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mercoledì 23 aprile 2014

Recensione: "Allegiant" di Veronica Roth.



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Allegiant
di Veronica Roth
pagine 544
prezzo 14,90€ DeAgostini 
già disponibile
voto:


--o--







La serie "Divergent" è composta da:

00a. The transfer - ancora inedito
00b. The initiate - ancora inedito
00c. The son - ancora inedito
00d. The traitor - ancora inedito
  01. Divergent - Divergent
 1.5. Free Four - ancora inedito
2. Insurgent - Insurgent  
2.5. The world of divergent: 
The path to Allegiant - ancora inedito
 3. Allegiant - Allegiant


cover originale
La realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più, cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante scoperta che “il sistema per fazioni” era solo il frutto di un esperimento. 
Circondata solo da orrore e tradimento, la ragazza non si lascia sfuggire l’opportunità di esplorare il mondo esterno, desiderosa di lasciarsi indietro i ricordi dolorosi e di cominciare una nuova vita insieme a Tobias. 
Ma ciò che trova è ancora più inquietante di quello che ha lasciato. 
Verità ancora più esplosive marchieranno per sempre le persone che ama e ancora una volta Tris dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra l’amore e il sacrificio.



* Le immagini che seguono sono tratte dal film Divergent
tratto dal romanzo della Roth e in Italia nei cinema da Aprile 2014.



Considerazioni.
Rispetto.
Onesto.
Ribelle fino in fondo.

Questa è stata una delle poche trilogie che è stata capace, in ultimo, di andare oltre - e quasi contro - la volontà popolare (che avrebbe sicuramente voluto un finale differente, anche se forzato) pur di rimanere onesto con la proprio linea narrativa, con i principi che si era preposto e che si era costruito andando avanti nella storia, postponendo quello che il lettore voleve e concedendogli invece quello di cui aveva necessariamente bisogno: uno sguardo veriterio e rispettoso delle proprie idee, convinzioni e regole morali, che non ripone neppure di fronte al fatto che la maggior parte dei lettori avrebbero voluto avere, ma che avrebbe forse snaturato in parte quello che era il messaggio del romanzo e nel complesso, dell'autrice.

Quest'ultimo capitolo della trilogia distopica più intensa dell'anno, posso dirvi che sono stata oltremodo soddisfatta della piega che hanno preso gli eventi, che mi hanno coinvolto - nel bene e nel male - e colpito per le decisioni sia narrative che attinenti gli scopi della Roth nel veicolare alcuni importanti messaggi al pubblico, con una certa dose di coraggio e avventatezza. Da me assolutamente promossi.

In quest'ultimo capitolo, Allegiant, tutti i nodi venono al pettine e per chi pensa che le trilogie siano noiose, o tremendamente lunghe, cambieranno idea con questa trilogia, perchè tre libri qui sono spiegabili, interessanti, aumentano di pathos e danno tempo per digerire le decisioni, le perdite, le regole e i passi della ribellione, che in quest'ultimo capitolo emergono nella crudezza e brutalità.

 

La Roth però non conduce e riduce la storia ad un momento collettivo o personale di dolore, ma incardina il romanzo sul concetto di sacrificio - personale o altruistico - per un bene più grande, in cui si ha necessità di credere e soprattutto vivere.
Il sacrificio è poi ben bilanciato da momenti che non lasciano del tutto l'amaro in bocca (perchè diciamocelo, alla fine vorremmo tutti un finale in qualche modo positivo, ma alcune volte non si può). Primo tra tutti questi momenti "ad ampio respiro" è il fatto che la Roth ci concede di entrare nella mente non solo di Tris, come al solito, ma anche degli altri protagonisti che l'attorniano, facendo divenire più interessante la narrazione.

E mentre crolla il sistema della fazioni (anche se non la loto convizione in essi), mentre i dattatori incominciano a vedere la loro decadenza politica e proprio per questo s'impongono ancor di più, mentre Tris marcisce in una prigione in attesa del giudizio, ecco che veniamo a conoscenza del pensiero dei protagonisti, e non intuiamo solo cosa vogliono, a cosa aspirano, ma anche cosa provano quando la loro vita è appesa ad un filo e tutto è incerto, quasi vano e inutile.

