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Recensione: "Sopravvissuti" di Richard K. Morgan.

martedì 14 agosto 2012


 



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I Sopravvissuti
The Steel Remains
di Richard K. Morgan
prezzo 18,00 €
pagine 491
traduzione di
Maria Antonietta Struzziero
Gargoyle Extra
già disponibile
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La serie " A Land Fit for Heroes " è composta da:
 Sono assolutamente leggibili sepatamente.
1. "The Steel Remains" 2008 - I Sopravvissuti.
2. "The Cold Commands"  2011
3. "The Dark Defiles"2013

Ringil Eskiath è un invincibile guerriero distintosi nella celebre e cruenta battaglia di Gallows Gap. Ripudiato dalla nobile famiglia a causa della sua omosessualità, Ringil riceve la visita inattesa della madre, che gli chiede di ritrovare sua cugina Sherin, rapita e ridotta in schiavitù. Ringil comincia una ricerca irta di pericoli, imboscate e tradimenti, in costante contatto con un mondo abbrutito dalla corruzione. Incontrerà, così, i suoi antichi sodali: Lady Archeth, consigliere di Jhral, il vizioso Imperatore di Yhelteth, ed Egar, capoclan nomade dalle vedute troppo moderne.
Intanto la pace duramente conquistata cede il posto al desiderio di potere e di conquista riaccendendo l’antica tensione tra la Lega del Nord e l’Impero Yhelteth, e una minaccia ancora più terribile si profila all’orizzonte: i Dwenda, un formidabile popolo guerriero, più veloce, agile e feroce di qualsiasi altro nemico che memoria ricordi…

La Storia.
The Steel Remains (A Land Fit for Heroes, #1)
cover originale
Ci sarebbero un mare di aggettivi con cui descrivere questo romanzo, ma sicuramente originale e provocatorio sono i principali. Originale perché questo fantasy è sicuramente uno dei romanzi più insoliti, coraggiosi e differenti che abbia mai letto, sia per trama che per stile di scrittura usato dall’autore. Poche volte ho infatti incontrato una trama così ben strutturata, solida e coerente, e appassionante a partire dall’ambientazione, dove troviamo il nostro pianeta in un futuro lontanissimo, con una Luna resa ad un ammasso di coriandoli posti ad anello che ruotano intorno alla Terra. In questo futuro incerto e modificato abbondano tanto gli umani quanto gli umanoidi che vere e proprie macchine che rappresentano le intelligenze artificiali che in questo stile di romanzi non possono mai mancare. In questo panorama decadente troviamo tre personaggi/veterani di cui seguiremo le gesta:

Ringil Eskiat: 
forte, valoroso guerriero, ma ripudiato con vergogna dalla nobile famiglia a causa di una grave macchia ai loro occhi, la sua omosessualità; ha una potente spada che prende il nome di Amica dei Corvi e ha un’ulteriore ossessione/passione: la  tossicodipendenza;
                                             
Lady Archeth Indamaninarmal: 
ultima rappresentante di due razze, Kiriath,  al servizio di un imperatore che disprezza e tossicomane anche lei;
Egar Dragonbane: 
il suo nome  significa Rovina del Drago”, ed è un nomade dalla mente aperta del popolo Majar ed è profondamente combattuto tra amore e repulsione per la sua terra di origine.

altra cover del primo romanzo.
Il romanzo ci introduce alla vita dei suoi protagonisti - con descrizioni scarne, che sono effettivamente ridotte all’osso, e così proseguiranno, tanto che a volte è difficile farsi un’idea di ciò che lo scrittore ci sta parlando, ma che se vogliamo costiutisce una libertà immaginifica ulteriore che viene concessa al lettore – in particolare seguiamo Ringil che vediamo sopravvivere e arrabattarsi grazie ai bottini che ha incamerato nel passato, lo vediamo mentre gli fa visita la madre che gli chiede aiuto per sua cugina, Sherin, rapita e ridotta in schiavitù e da qui prende inizio un nuovo capitolo della sua vita, l’inizio per lui di nuove battaglie, per nuovi intrighi e avventure. 
Non sarà ovviamente solo, incontrerà infatti vecchie conoscenze che avranno il ruolo di colmare il romanzo delle lacune in Ringil manca, conosciamo man mano infatti Lady Archeth, unica superstite della stirpe dei grandi scienziati Kiriath, ed Egar Dragonbane, nomade Majak. Mentre Lady Archeth è tra i consiglieri più ascoltati di Jhral Khimran II, il dissoluto e decadente Imperatore di Yhelteth, il capotribù Egar è caduto in disgrazia tra i Majak per le sue vedute, come dire,  moderne, dovute alla conoscenza e alla vicinanza di civiltà più avanzate. Mentre i  nostri eroi si muovono in questo mondo con un obiettivo ben preciso scopriranno però come in realtà la relativa pace che stanno vivendo sia in realtà una tranquillità apparente, sotto la superficie della quale potere e conquista sono alla base degli obiettivi delle razze che da sempre si fronteggiano nel nostro futuro pianeta e che si preparano ad ottenerle con una guerra.

