Recensione: "Il magnifico Spilsbury ovvero gli omicidi delle vasche da bagno" di Jane Robins

mercoledì 5 dicembre 2012








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Il magnifico Spilsbury 
ovvero 
gli omicidi delle vasche da bagno 
Di Jane Robins
pagine 278
prezzo 19,50€
Einaudi editore
già disponibile
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Inghilterra, 1910. Bessie Mundy ha trentatre anni, vive sola e sembra non avere più alcuna prospettiva di sposarsi. Fa la dama di compagnia ed è economicamente indipendente dalla famiglia, che resta assai sorpresa quando, di punto in bianco, Bessie annuncia di voler sposare un uomo appena conosciuto.
Il matrimonio avviene in tutta fretta e lo sposo sollecita la donna a farsi consegnare la quota che le spetta dell'eredità paterna. Con una parte del denaro la coppia affitta una casa all'80 di High Street, a Herne Bay, e vi fa installare una moderna vasca da bagno. Dopo pochi giorni Bessie viene trovata annegata in quella vasca nuova di zecca. Vicino al cadavere non c'è nessuna traccia di lotta e il medico conclude che la donna è rimasta vittima di un attacco epilettico. Il marito organizza un funerale al risparmio, seppellisce Bessie in una fossa comune e quindi scompare. Un anno dopo, più o meno la stessa sorte tocca a una infermiera nubile di nome Alice Burnham. Il copione si ripete: una donna non più giovane, non particolarmente bella, non particolarmente ricca, decide improvvisamente di sposarsi, chiede alla famiglia di liquidarle tutti i suoi averi, si reca con il neosposo in una stazione balneare inglese, affitta una stanza con una vasca da bagno e muore annegata. L'anno successivo è la volta di Margaret Lofty.
Bernard Spilsbury
Cinque anni dopo l'ispettore Arthur Neil sospetta la possibilità di un collegamento tra i due ultimi casi e, indagando, riesce a individuare un presunto colpevole, un uomo che, sotto diverse identità, ha sposato prima Alice e poi Margaret. Nel giro di pochi giorni gli viene attribuita anche la morte di Bessie. In una Londra minacciata dalle bombe degli Zeppelin, il processo riesce a guadagnarsi le prime pagine dei giornali e a catturare per giorni l'attenzione dell'opinione pubblica anche per merito di un personaggio che fa il suo primo ingresso nei tribunali dell'epoca: il patologo forense. Con i casi delle spose annegate nella vasca da bagno, il patologo diventa per la prima volta figura centrale per valutare l'innocenza o la colpevolezza di un imputato e ruba la scena al Principe del foro.
Bernard Spilsbury è un patologo di grande esperienza e di numerosi pregi: è alto oltre il metro e ottanta, è molto elegante, ha lineamenti raffinati, una parlantina sciolta e un mento volitivo. E soprattutto conosce il suo mestiere.
Spilsbury è dedito in maniera quasi ossessiva alla professione e sacrifica ogni momento della sua giornata al difficile compito di sezionare e analizzare i cadaveri. Usando seghe, martelli, esperimenti scientifici e una vasta conoscenza dei veleni, diventa un beniamino dei giornali dell'epoca meritandosi presto il titolo di: «padre della medicina legale moderna», «perfetto prototipo del detective della narrativa moderna». E viene applaudito come il vero «Sherlock Holmes».

Considerazioni.
Questo romanzo è stata davvero una scoperta! Non è il classico romanzo, perchè non c'è un vero e proprio racconto di una storia a livello romanzato di protagonisti inventati (o meno) con cui costruiamo un'empatia immediata ed emotiva.
E' quanto piuttosto la storia vera - narrata in modo fluido e con metodo - di giovani donne sedotte e poi uccise nella vasca da bagno, di cui si cerca il colpevole con tutta una serie di considerazioni medico - scientifico ed investigativo, che ruotuano intorno alla loro vita e alla morte delle giovani per poter scoprire chi le ha uccise.

Noioso? Assolutamente no, anzi, l'ho trovato particolarmente interessante per la comprensione sia di un'epoca - inclusa proprio la conduzione della vita di allora, fatta in modo particolamente vivido (anche se molto dura e difficile per tempi e costumi) e mooolto interessante - che da un punto di vista di conoscenza delle metodologie di investigazione da parte della polizia, che di quelle ancor più affascinanti e sperimentali - almeno per l'epoca - della scientifica, che si adoperava senza riserve per comprendere modo, luoghi e tempi (nonchè colpevoli potenziali da individuare) con gli strumenti del periodo e quelli sperimentali e di nuova concezione grazie all'invettiva e la tecnologia che avanzava...