E' stato bello completare la storia con questo terzo romanzo perchè c'è stato un completamento a quanto iniziato. Se infatti nel primo romanzo c'è una luce che incomincia a brillare e a intravedersi per sfuggire ad un sistema incardinato su regole troppo rigide e stringenti, nel secondo abbiamo insistito ad una strutturazione di una possibile ribellione, ma è solo nel terzo che vediamo una vera e proprio esplosione brillare ed esplodere, fino a scuotere sino alle fondamente il sistema, per riprendere la propria coscienza, volontà e libertà (fondamentalmente vissuta come una vita scevra  della coercizione, in qualsiasi senso e modo).

Tutta la ribellione, il combattimento, la violenza giunge a un risultato, porta a un desiderio realizzato nell'animo dei ribelli. Ma ad ogni azione corrisponde una contro azione, spesso negativa, se l'opposta è positiva, per cui al conquistato obiettivo si giunge sempre con un prezzo, pari a tutto ciò cha abbiamo o vogliamo e questo prezzo è necessario - come la libbra di carne che Shakepeare citava nel "Mercante di Venezia" - e va pagato, non c'è modo di sfuggire ... e la vita pretende anche la morte per cui ecco che la Roth paga il suo debito con la storia sacrificando un personaggio fondamentale verso la fine, che conferma e spezza l'animo umano: brevi attimi di pace non includono la fine di una guerra, che non sembra non avere mai fine, e segnano che un preludio di lotta, ma insegna anche la lotta e la fede nella speranza.

Ho apprezzato davvero moltissimo, complessivamente questa trilogia, che non è assolutamente priva di difetti. Se infatti a mio parere occorre che la Roth affini il suo modo di veicolare e gestire la sua scrittura - a volte impazzita come la maionese solo sa fare - ha talmente tanta passione e coraggio che molto spesso non si bada allo stile, presi dall'evoluzione, dalla foga di vedere a cosa la storia ci condurrà.

 
 
Veronica Roth. Vive con il marito a Chicago e si dedica alla scrittura a tempo piano. Ha esordito giovanissima con Divergent (pubblicato da De Agostini libri nel 2012). Il primo volume di una trilogia distopica a cui hanno fatto seguito Insurgent e Allegiant, bestseller mondiale che ha raggiunto i vertici della classifica del “New York Times”.

martedì 22 aprile 2014

Intervista esclusiva a Patricia Bracewell su " L’ombra sulla corona"


Emma di Normandia,
leggendaria eroina che ha segnato la storia,
è innanzitutto una donna che affronta con coraggio 
le insidie dell'amore e i pericoli della guerra
«Un capolavoro
Una storia emozionante, affascinante, intensa»
Diana Gabaldon
autrice bestseller della saga La straniera







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L’ombra 
sulla corona 
di Patricia Bracewell 
pagine 464
prezzo €18
Sonzogno
dal 24 aprile
--o--






 La trilogia dedicata a Emma di Normandia è composta da:
1. - Shadow of the Crown - L'ombra sulla corona
2. Ancora inedito
3. Ancora inedito

Siamo attorno all'anno Mille. Emma di Normandia ha quindici anni quando attraversa la Manica per andare in sposa al vecchio re Etelredo d'Inghilterra, che non ha mai incontrato prima.
cover originale
Circondata da cortigiani ostili e intriganti, con un marito che non le dà fiducia, figliastri gonfi di risentimento e un'ammaliante rivale che aspira alla sua corona, Emma deve difendersi contro minacce di ogni genere.
Per far ciò, intesserà alleanze con uomini influenti e conquisterà l'affetto del popolo inglese.
Ma il crescente amore per un uomo che non è suo marito e il pericolo di un'invasione vichinga metteranno a rischio la sua vita e la sua posizione.
Al centro del desiderio di quattro uomini potenti, Emma dovrà saper trovare la via che cambierà il corso della Storia.
Ispirato agli eventi reali tramandati dalla celebre Cronaca Anglo-Sassone, questo romanzo trasporta il lettore in un'affascinante e poco conosciuta epoca storica, in cui i fantasmi abitavano i palazzi del potere, la mano di Dio era all'opera ovunque, e la morte accompagnava i cavalieri da vicino.
Seduta sul trono d'Inghilterra in anni tormentati, la regina Emma è un'eroina indimenticabile, la cui lotta per affermare il proprio ruolo nel mondo risuona, ancor oggi, di una straordinaria modernità.
altra cover del romanzo

«Un romanzo di grande intrattenimento,
 una perla nel panorama letterario del romanzo storico»
PUBLISHERS WEEKLY
---o- Intervista -o---
Qui di seguito trovete subito la traduzione dell'intervista in italiano, 
più sotto ancora, troverete invece
 (per coloro che avessero piacere di leggerla in inglese)
 l'originale, in inglese.
Buona lettura!!

