Recensione: "Odio" di Andrea Ferrari

mercoledì 28 settembre 2016









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Odio
di Andrea Ferrari
Pagine 90
Prezzo 11€
96 rue de la fontaine edizioni
già disponibile
voto:
★★★☆☆
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    Andrea sembra incominciare senza particolari intoppi la sua vita.  

    Tra avventure sentimentali e qualche incontro fuori dalle righe, troverà già in giovane età la donna della sua vita. 
    In seguito, però, tutto andrà per il peggio e tra fughe dall'Italia, lavori mal pagati e ricoveri in strutture psichiatriche, dovrà affrontare la desolazione che attanaglia chiunque approcci questo mondo.

    Considerazioni.
    Oggi vorrei presentarvi una storia un po' particolare che mi ha attirato soprattutto per il suo ispirarsi a quanto era lo spirito di Charles Bukowski e di Welsh.

    Ed infatti sin da subito ho respirato l'aria di provocazione, di cercare lo stupore, di trovare il modo di arrivare in modo diretto, anche scandalizzando, al lettore, che si trova a leggere una storia che sin da subito al suo centro un uomo con un'ossessione molto presente, ovvero il sesso.

    Andrea, il protagonista di questa storia, è un ragazzo timido - o perlomeno così ci viene introdotto - riservato e ripiegato su se stesso, talmente introverso da essere perfino affetto da balbuzia. Andrea ha inoltre pochissimi amici e forse a causa del suo passato di maltrattamenti in famiglia si trova a non voler parlare o vivere l'affetto in modo normale, o quanto meno naturale e disinvolto. Proprio per queste ragioni vediamo Andrea vivere il sentimento, il contatto fisico, la passione e il sesso in modo assoluto, totalizzante, come un'ossessione da consumare fino a consumarsi e bruciare con essa, fino a scomparire nella passione stessa e dimenticare chi è da dove viene.

    Ferrari usa un linguaggio tagliente, crudo, diretto, privo di ogni sorta di orpelli che possano mascherare un'intenzione diversa. Quello che l'autore dice è quello che vuole intendere, è davvero difficile leggere fraintendimento o doppi sensi in questo stile, difficile molto spesso da portare avanti proprio per il linguaggio, se non si è affini allo stile.

    Ferrari taglia con le parole, squarta quella rabbia da cui si sente avvolto, dall'incapacità di essere, di divenire, dall'impossibilità di essere diverso per il passato che ha dovuto affrontare e che non si sente capace di sopportare fino in fondo per motivi che non intende approfondire, ma solo allontanare obnubilandosi la mente con quanto è più vicino all'esplodere, ovvero con il sesso irruento, vuoto e puramente fisico.

    Ovviamente nel procedere del romanzo alcune cose andranno, volenti o nolenti, affrontate. Molte cose Ferrari non le spiega (come ad esempio del perchè e del per come dei suoi maltrattamenti passati) volutamente,  altre invece vengono a galla e ci vengono introdotti in un'atmosfera comunque non ben definita, come se Andrea dovesse comunque rimanere "misterioso" ai nostri occhi. Ma d'altronde ce lo aveva anticipato nella frase scelta per introdurre il romanzo:
    "In ogni cosa c’è un lato inesplorato,
        perché siamo abituati a servirci degli occhi
        soltanto con il ricordo di ciò
        che è stato pensato prima di noi
        su quello che ora guardiamo.
        La minima cosa contiene un punto d’ignoto."
                                                         - Gustave Flaubert

    E poi proprio quanto speriamo di vedere una risoluzione per Andrea, ecco che l'autore ce lo colloca in un'ospedale psichiatrico, dove il protagonista crolla e declina in una spirale drammatica di autodistruzione che inizia e finisce nell'odio (che poi da il nome al romanzo). Ci sono rimansta un po' male, non mi vergogno a dirlo, ma la storia è, fondamentalmente, una storia di declino, di deriva di se stessi, delle proprie capacità, del proprio essere e di incapacità di affrontare il proprio passato. Non doveva stupirmi così tanto, in fondo, però il disastro è così grande e così profondo che non è possibile rimanere del tutto indifferenti ...