Considerazioni
cover originale secondo romanzo.
Ok, per prima cosa se avete intenzione di imbarcarvi in un romanzo con Morgan come capitano allora abbandonate tutte quelle opere fantasy in cui magia, meraviglia, incredulità, bellezza, gentilezza, buonismo e speranza la fanno da padrone. Morgan le spazza via tutte in questo romanzo, prende una storia, dalla trama ben delineata e ben strutturata, ne sfoca i contorni, la scevra di tutti gli orpelli e tutti gli abbellimenti stilistici e narrativi che possa avere e incomincia a costruirvi intorno. Prende quanto rimasto e arricchisce la storia di personaggi emarginati, corpulenti, violenti, dalla personalità tagliata con l’accetta e le passioni e le ossessioni che sono considerate dalla società odierna come sconvenienti e provocatori e ne fa la loro caratteristica principale e distintiva; prende poi il suo stile e lo impregna di quanto più si avvicina al modo di essere dei protagonisti, e alla storia, che essendo brutale e violenta sarà dunque caratterizzata da: dialoghi veloci crudi e duri, linguaggio scurrile, interruzioni della narrazione con monologhi interiori e flussi di coscienza che non troviamo certo in questo tipo di romanzo ma che rendono l'idea delle intenzioni di Morgan … Infine, soddisfatto, Morgan prende tutti queste pezzettini che sono la base della sua storia e compone un romanzo al suono ben scandito dei tamburi velocissimi del suo personalissimo stile che diventa veloce,  velocissimo, incalzante, prepotente non lascia fiato al lettore, lo prende lo trascina gli permette di respirare o rilassarsi quando vuole lui, il romanzo lo conduce sempre e solo  lui e alla fine ci si siede sul divano stremati da una lettura soddisfacente, intraprendente, sconvolgente, cruda, soggettiva, sporca e a volte confusa dalla sulla foga, dalla sua sopraffazione.
Morgan sovrasta il lettore. Si perché non guarda a quello che vuole il lettore, ma scrive in funzione della storia, non guarda cosa piace o non piace allo schizzinoso lettore, lui scrive per gli scomodi personaggi e se questi sono spiazzanti, eccessivi, politicamente scorretti, emarginati, volgari e scurrili così sarà la storia, così sarà il linguaggio. Tutto o niente.
Può non piacere a tutti, ma sicuramente rende l’idea del tipo di autore di fronte al quale ci troviamo davanti. Io apprezzo moltissimo questo lato di Morgan, perché non bada al lettore, non scrive per (anche) per me, ma per incuriosirmi, per spingermi ad andare oltre, per interessarmi, per coinvolgermi, per farmi provare e vivere una storia spettacolare, una storia diversa, una storia che sicuramente con altri non vivrò, un viaggio che affronterò nella trama e nello stile solamente con lui e solo lui ricorderò come tale nel genere. Anche per l’atmosfera. Non troverete atmosfere altrettanto cupe, buie, torbide, ma al contempo affascinanti e coinvolgenti.

The Cold Commands (A Land Fit for Heroes, #2)
altra cover secondo romanzo
Le scene e le tematiche di questo libro sono spiazzanti, cruenti, sporche, il sesso è abbondante e a volte gratuito (i rapporti, anche omosessuali, sono particolareggiati e frequenti) volutamente tutto ciò è eccessivo, come il sangue versato, la brutalità esposta, come violenza subita, l’odio, l’amore, la vendetta provate, come la corruzione presentata, la tossicodipendenza esibita come condizione normale, come la palese discriminazione esistente. Sono tutte tematiche forti che Morgan si propone di raccontare nel modo più diretto, spiccio ed essenziale possibile, riportate all’eccesso, per svergognarle di fronte ad una società volontariamente cieca ed ottusa, in un mondo che le vede oscene e brute se esposte ai quattro venti. Morgan critica dunque la nostra società, in modo più di diretto di quanto si possa pensare, ma in modo tutt’altro che pulito ed elegante o onorevole, quasi a dire “lo schifo è questo ed essendo schifo ve lo presento nella sua naturale espressione gente!”

In conclusione posso dire in tutta coscienza che promuovo a pieni voti Morgan e questo romanzo, lo promuovo perché penso di averne colto la chiave di lettura e proprio per questo mi è piaciuto ed mi ha appassionato e lo ho apprezzato visceralmente il romanzo. Non ho amato certo leggere delle brutture e delle sconcezze e delle volgarità, ma ne ho capito il senso, ho capito perché sono state usate in modo così ricorrente, in modo così marcato e tracotante.

Consigliato? Si! Per tutti? No. Morgan pretende, impone, spiazza e imbarazza e non sperate che vi conceda qualcosa, perché non lo farà, ma vi promette onestà  e un’avventura brutalmente indimenticabile.

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