 
 1 - Signora Bracewell, può presentare ai lettori del Bostonian Libray "Shadow on the Crown/ L'ombra sulla corona" ?
    Grazie per avermi invitato a parlare ai tuoi lettori del mio libro. Shadow on the Crown/L'ombra sulla corona è la storia di una giovane donna, Emma, che all'età di quindici anni viene mandata, dalla sua casa in Normandia, a sposare un re inglese molto più vecchio, come parte di un accordo politico. Quando arriva in Inghilterra, Emma scopre che il re non si fida di lei, che i suoi figliastri nutrono del risentimento per lei, e che la sua corona è minacciata dagli schemi di un affascinante rivale. L'Inghilterra è in pericolo, (minacciata, n.d.r.) da forze dentro e fuori di essa, quindi è un momento di agitazione e paura. Questa è una storia sul matrimonio e sull'onore, sul desiderio disperato e parla di un giovane regina le cui scelte influenzeranno il futuro dell'Inghilterra .

        2 - Emma di Normandia. Emma di Normandia è un personaggio speciale per i
suoi tempi - intorno al 1008 - straordinariamente moderno, in un certo senso.
La sua storia è ancor più importante se pensiamo che questa persona è realmente esistita. Perché ha scelto di raccontare una storia ispirata proprio a lei? Perché lei e non un'altra ?

    Emma di Normandia era una donna notevole. Fu regina d'Inghilterra per 32 anni, e l'unica donna ad essere sposata con due diversi re d'Inghilterra. Eppure solo poche persone hanno sentito parlare di lei. Quando ho scoperto Emma e ho conosciuto alcuni dei fatti della sua vita, mi sembrava che la sua storia dovesse essere raccontata, e volevo essere io a raccontarla.

        3 - Parlando di storia è molto difficile, in generale,  parlare di una persona separata dal personeggio. Per raccontare la storia di Emma, hai dovuto fare questo compromesso, o ha voluto evidenziare una delle due facce di questa donna famosa?
    Hai ragione. Ci sono state due Emma nella mia testa tutto il tempo: c'è stata la Emma che ho immaginato e c'era anche, in piedi dietro di lei, la Emma storica, che ha realmente vissuto e respirato. Poiché ho scelto di scrivere di un periodo della vita di Emma di cui sappiamo molto poco, c'è stato spazio per me per essere creativa, di mettermi al suo posto e immaginare quello che ha affrontato, quello di cui aveva paura, chi l'avrebbe potuta aiutare e chi avrebbe potuto odiarla. Ho immaginato una giovane donna che non era perfetta, che ha fatto degli errori, ma che è stato anche coraggiosa, compassionevole, obbediente, devota, orgogliosa, intelligente e scaltra. Queste sono tutte le qualità che credo che la vera Emma di Normandia deve aver avuto per sopravvivere, come ha fatto. 

Albero genealogico famiglia reale inglese
4 - Quali sono gli aspetti che ha amato di più nella storia di Emma, e quelli che non ha potuto sopportare?

    Ci sono quattro personaggi principali della storia: Emma, il re, il figlio del re  e Elgiva, che è la rivale di Emma. Ogni scena è scritta dal punto di vista di uno di questi personaggi e, al fine di scrivere qualsiasi scena, ho dovuto mettermi nella mente di quel personaggio. Io non odio nessuno di loro, ma ho trovato sgradevole essere dentro la mente del re, perché è un uomo tormentato e perseguitato. E mi ha sempre messo di cattivo umore!

    5 - "Shadow on the Crown/L'Ombra sulla Corona" era una storia che aveva in mente da molto tempo di scrivere o è una storia che ha trovato il modo di essere raccontata mentre la scriveva?