    Quello che rimane, al fondo di questo libro, il sentimento che si raschia dalla prima all'ultima pagina è proprio l'odio, il vero ed assoluto protagonista di questa storia, che brucia tutto, senza lasciare superstiti ...

    Complessivamente ho odiato e apprezzato quanto l'autore ha voluto comunicare con questa storia. Da un lato ho odiato questo romanzo perchè non ce la facevo più a reggere tutto quel sesso, questa ossessione che si sfoga quotidianamente e meccanicamente, rendendo il protagonista più un malato compulsivo che un vero e proprio individuo e rendendo vano e vuoto ogni riferimento a Bukowski e Welsh o Miller; ho invece apprezzato la scrittura di Ferrari, il messaggio del romanzo, non tanto per la storia, che non mi ha toccato più di tanto, nè ha lasciato qualcosa in particolare da ricordare, quanto per il sentimento di vuoto, di rabbia oscura e buia, di cieca ossessione che satura tutto il romanzo riempiendo ogni singolo millimetro.






    Andrea Ferrari nella vita ha lavorato come disegnatore, operaio generico e magazziniere. Ha cominciato a dedicarsi alla scrittura nel lontano 2007 ma il primo romanzo risale a tre anni fa. Solamente nel 2016 ha raggiunto la pubblicazione. Tra i suoi scrittori preferiti vi sono Irvine Welsh e Charles Bukowski.

    Recensione: "Calamity" di Brandon Sanderson

    martedì 27 settembre 2016

     






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    Calamity
    di Brandon Sanderson
    pagine 432
    prezzo 16.00€
    Ebook 4.99€
     Fanucci
    già disponibile

    voto:
    ★★★★
    --o--












    La serie "Reckoners" è composta da:
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    1. Steelheart - Steelheart
     1.5. Mitosis - novella inedita in Italia
    2. Firefight - Firefight
    3. Calamity - Calamity

     
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    Voto alla serie:
      ★★★★
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    Tutto ebbe inizio quando Calamity, l’ardente stella rossa, illuminò il cielo, dando inizio all’era dominata dagli Epici.
    Il destino di David Charleston è stato legato alla loro malvagità fin da quella storica notte. Steelheart ha ucciso suo padre, Firefight ha segnato per sempre la sua vita.
    Ora non restano che i nemici che abitano Ildithia, la città di sale, il luogo in cui risiedono tutte le risposte e dove avrà inizio la battaglia finale contro gli oppressori. Perché David e i suoi Eliminatori sono sempre più vicini a carpire il segreto che gli Epici si ostinano a celare, così come i loro punti deboli. Una battaglia impari, in cui ogni cosa è messa a repentaglio.
    Ma quando tutto sembra ormai perduto, uno spiraglio di salvezza illumina il destino degli Eliminatori. La fine non è ancora giunta, e David è abbastanza coraggioso e folle da affrontare faccia a faccia il più potente degli Epici e ristabilire per sempre il giusto corso degli eventi.
    O perire.
    Il terzo e conclusivo capitolo di una saga irripetibile, l’epopea di una genia di eletti votati all’estremo sacrificio, mossi da un invincibile anelito di libertà.


     All the best heroes are ordinary people, who make themselves extraordinary - Gerard Way. So much love for this man <3:


    Considerazioni.
    Sembra impossibile. Davvero mi sembra impossibile:

    a) di essere arrivata già al terzo volume di questa serie, Reckoner;
    b) di vedere la fine di una delle serie creata da Sanderson.
     
    Come i due romanzi precedenti
    "Calamity" è incalzante, interessante, accattivante, farcito di tematiche diverse e intrigantissime, senza contare il coinvolgimento a cui conduce, davvero incredibile.
    "Calamity" riprende nell'esatto momento in cui finisce "Firefight", ovver il secondo romanzo della trilogia, e ci mostra si da subito come i Reckoner supersisti, guidati da David, piangano i membri perduti cercando di impedire che un pericolo più grande e atroce li sconfigga del tutto e cambi le carte in tavole del epico che abbiamo imparato a conoscere nei romanzi precenti.

