la storia ad essere letta e divorata in un giorno se avete tempo o al più tardi, due.

Certo, sebbene siano utilizzati i ben noti meccanismi dei classici romanzi romantici che almeno una volta nella vita abbiamo potuto leggere, con fraintendimenti, frasi e segreti non detti e tensione dovuta all'attrazione la MacLean riesce a rendere la storia fresca, interessante e soprattuto molto, ma molto appassionante anche a chi ha macinato già moltissimi romance.

Cosa che mi preme sottolineare è come la MacLean pur non cambiando totalmente registro sappia ben declinare le trame e le storie che presenta, ed infati mentre nel primo romanzo, da un lato, la storia verteva si  su un'incontro amoroso e la sua evoluzione, dall'altro ci mostrava anche la persona di Callie, la sua protagonista, che era una donna che non riusciva del tutto ad apprezzare la propria persona, almeno fisicamente e quindi vi è stato tutto uno sforzo di comprensione e accettazione da parte di Callie di se stessa; qui, invece, in "Dieci cose da seguire per non farselo sfuggire" la MacLean ha deciso invece di permettere a Isabel di affrontare ed accettare il proprio passato ed il rapporto altamente destabilizzato e destabilizzante con un padre malato per il gioco d'azzardo e un forte egoismo deformante tutti coloro che gli orbitavano attorno.
 
Ho apprezzato questo filone narrativo, anche perchè ha permesso non solo di "staccare" totalmente dal primo romanzo, non rimanendo quasi nulla, se non Nicholas, del romanzo precedente, e poi anche perchè ha affrontatto leggerissimamente temi come la ricerca della propria persona e della propria famiglia, facendone un romanzo toccante in certi momenti.

La cosa che mi ha colpito maggiormente, dunque, non è stata tanto l'ambietazione, seppur molto carina e in un certo senso confortevole, e neppura la storia in se stessa, che verso la fine sfuma un pò troppo frettolosamente verso al fine (anche se ovviamente è arrivata graditissima), ma qui, sono stati i personaggi a fare breccia e farsi posto nel  mia gradevolezza. Si perchè sia Nicholas che Isabel sono personaggi che sono ben caratterizzati, spogliati man mano di quello che conoscevamo essere il loro carattere e fatti emergere per quello che vogliono e quello che insieme possono divenire. 
Entrambi, alla fine del romanzo, lasciano una propria impronta senza sparire nell'anonimato, perchè regalano una bella storia, forse improbabile, in alcuni tratti un pò forzata, ma nel complesso decisamente spassosa e fascinosa.




Sarah MacLean è cresciuta nel Rhode Island, letteralmente ossessionata dai romance storici e convinta di essere nata nell’epoca sbagliata. Il suo amore per la storia l’ha portata prima a laurearsi a Harvard e poi a prendere finalmente in mano una penna e scrivere il suo primo romanzo. Vive a New York con il marito, i loro cani e un’impressionante collezione di romanzi rosa. Nove regole da ignorare per farlo innamorare è il primo volume della serie Love Num

martedì 21 ottobre 2014

Interrvista Esclusiva a Cristina Caboni!!

 
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Il sentiero
dei profumi

di Cristina Caboni
Prezzo 14.90 €
Pagine 400
Garzanti
già disponibile
voto:

