Recensione: "Festa di Nozze" di Maggie Shipstead

giovedì 16 agosto 2012

 




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Festa di nozze
di Maggie Shipstead
pagine 368
prezzo 17,00
Neri pozza
già disponibile
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A Waskeke, un’isola del New England, in cima a una collinetta erbosa, spicca una casa alta e stretta, la cui facciata semplice, rivestita di assi grigie, parla di agi e sobrietà, di benessere e riserbo.
È la casa di Winn van Meter da vent’anni, da quando Livia, la sua secondogenita, era ancora in fasce e, per venti estati, il tempo e l’abitudine l’hanno trasformata in un sacro monolite sopra il quale il cielo estivo continua a fare capriole.
In quella casa si sta per svolgere la festa di matrimonio di Daphne, la primogenita di Winn e Biddy. Tra le sue mura, con disappunto di Winn, è tutto un viavai di damigelle e di altre vestali del sacro fuoco delle nozze.
Biddy, la moglie di Winn, bada ossessivamente ai preparativi. Livia, shorts azzurri e gambe magre, si aggira come sempre accompagnata da una ventata d’aria di mare. Daphne, come al solito, nasconde i suoi moti interiori dietro uno specchio fumoso di dolcezza e serenità. Sta per sposare Greyson. Un’ottima scelta, agli occhi di Winn, poiché Greyson è sempre affabile ed è già avviato sulla strada per guadagnare una fortuna.
Winn, insomma, dovrebbe essere felice. Ma c’è qualcosa che l’angustia, qualcosa che gli dice che quella festa di nozze può anche trasformarsi in un infido percorso a ostacoli disseminato di occasioni di dire o fare qualcosa di sbagliato.
Sarà forse la sicura presenza alla cerimonia di Jack Fenn e di sua moglie Fee, ex fiamma di Winn? Quel Jack Fenn, membro della commissione d’ammissione del Pequod, il piú esclusivo club di golf di Waskeke che da anni lo tiene nella triste condizione di guest senza mai accoglierlo tra i suoi illustri soci?
Oppure il pericolo per lui, Winn, rispettabile bostoniano nei suoi tardi cinquant’anni, è rappresentato da Agatha, la giovane damigella di Daphne, un autentico esemplare di bomba sexy dalle morbide curve e l’aria di incurante e consumato disordine coi suoi vestitini bordati di pizzo, i pantaloni pericolosamente scesi sui fianchi, gli shorts che, pur soddisfacendo i requisiti della decenza, danno un’inconfutabile impressione di nudità?

La storia secondo me.

Questo libro torna alla tradizione del romanzo familiare, quello che in cui vediamo in Tolstoij il capostipite per intenderci, ma anzichè trovarci di fronte alla tipica famiglia ottocentesca russa siamo di fronte ad una tipica, ricca, numerosa e ambiziosa famiglia altolocata americana del nostro tempo. 
La storia raccontata nel romanzo ruota intorno ad un giorno di festa, in particolare un  matrimonio, quello di Daphne, ma il fatidico giorno e i 2 giorni che lo precedeno non ci vengono narrati da lei - che anzi viene solo sfiorata incidentalemnte dal romanzo - ma dal capostipite della famiglia che sta per lasciare, quella di suo padre, Winn van Meter.
Win è un uomo che scopriremo essere tutto sommato molto soddisfatto del suo passato - nella ricerca di assurgere a figlio devoto e quasi perfetto di un padre che ha sempre voluto il raggiungimento di certi traguardi - e del suo presente, con una moglie e una famiglia unita e che si ama, anche senza particolari scossoni, di una carriera soddisfacente con scalate di successo e l'appartenenza a club esclusivi e importanti. Tranne uno. Infatti Win ha due problemi: l'essere accettato dal Pequod, club molto esclusivo ed evitare la ninfa Agatha, amica e damigella di Daphne, che cerca di sedurlo in ogni modo ogni volta che c'è una riunione di famiglia. 
La figura di Win è molto sfaccettata e più profonda dall'ambientazione perfetta e forzosamente placita che incontriamo da subito. Win infatti ormai non ha più, almeno apparentemente grossi problemi; ad una certa età, con un certo successo lavorativo e sociale non dovrebbe che occuparsi della sistemazione delle figlie, di andare in vacanza, di partecipare alle  feste sfarzose degli ambienti altolocati e di giocare a golf nei club prestigiosi di cui fa parte. Il problema è che la pressione di rimenere al vertice è qualcosa dal quale non si va mai in pensione, si deve sempre combattere se nell'alta società ci si è arrivati non per eredità, ma per risalita nella società e tocca manterla e lottare per essa. Soprattutto da quando Livia ha provocato un piccolo scandalo con il figlio di un membro importante, Jack Fenn, del club al quale vuole accedere, il Pequod, soprattuto visto che Jack - per sua stessa ammissione - mai lo farà entrare.
Win è sposato con Biddy, donna che ha sempre saputo stare accanto a Win, in qualsiasi situazione, sempre sapendo come prenderlo e come aiutarlo, senza pretendere o imporre; Biddy è una donna molto composta, rappresenta la classica madre molto protettiva e moglie morigerata disposta a tutto per proteggere ad ogni costo la sua famiglia e quello che ha costruito. Sarà impegnata sotto ogni punto di vista nella preparazione dei preparativi del matrimonio della figlia, che incinta non può occuparsi dei preparativi. Ci sarà modo anche di approfondire la sua visione dei problemi che insorgeranno e dei sentimenti per Win.