    Senza scendere in dettagli che vi direbbero davvero troppo su come Sanderson, almeno per il momento, abbia deciso di concludere questa serie, vi posso dire che come sempre è stato geniale nel chiudere le linee narrative principali (in modo tale da scongiurare una rivolta dei fan di questo bravissimo autore) ma anche anche altrettanto intelligente da lasciare qualcosa di non detto non chiudendo alcune porte per le spiegazioni e linee narrative che potrebbero dipanarsi in futuro, qualora volesse rimettere mano a questa serie molto interessante. 

    In
    "Calamity" tutto è decisamente incalzante, dalla velocità della narrazione, al bisogno di dare una conclusione alla storia, sino alla necessità di portare al culmine la crescita personale dei personaggi che fino ad ora sono stati coinvolti nella storia. E' percepebile sin dall'inizio l'intenzione di Sanderson di dare una degna conclusione alla serie, cosa che ho apprezzato moltissimo perchè scrivendo più serie in contemoporanea poteva liquidare i Reckoner a fine misera e sempliciotta per occuparsi di serie più famose e amate. Ma Sanderson, da scrittore intelligente e sensibile è stato davvero carino a fare di "Calamity" una perla, al pari, se non migliore, di "Steelheart" che mi era piaciuto moltissimo.

    La serie di Reckoner, nata in un momento di "blocco dello scrittore" si è presto fatta amare moltissimo, per molte ragioni. La prima è stata quella di raccontare di un mondo di eroi (grazie alla presenza della stella Calamity, che dono agli uomini dei poteri straordinari) che si devono destreggiare tra invidie, accettazione dei poteri e gestione dei medesimi, in un contesto futuristico interessante, in città che una volta corrispondevano quelle che conosciamo oggi (nel primo romanzo era Newcago - ex Chicago - nel secondo romanzo Babilor - ex New York - e nel terzo Ildithia - ex Atlanta) ma è stato soprattutto il personaggio di David ad entrare nei nostri cuori, con la sua voglia di vendetta e di riscatto, con la voglia di combattera la prigione di paura che serpeggia tra la popolazione, la debolezza e la rabbia che li tiene imprigionati e li vede contrapposti alla voglia di potere e di controllo di coloro che li tengono in pugno.
    Sanderson ha creato una storia che è pregna di paura, di morte, di tragedia, di epica lotta contro i valori assoluti che assoggettano le persone al volere delle altre persone. E' una rivisitazione del mito dei superoi che ho amato moltissimo per il fatto di aver destrutturato questo mito e lo ha visto mettere al centro non tanto i poteri, ma la natura umana che alberga in coloro che devono destreggiare questi poteri, che ho trovato questa scelta non solo azzeccata, ma ben elaborata, appassionante e semplicemente bellissima da leggere nel conteste e nelle forme donategli da questo autore.

    E' una serie che mi sento di consigliare a tutti, ma in special modo ai neofiti di Sanderson, che con questa opera possono incominciare ad apprezzare questo autore con un'opera con un inizio e una fine, compendendo quanto profondo e interessante possa rivelarsi il fantasy.

     A Hero Is Just Someone Who Is Brave Inspirational by AuraBowman:
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    Brandon Sanderson è nato a Lincoln, Nebraska, nel 1975. Ha esordito come scrittore con il grande successo di Elantris (Fanucci, 2013), e con i successivi lavori ha scalato le più importanti classifiche di vendita, tanto da essere annoverato tra i maestri della narrativa fantasy contemporanea. Per Fanucci Editore ha pubblicato anche Il ritmatista e Il Conciliatore, la serie dei Mistborn – composta dai romanzi L’Ultimo Impero, Il Pozzo dell’Ascensione, Il Campione delle Ere e La legge delle Lande, i primi due volumi del ciclo Le Cronache della Folgoluce – La Via dei re e Parole di luce, i volumiSteelheart, Firefight e Calamity della serie Gli eliminatori. Inoltre, basandosi sugli appunti lasciati da Robert Jordan, Brandon Sanderson ha completato gli ultimi tre episodi del ciclo La Ruota del Tempo.

    Recensione: "Grifo. L'eresia" di Isa Thiad

    sabato 24 settembre 2016









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    Grifo
    L'eresia
    di Isa Thiad
    pagine 192
    prezzo 1.99€
    solo ebook
    Lettere Animate
    già disponibile
    --o--














    Il
    Re di Grifo è vecchio e stanco.
    L’Ecclesia è corrotta e sempre più il popolo si volge alla nuova eresia che giunge dal nord. Irio dei Gastaldi, figlio cadetto del Re, brama il trono e complotta contro il fratello primogenito.