  Le idee per la storia mi sono venute molti anni fa, prima di sedermi e cercare di scrivere il libro. Come ho scritto, però, la storia è cambiata. Scene dovevano essere tagliate perché avevano incominciato a prendere la direzione sbagliata per la storia. O, appena mi informavo sulla storia, nuove idee si formavano su quello che sarebbe successo, così ho creato nuove scene e nuovi personaggi. Per esempio, quando ho iniziato a scrivere sapevo che Exeter davrebbe dovuto essere perquisita dai Vichinghi, ma non sapevo che cosa sarebbe successo o quale dei miei personaggi principali sarebbe stato lì quando è successo .

    6 - "Shadow on the Crown/L'Ombra sulla Corona" è il primo libro di una trilogia. Perché una trilogia ?

    Volevo scrivere di un momento nella vita di Emma - gli anni 1002-1018 - che furono pieni di conflitti. La storia di quel tempo è scritta dal punto di vista dell'uomo, ma ho voluto scrivere di cosa sarebbe successo alle donne della famiglia reale. Volevo arrivare molto vicino a Emma, e tessere la mia storia intorno agli eventi che avrebbe sperimentato. Studiare il suo mondo nel dettaglio - quello che sapeva, quello che ha vissuto, quello che sentiva - avrebbe richiesto troppi capitoli per un solo libro. Ho creduto che dovessero essere tre libri, fin dall'inizio .

    7 - Come aveva progettato e programmato di scrivere un intera trilogia, se posso chiedere ?

    Ho usato le Cronache anglosassoni come guida. Le cronache documentano infatti di rilievo in Inghilterra di anno in anno, e proprio in base alla storia ero certa di dove il primo libro e il terzo libro dovessero finire. Credevo anche di sapere dove il secondo libro dovesse finire, ma l'ho appena finito di scrivere, e il finale mi ha sorpreso! A volte la storia non segue il piano originale.

    8 - Cosa voleva trasmettere ai lettori  con questa storia ?

    In primo luogo, volevo raccontare una storia avvincente che avrebbe invogliato i lettori a girare le pagine. Volevo anche che i lettori finissero il libro con una migliore comprensione della storia antica dell'Inghilterra, e del ruolo importante che Emma aveva giocato in quella storia.

    9 - Leggendo la sua biografia, e poi vedendo i suoi studi, è innegabile che ami infinitamente l'nghilterra, preferibilmente in tempi bui. Che cosa, dell'Inghilterra , la affascina in questo modo, cosa la motiva a scrivere con tanta passione e abbandono ?

    Mi sono innamorata di quel mondo quando ero molto giovane perché tutti i libri di racconti nella mia libreria erano situati in Inghilterra, in quel tempo. Re Artù e i suoi cavalieri, i drammi storici di Shakespeare, la Terra di Mezzo  di J.R.R. Tolkien ... tutte quelle storie hanno le loro radici nella storia più antica d'Inghilterra. E' un luogo oscuro, pericoloso, ed emozionante, ma era abitato da persone che non erano molto diverse da noi. Cosa hanno affrontato? Come hanno fatto a sopravvivere? Tali questioni mi hanno sempre affascinato .

       10 - Emma era una persona incredibilmente importante per l'Inghilterra, in grado di ispirare le persone sotto vari aspetti. Ha una persona che l'ha ispirata, nella sua vita, come scrittrice?
    Ho la fortuna di avere molte persone nella mia vita che offrono ispirazione e di incoraggiamento. Mio marito e i miei figli, mio fratello e mia sorella, i miei compagni di scrittura e un certo numero di amici intimi che hanno tutti sostenuto i miei sforzi, e continuano a farlo .
  
   11 - Qual è stata la parte del romanzo che ti è piaciuto più di scrivere: un dialogo, una situazione, un momento, un personaggio , ecc .. ?

    Le scene con l'indovino erano le più divertenti da scrivere perché parlano in vagliatura parole che possono significare molte cose diverse . A volte, l'ascoltatore interpreta le sue parole  Io sono come l'indovino, perché, a differenza degli altri personaggi del libro, io conosco il futuro.
     
    12 - C'è una frase o un paio di parole che è venuto dal profondo dentro di voi , nel frattempo si stava scrivendo il romanzo , e che ancora ricordato in te , adesso ?
    "Ci sarebbero stati di nuovo presagi nel cielo stasera, lo sapeva, e sopra di lei le stelle avrebbero pianto sangue." Questa frase mi fa sempre rabbrividire.

