Recensione: "Stolen" di Kelley Armstong

mercoledì 30 gennaio 2013


"Il libro di cui sto per narrarvi 
la trama non è un romanzo, 
ma un vero e proprio capolavoro della
 letteratura urban - fantasy moderna."
---o-- Bostonian Library --o---








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Stolen
la figlia della Luna
di Kelley
Armstrong
Pagine 464
Prezzo 14,00
Fazi
già disponibile
--o--






Romanzi della serie Women of the Otherworld 
(i racconti non sono elencati)

1. Bitten - Bitten. La notte dei lupi
2. Stolen - Stolen
3. Dime Store Magic - Il destino di una strega
4. Industrial Magic - Paige
5. Haunted - Eve
6. Broken - Elena
7. No Humans Involved - Jaime
8. Personal Demon - Hope e Lucas
9. Living with the Dead - narratori multipli
10. Frostbitten - Elena
11. Waking the Witch - Savannah
12. Spellbound - narratori multipli
13. Thirteen - Savannah




Stonehaven, Stato di New York. È qui che vive Elena Michaels, l’unica donna licantropo esistente. 
Elena è tornata da Clay, il suo compagno mannaro al cui amore si era finalmente arresa in Bitten. 
Stolen (Women of the Otherworld, #2)
cover originale
Ora il suo compito è monitorare il web per assicurarsi che i “bastardi”, licantropi che non appartengono al branco, non attirino troppo l’attenzione su di sé rivelando alò mondo l’esistenza della razza mannara. 
Tutto sembra filare liscio, finché Elena non incontra due potenti streghe, Paifge e Ruth Winterbourne, che tentano di avvertirla: un magnate della rete sta mettendo insieme una collezione privata di specie dotate di poteri paranormali per distillarne le qualità magiche e venderle al miglior offerente. 
Anche Elena cadrà nella rete, ma la sua eccezionale tempra le darà la forza di liberarsi e accettare, finalmente, la sua natura di licantropo.

Considerazioni.
Gentile pubblico del Bostonian Library devo confessarvi a cuore aperto una cosa. IO AMO LA ARMSTRONG!!!!! Si lo so, in ogni libro confesso qualcosa, ma non è per ingannarvi, non pensate male, ma come diceva un famoso poeta americano "[...] sono grande, contengo moltitudini" ed io contengo moltitudini (anche se non sono così grande come lo è diventato lui) di confessioni - nonchè contraddizioni - che vi snocciolo qua e la nelle recensioni che faccio, quindi prendetemi così, ma lo faccio con bonario senso di abbandono e condivisione.  Ma non prendetemi per leggera per questo, semplicemente ho quell' entusiasmo esasperante che sprizza da tutti i pori e che vorrei comunicarvi al di sopra di ogni cosa, potessi ve lo comunicherei a voce, al tatto, per osmosi, ma non posso  e a volte le parole mancano, non sufficienti, non abbastanza. Non so se vi è mai capitato, ma a volte più cerchiamo di definire qualcosa, più stringiamo la sabbia e si chiude il cerchio intorno ad esso, più essa diventa svuggevole ...



Questo libro, come il precedente più che una lettura è stata la vera scoperta si un mondo di cui non sospettavo l'esistenza, una scrittrice di cui bramavo incoscentemente la lettura, una storia la cui affezzione diventa bisogno e sconfina nella dipendenza ed esigenza.

Letta la Armstrong si diventa bisognosi di letture ricercate, ben scritte, approfondite, si vuole avere le sensazioni, gli scenari, le ambientazioni, i dialoghi, i personaggi complicati e multisfaccettati e le sorprese che lei dona al lettore alla lettura dei suoi romanzi.
Non vi aspettate un romanzo semplice, semplicistico e di facile distaccamento, perchè non lo troverte, o no, qui la storia approda a quello che un romanzo fantasy e urban fantasy dovrebbe sempre tendere e sperare di essere: superbo ed indimenticabile.

Cosa mi è piaciuto? Partiamo dall'inizio.
Red Riding Hood...photographer?
Innanzitutto dovete prendere coscenza della trama in generale, dal primo romanzo, Bitten - La notte dei lupi (la recensione la potete trovare qui: http://bostonianlibrary.blogspot.it/2013/01/recensione-bitten-di-kelley-armstrong.html ) in cui entriamo in contatto con la vita di Elena, unica licantropa che si destreggia nel ritorno al passato con intrighi, uccisioni, lotte di potere, vendette e amori che la turbano e dilaniano. Inevitabilemnte divisa tra due amori, sconfitta dalla vita del branco che l'ha cresciuta, incastrata in un mondo cupo, torbido, dove quasi respiriamo nebbia e rabbia con lei, ecco che scopriamo una storia che sconfina nei dettagli in cui è creato e tesse una storia che si conclude volendo nel primo romanzo, ma che sorprende i temerari avventori (lettori) che esplorano gli scenari del secondo romanzo!
Non mi credete? Ed invece dovreste! Non avete intenzione di leggerlo? E allora non sapete cosa vi state perdendo! Volete invece avventurarvi con me? Bene, benissimo, allora seguitemi!