    I
    Figli degli Dei vogliono riconquistare il potere perduto. L’eretico Clodoveo Ventonero deve conquistare un regno alla sua fede.

    Crono, Rea e Nineve, assoldati da Irio, muovono eventi che non comprendono appieno, parte pedine e parte giocatori, cercando di scrollarsi di dosso i dubbi e la morale.

    grifo-la-mappa-del-regno
    cartina del mondo di "Grifo - L'eresia"


    Considerazioni.
    Carissimi lettori, oggi vorrei parlarvi di un romanzo di un'autrice italiana che mi ha colpito per l'entusiasmo, la capacità di ricreare un Medioevo a cui solitamente faccio riferimento quando devo immaginarmi questa tipologia di ambientazioni fantasy e lo stile e la prosa dell'autrice che si è dimostrata capace sia di immergermi tanto nelle atmosfere del romanzo, che di incantarmi per descrizioni e caratterizzazione dei personaggi.

    Tutto inizia con Evaldo da Nivefonti, ovvero il Vecchio Inquisitore, il quale assume il compito di istruire e preparare il principe cadetto Irio dei Gastaldi, scelto dal Concilium per mettere fine all'eresia dell'Ecclesia che giunge dal nord.
    Al contempo anche Crono, un allievo dell'Ecclesia, appena uscito dallo Studium di Streio dove ha appreso le arti dell'incantamento, vede, in un giorno qualsiasi la sua vita cambiare radicalmente e improvvisamente per sempre. Non solo, infatti, Crono sa di possedere due delle capacità che insieme costituiscono cosa proibita da praticare, ma trova Evaldo, che gli domanda di accettare un'importante missione, che Crono non può che accettare ...

    Un anno dopo questi avvenimenti ritroviamo i nostri due protagonisti al banchetto per i festagggimenti della principessa Rosi, dove vediamo come Crono e Irio siano diventata amici, e  constatatiamo che Irio ha affidato a Crono il compito di trovare una ragazzina di nome Linetta, con poteri curativi, e portarla in camera sua. Il compito sembra semplice, ma in realtà il semplice compito di portare da lui Linetta sarà solo l'inizio per una serie di avventure che porteranno i due protagonisti a confrontarsi con l'Eresia, che devono cercare di bloccare a tutti i costi ...

    Come vi dicevo in apertura di recensione ho molto apprezzato questa storia, per diversi motivi. Innanzitutto mi ha colpito lo stile dell'autrice, davvero intenso sia per evocare descrizioni che rendere giustizia alla storia, al passato e ai sentimenti dei protagonisti, a cui si partecipa sia per emozioni che per empatia nelle loro intenzioni.
    Ho anche apprezzato la ricostruzione medievaleggiante delle ambientazioni, che a mio avviso risulta davvero ben fatta, credibile ed evocativa che fa davvero piacere leggere.

    Ci sono poi delle cose che mi sono trovata ad apprezzare meno, come il fatto che la storia risulti un po' macchinosa, almeno all'inizio, e risulti un po' complicato mettere insieme tutti gli elementi che la Thiad ci propone: i personaggi, la distinzione di coloro che sono i protagonisti positivi da quelli negativi, ecc... perchè l'autrice prendere tempo prospettandoci le situazioni e i personaggi per poi farci meglio comprendere le loro posizioni in un secondo momento, ma una volta ingranata la lettura diventa piacevole da seguire e avvincente da portare a termine.

    Complessivamente mi sento di consigliare la lettura di questa storia a tutti coloro che amano il fantay, ma non solo, in quanto è una lettura da leggere anche semplicemente per il gusto di leggere un'avventura avvincente, piacevole e con stimoli sia a livello adrenalinico che mentale.


    Isa Thiad ha una trantina d'anni e una laurea in filosofia, è nata in Romagna ma ha studiato a Torino, poi ha lavorato in Inhjilterra e ha fatto la volontaria in Spagna. Ama il fantasy e la fantascienza, ha un debole per i Russi dell'800, cura il blog Maledeta Tastiera e continua a cimentarsi in nuove sperimentazioni narrative.

