Recensione: "Il nostro anno infinito" di Matthew Crow

lunedì 26 gennaio 2015



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Il nostro 
anno infinito
di Matthew Crow
Pagine 300
Prezzo 15,90€
Sperling & Kupfer 
già disponibile
voto:
 3/5
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Amber e Francis sono come il sole e la luna: lui romantico e imbranato, lei ribelle e impertinente. 
cover originale
Chissà se nel «mondo fuori» sarebbero stati insieme, chissà se lei lo avrebbe mai degnato di uno sguardo. 
A farli incontrare è una malattia crudele, la leucemia, in una corsia d’ospedale in cui i due ragazzi condividono canzoni, vecchi film, piccoli istanti preziosi in cui il male concede una tregua ed è più facile sognare il futuro, immaginarsi fuori di lì, insieme. 
Perché, se hai quindici anni, è impossibile non sperare di avere tutta la vita davanti. 
E quando il destino mostrerà il suo volto più duro, quando tutto sembrerà ingiusto, sarà l’amore a dare un senso a quell’anno così breve, così indimenticabile.



Considerazioni.
Se intendete leggere questo romanzo sappiate che è un romanzo ad alto tasso drammatico che vi imporrà in più di un momento riflessioni importanti e la spendita di qualche lacrimuccia per i suoi giovani protagonisti.

Questi ultimi si chiamano Francis e Amber, e hanno la fortuna/sfortuna di conoscersi e innamorarsi, ancora adolescenti, nella corsia si un ospedale. Il loro amore nasce in modo non comune, perchè sono entrambi malati e concentrati più il fatto di cercare di sopravvivere a un male che potrebbe non farli arrivare all'età adulta, che nel cercare l'amore. 
Entrambi al posto di andare alle feste, lamentarsi per i compiti e litigare con i genitori (come impone l'età) si trovano nella condizione ben peggiore di dover affontare le conseguenze imposte dal loro corpo, che viene fiaccato da qualcosa di incontrollabile e negativo.
Conoscendosi però trovano un punto in comune, la malattia, da cui partire e che permette loro di avvicinarsi l'un l'altro, all'inzio senza particolari aspettative, ma poi con la volontà di continuare quella compagnia tanto inaspettata quanto cercata, desiderata, in cui ci si trovano entrambi veramente molto bene.

E' una storia difficile quella di Amber e Francis, che tira in ballo argomenti importanti e conduce a riflessioni anche toccanti, soprattutto per via dell'età dei due protagonsti, che è la cosa che più mi ha intenerito.
Doloroso e toccante è anchetutto l'iter a cui è sottoposto Francis, nel momento in cui scopre di avere la leucemia e incomincia il valzer delle analisi, delle possibili cure, dei trattamenti, dagli sguardi di compassione che vede nelle persone che sanno e che non occorre dicano nulla, ecc...

E' un romanzo che è sicuramente molto fluido, scritto in modo semplice e diretto, con (come vi dicevo prima) tematiche che sono davvero molto dolorose e complesse a volte, ma complessivamente è una lettura che non dispiace, anche se non è in grado, a mio parere, di arrivare a far partecipare alla storia coinvolgendo e scuotendo l'animo come altri romanzi che hanno una trama simile.

Lo stile di Crow è infatti meno empatico, riesce a muovere il lettore meno a commozione di quanto ci si sarebbe aspettati, anche emoziona e risulta toccante. E' certo un romanzo che si attiene a quanto è reale, vivido e concreto, ma è come se i personaggi non riuscissero a creare del tutto e smuovere quel groppo in gola che viene percepito, ma non è in grado di far esplodere le emozioni.

Sebbene abbia molto apprezzato il personaggio di Francis, che mi è molto piaciuto per come è tratteggiato, le sue sfaccettature, nelle sue preoccupazioni e nelle sue problematiche, mi ha appassionato molto meno quello di Amber, che ho trovato piatto, poco emozionante, piuttosto distaccata. Peccato perchè anche se la chimica non è pazzasca, tra i due, la chimica che si viene a creare funziona e vedere come Amber reagisca (o non reagisca) alle situazioni, agli altri personaggi, rende tutto molto più fiacco.

E' una lettura che consiglio a chi si sente dell'umore di leggere, che ne abbia effettiva voglia e che la ricerchi, altrimenti potebbe risultare un pò pesante e un pò lenta. 

Il fatto è che Crow richiede davvero tanto lavoro al lettore, il quale si deve sforzare di farsi piacere i personaggi, deve entrare nelle situazioni, andare loro incontro, deve sforzarsi di comprendere i tempi che vengono dati ad esse, deve accettare le scelte e le direzioni imposte e questi fatti rendono un pò tutta la storia seppur leggibilissima ma anche piuttosto faticosa.

 

Matthew Crow è nato nel 1987 a Newcastle, in Inghilterra. Ha iniziato a lavorare giovanissimo come giornalista freelance, collaborando con varie testate, tra cui The Independent on Sunday e The Observer. Ha già firmato due romanzi: Ashes (2010) e My Dearest Jonah (2012), candidato al Dylan Thomas Prize. Ma è con Il nostro anno infinito che ha toccato il cuore a lettori di ogni età.

2 commenti:

Pila ha detto...

Io passo...mi è bastato leggere una volta sola Green!! XD

Endimione Birches ha detto...

Concordo... per un pò non mi farò più tutto questo male!!!
Xo
Endi