Nel secondo romanzo infatti  ecco che lo sguardo si amplia, il panorama appare ampio, infinito e possibile. Di cosa sto parlando? Del fatto che mentre nel primo romanzo conosciamo un mondo apparentemente molto chiuso, che implode su se stesso verso la fine, quasi decimato e afflitto, ecco che nel secondo vediamo la possibilità che ci svela mirabilmente la Armstrong che facendo rapire Elena da un'organizzazione decisamente molto preparata che organizza un torneo alla "Hunger Games" per essere paronarmali ci svela le creature che ancora nè Elena, nè i suoi "fratelli" erano a conoscenza, almeno non appieno. Non voglio svelarvi troppo, perchè reputo un romanzo della Armstrong un'esperienza che va vissuta in prima persona e goduta fino in fondo leggendola a piene mani.
Vampiri, streghe, demoni, semidemoni, poteri, magia, incantesimi sono solo alcune delle cose e persone che troveremo nella lunga serie che compone la Women of the Otherworld  e che ci vengono introdotte in questo romanzo che costituisce la chiave di volta della serie, che proprio per questo ci riserverà delle vere e proprie sorprese andando avanti!

Per chi come me ha straodinariamente amato, oltre alla trama, le atmosfere cupe ed intriganti, gli amori appassionanti e frastornanti, ma soprattutto le descrizioni incredibili, bellissime ed evocatice di ambienti e personaggi - che ricordo essere magnifici davvero - dal quale difficilemente ci si stacca e ci si stufa, ecco che vi dico, le ritroverete, ma non solo, arricchite da colpi di scena, intrecci e ed arricchimenti della trama nonchè di personaggi quali Jeremy, che vedremo avvicinarsi pericolosamente alla coppia che avevamo lasciato appena formata da Elena e Clay.


Posso dirmi quindi molto soddisfatta, sono riuscita a fatica a sottrarmi alla lettura di questa storia che mi è entrata sotto la pelle, e che sgomitando mi è arrivata al cuore. Mi ha preso moltissimo, sia a livello di trama che di capacità narrativa. Mi è piaciuto, tanto, troppo.
Perchè mi ha offerto una trama che si è saputa reinventare benissimo e che mi ha soddisfatto. Mi ha donato una lettura elengante, avvincente, cupa quanto bastava da renderla misteriosa e imprevedibile ad ogni svolta.
Mi sono piaciuti i dialoghi brillanti, i personaggi svegli e profondi, brutalemnte onesti e profondamente coinvolgenti, nel bene e nel male, con il meglio e il peggio che hanno da offrire e che porgono al lettore con tutto l'animo che la scrittrice possiede. La Armstrong con questa serie si è meritata la prima fila della mia libreria e di assurgere, con Keri Arthur alle mie letture urban fantasy preferite. Seriamente.

 Consigliato? Si. Moltissimo.

 

Punti forti del romanzo. La trama che si rinnova e varia moltissimo rispetto al primo romanzo, di cui segue solo in parte il canovaccio. I personaggi, che sono uno spettacolo da leggere.

Punti deboli. Chi non ama le descrizioni puntuali - amatissime dalla Armstrong - e molto presenti nella storia e nella serie in generale, potrà  trovarle importanti nel romanzo (ma secondo me perderle invece sarebbe un vero peccato!!!).


Kelley Armstrong, madre di tre figli, vive nella campagna dell’Ontario, dove è nata nel 1968. Oltre che della Saga Women of the otherworld, Kelley Armstrong è autrice anche della Trilogia young-adult The Darkest Powers, della quale è stato pubblicato The Summoning – Il Richiamo delle Ombre (Fazi, 2011).



2 commenti:

Silvia Leggiamo ha detto...

Bellissima serie questa, adoro la Armstrong, mi piace molto anche nello young adult, ha una marcia in più rispetto a tante "colleghe" ^^

Endimione Birches ha detto...

L'adooooro anche io, l'avevi capito eh???? un abbraccio Silvia!!!!!