    Recensione: "Attesa" di Irene Milani

    venerdì 23 settembre 2016









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    Attesa
    di Irene Milani
    pagine
    prezzo 14,50€
    ebook 1,49€
    già disponible
    voto:
     ★★★★
    --o-- 











    Perché nessuno legge Romeo e Giulietta? Non sanno che chi si ama veramente fa di tutto per superare ostacoli e vincoli? Perché bisogna sempre arrivare alla tragedia?

    Cosa devono sopportare due quasi ventenni normali per poter vivere una storia d’amore osteggiata dalle famiglie e da tutti quelli che li circondano?
    Quanto tempo deve passare perché le ferite del passato vengano sanate?
    Tristan e Isolde, come due personaggi di una tragedia Shakespeariana, moderni Romeo e Giulietta proveranno sulla loro pelle quanto il rancore e la vendetta siano difficili da sradicare, con Manfred, il fratello di lui, come unico alleato.
    Con l’inizio dell’Università Isolde e Tristan portano avanti, tra mille problemi e imprevisti, la loro storia clandestina. I due ragazzi vivono la situazione con sentimenti contrapposti: lui caricandosi di sensi di colpa per gli eventi del passato e per le sofferenze che provoca a Isolde, lei alternando ottimismo e sfiducia. L’unico possibile alleato pare essere il fratello di lui, Manfred.
    Nonostante i buoni propositi i due non riescono a trovare il coraggio per manifestare pubblicamente il proprio legame per paura delle reazioni dei familiari, finché un evento tragico permetterà l’ufficializzazione del legame tra i due giovani che finalmente potranno vivere il loro amore alla luce del sole, senza più temere i fantasmi del passato.

     

    Considerazioni.
    Dopo aver letto "Il Ritratto" ecco sono a proporvi la recensione del seguito della storia, che ci propone la storia tra Isolde e Tristan, ovvero gli antesignani di Romeo e Giulietta, che vedono il loro amore costantemente ostacolato, ma che, in ultimo, proprio alla fine del romanzo, riuscivano finalmente ad iniziare una relazione, che vediamo sbocciare tra difficoltà e problemi in "Attesa".

    In questo secondo romanzo, infatti, Isolde e Tristan riescono a realizzare e concretizzare un po' di più il loro amore, anche se non riescono ancora a viverlo alla luce del sole, come vorrebbero, perchè gli ostacoli alla loro storia sono ancora molti, forse troppi...

    Molti gli ostacoli che Isolde e Tristan devono affrontare in questo nuovo capitolo, non ultimo quelle imposto dalla reciproche famiglie, che non vogliono la loro unione, ma che grazie a delle forti amicizie, un viaggio importante a Vienna che porta a qualcosa di buono, incontri inaspettati e tragedie potranno forse avere la loro occasione per consacrare la nuova coppia.

    Ho apprezzato questo secondo romanzo della Milani, forse più del primo, che sebbene mi fosse piaciuto presentava alcune piccole imperfezioni che invece vengono migliorate in questa seconda opera, in cui i personaggi sono maggiormente approfonditi, la vicenda assume maggiore complessità dovuta anche alle difficoltà che il rapporto tra i protagonisti deve affrontare e lo stile dell'autrice assume maggiore forma, ha una sicurezza maggiore sia per la direzione della trama che per le intenzioi dei personaggi stessi.

    Ho molto apprezzato la focalizzazione de l'"Attesa" sul rapporto romantico tra Isolde e Tristan che svela un pochino quanto lasciato non detto del primo romanzo e che qui viene arrichito dalle riflessioni, in positivo e negativo, da parte di Isolde, che sente tanto il bisogno di vivere la sua storia d'amore con Tristan, quanto di una tacita accettazione del suo sentimento da parte della famiglia, che invece non lo accetta.

    Piacevole, come vi dicevo prima, anche lo stile della Milani, che è semplice, scorrevole, appassionante e incisivo con pensieri che sono davvero interessanti da seguire e rendono la storia credibile e mai banale.

    In conclusione posso dire che consiglio questo romanzo agli animi romantici, a coloro che vogliono leggere una storia che porti indietro al sano romanticismo, che apprezzano le gioie e i dolori dell'amore ostacolaro e combattuto e a tutti coloro che credono che l'amore, quello vero e con la A maiuscola, non si esaurisca mai ...