    13 - Consiglierebbe un meraviglioso libro storico per i lettori di Bostonian Library?

    Io sono una grande fan del romanziere storico Bernard Cornwell. Ha scritto una serie sulla prima Inghilterra chiamata  The Saxon Tales. Il titolo del primo libro è The Last Kingdom, (L’Ultimo Re). L'ambientazione è di circa 100 anni prima del mio romanzo. Non c'è molto romanticismo, ma le storie sono entusiasmanti, e ci sono molte battaglie tra gli inglesi e i vichinghi danesi. Dopo aver letto il primo, vorrete leggere tutti gli altri.

14 - Ultima domanda : che cosa significa per te scrivere ?


    La scrittura è una lotta per me, perché è difficile mettere in parole le visioni che vedo nella mia mente. Gran parte del mio lavoro deve essere scartato, ma quando capisco e le parole sulla pagina soddisfano le mie aspettative, poi mi sento come una maga perché ho ​​creato qualcosa di magico. E' la migliore sensazione del mondo.


 ---o- The Interview -o---

1 - Mrs. Bracewell, can you introduce to Bostonian Library's readers "Shadow on the Crown"?

Thank you for asking me to tell your readers about my book. Shadow on the Crown is the story of a young woman, Emma, who at the age of fifteen is sent from her home in Normandy to marry a much older English king as part of a political agreement. When she arrives in England Emma discovers that the king does not trust her, that her stepsons resent her, and that she is threatened by the schemes of a bewitching rival for her crown. England itself is under threat, from forces within and without, so it is a time of turmoil and fear. This is a story about marriage and honor, about desperate yearning, and about a young queen whose choices will affect the future of England.

2 - Emma of Normandy. Emma of Normandy is a special character for hers times - around 1008 - a strikingly modern, in such a way.
Her story has even more impact if we think that this person really existed. Why did you choose to tell a story inspired by her own? Why just her and not another?

Emma of Normandy was a very remarkable woman. She was a queen of England for thirty-two years, and the only woman to be married to two different kings of England. Yet very few people have ever heard of her. When I discovered Emma and learned some of the facts of her life, it seemed to me that her story needed to be told, and I wanted to be the one to tell it.

3 - Talking about history its very difficult, generally, to talk about the person, separate from the character. To tell Emma's story, did you have to made this compromise, or you wanted to highlight one of the two faces of this famous woman?

You are so right. There are two Emmas in my head all the time: there is the Emma that I have imagined, yet standing behind her is the historical Emma who actually lived and breathed. Because I have chosen to write about a period of Emma’s life about which we know very little, there is room for me to be creative, to put myself in her place and imagine what she faced, what she was afraid of, who might have helped her and who might have hated her. I imagined a young woman who was not perfect, who made mistakes, but who was also brave, compassionate, obedient, devout, proud, intelligent and shrewd. Those are all the qualities that I believe the real Emma of Normandy must have had to survive as she did.
4 - Which are the aspect that you love in Emma story, and which those that you can't stand?
There are four main characters in the story: Emma, the king, the king’s son, and Elgiva, who is Emma’s rival. Every scene is written from the point of view of one of these characters, and in order to write any scene, I had to place myself inside that character’s mind. I don’t hate any of them, but I found it unpleasant to be inside the mind of the king because he is such a haunted, troubled man. It always put me in a bad mood!

5 - "Shadow on the Crown" was a story that you had in mind for a long time to wrote or is a story that has found a way to be told meanwhile you wrote?

Ideas for the story came to me over many years before I actually sat down and tried to write the book. As I wrote, though, the story changed. Scenes had to be cut because they took the story in the wrong direction. Or, as I became more knowledgeable about the history, new ideas occurred to me about what might have happened, so I created new scenes and new characters. For example, when I first began to write I knew that Exeter would have to be raided by Vikings, but I did not know what it would look like or which of my main characters would be there when it happened.

6 - "Shadow on the Crown" is the first book in a trilogy. Why a trilogy?

I wanted to write about a time in Emma’s life – the years from 1002 to 1018 – that were filled with conflict. The history of that time is written from the man’s point of view, but I wanted to write about what would have happened to the women of the royal household. I wanted to get very close to Emma, and weave my story around the events that she would have experienced. To study her world in detail – who she knew, what she experienced, what she felt – would take far too many chapters for just one book. I believed that it had to be three books, right from the start.