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Il profumo è il sentiero. 
Percorrerlo significa trovare la propria anima. Elena non si fida di nessuno. Ha perso ogni certezza e non crede più nell’amore. Solo quando crea i suoi profumi riesce ad allontanare tutte le insicurezze. Solo avvolta dalle essenze dei fiori, dei legni e delle spezie sa come sconfiggere le sue paure. I profumi sono il suo sentiero verso il cuore delle persone. Parlano dei pensieri più profondi, delle speranze più nascoste: l’iris regala fiducia, la mimosa dona la felicità, la vaniglia protegge, la ginestra aiuta a non darsi per vinti mai. Ed Elena da sempre ha imparato a essere forte. Dal giorno in cui la madre se n’è andata via, abbandonandola quando era solo una ragazzina in cerca di affetto e carezze. 
Da allora ha potuto contare solo su se stessa. 
Da allora ha chiuso le porte delle sue emozioni. 
Adesso, che ha ventisei anni, il destino continua a metterla alla prova, ma il suo dono speciale le indica la strada da seguire. Una strada che la porta a Parigi, la capitale del profumo, dove le fragranze si preparano ancora secondo un’arte antica. Le sue creazioni in poco tempo conquistano tutti. Elena ha un modo unico di capire ed esaudire i desideri: è in grado di realizzare il profumo giusto per riconquistare un amore perduto, per superare la timidezza, per ritrovare la serenità. Ma non è ancora riuscita a creare l’essenza per fare pace con il suo passato, per avere il coraggio di perdonare. C’è un’unica persona che ha la chiave per entrare nelle pieghe della sua anima e guarire le sue ferite: Cail. Cail che conosce la fragilità di un fiore e sa come proteggerlo e amarlo. Perché anche il seme più acerbo, quando il sole arriva a riscaldarlo, trova la forza di sbocciare. 
Il sentiero dei profumi è un debutto italiano che è già un fenomeno editoriale internazionale. Conteso in patria dagli editori, è stato venduto in tutta Europa. Cristina Caboni è un’autrice che conquista ed emoziona, che commuove e stupisce. E lo fa con una storia indimenticabile sulle insicurezze dell’animo umano e sul coraggio per affrontarle. Sulle cicatrici del passato che solo l’amore più profondo può rimarginare.


 


 Potete leggere la mia recensione del romanzo, qui :



---o- L'intervista -o---


1 - Ciao Cristina, grazie per essere qui! Potresti descrivere la trama de "Il sentiero dei profumi" ai lettori del Bostonian Library come l'hai immaginata tu al momento della stesura?

Ciao Marta, grazie mille per avermi invitata! Quando ho cominciato a scrivere il romanzo conoscevo Elena Rossini, il suo passato, la sua immensa abilità. Sapevo quale sarebbe stato il suo percorso, che sarebbe partita da Firenze per raggiungere Parigi. Ma ignoravo molte cose. I personaggi hanno cominciato a raccontarmi le loro storie mentre accadevano alcuni fatti. È stato sorprendente, è stato magico.

2 - Questo romanzo, si sente, è nato da una passione viscerale per i fiori. Ma c'è stata una situazione, un profumo, una persona in particolare che ha fatto prendere forma al romanzo?

Più che altro è stata la consapevolezza che il profumo era un linguaggio, e io lo volevo dire a tutti. È stato mio marito a farmelo notare. In seguito una serata trascorsa all’interno della bellissima profumeria di Santa Maria Novella a Firenze, ha fatto il resto, dandomi l’esatta percezione di come sarebbe stato il laboratorio dove la piccola Elena veniva istruita, e dove Lucia cercava il suo profumo perfetto.

3 - Elena Rossini è la protagonista di questo romanzo, una donna che agisce mossa dalle sensazioni, dal sentimento, dal riflesso di quello che la inducono in parte a essere le sue passioni, anche i profumi, più che dalla ragione. La scelta di un personaggio che agisce quasi esclusivamente "di pancia" è nato per essere l'incarnazione di quello che è, in fondo, l'essenza dei profumi, o è evoluta e cresciuta man mano autonomamente?

Elena ha trascorso anni a dare retta esclusivamente alla sua parte razionale, trascurando tutto il resto. Quando ha perso tutto, ha capito che la felicità viene dal cuore e dall’equilibrio tra le due cose. Negare le proprie aspirazioni, limitare o distruggere i propri sogni in nome di qualcosa che crediamo potrebbe piacerci, non è mai una buona idea.

4 - "Il sentiero dei profumi" è un romanzo, oltre che sull'amore, sul superamento e affrancamento del passato, che torna sempre alla mente a contatto con il profumo che lo evoca. Esiste, secondo te, un rapporto tra profumo e futuro, in senso di novità, anticipazione?

Stare bene anche grazie al profumo che indossiamo ci aiuta a fare chiarezza in noi, in quelli che sono i nostri obbiettivi. Per me questo può condizionare e favorire il nostro futuro: un approccio positivo, e la ricerca di una soluzione che tenga conto delle nostre stesse esigenze.

5 - Giusto per togliermi una curiosità, esiste davvero un uomo come Cail (chi ha letto il romanzo capirà)?

Nella mia immaginazione esiste. Ti assicuro!

6 - Perché hai scelto proprio Parigi come città dove ambientare il romanzo e non, ad esempio, la Provenza o Grasse (città famosa per i profumi)?