    Irene Milani dice di sè: "Sono nata a Milano nel 1977, mi sono diplomata al liceo Scientifico al termine del quale ho studiato Conservazione dei Beni culturali all’Università di Parma, conseguendo la laurea nell’indirizzo archeologico. Dopo il matrimonio mi sono trasferita in provincia di Como dove abito tutt’ora. Sono un’insegnante di italiano alle scuole medie, una dei tanti famigerati precari di cui si parla nell’ultimo periodo, mamma di Mattia e Stella, di nove e tre anni. Ho iniziato a scrivere un po’ per sfida: essendo un’accanita lettrice spesso mi ritrovavo a criticare trama o personaggi, così mi sono detta: “Perché non ci provi anche tu?”. Così mi sono messa al computer e ho cominciato a buttar giù qualcosa, che pian piano ha iniziato a prendere forma. Il romanzo “Il Ritratto”, pubblicato con la casa editrice Lettere Animate, non è il mio primo lavoro ma quello che per primo mi ha invogliato a farlo leggere a qualcuno. La storia è nata nella mia testa un pomeriggio mentre camminavo con le cuffie nelle orecchie, proprio come la protagonista all’inizio del racconto: ho iniziato ad immaginare scene, dialoghi e situazioni che poi dovevo correre a scrivere al computer, quasi sotto dettatura".

    Recensione: "Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio" di Kate Bolick

    giovedì 22 settembre 2016










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    Zitelle
    Il bello di vivere 
    per conto proprio
    di Kate Bolick
    pagine 304 circa
    prezzo 17.50€
    Sonzogno
    già disponibile
    voto:
    ★★★★
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    «Chi sposerò? E quando?
    Sono queste le due domande fondamentali della vita di ogni donna.»
    Inizia così Zitelle, indagine originale e provocatoria sui piaceri e le opportunità del rimanere single. Kate Bolick, giornalista e scrittrice, ripercorre la propria educazione sentimentale e ci introduce alle appassionate ragioni che hanno guidato la sua scelta di non sposarsi – scelta condivisa ormai, come ci informano le statistiche, dalla maggioranza delle donne americane.
    Spinster: Making a Life of One's Own
    cover originale
    Questo cambiamento demografi co senza precedenti, ci spiega l’autrice, è la logica conseguenza di un’evoluzione secolare. Zitelle, infatti, mette in scena un cast di “pioniere”, da Edith Wharton a Maeve Brennan (la leggendaria ispiratrice del personaggio di Holly Golightly in Colazione da Tiffany), che con il loro ingegno, la loro tenacia e la loro inclinazione verso l’avventura hanno incoraggiato la Bolick a costruirsi una vita per conto proprio.
    Le idee e le azioni non convenzionali di queste donne mostrano che le attuali discussioni sulla condizione femminile hanno alle spalle una lunga storia.
    Ma Zitelle è anche un invito a guardarci dentro, per scoprire gli ingredienti di una vita autentica, per riassaporare quegli splendidi anni in cui eravamo giovani e spensierate oppure per goderci la mezza età e il diritto di farci finalmente gli affari nostri.
    E inoltre contiene un chiaro messaggio non solo per le single ma per tutte le donne: si può essere “zitelle” dentro. Perché vivere da sole non è una condizione imbarazzante a cui sfuggire, ma può essere una forma, esigente e appagante, di libertà.
    Un libro audace e toccante che può stimolare una fanatica devozione e accese discussioni.

    Considerazioni.
    Quest'estate, quando ero lontano lontano sia con il corpo che con la mente, da dove sono adesso, avevo intravisto una pubblicazione davvero interessante, che finalmente è approdata anche in Italia grazie alla Sonzogno Editore
    .
    Il romanzo in questione "Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio", scritto da - una per me anonima - Sig.ra Bolick, per un certo verso molto criticato da una parte dei lettori e parecchio osannato da coloro che invece sostenevano le opinioni espresse nel romanzo dalla Bolick.