7 - How have you designed and planned to write a whole trilogy, if I may ask?

I used the Anglo-Saxon Chronicles as my guide. The Chronicles document significant events in England year by year, and because of that history I was certain about where the first book and the third book had to end. I thought I knew where the second book must end, too, but I’ve just finished writing it, and the ending surprised me! Sometimes the story doesn’t follow the original plan.

8 - What wilt convey to the readers, with this story?

First, I wanted to tell a compelling story that would keep readers turning the pages. I also wanted readers to finish the book with a better understanding of the early history of England, and of the important role that Emma played in that history.

9 - Reading your biography, and then seeing your studies, it is undeniable that you love infinitely England, preferably in the dark ages. What, of England, fascinates you in that way, what motivates you to write with such passion and abandon?

I fell in love with that world when I was very young because all the storybooks on my shelf were set in the England of long ago. King Arthur and his knights, Shakespeare’s history plays, J.R.R.Tolkien’s Middle Earth – all of those stories have their roots in England’s early history. It is a dark, dangerous, and thrilling place, but it was inhabited by people who were not so very different from us. What did they face? How did they survive it? Those questions have always fascinated me.
 
10 - Emma was an incredibly important person for England, able to inspire people under various aspects. Have you got a person that inspire you, in your life, as a writer?

I am fortunate to have many people in my life who offer inspiration and encouragement. My husband and sons, my brother and sister, my writing companions and a number of close friends have all supported my endeavors, and continue to do so.

11 - What was the part of the novel that you liked most writing: a dialogue, a situation, a moment, a character, etc...?

The scenes with the soothsayer were the most fun to write because she speaks in riddling words that can mean many different things. Sometimes, the hearer misinterprets her words. I am like the soothsayer because, unlike the other characters in the book, I know the future.
  
12 - There is a phrase or a couple of words that came from deep inside of you,
meanwhile you were writing the novel, and than still reminded in you, now?

“There would be portents in the sky again tonight, she knew, and high above her the stars would weep blood.” This sentence always makes me shiver.

13 - Would you recommend a marvellous historical book to Bostonian Library's readers?

I am a big fan of the historical novelist Bernard Cornwell. He has written a series about early England called The Saxon Tales. The title of the first book is The Last Kingdom, (L’Ultimo Re). The setting is about one hundred years before my own novel. There is not much romance, but the stories are exciting, and there are many battles between the English and the Danish Vikings. Once you read the first one, you will want to read all the others.

14 - Last question: what mean for you write?

Writing is a struggle for me, because it is so difficult to put into words the visions that I see in my mind. Much of my work must be discarded, but when I get it right and the words on the page meet my expectations, then I feel like a sorceress because I have created something magical. It is the best feeling in the world.


Patricia Bracewell è nata in California, dove ha insegnato letteratura prima di dedicarsi alla carriera di scrittrice. Attratta dalla storia inglese, si è imbattuta nella figura, poco studiata, di una delle grandi regine d'Inghilterra, Emma di Normandia, che per quattro decenni ha governato il destino di uno dei più potenti regni d'Europa.

lunedì 21 aprile 2014

Recensione: "Vintage Dream" di Erica Stephens




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Vintage Dream
di Erica Stephens
pagine 368 cira
prezzo 16.40€
Garzanti
già disponibile
voto:
 
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È impossibile resistere al fascino di un vecchio abito di seta con bottoni smaltati e maniche a sbuffo. Lo sa bene Amanda, che ha fatto degli abiti vintage la sua più grande passione. Nel negozio vicino ad Astor Place, a Manhattan, si diverte a dare nuova vita a gonne, giacche e tailleur. I suoi clienti affezionati ormai si fidano solo del suo inconfondibile gusto.  
cover originale
Eppure ora la sua amata bottega è in pericolo: sta per essere sfrattata. Amanda sente il mondo crollarle addosso.  
C'è un'unica cosa che può riportarle il sorriso: andare a caccia di vestiti usati. La sua ricerca la porta a un baule in cui, tra rasi fruscianti e pizzi delicati, trova un piccolo tesoro: un vecchio diario. Pagina dopo pagina scopre che a scrivere quelle righe ingiallite è stata Olive, una donna vissuta nella New York di inizio Novecento. 
Una donna forte e indipendente che ha realizzato il suo sogno di fare carriera in un prestigioso grande magazzino della città. Una donna che ha scoperto la potenza dell'amore e la profondità delle sue ferite.  
Il racconto di Olive dà ad Amanda la forza di lottare per essere di nuovo felice. Ma non solo. Perché quel vecchio taccuino nasconde molto di più. Il destino a volte percorre strade inaspettate… Strade che possono salvare quello che Amanda ha di più caro: il suo piccolo negozio vintage. E forse anche il suo cuore. 

