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Recensione: "Il nastro rosso" di Emma Donoghue

giovedì 27 dicembre 2012







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Il nastro rosso 
di Emma Donoghue 
pagine 400 circa
prezzo 18€
Meridiano Zero
già disponibile
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Figlia di una ricamatrice e di un galeotto, la quattordicenne Mary Saunders conduce nei bassifondi della Londra settecentesca una grigia esistenza, simile a quella di tanti giovani personaggi immortalati tra le pagine di Dickens.
Slammerkin
cover originale
Mary ha l’occhio per il dettaglio, anela tutto ciò che è bello, sgargiante e pregiato e ambisce a una vita ricca e sofisticata. Il suo ardente desiderio per un lucente nastro rosso la porta presto a vendere l’unica cosa che veramente possiede: il proprio corpo. Il destino di Mary ha il volto di Doll Higgins, una prostituta appena più grande di lei, che la prende sotto la sua ala e la conquista, fisicamente ed emotivamente.
Doll le insegna a sopravvivere per le strade di Londra e a usare ciò che tutti gli uomini pagherebbero per avere.
Se Mary saprà giocare bene le sue carte, riuscirà a vivere la vita più libera e indipendente che si possa immaginare, indulgendo nei piaceri che ha sempre desiderato. Eppure il fatto di essere tacciata con l’epiteto “donna di facili costumi” la terrorizza fino a farle scegliere di tentare una carriera legale come cameriera presso una casa borghese.
Eppure il destino sembra preservare finali differenti da quelli che l’abbandono della cattiva strada ci prospetta e nella vicenda di Mary c’è un ultimo inatteso personaggio: la violenza. Tratto da un’inquietante storia vera.
le varie cover originali
Considerazioni.
Ho fortemente voluto leggere questo romanzo per due ragioni:
  • la prima è legata alla copertina: irresistibile;
  • la seconda è invece legata alla trama, in quanto ho amato moltissimo il famoso romanzo di Faber che questa trama richiama quanto basta, ma a cui non può essere sovrapposta.

Emma Donoghue in questo romanzo ci parla di una ragazza come tante, con un nome come tante: Mary. Questo almeno se foste vissute a Londra e ci aveste vissuto nel 1800 all'incirca.

toulouse lautrec
Mary è un'adolescente di 12 anni che vive con la madre, il patrigno e il fratellastro in un'angusta casa in uno dei quartieri più poveri di Londra. Mary va a scuola, aiuta la madre a casa e si occupa del fratellino, ma non ama fare nessuna di queste cose, si  sente tarpata dei suoi sogni, delle possibilità di avere una vita in qualche modo migliore, vuole essere ricca, avere dei bei vestiti e non arrivare all'età di sua madre per essere abbruttita dal lavoro come lei, quasi cieca (fa la sarta per pochi penny) e con l'amarezza nel cuore. La madre di Mary infatti è stata costretta a lavorare sodo e duramente da quando da un piccolo paesino si è trasferita a Londra perchè abbandonata dal padre di Mary; certo si è rifatta una nuova vita, ma non è felice, nemmeno un pò e la vita dura glielo ricorda sempre.

Mary, lo sappiamo già dal prologo del romanzo, non arriverà mai all'età della madre, in realtà non arriverà nemmeno alla veneranda età di 18 anni perchè la sua vita viverà verso il peggio nell'anno stesso del compimento dei suoi 12 anni, quando si concede stupidamente a un venditore di nastri per un nastro rosso che amava vedere sulla prostituta sfegiata - Doll - che vedeva tutti i giorni quando andava a comprare il pranzo ai genitori e che quando sarà sbattuta fuori di casa dalla madre (incinta del buzzurro dei nastri) l'accoglierà e le insegnerà l'arte di guadagnarsi da vivere con il mestiere più vecchio del mondo.


Quella di Mary è la storia trieste, la sua persona discesa all'inferno che si trova sulla terra, che consiste nello scoprire e convivere con la parte oscura, brutta, perfida e squallida del mondo. Non troverete un romanzo che lascia spazio all'invenzione e alla facilitazione letteraria, qui non c'è nessuna che venga provvidenzialemnte a salvare Mary dai soldati che la violentano brutamente e a turno la notte che, buttata fuori di casa ed incinta, si nasconde a dormire in un avvallamento della strada, nessuno dei suoi clienti - quando diventerà una prostituta - avrà pietà per i suoi 12 anni, o la sua povertà estrema, o il bere smodatamente per dimenticare tutto, nessuno si prenderà la briga di insegnale a distinguere il giusto dallo sbagliato o che che le darà la possibilità di cambare se stessa, senza nulla in cambio, in qualche modo.

