Recensione: "I segreti del Lazarus Club" di Tony Pollard

giovedì 20 settembre 2012


 









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I segreti del Lazarus Club
di Tony Pollard
Pagine 528
Prezzo 14,90€
Gargoyle Books
già disponibile
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La Storia
Londra, 1857. La città vittoriana del progresso, della tecnologia e della scienza è sconvolta da una serie di efferati omicidi di prostitute. L’ispettore Tarlow consulta il chirurgo George Phillips per avere un’opinione su uno dei cadaveri rinvenuti. Quando un cuore umano viene ritrovato avvolto in un fazzoletto recante le iniziali del nome del dottore, il poliziotto comincia a nutrire dei sospetti, specialmente dopo aver scoperto che Phillips non disdegna le case di malaffare. Nel frattempo, nel porto della città fervono i lavori di ultimazione della Great Eastern, il gigantesco bastimento a opera dell’ingegnere Isambard Kingdom Brunel.
Proprio Brunel, un giorno, fa la sua comparsa nella sala di Anatomia dell’ospedale St. Thomas, dove il dottor Phillips è intento a sezionare un cadavere davanti ai suoi studenti.
The minutes of the Lazarus Club
copertina originale
L’eccentrico e geniale ingegnere mostra subito un enorme interesse verso l’attività del chirurgo. Tra i due inizia, così, un’assidua frequentazione e il celebre progettista invita il giovane medico ad affiliarsi al Lazarus Club. A far parte di tale club sono alcune tra le menti scientifiche più brillanti dell’epoca, le quali – nelle periodiche riunioni – confrontano le loro avanzatissime idee e presentano le loro audaci invenzioni. Phillips viene designato segretario, pertanto dovrà redigere i verbali di tutti gli incontri che hanno luogo. Ma c’è chi usa il club per fini segreti e personali e il dottor Phillips finisce per trovarsi nella spinosa condizione di doversi, da un lato, discolpare da un’accusa ingiusta e, dall’altro, di evitare che una creazione straordinaria, destinata a mutare il destino dell’umanità, raggiunga mani sbagliate.
 
Considerazioni
Isambard Kingdom Brunel
A prescindere dalla copertina - se vogliamo un pochino cupa - ma che coglie appieno il tema e la trama del libro, devo dire ho trovato questo romanzo veramente una buonissima prova di romanzo thriller/giallo/noir. In tutta onestà ricorda un pochino le atmosfere di Felix J. Palma (se non sapete chi è potete vedere i suoi romanzi qui e qui) ma senza presentare poi la svolta paranormale per cui Palma si caratterizza e distingue senza dubbio. Qui non ci sono elementi paranormali, le tinte sono sostanzialmente quelle del giallo, del noir, del thriller.  
Mistero, intrighi e innovazioni il fulcro di cui si nutre la storia, l' "intellighenzia" (intesa come classe di intelletuali) il motore propulsore del romanzo.


A mio parere Pollard si merita una promozione piena per questa storia, che mi è piaciuta soprattutto per l'affesco che ci regala, sia dell'atmosfera, che dell'ambientazione e della ricostruzione di un'epoca in cui tutto era possibile, una tavola bianca da cui partire per gettere le base delle invenzioni che tutti noi oggi conosciamo e per creare quelle opere oggetto di studio e conoscenza alla base dei nostri studi e letture.

Charles Darwin
Se voleste delle motivazioni per leggere questo romanzo sarebbero molte, moltissime, ne volete qualcuna?

1. Ha ricreato in modo molto vivido l'ambientazione londinese del tempo - 1857. Solitamente infatti si legge un romanzo di questo tipo volti a conoscere la trama incalzante, disseminata di indizi e dal'azione serrata, rincorrendo i tempi e cercando di mettere insieme tutto quanto. In questo Pollard va un pochino oltre, smorzanxo i toni veloci e descrivendo gli ambienti in modo più dettagliato, sentiamo il viscidore mermoso del Tamigi tra le nostre dita, che si sporcano e si impigliano nei rifiuti, sentiamo la cappa costante data dalle fabbriche che in quest'epoca di rivoluzione industriale lavoravano senza sosta. Vediamo, sentiamo, percepiamo alla vita dei derelitti, ma anche della classe intelletuale e borghese, vediamo come vivevano come si arrabattavano e li cogliamo in fallo, alla ricerca di vivere come possono con quello che hanno tra rivalità, invidie e lotta contro il tempo.

Florence Nightingale
2. Proporre il romanzo di Pollard elogiandolo per le doti descrittive di un'epoca non sarebbe però nè giusto, nè esaustivo, perchè egli è riuscito anche a farmi piacere ed interessare dell'arte medica (anche se rudimentale) dell'epoca, è riuscito a veicolare con la sua scrittura semplice ma forbita, esaustiva ma non prolissa, tutte quelle procedure mediche, quelle indagini meticolose e tecniche che risulta alla fiene affascinante da seguire e cercare di capire con il protagonista del perchè delle morti sospette.


Charles Babbage
3. La trama. Quest'ultima infatti intriga e promette mistero, fascino recondito - e per il tempo - sofisticazione nelle indagini e nelle scoperte. Queste ultime sono sicuramente il protagonista assoluto, ciò che rimane quando il libro viene chiuso e quando si cerca di scoprire l'arcano dietro la patina di mistero che lascia indietro solamente cadaveri e sangue e cuori. Le scoperte sono talemnte affascinanti che  Pollard le promuove (giustamente) a interesse nazionale per gli inventori e gli studiosi e gli scopritori e gli specialisti di ogni campo; tanto che danno un nome ai loro incontri, un nome altisonante e misterioso, un nome spaventoso e al contempo perfetto, affinchè pochi ne conoscano il vero significato: Lazarus club...

Michael Faraday
4. Gli inconri illustri, i dibattiti agguerriti tra le menti più geniali del tempo ... tra architetti, ingenieri, medici, filosofi, naturalalisti. Ho adorato questo libro soprattutto per questo, la possibilità di rivivere un'epoca di cui avrei voluto fare parte, divenire pedina e essere spettatrice interessata. I dibattiti sulle meravigliose e ingeniose proposte sono uno spasso, ma anche un inno all'intelligenza umana, ma in fondo anche un meravigliosa riflessione sui limiti che debba avere quest'ultima e dei risvolti negativi a cui la potenza dell'intelletto e dell'ingenio umano a volte portano ad esautorare i propositi.



5. La scrittura. Pollard sarà anche un archeologo, ma scrive proprio bene. Veloce, preciso, tecnicamente informato, sciolto, forbito e capace. Non lo si può non accusare di qualche lungaggine (specialmente quando il protagonista torna a casa per la morte del padre) ma devo dire che ricorda la tempistica dei romanzi dell'epoca e quindi lo perdoniamo !

A chi è consigliato? Se amate le invenzioni, le innovazioni, le scoperte e i misteri che gli intrighi che l'800 poteva celare allora non potete perderlo!

2 commenti:

Nina Pennacchi ha detto...

Ecco, mi hai convinta! È un po' che non leggo un thriller, e dire che mi piacciono... e poi è ambientato a Londra nel 1857...
Davvero, perché sto ancora qui e non in libreria? ;)

Endimione Birches ha detto...

Si ogni tanto ci va un romanzo che ci faccia "sussultare" un pò ^ ^ ma senza dimenticare o abbandonare l'epoca che si ama tanto ;))) Trovera un ottocento molto cupo e intrigante, molti misteri e tanto ingegno e voglia di innovazione!