 

Considerazioni.
Avevo precedentemente letto romanzi che aveva al centro della narrazione una passione viscerale per gli abiti vintage e avevo paura che questo romanzo ricalcasse un pò la stessa storia: ragazza trentenne proprietaria di negozio di abiti vintage incontra anziana donna che le cambia la vita. Invece questo romanzo mi ha stupito sotto ben 3 ragioni:

       1. La storia verte su due protagoniste fuori dagli schemi: 
 
a) Amanda, 38enne newyorkese, orgogliosissima del suo negozio di abiti vintage, l'Astor  Place Vintage (prossima allo sfratto, però), molto indipendente e ironica, a parte il lavoro, purtroppo, ha una vita insoddisfacente sotto molti punti di vista. Amanda, infatti (senza svelarvi le parti più intriganti) ha un segreto che condivide con la sorella e di cui mal volentieri parla, e ha una relazione da sei anni con Jeff, primo uomo che abbia mai avuto e che non riesce a lasciare nonostante lui sia sposato - con tanto di prole - e le prometta il divorzio dalla moglie dal primo giorno della loro relazione. 
 
b) Olive, una ragazza che dalla provincia americana si trasferisce a New York con il padre e che si vedrà coinvolta, volente o nolente - e con esperienze più o meno drammatiche - in diverse avventure che la portano ad una maturazione che forse non cercava, ma che la portano a conoscere meglio se stessa, le proprie capacità e soprattutto a vivere un'indipendenza che voleva sopra ogni altra cosa.

La vita della due si interseca a causa di un diario che Amanda trova cucito nel pellicciotto di un abito che per lavoro di trova a comprare da una vecchia signora in punto di morte, Jane Kelly (vi lascio scoprire il collegamento tra quest'ultima e Olive). Interessante è proprio il fatto che nella storia di Amanda - a differenza delle altre lette in precedenza - non si vive la storia di Olive sentendola dalle sue labbra, bensì la si legge dal suo diario, tenuto segreto fino a quando Amanda non l'ha trovato. Curiosa anche la scelta della Stephens di alternare la storia con capitoli rigurdanti, alternativamente, Amanda e Olive e scegliere per quest'ultima non una narrazione epistolare, come estratta dal diario, se non per dei frammenti, ma narrarla dal punto di vista di Olive, rimanendo epistolare solo per Amanda.


     2. Mentre le altre storie che ho letto avevano come perno assoluto l'amore viscerale per il vintage, in "Vintage Dream" questo è più un espendiente per raccontare la storia di due donne che si intersecano per via di un diario, non assistiamo tanto alla ricerca di capi, alla loro storia, ma questo costituisce solo un punto da cui partire, anche se centrale per una delle protagoniste, Amanda. 

     3.  La storia non è un semplice incontro di persone che si cambiano la vita, ma un racconto di esperienza di cui si possono trarre delle considerazioni significative da cui trarre esperienza per le proprie scelte. Certo queste due vite queste due storie influsicono una sull'altra e non possono non significare nulla in assoluto, ma nella pratica il fatto che Olive non sappia di Amanda, in realtà, non modifica la sua esistenza (Amanda non esiste per lei) e nemmeno sapere tutta la storia di Olive cambierà completamente la vita di Amanda in modo assoluto, ma serve per influenzare le decisione che deve prendere da un pò e quelle che invece si troverà a prendere per il suo futuro, soprattutto in campo sentimentale.