L'idea di fondo della Robins è seguire le vicende di un patologo molto famoso all'epoca, un certo Spilsbury, Sir Bernard Henry Spilsbury (16 May 1877 – 17 December 1947) che seguì moltissimi casi di omicidio all'epoca e che trovò notorietà, fama e credibilità professionale e scientifica proprio grazie alla sua bravura ed i mezzi innovativi da lui utilizzati per l'epoca. Personaggio inventato? Assolutamente no!

Educato al Magdalen College di Oxford, ed uscitone con una laurea in scienze naturali nel 1899, studiò inoltre presso l'Ospedale St. Mary a Paddington, Londra, nel 1899. Ma cosa ancor più notevole, fu che si specializzò nella, allora, "nuova" scienza della patologia forense. 

--o intermezzo circa la vita si Spilsbury o--

Fu un patologo - oltre che uomo molto piacente (1 metro 80 di altezza nonchè - pare - molto bello) e risoluto - molto competente e conosciuto, sia per i casi che aveva seguito che per la notoretà che con questi raggiunse grazie alla stampa dell'epoca; tuttavia la notorietà e la fama gli portarono anche varie antipatie da parte dei colleghi e di parte della comunità scientifica. Infatti fu anche molto criticato per la sua insistenza a lavorare da solo, nel suo rifiuto di formare gli studenti e di una mancanza di volontà da parte sua di impegnarsi nella ricerca accademica e di pubblicare articoli in tal senso. Ciò infatti, secondo alcuni, gli conferì un alone di infallibilità che sollevò preoccupazioni circa la sua celebrità, più che il suo merito in campo scientifico; ma proprio queste caratterische, per alcuni, furono anche i pregi di Spilsbury, tanto che fu proprio grazie ad esse che convinse le giurie a dare maggior credito alla sua testimonianza rispetto a quella di tutti gli altri. La sua vita fu particolarmente stimolante e piena di avvenimenti, ma anche molto difficile e irta di insidie. Spilsbury infatti colpito dalla depressione in seguito alla morte dei due figli - di quattro -  nel giro di una decina d'anni lo portò al suicidio - con l'uso del gas - nel suo laboratorio di Londra.

--o intermezzo concluso o--

Questo romanzo segue dunque una serie di casi da lui affrontati nel corso della sua lunghissima e brillante carriera. Il caso delle donne uccise nella vasca da bagno fu particolare e paticolarmente interessante, perchè se non fosse stato proprio per la sua accuratezza, la sua scrupolosità professionale, probabilmente non si sarebbe nemmeno parlato di un collegamento tra i vari omidici, e quindi di un unico colpevole per essi. E' stato un caso interessante da leggere, l'ho divorato in pochi giorni, in parte perchè volevo assolutamente capire come le autorità sarebbero riuscite ad arrivare ad un colpevole e poi anche l'aggiunta di particolari sulle abitudine della gente dell'epoca, circa i bisogni quotidiani, le astuzie, le cose ingeniose che oggi diamo per scontato e che per allora invece non lo erano, insomma mi è proprio piaciuto, mi ha edotto ma con assoluta piacevolezza di scrittura e d interesse!!


Personalmente ho trovato interessantissimo il mondo ottocentesco tratteggiato e colto dalla realtà in cui mi sono immersa grazie alla Robins. Devo dire che mi sono trova affascinata dai mezzi molto rudimentali utilizzati sia in campo medico che in quello scientifico, nonchè della grande parte di logica deduttiva ed induttiva utilizzata per compensare i dettagli frammentari ricavati dalla realtà e dalle prove. Molto interessante anche proprio il fatto di comprendere come questi scienzati ed investigatori incominciavano ad approciarsi con le nuove tecnologie che si proponevano di migliorare la raccolta delle prove, gli indizi e quant'altro.



Consigliato? Si, per una lettura diversa dal solito, per coloro che sono convinti che la realtà supera l'immaginazione, sicuramente!


Jane Robins, giornalista e scrittrice, vive a Londra. Il suo romanzo Rebel Queen racconta la storia e gli adulteri di Carolina di Brunswick, moglie del re Giorgio IV. Per Einaudi ha pubblicato nel 2011 Il magnifico Spilsbury, ovvero Gli omicidi delle vasche da bagno.

2 commenti:

annaritaverzola ha detto...

Concordo con la tua bella recensione. Questo romanzo è stato una sorprendente e piacevole lettura. Me lo hai fatto ripercorrere con la memoria! Un felice fine settimana, Annarita

Endimione Birches ha detto...

Yesssss, mooolto bella!
Felice fine settimana Annarita!!
besos ;)