Perché Monique, l’amica di Elena, lavorava a Parigi, e al Marais possedeva una piccola casa che le avrebbe prestato molto volentieri. Spesso non ci sono motivazioni che spingono la trama verso una direzione, o verso l’altra. Io mi limito a vedere, ad ascoltare. E poi scrivo. Certe volte mi prendo certi spaventi!

7 - Se dovessi conferire un profumo al romanzo, quale sarebbe?

Il sentiero dei profumi possiede ben tre fragranze create appositamente per lui. In tutti è la rosa l’ingrediente comune. Certo, diversa per ognuno, e in combinazioni sempre differenti, ma sempre lei, la regina.

8 - Se dovessi invece associare un profumo a ogni personaggio principale, quale sarebbe?

Per scoprirlo dovete leggere il romanzo.

9 - Hai già in mente un nuovo progetto? Se si, i profumi ne faranno ancora parte o approderai a qualcosa di totalmente differente?

Sto completando la prima stesura di un nuovo romanzo. Parlerà di altro. I profumi chissà… devo confessarti che molti lettori mi hanno chiesto di scrivere un seguito de il sentiero dei profumi. Se mai lo dovessi fare tuttavia, so già che sarà Monique a prendermi per mano, questa volta. Magari mi racconterà cosa le è accaduto quando si è trasferita a New York…

 

Cristina Caboni vive in provincia di Cagliari con suo marito e i loro tre figli. Oltre a dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, lavora per l’azienda apistica di famiglia. Un’altra sua grande passione sono le rose, delle quali coltiva una grande varietà di specie. Il mondo dei profumi e delle essenze naturali la accompagna da lungo tempo, e il suo primo romanzo Il sentiero dei profumi vuole essere un omaggio a quanto di più affascinante si cela dietro un odore

lunedì 20 ottobre 2014

Recensione: "La Regina Vittoria" di Lytton Strachey


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La Regina
Vittoria
di Lytton Strachey
pagine 250  circa
prezzo 18.50€
cartaceo/eboork
Castelvecchi
già disponibile
voto:
 
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Il regno di Vittoria coincise con il massimo splendore dell’Impero Britannico, gli anni della Rivoluzione Industriale e della Grande Esposizione. 
cover originale
Un’epoca attraversata da profondi cambiamenti, ma al tempo stesso segnata dal ritorno di una morale rigida, di cui la famiglia reale inglese era l’esempio e l’emblema. 
In questo libro Lytton Strachey ricostruisce la vita della sovrana, dagli entusiasmi e turbamenti dell’adolescenza, alle tenerezze della vita coniugale, al dolore sordo della vedovanza. Senza sentimentalismi, ma con occhio benevolo, l’autore descrive con garbata ironia le virtù e debolezze di una donna. 
Intorno alla regina ruotano i protagonisti della politica della nazione: l’amato principe Alberto, William Gladstone, Benjamin Disraeli, Henry John Palmerstone e John Russell. 
Scritto nel 1921, La regina Vittoria ha segnato una svolta nel genere biografico ed è valso a Strachey il premio letterario James Tait Black Memorial.
un altro romanzo interessante del medesimo autore
 
* Le immagini sono tratte dal film "Young Victoria"

Considerazioni.
Avevo già letto e recensito un'opera di Strachey, il quale non solo mi aveva edotto circa il rapporto tra la Regina Elisabetta I e il Conte di Essex (di cui potete trovare recensione qui: http://bostonianlibrary.blogspot.it/2014/05/recensione-elisabetta-e-il-conte-di.html), ma anche divertito e incuriosito moltissimo con la sua fluente capacità di ghermire anche un flebile interesse e farlo divenire divertimento e bisogno allo stato puro. Educando, in aggiunta.

memoriale dedicato alla Regina Vittoria

Lo stile di questo autore è quello che fa la differenza rispetto a qualunque altra opera storica che troverete in circolazione, e che tendenzialmente farà della vita di un personaggio storico una ricostruzione davvero arguta, ironica, reale, interessante, ma soprattutto appassionante. Strachey  vi farà amare quella storia che a scuola vi faceva prendere spesso e volentieri sonnolenza e torpore e la renderà qualcosa su cui riflettere piacevolmente.

 

A mio parere, infatti, è davvero molto difficile trovare - almeno di quanto è stato in passato - una lettura che narri la storia come qualcosa che possa serbare non tanto il fascino, che di alcune epoche in particolar modo rimangono intatte, quanto piuttosto un'appassionante racconto che possa affascinare, ed in qualche modo rapire. 