Daphne e Livia sono le figlie della summenzionata coppia, ma sono molto diffenti. Mentre Daphne ha una sua visione della vita per tutto, è molto sicura di sè e ha finalmente trovato la felicità con Greyson che si accinge a sposare; Livia, la minore delle figlie di Win è purtroppo molto emotiva e sentimentale, è in crisi, si perchè purtoppo mollata dal primo ragazzo che abbia mai avuto, non riesce a dimenticarlo, non riesce ad accantonare la cosa e ad andare avanti per la sua strada, il ricordo è ancora troppo vivido, soprattutto dopo lo scandalo che ha dato...

Le vite di questa famiglia, degli amici, delle damigelle, delle amiche più stretta verranno narrate e intrecciati l'una con l'altra in questo romanzo che mi piaciuto, mi ha affascinato e mi ha convinto della bavuta della Shipstead.

Considerazioni.

La prima cosa che ho pensato assaporando l'ultima pagina di questo romanzi è che una cosa che è pressochè sparita con il progresso e la tecnologia è la voglia di assaporare i momenti, i singoli attimi, soprattutto quelli che diamo per scontati


Non volgio sembrarvi retorica o critica, è solo una constatazione che questo libro ha mi ha portato a fare ... con i suoi ritmi calmi e posati e le atmosfere ricche e perfezioniste. Questa voglia, questa spinta ad andare avanti, questa accelerazione anche se giusta o inevitabile ha comportato il sacrificio del tempo ...
 
Questa accelerazione è visibile anche nelle letture che vi e ci vengono proposte sugli scaffali delle librerie o nelle pagine degli store on line. I libri hanno sempre più una trama incalzante con trame che avvolgono e catturano il lettore in vorticose e veloci storie, pensiamo al thriller, al paranormal, al fantasy, all'urban fantasy, ecc... Con questo non voglio dire di essere contro il progresso, anzi, altrimenti  non sarei qua a scrivere,  ma a volte ci sfuggono le sfumature, quelle piccole cose o quelle persone che ci girano intorno, che arricchiscono ciò che stiamo vivendo, che attribuiscono a quegli attimi che potrebbero essere di per se stessi insignificanti, l'importanza e la qualità che invece li rendono incancellabili agli occhi della memoria e che quelle di cui ci accorgiamo della mancanza solo quando non ci sono più o sono troppo tardi da apprezzare. 
 "Festa di nozze" è un libro che propone al lettore una lettura raccolta, familiare, dove tutti gli aspetti che concernono quest'ultimo vengono raccontati senza schermare nulla al lettore, che viene coinvolto nei preparativi della festa, viene reso partecipe delle paure che attengono il matrimonio, quelle del padre di perdere una figlia amatissima, delle apprensioni della madre, dei problemi sentimentali di una figlia fragile che vuole essere amata e di un'amica di famiglia che li vede per quello che sono con i loro pregi e i loro difetti, amandoli anche di più per questi ultimi, anche se in ultimo non li comprende. Con il racconto di tutte storie, di tutti questi momenti la Shipstead non dimentica i dettagli: ci racconta delle ambientazioni suggestive e quasi rese romantiche dalla narrazione carezzevole ma onesta; ci immerge nella tenera estate del New England, ci avvolge in un tenero sfarfallio di immagini rubate, pensieri profondi e dubbi comprensibilmente umani; ci racconta dell'amata casa, nel cuore e di fatto, di Win; ci narra delle sensazioni di un uomo, della paura di una donna, della bellezza della famiglia, dei ricordi e dell'amore oltre aldilà del successo e dei soldi, al di là di quello che abbiamo.  Il racconto è reso in modo semplice, ma naturale, intriga e cattura. Le spire voluttuose date dalla scrittura della Shipstead sono avvolgenti, confortevoli, ci riportano alla famiglia, alla polvere che si posa sui tavoli insieme ai ricordi che ognuno si porta nel cuore, ai problemi, ai litigi, ai segreti piccoli o grandi, ai dispiaceri, ma soprattutto a quello a cui sempre ci fa tornare la famiglia - anche se ce  ne andiamo per costruirne una tutta nostra con nostre regole e nuovi inizi - l'amore.


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