Da sola proverà a ricominciare da zero nel villaggio da dove veniva sua madre, ma le cose vandranno bene solo per alcuni mesi, poi tutto il suo passato, il bagaglio pesante si quelo che in fondo si sente di essere e valere, tornerà ad ossessionarla a prendere il sopravvento per guadagnare più velocemente il denaro che le servità ad un certo punto e le cose precipiteranno dannatamente e in peggio ed in fretta e in modo oltremodo tragico e alienante, ma quasi come conseguenza inevitabile delle scelte di Mary.

Due sono le cose che voglio sottolinearvi di questo romanzo .


La prima attiene Mary, una personalità talmente giovane, ma talmente consumata dall'esperienze, dalla durezza che le impone la vita che mi sono venute le lacrime agli occhi. Lo so che al tempo la storia di Mary era la storia di molte altre, ma vi confesso che lo squallore, il dolore, la penuria, l'alienazione e la violazione continua del corpo così sfruttato, sottomesso, logorato e malato a quel modo ... a soli 12 anni ... vi confesso che la prima parte del romanzo, che ruota intornao alla sua vita a Londra mi ha sconvolto, mi sono sentita sporca, senza valore e distrutta come lei. Ho ammirato la forza di volontà di Mary, la voglia e il bisogno di una vita diversa e migliore, anche se poi alla fine non va come avrebbe voluto o sognato, ma cavoli a 12 anni come si fa... come si può...
Non si comprende sempre totalmente come Mary agisca o scelga ma forse la induce la sua giovane età ed agisce impulsivamene, nemmeno si comprende bene il perchè ed il percome delle sue azioni, dall'altra la povertà estenuante, logorante e frustrante possono essere una motivazione come l'abbandono i strada o le violenze. E' uno dei personaggi più commoventi che abbia letto.




Il secondo attiene alla Donoghue. Emma infatti scrive una storia difficile, ci propone una storia con scelte discutibili, a volte ridondanti ed estenuanti, ma credo che lo scopo fosse quello di comprendere veramente la vita di Mary, entrare seriamente nei suoi panni, capire profondamente i suoi stati d'animo. Solo con la ripetizione della vita di ogni giorno e delle singole azioni di Mary è possibile farlo, per cui comprendo queste scelte, ma non è stato - anche per queste scelte narrative - facile leggerle, in qualche modo "subirle" passivamente. La Donoghue, mi sento di dire, è una capace narratrice. Gestire una storia difficile, con un personaggio molto difficile dev'essere stato estremamente complicarto, coinvolgere e sensibilizzare il lettore e non indurlo alla fuga raccontando una storia come questa ha costituito una sfida pericolosa e difficile per la Donoghue, ma posso dire egregiamente superata e stilisticamente ben riuscita.


toulouse lautrec

Consigliato? Si. E' un pugno allo stomaco, ma si, occorre ricordare che non per tutti c'è il lieto fine o un amore che attende alla fine del tormentato percorso esistenziale. Una storia toccante e una scrittura emozionante, Donoghue promette e mantiene questo, più di quanto una storia toccante e brutale possa concedere ad un lettore lontano, fugace, attento od occasionale che sia, che si avvicina attirato a questa storia.

toulouse lautrec
Emma Donoghue è nata a Dublino nel 1969 . Suo padre è il critico Denis Donoghue. Vive a London, Ontario, assieme alla compagna e ai loro due figli. Il suo primo romanzo, “Stir Fry”  raccontava della scoperta della sessualità da parte di una giovane donna irlandese. A questo fece seguito nel 1995 “Hood”, altra storia contemporanea, a proposito di una donna che deve venire a patti con la morte della sua ragazza. Slammerkin” (2000) è invece un romanzo storico ambientato a Londra e nel Galles. È stato finalista all’Irish Times Irish Literature Prize for Fiction ha vinto l’edizione 2002 del Ferro-Grumley Award for Lesbian Fiction (nonostante l’assenza di contenuti a carattere lesbico). Del 2007, è  “Landing” , del 2008  “The sealed letter” (2008), ultimo lavoro di fiction storica di Donoghue è basato sul Codrington affair, uno scandaloso caso di divorzio che appassionò la Gran Bretagna nel 1864. Nel 2007, il romanzo di Donoghue “Room” ( in Italia “Stanza, Letto, Armadio, Specchio”, edito nel 2010 da Mondadori) è stato inserito nella rosa dei candidati al Booker Prize, e il 7 settembre è entrato fra i finalisti.   http://emmadonoghue.com/

1 commento:

Anonimo ha detto...

Complimenti per l'articolo!
Solo una piccola correzione nella biografia:
E. Donoghue vive con la compagna, non con il compagno. Ciao