Ho trovato la storia che la Stephens abbia voluto raccontare una storia introspettiva arguta, intelligente, profonda, interessante e molto piacevole. Apprezzabile doppiamente per il fatto che non abbia voluto insegnare nulla, bensì raccontare la storia simile di due donne che vogliono essere indipendenti, a prescindere dall'amore per qualcuno che renda significativa la loro vita. Molto spesso, infatti, si presume completa una vita condivisa con qualcuno, ma questa visione è solo una delle possibili conclusioni a cui possiamo sopraggiungere per nostra volontà. Non sempre la famiglia e l'amore per la propria anima gemella definiscono le nostre vite, a volte coincide con la propria realizzazione personale, con i propri sogni e almeno non per tutti con l'amore di coppia (anche se è probabilmente il più totalizzante) e Olive e Amanda prospettano le due eventualità di cui vi ho parlato narrando una storia che intreccia identità molto simili e conclusioni molto diverse, in quanto diversa è la natura umana e le priorità di ognuno.
 
Ho apprezzato molto la storia della Stephens e ve la consiglio assolutamente proprio per il fatto che  prospetta una storia affabile, interessante, diversa e scritta molto bene. Empaticamente la scrittrice è perfetta e propone con gentilezza e tenerezza due storie che non sono facili da trattare per la loro complessità, sfaccettatura e caratterizzazione. Seguirò volentieri le altre storie che questa scrittrice avrà voglia di proporci, ne vale proprio la pena.

 
Erica Stephens ci regala un romanzo indimenticabile in cui le storie di due donne si incrociano, tra presente e passato, tra un rammendo a un vestito elegante e una passeggiata nell'affascinante Manhattan. Un romanzo che insegna come, al di là del tempo, il destino di una donna sia quello di lottare affinché i propri sogni si avverino e di non rinunciare all'amore. Perché c'è sempre un filo capace di ricucire le ferite del cuore.

sabato 19 aprile 2014

Anteprima Sonzogno ... una storia antica per animi moderni!

Emma di Normandia,
leggendaria eroina che ha segnato la storia,
è innanzitutto una donna che affronta con coraggio 
le insidie dell'amore e i pericoli della guerra

«Un capolavoro
Una storia emozionante, affascinante, intensa»
Diana Gabaldon
autrice bestseller della saga La straniera







 ---oOo---
L’ombra 
sulla corona 
di Patricia Bracewell 
pagine 464
prezzo €18
Sonzogno
dal 24 aprile
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 La trilogia dedicata a Emma di Normandia è composta da:

1. - Shadow of the Crown - L'ombra sulla corona
2. Ancora inedito
3. Ancora inedito

Siamo attorno all'anno Mille. Emma di Normandia ha quindici anni quando attraversa la Manica per andare in sposa al vecchio re Etelredo d'Inghilterra, che non ha mai incontrato prima.
cover originale
Circondata da cortigiani ostili e intriganti, con un marito che non le dà fiducia, figliastri gonfi di risentimento e un'ammaliante rivale che aspira alla sua corona, Emma deve difendersi contro minacce di ogni genere.
Per far ciò, intesserà alleanze con uomini influenti e conquisterà l'affetto del popolo inglese.
Ma il crescente amore per un uomo che non è suo marito e il pericolo di un'invasione vichinga metteranno a rischio la sua vita e la sua posizione.
Al centro del desiderio di quattro uomini potenti, Emma dovrà saper trovare la via che cambierà il corso della Storia.
Ispirato agli eventi reali tramandati dalla celebre Cronaca Anglo-Sassone, questo romanzo trasporta il lettore in un'affascinante e poco conosciuta epoca storica, in cui i fantasmi abitavano i palazzi del potere, la mano di Dio era all'opera ovunque, e la morte accompagnava i cavalieri da vicino.
Seduta sul trono d'Inghilterra in anni tormentati, la regina Emma è un'eroina indimenticabile, la cui lotta per affermare il proprio ruolo nel mondo risuona, ancor oggi, di una straordinaria modernità.
altra cover del romanzo

«Un romanzo di grande intrattenimento,
 una perla nel panorama letterario del romanzo storico»
PUBLISHERS WEEKLY

Patricia Bracewell è nata in California, dove ha insegnato letteratura prima di dedicarsi alla carriera di scrittrice. Attratta dalla storia inglese, si è imbattuta nella figura, poco studiata, di una delle grandi regine d'Inghilterra, Emma di Normandia, che per quattro decenni ha governato il destino di uno dei più potenti regni d'Europa.

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