Recensione: "La Regina Vittoria" di Lytton Strachey

lunedì 20 ottobre 2014


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La Regina
Vittoria
di Lytton Strachey
pagine 250  circa
prezzo 18.50€
cartaceo/eboork
Castelvecchi
già disponibile
voto:
 5/5
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Il regno di Vittoria coincise con il massimo splendore dell’Impero Britannico, gli anni della Rivoluzione Industriale e della Grande Esposizione. 
cover originale
Un’epoca attraversata da profondi cambiamenti, ma al tempo stesso segnata dal ritorno di una morale rigida, di cui la famiglia reale inglese era l’esempio e l’emblema. 
In questo libro Lytton Strachey ricostruisce la vita della sovrana, dagli entusiasmi e turbamenti dell’adolescenza, alle tenerezze della vita coniugale, al dolore sordo della vedovanza. Senza sentimentalismi, ma con occhio benevolo, l’autore descrive con garbata ironia le virtù e debolezze di una donna. 
Intorno alla regina ruotano i protagonisti della politica della nazione: l’amato principe Alberto, William Gladstone, Benjamin Disraeli, Henry John Palmerstone e John Russell. 
Scritto nel 1921, La regina Vittoria ha segnato una svolta nel genere biografico ed è valso a Strachey il premio letterario James Tait Black Memorial.
un altro romanzo interessante del medesimo autore
* Le immagini sono tratte dal film "Young Victoria"

Considerazioni.
Avevo già letto e recensito un'opera di Strachey, il quale non solo mi aveva edotto circa il rapporto tra la Regina Elisabetta I e il Conte di Essex (di cui potete trovare recensione qui: http://bostonianlibrary.blogspot.it/2014/05/recensione-elisabetta-e-il-conte-di.html), ma anche divertito e incuriosito moltissimo con la sua fluente capacità di ghermire anche un flebile interesse e farlo divenire divertimento e bisogno allo stato puro. Educando, in aggiunta.

memoriale dedicato alla Regina Vittoria

Lo stile di questo autore è quello che fa la differenza rispetto a qualunque altra opera storica che troverete in circolazione, e che tendenzialmente farà della vita di un personaggio storico una ricostruzione davvero arguta, ironica, reale, interessante, ma soprattutto appassionante. Strachey  vi farà amare quella storia che a scuola vi faceva prendere spesso e volentieri sonnolenza e torpore e la renderà qualcosa su cui riflettere piacevolmente.

 

A mio parere, infatti, è davvero molto difficile trovare - almeno di quanto è stato in passato - una lettura che narri la storia come qualcosa che possa serbare non tanto il fascino, che di alcune epoche in particolar modo rimangono intatte, quanto piuttosto un'appassionante racconto che possa affascinare, ed in qualche modo rapire. 

Strachey riesce in questo, ammantando con un tono da rassicurante narratore di fiabe una realtà a volte complicata e dura come quella dei regnanti. Non solo, quello che mi piace immensamente in questo bravissimo narratore, è il fatto che trovi sempre genio e modo di inserire delle considerazioni pungenti, introducendo quella tipica e piacevolissima ironia inglese che appartiene all'irriverenza dei posteri, e congiuntamente alla sua follia stranamente empatica, renda questo un libro estramente ricco di elementi e indispensabile per la comprensione delle persone e dei personaggi di cui si impone scrittore, narratore, criticco e saggista (quale era d'altronde).

E' una biografia notevolissima, soprattutto se pensiamo che riesce a far imprimere nella mente del lettore la storia di una grandissima regnante e un'interessantissima donna come la Regina Vittoria, con alle spalle 82 anni di vita e quasi 64 di regno e che diede il nome addirittura ad un'epoca. Non so se mi spiego...

Sapendo di narrare una storia così impregnata di eventi a livello politico, sociale e umano, Strachey ha suddiviso la narrazione in periodi che vengono incardinati sulla vita di Queen Victoria e man mano le persone - insieme a eventi e quant'altro - che in quel periodo hanno arrichito e lasciato un'impronta nella sua esistenza: da Lord Melbourne al Principe Alberto, da Lord Palmerston a Gladstone e Disraeli.

Ovviamente gran parte della vita personale della Regina corrisponderà all'interfacciarsi con il principe consorte, che Strachey fa emergere in modo convincemente genuino e interessante, vedendolo come un uomo intelligente, arguto, estremamente ironico, che pur vivendo una vita a fianco di una donna che deve mettere in primo posto il Regno piuttosto che sua marito, vive necessatiamente nell'ombra, ma che lo accetta e si lascia mettere a lato pur conservando un posto insindacalmente di valore nella vita della regnante, anche dopo la morte precoce. 

"Sono molto felice e contento, ma le difficoltà maggiori che attentano alla mia dignità si concentrano nel farmi sentire solo un marito e non un vero e proprio padrone di casa." Alberto a William von Lowenstein, maggio 1840, citato in Hobhouse.

Devo anche dire che ho apprezzato moltissimo la descrizione di personaggi molto poco ortodossi, che entrarono nella grazie della Regina, come John Brown, figura alla quale sono collegati diversi eventi e situazioni alquanto particolari e non prive di una certa ironia.

Insomma, è un libro che consiglio a tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza di personaggi storici molto importanti, ma da angolazioni privilegiate, attente, che colgano dettagli curiosi, peculiari, che tridimensionalizzino i personaggi, che umanizzandoli li avvicinino per comprendere meglio le situazioni e i fatti che sono accaduti, come in questo caso.
Lo propongo a tutti coloro di voi che vogliono la proposizione della storia in un altro modo, più fresco, rispetto al classico modo che prevede lo snocciolarsi degli eventi, situazioni, date, ecc... e preferiscono una poco ortdotossa lettura di quanto è il nostro passato tutto - dalla quale emerga un personaggio per quello che era e quello che non era, dai suoi affetti, i suoi modi - con considerazioni argute, ma che nel complesso sia efficacie ed efficiente allo scopo: rappresentare con garbo, eleganza, intelligenza e un pizzico di divertimento dato in un certo senso dalla dissacrazione, di cui Strachey era assoluto maestro.








Lytton Strachey (Londra, 1880-1932) Scrittore, critico letterario e saggista britannico, membro del circolo di Bloomsbury a fianco di John Maynard Keynes e Virginia Woolf, è celebre soprattutto per aver dato avvio a una nuova forma di biografia in cui l’intuizione psicologica e l’empatia sono combinate con arguzia e irriverenza. Di Lytton Strachey, Castelvecchi ha recentemente pubblicato Elisabetta e il conte di Essex, Voltaire, Eminenti Vittoriani e La Regina Vittoria.

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