☆ I POST PIU' RECENTI DEL BOSTONIAN LIBRARY ☆
Il meglio ... scelto per voi!

Recensione: "Le parole lontano del fuoco" di Tiffany Baker

martedì 2 ottobre 2012








 ---oOo---
 Le parole lontano del fuoco
di Tiffany Baker
pagine 400 circa
prezzo 17,60€
Garzanti
già disponibile
--o--







La Storia
Dicembre sta per arrivare e un vento freddo ha ricominciato a soffiare sul piccolo paese di Prospect, a Cape Cod. Claire conosce bene quel vento capace di alimentare il fuoco e sa che niente è cambiato da molti anni prima. Le pare ancora di essere lì, intorno al falò, insieme a sua sorella Joanna: aveva solo sei anni quando per la prima volta ha sentito le parole del fuoco, e ha previsto il futuro secondo un antico dono trasmesso di generazione in generazione fra le donne della famiglia Gilly. Un'arte antica ma anche una terribile maledizione, secondo gli abitanti del paese. Tutti le considerano streghe e uniche colpevoli di un maleficio che da anni si abbatte sugli uomini della famiglia, vittime di strani incidenti, come Henry, il gemello di Joanna, scomparso a soli otto anni. Ma Claire è fuggita da tutto ciò. Si è ribellata a quel destino di sventura, ha cercato solo di essere una ragazza normale. Eppure il richiamo del fuoco è troppo potente. E Claire non può più scappare. Joanna ha bisogno di lei, ora come non mai. La sua famiglia è in grave pericolo, l'odio e la superstizione che da sempre le perseguitano stanno per distruggere tutto. Claire deve affrontare i fantasmi del passato, distinguere la verità dalla menzogna, affrontare la sua paura più grande. Perché Claire lo sa: il cerchio potrà chiudersi di nuovo solo di fronte all'abbraccio delle fiamme, in una fredda notte stellata. Solo così potrà salvare sua sorella e anche sé stessa.