    Mettendo subito le carte in tavola vi dico che io propendo per coloro che hanno aderito, anche se non completamente sicuramente per buona parte, a quanto detto dalla Bolick, che secondo me si è esposta molto, argomentando decisamente bene, educatamente e intellegentemente una condizione che è vista dalla società come la condizione "da poverette, da sfigate, da represse e da insoddisfatte croniche", ovvere delle Zitelle.

    La Bolick, in questo romanzo, partendo dalla sua personalissima esperienza vuole farci notare come le cose stanno cambiando nella società americana, ma anche nella nostra dal punto di vista di coloro che per scelta loro o delle situazioni di vita, non hanno un uomo accanto.

    Con "Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio" questa giovane autrice pur avendo provato il bisogno di vivere in coppia, pur avendo sentito l'esigenza di condividere parte della sua vita con un compagno, pur avendo avuto esperienze amorose più o meno riuscite, ha sentito il bisogno di indagare - con altre donne - sul suo bisogno di voler essere zitella/single, perchè è stato positivo per lei, per comprendere realmente cosa voleva dalla vita, come sia stato un momento prezioso per crescere come persona, senza dipendere da qualcuno o vivere con il quel peso (tanto nell'accezione positiva che negativa) di dover sacrificare la vita o i sentimenti di qualcun altro o di dover mettere da parte i proprio per le stesse ragioni.

    Perchè vivere in coppia è tanto più bello quanto più complicato che vivere dalla famiglia da cui proveniamo, abbiamo delle responsabilità verso la persona che abbiamo scelto, gli dobbiamo delle spiegazioni, delle risposte che prima potevamo abbozzare o glissare di dare ... non possiamo quindi uscire quando e come vogliamo, comprarci cose al di fuori del budget concordato, dobbiamo lavorare perchè dobbiamo pagare il mutuo o risparmiare perchè se pensiamo di allargare la famiglia ci serviranno soldi, ecc...

    E diaciamolo, in fondo, sebbene la vita di coppia sia talvolta fantastica e generosa e piena di complicità e sentimento, implica una certa dose di "limature" delle proprie intenzioni, possibilità e volontà. Quando poi arrivano i figli, le ore di sonno diminuiscono e le litigate si fanno più frequenti la parola "zitella" inizia a sembrarci più un miraggio che una brutta scelta ...


    Dice la Bolick:
    "[...] Ammetto che una totale riabilitazione della parola zitella è un’impresa difficile. Il mio obiettivo è più modesto: vorrei che servisse anche solo a ricordarvi di quella parte di voi che è indipendente e autosufficiente, che siate single o in coppia.
         Se siete single, vuoi perché non vi siete mai sposate, oppure perché siete divorziate o vedove, potete usare la parola zitella come un talismano, un promemoria costante del fatto che siete in ottima compagnia: a dirla tutta, siete parte di una lunga e nobile tradizione di donne che vivono o hanno vissuto la vita a modo loro.
         Se siete in coppia, ma non siete felici, potete usare la parola zitella per rammentarvi di quando non lo eravate e capire che spesso star sole è molto meglio dell’avere una relazione malsana. Cercare di recuperare quell’io più felice può essere una valida via d’uscita.
         Per le felicemente accoppiate, soprattutto per quelle che si destreggiano tra i figli e il lavoro, zitella può essere il codice che vi ricorderà di prendervi del tempo per voi. E se non avete mai imparato a star sole in modo proficuo e stimolante, be’, questo è il momento giusto.
    [...] "
    "Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio" di Kare Bolick

    Certo la condizione di zitella non è sempre facile, perchè si è soli contro il mondo, le fatiche sono tutte sulle tue spalle, ma c'è da dire che il fatto di posserdesi, di bastarsi è davvero una condizione che mi sembra irresistibile da provare e secondo me la Bolick ha ragione nel momento in cui dice che la "zitella" oggi è una persona molto diversa da quella di un tempo e l'essere zitella è in realtà un falso problema:

    "[...] La scelta tra essere sposati o essere single non appartiene nemmeno al Ventunesimo secolo.
         La questione ora è tutt’altra: le donne sono persone? E con questo intendo: siamo finalmente pronti perché una giovane donna intraprenda la lunga strada della sua vita come un essere umano che è dotato di un sesso, ma che non ne è limitato? Ci siamo evoluti verso questa nuova domanda da quando è stata fondata l’America, anche se con una lentezza terribile e con molte interruzioni sulla strada.
    [...]"
    "Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio" di Kare Bolick