Strachey riesce in questo, ammantando con un tono da rassicurante narratore di fiabe una realtà a volte complicata e dura come quella dei regnanti. Non solo, quello che mi piace immensamente in questo bravissimo narratore, è il fatto che trovi sempre genio e modo di inserire delle considerazioni pungenti, introducendo quella tipica e piacevolissima ironia inglese che appartiene all'irriverenza dei posteri, e congiuntamente alla sua follia stranamente empatica, renda questo un libro estramente ricco di elementi e indispensabile per la comprensione delle persone e dei personaggi di cui si impone scrittore, narratore, criticco e saggista (quale era d'altronde).

E' una biografia notevolissima, soprattutto se pensiamo che riesce a far imprimere nella mente del lettore la storia di una grandissima regnante e un'interessantissima donna come la Regina Vittoria, con alle spalle 82 anni di vita e quasi 64 di regno e che diede il nome addirittura ad un'epoca. Non so se mi spiego...

Sapendo di narrare una storia così impregnata di eventi a livello politico, sociale e umano, Strachey ha suddiviso la narrazione in periodi che vengono incardinati sulla vita di Queen Victoria e man mano le persone - insieme a eventi e quant'altro - che in quel periodo hanno arrichito e lasciato un'impronta nella sua esistenza: da Lord Melbourne al Principe Alberto, da Lord Palmerston a Gladstone e Disraeli.

Ovviamente gran parte della vita personale della Regina corrisponderà all'interfacciarsi con il principe consorte, che Strachey fa emergere in modo convincemente genuino e interessante, vedendolo come un uomo intelligente, arguto, estremamente ironico, che pur vivendo una vita a fianco di una donna che deve mettere in primo posto il Regno piuttosto che sua marito, vive necessatiamente nell'ombra, ma che lo accetta e si lascia mettere a lato pur conservando un posto insindacalmente di valore nella vita della regnante, anche dopo la morte precoce. 

"Sono molto felice e contento, ma le difficoltà maggiori che attentano alla mia dignità si concentrano nel farmi sentire solo un marito e non un vero e proprio padrone di casa." Alberto a William von Lowenstein, maggio 1840, citato in Hobhouse.

Devo anche dire che ho apprezzato moltissimo la descrizione di personaggi molto poco ortodossi, che entrarono nella grazie della Regina, come John Brown, figura alla quale sono collegati diversi eventi e situazioni alquanto particolari e non prive di una certa ironia.

Insomma, è un libro che consiglio a tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza di personaggi storici molto importanti, ma da angolazioni privilegiate, attente, che colgano dettagli curiosi, peculiari, che tridimensionalizzino i personaggi, che umanizzandoli li avvicinino per comprendere meglio le situazioni e i fatti che sono accaduti, come in questo caso.
Lo propongo a tutti coloro di voi che vogliono la proposizione della storia in un altro modo, più fresco, rispetto al classico modo che prevede lo snocciolarsi degli eventi, situazioni, date, ecc... e preferiscono una poco ortdotossa lettura di quanto è il nostro passato tutto - dalla quale emerga un personaggio per quello che era e quello che non era, dai suoi affetti, i suoi modi - con considerazioni argute, ma che nel complesso sia efficacie ed efficiente allo scopo: rappresentare con garbo, eleganza, intelligenza e un pizzico di divertimento dato in un certo senso dalla dissacrazione, di cui Strachey era assoluto maestro.








Lytton Strachey (Londra, 1880-1932) Scrittore, critico letterario e saggista britannico, membro del circolo di Bloomsbury a fianco di John Maynard Keynes e Virginia Woolf, è celebre soprattutto per aver dato avvio a una nuova forma di biografia in cui l’intuizione psicologica e l’empatia sono combinate con arguzia e irriverenza. Di Lytton Strachey, Castelvecchi ha recentemente pubblicato Elisabetta e il conte di Essex, Voltaire, Eminenti Vittoriani e La Regina Vittoria.