Considerazioni.
Tiffany Baker è una bravissima autrice, lo ha dimostrato nel suo primo romanzo "La Ragazza gigante della contea di Abedeen" e lo dimostra, seppur con qualche differenza, in questo secondo romanzo pubblicato in Italia.
Devo subito premettere che "Le parole lontano del fuoco" è un bellissimo romanzo che però può creare qualche delusione se ci si  aspetta da esso qualcosa che è implicitato nella trama ma non esplicato nella narrazione. Mi spiego.
Tutto sta a) nelle aspettative b) nella comprensione della trama prima di leggere il romanzo c) nel conoscere l'autrice.
Infatti, anche io, devo assolutamente confessare, sono stata subito attirata dalle parole "streghe" e "fuoco", e il mio cervello con queste parole incomincia subito a pensare di trovarsi nel telefilm Streghe, non so se mi spiego. Tuttavia, in questo romanzo, come la Baker è solita fare, utlizza una trama pseudo - magica, o quantomeno di induzione al magico, per narrare una storia in realtà molto concreta e reale ma che vuole focalizzarsi su rapporti umani profondi e radicati.
Per costruire quella particolare illusione la Baker utilizza in questa storia un'ambientazione che crei subito familiarità con la magia, in particolare la zona sopra New York, Cape Code, vicino a Boston dove dicembre, le saline e l'interpretazione del futuro tramite la colorazione del fuoco (bruciandovi del sale) concorrono a creare un'ambientazione particolarmente adeguatae fertile alle credenze e per la magia (siamo anche vicino a Salem, città simbolo delle streghe, in America). 
Poi, sempre con una narrazione onomatopeica ed evocativa la Baker introduce un'ambientazione confortevole e piacevole in ci muove piacevolmente e con interesse; poi incomincia a tratteggiare le protagoniste del libro, che in questa storia pur avendo vite separate e non vedendosi da molti anni hanno un legame molto stretto, dovuto al sangue, alle tradizioni, alla famiglia ed ai rituali a cui d piccole erano abituate. 
Questi sentimenti alla Baker sono molto cari e le riescono anche particolarmente bene da veicolare al lettore tramite una storia sopra le righe, che insinua il dubbio sull'esistenza della parte "irreale" ma saranno proprio questi legami, le radici, ciò che in assoluto interessano di più alla Baker, non fatevi ingannare, in questo  romanzo. Infatti il fulcro del romanzo non può che dirsi l'amore. L'amore che si cerca, che a volte si trova ed a volte rimane insoddisfatto, l'amore che unisce, ma anche che separa e l'autrice ci rappresenta una famiglia divisa a causa del loro "potere" di leggere il fuoco, ma assolutamente legata dall'amore che in questa storia si manifesta in diversi modi ed in diverse forme.
Devo proprio dire che questa storia non mi ha affatto deluso, non mi ha stupito o narrato qualcosa di nuovo o mai affrontato da altri autori, ma l'ho trovata profonda, coinvolgente ed a tratti anche dolorosamente vissuta dai personaggi che come filo conduttore hanno soprattutto il fatto di condividere un passato  molto complesso e vissuto con rimorso e rimpianto a causa dei segreti, delle colpe e dei misteri che si muovono sotto la superficie delicata del presente dicembrino che si trovano a condurre così fragilmente e con paura di rompere. Niente è facile, nulla scontato, tutto da riscostruire lottando e faticando confantasmi, credenze, incertezze, dubbi, menzogne, superstizioni e soprattutto odio.
Lasciando poi da parte un attimo la storia in se stessa, pur essendo molto accativante e piacevole, che come ho già detto non propone una storia innovativa o mai percorsa, devo confessare che ciò che ammiro maggiormente nella Baker - e che mi fa passar sopra ad alcuni difetti e incrinature che troviamo nei suoi romanzi, che non si possono dire del tutto perfetti - è la sua abilità narrativa.
Se infatti leggo piacevolmente e con assoluto rapimento la Addison Allen per la capacità emotiva che riesce ad imprimere alla trama, leggo con il medesimo bisogno la Baker per la sua capacità evocativa nelle descrizioni ambientali e paesaggistiche (provate a leggere i suoni che riproduce del vento,delle onde, del fuoco, del sale) per la profondità con cui descrive ciò che serba il cuore e l'animo umano, come scava nel profondo dei personaggi e li smaschera davanti al lettore, com'è riuscita a farli evolvere e maturare davanti ai miei occhi e come gestisce le emozioni e i dialoghi tra di essi.
 
Quello che vorrei farvi arrivare di questa autrice è che non si riseba nella scrittura di una storia, scrive di tutto lo spettro dei sentimenti umani, perchè ogni persona ne conserva tutte le sfumature, per cui una madre devota e affettuosa serberà comunque rancore o rabbia; una donna rabbiosa e ostile avrà  comunque delle fragilità e della bontà innata che si mostrerà quando meno lo si aspetti; un uomo apparentemente bruto e infido potrà riscattarsi avvicinando due sorelle rese lontano da un passato soltario e ostile.
La Baker è proprio una di quelle scrittrici che leggerei anche facesse una descrizione della lista della spesa. E' brava, davvero.


Consigliato? Si. A me è paiciuto davvero molto. Se amate uno stile accurato e paziente e una storia già battuta si, ma elaborata elegantemente e con rara bravura.


3 commenti:

Morna ha detto...

Concordo in pieno con la tua recensione, anche io l'ho letto (era il primo romanzo dell'autrice che leggevo) e ne sono rimasta profondamente colpita ^^
Complimenti per la recensione :)

Endimione Birches ha detto...

Ciao Morna!!!!!

Grazie mille, sono contenta che ti sia piaciuto! Secondo me la Baker è davvero bravissima ^ ^
Cmq se questo ti è piaciuto ti consiglio a maggior ragione il suo primo romanzo "La ragazza gigante della contea di Aberdeen" che secondo me è ancor più bello!

passa una buona serata ;)

Morna ha detto...

Grazie Endimione, lo inserisco nella lista dei desideri ^^