Recensione: "La casa delle vergini" di Amy

venerdì 8 febbraio 2013

NewYork, 1871. 
Nella pensione in cui Miss Everett provvede all'educazione 
di prostitute giovanissime per uomini alla ricerca della «cura delle vergini», 
Moth, una ragazza abbandonata dalla madre, 
cerca di sottrarre il proprio corpo e la propria anima al suo ineluttabile destino.

La casa delle vergini 





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La casa 
delle vergini
di Ami Mckay
Pagine 336
Euro 17,00
Neri Pozza
da novembre
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Nel 1871 a New York le grandi Avenue sono piene di immagini di benessere, luminose e sgargianti: case che brillano con la loro illuminazione a gas; uomini d'affari che camminano a passo svelto nei loro bei completi di ottimo taglio; venditori ambulanti che spingono i loro carretti con le merci fresche e ben ordinate anche a fine giornata. Basta, però, avventurarsi in una strada laterale per imbattersi in tutt'altra visione. 
A Chrystie Street, ad esempio, nei pressi della Seconda Avenue, le case sono lugubri caseggiati chiamati «i mattatoi» dove vivere comporta anche avere eccellenti probabilità di morire, uccisi dalle malattie o dalla fame, dalla rabbia di un vicino, o di propria mano.
The Virgin Cure
cover originale
I ragazzi lì sono inevitabilmente destinati a diventare dei borsaioli, e le ragazze a vendere fiammiferi e spille, fiori e pannocchie calde, prima di vendere se stesse.
Moth è nata nella zona più povera di Chrystie Street, da una chiromante dei bassifondi e da un uomo scappato di casa quando lei aveva tre anni, portando con sé l'unico pezzo d'argenteria di sua madre, una zuccheriera ossidata che lei aveva trovato fra i resti di un incendio nella Terza Avenue.
A dodici anni Moth viene venduta dalla madre a una donna con lo sguardo dolce, gli occhi umidi e luccicanti e alti stivaletti di cuoio nero ai piedi: Mrs Wentworth, in cerca di cameriere servizievoli e compiacenti. Il destino di Moth è, tuttavia, altrove: alla Bowery, la zona della città piena di case vistose e chiassose, sale da ballo, alberghi di terza categoria, teatri di varietà, sale da concerto, baracconi per il tiro a segno, cenciosi suonatori di organetto e ragazzi dalla faccia triste.
Lì Moth incontra Miss Everett, una bruna raffinata e affascinante, che al 73 della EastHouston Street gestisce una pensione speciale che ospita «cinque giovani signorine il cui allegro temperamento tende a scacciare la malinconia». È la casa delle vergini dove, come recitano i gioiosi annunci della pensione, «creature fatate sono devote al servizio di Cupido». È il tempo in cui vige il mito della «cura delle vergini», e gli uomini affetti da deformità o malattie incurabili sono disposti a pagare parecchio per intrattenersi con giovani donne, sperando di trarne miracoloso giovamento.
Moth viene accolta al 73 della East Houston Street e istruita con eleganza da Miss Everett che le insegna a comportarsi come una Lady e a soddisfare nel modo migliore le necessità di un gentiluomo. Nella casa Moth fa, tuttavia, anche la conoscenza della dottoressa Sadie, una donna raffinata e colta, che le insegna, invece, ad avere rispetto e cura di sé e a cercare di sottrarre il proprio corpo e la propria anima a un destino forse ineluttabile.
 
Cosiderazioni.
Ho amato molto questo romanzo, per un milione di ragioni, credo. Ma incomincio con diverne un paio...

L'ho amato da subito perchè probabilmente è capitato nel momento giusto, avevo voglia di leggere un romanzo di questo genere e mi ha chiamato dalla libreria, non ha voluto che lo abbandonassi nelle mani di qualche altro lettore e non ho potuto fare assolutamente altro che prenderlo, comprarlo e immergermi fino a che non l'ho finito.

