Recensione: "Il Labirinto degli Spiriti" di Carlos Ruiz Zafón

venerdì 23 dicembre 2016



Carissimi lettori, prosegue la recensione della serie, iniziata con la recensione "L'Ombra del Vento" e proseguita con "Il Gioco dell'Angelo" e "Il Prigioniero del Cielo". Mi raccomando continuate a seguirmi!

E adesso eccovi la recensione del terzo libro! Come sempre, buona lettura cari lettori!!

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Il 
Labirinto
degli Spiriti
di Carlos Ruiz Zafón
pagine 832 circa
prezzo 23€
eBook 10.99€
Mondadori
già disponibile
voto:
★★★★★
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La Serie "Il Cimitero dei Libri Dimenticati" è composta da:
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1. The Shadow of the Wind -  L'ombra del vento
2. The Angel's Game - Il Gioco dell'Angelo
3. The Prisoner of Heaven - Il Prigioniero del Cielo
4. El laberinto de los espíritus - Il labrinto degli spiriti
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Barcellona, fine anni '50.
Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. 
Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. 
Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. 
Dodici anni dopo L'ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón torna con un'opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. 
Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo inebriante, fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. 
E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l'apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l'arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.

Pont dans la brume:


Considerazioni.
E' anche con questa bellissima serie ... siamo arrivati alla fine.

E se posso fare una considerazione prima ancora che la recensione abbia avuto luogo ... devo dire che mi quest'ultimo romanzo mi è davvero molto, ma molto piaciuto!!!

Chiudendo il cerchio delle varie storie imbandite nei volumi precedenti, ecco che "Il Labirinto degli Spiriti" ci riporta nel mondo del Cimitero dei Libri Dimenticati e nella vita e nell'universo che ruotano intorno a Daniel Sempere, ormai sposato con l'amata Bea e con accanto l'amico Fermín, con lo scopo di risolvere tutti quegli enigmi che fino ad ora sono rimasti in sospeso ...

Per entrare nelle specifico, tutto ha inizio con la voglia e la necessità, per Daniel, di risolvere il mistero circa la morte della madre, Isabella. Sia Bea che Fermín, infatti, non hanno saputo colmare quel vuoto e quella dolorosa ferita che Daniel non riesce a chidere con la verità degli accadimenti.

Sebbene una parte della verità sulla madre, Daniel, l'avesse compresa nel romanzo "Il prigioniero del cielo" lasciandolo però ancor più amareggiato e rabbioso nei confronti di quando accaduto ad Isabella, è proprio in questo libro che Zafón ci mostra uno scenario molto più complesso, sfaccettato e diverso di quanto ha condotto Isabelle tre le braccia della morte, per lo più per colpa dell'amore ed intrecciato a segreti, intrighi, vendette, complotti che da sola non era in grado di contrastare.

E proprio per rendere ancor più protagonista della storia, alla linea narrativa principale - ovvero quella di Daniel - Zafón intreccia quella, che conduce ad Isabella, di un'altra donna: Alicia Griss.

Alicia Griss scopriamo essere una donna giovane, di circa ventisette anni, chiamata ad indagare sulla corruzione dilagante ed in particolare sulla scomparsa del ministro Don Mauricio Valls, Alicia è una donna intelligente, pragmatica, intuitiva e molto coraggiosa, ma ciò che la contraddistingue è il fatto che sebbene sia profondamente e incontrovertibilmente segnata dalla guerra, dalla solitudine e dal lavoro non cede mai ed è determinata a scoprire gli inganni - ed indagare - su quanto accade oltre le apparenze...

Nel suo indagare Alicia inciampa casualmente in Daniel - al quale scopriamo essere legata, oltre a Fermin - ed insieme non potranno più tornare indietro sulla strada che porta dritto dritto alla risoluzione del mistero che Daniel sta cercando di risolvere...

Devo confessarvi il fatto che "Il Labirinto degli Spiriti" è stato un romanzo superbo. Non solo non mi aspettavo un romanzo così intenso, ma si è rivelato una sorpresa di personaggi e di intenti. Si, perchè onestamente credevo che rimanesse decisamente più legato alla figura di Daniel, che ovviamente ne è il protagonista, ma introducento la figura di Alicia, le ha permesso e concesso di divenire anima essenziale della storia.
Ed è stata l'idea vincente, perchè Alicia è un personaggio bellissimo, intenso, decisamente umano, complesso che la vede crescere in una cupa Barcellona, allontanarsi verso Madrid per poi tornare, grazie ad uno strano e raro libro intitolato “Il labirinto degli spiriti. Ariadna e il Principe Scarlatto” nuovamente nella sua cara, vecchia e cupa Barcellona.

Certo non è la spensierata Barcellona che conosciamo oggi, l'ambientazione del romanzo, ma una vecchia e stanca città piegata dal totalitarismo, sfinita dalla giustizia che non è tale, dove i principi dell'onore e del ragionevole dubbio non contano nulla e dove la polizia è corrotta e avvezza alla tortua per ottenere quello che vuole. Ma rimane comunque una Barcellona scoprire per quanto ha - narrativamente - da offrire.

Ritengo che, insieme al primo romanzo, questo sia il più ben riuscito di questa tetralogia, in quanto non solo mi ha regalato una storia che ricordo ancora con molto piacere, ma mi ha saputo stupire con l'introduzione di nuovi personaggi magnetici, ben caratterizzati, riuscendo ad amalgamare le loro storie a quelle passate che già conoscevamo bene dai romanzi passati. Non ho sentito per nulla queste 800 e passa pagine, sia per lo stile fluido e semplice che mi ha affascinato, catturato e conquistato dalla prima all'ultima riga, ma anche solo per la semplice bellezza delle ambientazioni, nonchè per la mole di segreti e di virate della trama.

Ve lo consiglio caldamente!!!


moment heavy-the fog gives the illusive idea that the photo is heavy, and muggy and sad feeling like a weight on your shoulders:




Carlos Ruiz Zafón 

Completati gli studi in un collegio di gesuiti a Barcellona, inizia a lavorare nella pubblicità, diventando direttore creativo di una importante agenzia. Inizia la sua carriera letteraria nel 1993 con Il principe delle nebbie, prima parte della trilogia della nebbia. Nel 2001 esce il primo romanzo per adulti, L'ombra del vento, che si trasforma subito in un fenomeno letterario internazionale con otto milioni di copie vendute nel mondo.
Nel 2008 con Il gioco dell'angelo il successo viene confermato. Il 2009 è l'anno di Marina, seguito da Il Palazzo della Mezzanotte (2010), Le luci di settembre (2011), Il principe della nebbia (2011). Le sue opere sono state tradotte in più di quaranta lingue e hanno ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti internazionali. Nel 2012 esce in Italia la terza parte della saga inaugurata con L'ombra del vento: è Il prigioniero del cielo.
Nel 2013 Mondadori riunisce in un volume i tre romanzi della Trilogia della nebbia, che si conlcude nel 2016 con l'uscita, sempre per Mondadori, de Il labirinto degli spiriti.
Zafón vive a Los Angeles dal 1993 dove scrive anche sceneggiature di film per Hollywood. Collabora regolarmente con i quotidiani spagnoli El País e La Vanguardia.
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