    Ed è vero. L'amore è stupendo, è qualcosa che deve essere vissuto, provato, che deve esistere per tutti e per tutte le età, ma è anche vero che ogni persona dovrebbe provare a vivere libero come l'aria e comprendere chi è e cosa vuole a prescindere da quello che la società vuole per quel determinato sesso. Se poi è sua volontà e desiderio sposarsi e avere famiglia sia, ma se questo non dovesse avvenire non è giusto imoporre giudizi di sorta. Perchè agli uomini non viene domandato questo, agli uomini non si rimprovera di non essere sposati o di non avere figli ed è una cosa che si auspica invece per tutti.

    L'indagine della Bolick è stata per me una lettura interessantissima, con importanti spunti di riflessione sulla vita, sulla vita di coppia e su quello che ogni tanto torno a domadarmi per me stessa e che credo possa davvero essere interessante anche voi.

    "Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio" termina con una frase che secondo me vale l'intero romanzo, che risulta coerente e intelligente al pari dell'intero romanzo e che spero possa essere spunto di riflessione per voi come lo è stato per me:

    "[...] Dimmi, che cosa pensi di fare
    della tua unica vita, selvaggia e preziosa? "
    Summer Day Mary Oliver 

    Kate Bolick vive a Brooklyn, insegna alla New York University e collabora con le maggiori testate americane, tra cui l’«Atlantic», il «New York Times», «Elle» e «Vogue». Qualche anno fa pubblicò un articolo memorabile in cui dichiarava di preferire una vita da single a un matrimonio mediocre. Il testo fece il giro del mondo e ispirò questo speciale memoir, diventato subito un caso editoriale. Zitelle è già stato tradotto in diverse lingue; il «New York Times» l’ha riconosciuto come uno tra i migliori libri del 2015.

    Torna la voglia di matrimoni con Leggereditore ...

    martedì 20 settembre 2016







     


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    Sposata 
    di Lunedì
    di Catherine Bybee
    pagine 400 circa
    prezzo 14.90€
    ebook 4.99€
    Leggereditore 
    già disponibile in ebook
    disponibile in cartaceo dal 
    22 settembre
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    La serie "The Weekday Brides" è composta da:

    1.   Wife by Wednesday - La moglie del mercoledì
    2. Married by Monday - Sposata di lunedì
    3. Fiancé by Friday - ancora inedito
    4. Single by Saturday - ancora inedito
    5. Taken by Tuesday - ancora inedito
    6. Seduced by Sunday - ancora inedito
    7. Treasured by Thursday - ancora inedito

    Occhi blu, capelli color della sabbia e look da divo hollywoodiano, Carter Billings potrebbe avere tutte le avventure che desidera, ma la vita da playboy non si addice a chi ha deciso di candidarsi a governatore della California.
    Married by Monday (The Weekday Brides #2)
    cover originale
    Se vuole avere successo in politica, Carter deve rivoluzionare la sua immagine e trasformarsi in un rassicurante uomo tutto lavoro e famiglia. Per fare questo, però, ha bisogno di una... moglie.
    Eliza Havens sarebbe perfetta: è da sempre il suo sogno proibito e ha tutte le carte in regola per diventare un'ottima first lady.
    Ma forse lei non è così d'accordo...
    Eliza è la titolare di un'agenzia matrimoniale, e se far sposare le persone è il suo lavoro, finire all'altare con Carter Billings è l'ultimo dei suoi desideri. Se non fosse che quel matrimonio risolverebbe un bel po' dei suoi problemi, perché Eliza, a dispetto delle apparenze, non è sempre stata solo una brillante professionista.
    Ma cosa accadrebbe se i fantasmi del passato di Eliza mettessero in pericolo la vita di quell'uomo che, anche se non ha scelto, potrebbe imparare ad amare?

    Catherine Bybee vive nel Sud della California con il marito e i due figli. Dopo il successo ottenuto con i libri della serie bestseller Weekday Brides ha abbandonato il lavoro per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Con La moglie del mercoledì, originariamente autopubblicato e affermatosi come uno dei fenomeni editoriali più eclatanti degli ultimi anni, esordisce nel catalogo Leggereditore.