L'ho amato  perchè è scritto semplicemente. Non vuol dire che sia banale o che sia un romanzo di livello inferiore. Con ciò voglio dire che è un romanzo che parla di persone, di bambine, di una bambina in particolare, semplice, che vive in strada, che si arrangia con quello che può, che cerca di sopravvivere prima all'abbandono della madre che la vende ad una Lady che la picchia, tortura e schiaccia; che sopravvive alla strada, alla scoperta della morte della madre; che sopravvive in una casa che prende le bambine (ufficialmente dai 15 anni, ma praticamente dagli 11 vanno benissimo) vergini e le vende al miglior offerente e che le vuole per soddisfare quella che allora si credeva la "cura della vergine" per cui deflorare una vergine "garantiva" una guarigione dalle malattie. Che infine sopravvive alla cupidigia e allo sfruttamente dei grandi e alle cattiverie dei suoi coetanei, dagli amori non corrisposti e dal dolore per coloro che le sono vicine.
L'ho amato perchè un ritratto genuino, vero, reale e credibile di uno spaccato di New York che oggi non esiste più, se non in altre forme. Dove vivere era una delle più grandi scommesse dell'esistenza umana presente sul territorio newyorkese al periodo e il baratro per la povertà e quindi la fame, le bugie, la cattiveria e la perdizione era più vicino di quanto si pensasse e per coloro che già vi erano caduti, una montagna quasi impossibile da scalare o un crepaccio molto vicino in cui ritornare.

L'ho amato perchè la McKay narra questa storia in modo semplice, umano, avvincente, avvolgente. La McKay accompagna per mano il lettore con bravura disarmante e capacità narrative rimanrchevolmente talentuose. Al fine poi di inserire note di interesse storico e di costume dell'epoca, la McKay racconta si la storia di Moth, ma essendo raccontata dalla Dott.ssa Sadie, vediamo che in nota troverete particolari medici e note interessanti che fa piacere sapere e non vedere date per scontate. Molto piacevole poi il fatto di trovare ad ogni capitolo canzocine, poesie, inserti di giornali a supporto degli avvenimenti che i personaggi subiscono o in cui sono coivolti nella storia.

L'ho amato per via dei personaggi.   
Più degli altri e meglio degli altri viene Moth, così tenera, giovane e fragile da fare quasi paura la forza, la determinazione nelle scelte, e nelle decisoni che si trova a prende a 12 anni. Sembra impossibile, e questo mi ha fatto profondamente riflettere, di come in un passato - poi nemmeno lontanissimo - si viveva, le prove umane ed emotive che si dovevano affrontare e che si dovevano vincere ad ogni costo per sopravvivere. Moth è un personaggio che mi si è piazzato al centro del cuore e che mi porterò dentro per molto tempo. Non ricordo da quanto tempo un personaggio mi abbia fatto tanta tenerezza e mi ha suscitato tanta stima. Davvero un meraviglioso ritratto di coraggio, disperazione, determinazione, cuore e volotà umana.
La lotta ineriore che affronta Moth ogni giorno, senza avere mai avuto un'infazia, defraudata troppo presto di quest'ultima e dell'amore che ogni bambino dovrebbe conoscere o poter sentire sulla e dentro la pelle, la possibilità di avere delle scelte, oltre che solo e soltanto imperativi e l'assenza di responsabilità come dovrebbe essere a quell'età.  Mi ha davvero profondamente commosso e scosso.

Ho partecipato emotivamente alla sua sconfitta e alla sua voglia di uscire dalla povertà, dall'essere soggiogata e manovrata da altri, la voglia di essere se stessa e soprattutto...libera.
In ultimo bellissima la scelta di dare alla protagonista del romanzo il nome di Moth, falena.
 Ma anche la Dott.ssa Sadie, a cui mi sono sentita più vicina come carattere, che cerca di salvare le bamine dal loro destino senza spingerle, ma con una costanza di ferro. Mirabile personaggio anche lei.
Ci sono poi tutta una serie di personaggi minori e di contorno che contribuiscono a rendere bene l'epoca, a caratterizzare il periodo, a far si che i personaggi si confrontino con i loro demoni, con la pare buona e la parte cattiva che contengono all'interno, in loro essi stessi e di cui sono costuituiti nel profondo.






Consigliato? Si, decisamente si. Se avete voglia di leggere un romanzo proondo, decisamente ben scritto e narrato e molto, ma molto ben


 Il book trailer:



Ami McKay è nata in Indiana. Il suo romanzo d'esordio, The Birth House, ha ottenuto numerosi riconoscimenti in Canada, tra cui il prestigioso CBA Libris Awards. Con La casa delle vergini ha raggiunto il successo e la notorietà internazionali. Vive in Nova Scotia con il marito e i due figli.

2 commenti:

Girasonia76 ha detto...

Letto un mese fa più o meno... ormai la Neri Pozza è una certezza e mi sono resa conto che parto positivamente prevenuta quando ho un loro libro tra le mani! Bello :)

Endimione Birches ha detto...

Ciao Girasonia!!!!
Vero su tutta la linea ciò che hai detto!!! Io adoro tutti i loro titoli, dalle copertine alle storie che scelgono di proporre... meravigliosa casa editrice davvero!!!!
un saluto tesssoro ;P
e buon fine settimana!!