sabato 18 ottobre 2014

Recensione in breve: "Macerie" di Claudio Piras Moreno






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Macerie
di Claudio Piras Moreno
pagine 200 circa
prezzo cartaceo 5.95€
ebook 3.99€
VandA.epublishing 
già disponibile
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Durante un’alluvione una frana distrugge il paese di Antro e con esso svanisce ogni possibilità per Pietro di ricordare il proprio passato. Mentre tra le macerie ancora si scava, i sogni lo tormentano e lo guidano. Egli allora torna ad Antro e vi trova un ultimo superstite: Antòni. Se lo porta a casa, convinto che costui possa rendergli il passato, ricomponendo la sua storia e quella del paese. Si succedono i racconti “delle genti” ormai scomparse. Storie drammatiche e poetiche, difficili da credere, perché non tutto corrisponde a quanto i superstiti rammentano. Chi è allora Antòni? Mente dunque quando dice di parlare con i fantasmi di Antro? Difficile dirlo, ma pian piano le sue parole paiono indicare una via di redenzione per un’umanità colpevole e innocente insieme.
Considerazioni.
E' una romanzo che verte fondamentalmente sulla ricostruzione. Come persone e delle cose che ci vorticano attorno. 
Come dice il titolo, infatti, è proprio dalla Macerie di un paese, di nome Antro, che prende avvio la storia drammatica di un paese che a seguito di una alluvione scompare e lascia un unico sopravvissuto, Antoni. 
Quest'ultimo, ultimo superstite, è accolto in casa da un giornalista, Pietro, il quale sebbene lo salvi dalle macerie sette giorni dopo la tragedia, ha anche uno scopo per volere Antoni in casa sua; scopo legato a un sogno e che non trova del tutto concorde la moglie di Pietro, Bernardina, la quale diffida e si spaura della presenza dell'uomo taciturno che il marito ha salvato, ma che accetta affidandosi a quest'ultimo.
Man mano che la storia procede Antoni incomincerà a raccontare non solo della sua storia, ma di una molteplicità di storie, ed a parlare degli eventi di cui è testimone, ma non tutto quello che dirà sarà un ricordo, nè propriamente di qualche rassicurazione per coloro che lo stanno ospitando. Perchè la memoria del paese e degli abitanti morti che lo abitavano, non è priva di ombre e colpe, che emergono con la narrazione di Antoni.
Non mi ha fatto impazzire come romanzo, ma non mi è dispiaciuto. Non che non abbia compreso ed apprezzato i temi che sono stati narrati, che oltre ad essere molti, variegati ed interessanti, ho trovato ben inseriti. Si parla infatti di ricordi, memorie, catastrofi ambietali, amore, abbandono, perdita ... temi su cui è bene pensare e oltremodo attuali, parla di morte, di vita, di rinascita, di ricostruzione, e via discorrendo.
Tuttavia, a mio parere, il romanzo ha un ritmo molto, troppo lento, soprattutto in certi punti la storia  acquista lentezza, aggravata dalla scelta stilistica che si incardina sulla profonda cupezza, quasi soffocante, e tutto appare come al rallentatore, quasi si fosse immersi in una vasca d'acqua che porta ad una catarsi oggettiva, più che soggettiva.

Il ruolo ed il valore della memoria esce benissimo da questo romanzo, con i suoi lati oscuri, le sue pecche e le sue conseguenze, tuttavia, pur essendo un momento importante di riflessione, poteva in un certo senso essere sgravato da questa sorta di drammaticità. 
La scelta di impastare la colpa alla memoria è secondo un valido elemento, che ho apprezzato davvero, ma come vi ho premesso e confermato, poteva essere reso decisamente meglio, anche perchè è un romanzo complessivamente buono.
  
Claudio Piras Moreno nato a Lanusei nel 1976, è attore, poeta e scrittore. Ha svolto i lavori più disparati. Attualmente collabora con la compagnia teatrale La Nuova Complesso Camerata di Bruno Venturi e Oreste Braghieri, e con la regista Pierangela Calzone.
Ha pubblicato Il crepuscolo dei gargoyle (novembre 2011 fantasy scritto però a sedici anni), Il Signore dei sogni (luglio 2011 romanzo filosofico), Mare di ombre (giugno 2013 raccolta di poesie) e L’icore umano (novembre 2012 racconti), il racconto che dà il titolo a quest’ultima raccolta ha vinto il secondo premio nel concorso “Lettere in aria” (2011). L’autore ha inoltre ricevuto menzioni speciali ed è stato pubblicato in antologie di poeti contemporanei. Nutre un forte interesse per la letteratura, la filosofia e l’economia. Per anni ha praticato karate e trekking.

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