Recensione: "La Casa dei Grandi Incontri" di Nora Roberts

mercoledì 24 aprile 2013






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La Casa dei
Grandi
Incontri

di Nora Roberts
Pagine 384
Prezzo 10,00 €
Leggereditore
18 Aprile 2013

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La trilogia "Inn BoonsBoro Trilogy" comprende:
1. Il Giardino dei nuovi inizi.
2. Il giardino dei Grandi incontri.
3. Inedito.

 
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Owen è la mente pragmatica del clan Montgomery e gestisce l’attività di famiglia con pugno di ferro. 
Grazie alle sue capacità di organizzazione, il BoonsBoro Hotel sarà inaugurato come previsto, senza ritardi o sorprese. 
L’unica cosa che Owen non ha previsto è Avery McTavish... 
Owen e Avery sono cresciuti insieme e fin da bambini hanno sempre avuto un debole l’uno per l’altra. Owen è stato il suo primo ragazzo e lei non l’ha mai dimenticato. 
La popolare pizzeria di Avery è proprio dall’altra parte della strada, di fronte all’hotel, e grazie alla forzata vicinanza e alla spinta di un misterioso fantasma, l’attrazione tra loro si riaccende più forte di prima, spingendoli a riannodare il vecchio legame. 
Ma il duro lavoro di Owen è appena iniziato: non dovrà soltanto occuparsi della riapertura del BoonsBoro Hotel: il compito più difficile sarà convincere con pazienza Avery ad abbassare la guardia e farle comprendere che il suo primo fidanzato sarà anche l’ultimo...




Considerazioni.
menu bandEd eccoci finalmente al secondo romanzo di questa nuova trilogia appena pubblicata in Italia dalla Leggereditore da una leggenda vivente del romance mondiale: la Roberts.

La storia sulla famiglia Montgomery prosegue con la narrazione delle complicazioni amorose e di vita del secondo dei fratelli che si occupa della locanda di famiglia che abbiamo essere appena ristrutturata durante il primo romanzo della trilogia, che ha seguito la storia di suo fratello e della sua compagna.

Sebbene i romanzi possano essere letti distintamente, posso dirvi fin da ora che è bene - per avere una maggiore panoramica durante la lettura complessiva dei romanzi - la lettura di questi tre romanzi in linea di successione di uscita. Non obbligatoria, ma caldamente consigliata dunque la lettura in ordine di queste tre storie molto collegate tra loro.

Detto ciò, ed avendovi spegato poco sopra la trama, per non troppo ripetermi, mi comprenderete spero, quando decido che vorrei rivolgere la mia attenzione a quanto la Roberts ci ha proprosto con questa sua nuova storia.

Confessione per confessione ho trovato il primo romanzo di questa trilogia non troppo coinvolgente, poco sagace, poco romantico, molto costruito e poco coinolgente.

Uno schifo, direte. Non esageriamo, rispondo. Non che sia tutto tutto da buttare, intendiamoci, la Roberts ci sa fare, sa scrivere bene, sa raccontare una storia, soprattutto se romantica, in modo elegante e con un certo trasporto, ma in questo primo romanzo sembra poco coinvolgente e poco convinta della storia che ci sta narrando.

Non mi aveva dunque conito: nè la storia, nè le descrizioni talmente pesanti da rendere un mattono il romanzo, nè i personaggi per cui non sono propriamente impazzita.

There has to be someone with an old typewriter somewhere. What a cool idea.

Questo secondo romanzo, forse per il protagonista più convincente, forse per il cambiamento di storia, anche se con collegamenti, come dicevo prima, al primo volume, è riuscito a prendermi con più coinvolgimento e pathos del primo.

Mi sono particolarmente piaciuti i dialoghi, mi è piaciuto il contorno leggermente "alleggerito", anche se troppo descritto e ridescritto nelle ristrutturazioni, nei cambiamenti delle varie camere e nelle azioni quotidiane che, a mio peresonalissio parere, hanno parecchio ucciso il primo romanzo e un pochettino ricalcato la mano in questo nuovo romanzo.

Ho dunque trovato qui una lettura molto più piacevole, coinvolgente e interessante rispetto al primo romanzo. Ho amato i personaggi, le loro difficoltà, il fatto che si conoscessero da molto tempo, ma che si ritoassero solamente molto tempo dopo, come predestinati, come "possibili".

Interessante, sempre a livello di protagonisti, l'introduzione di una sorta di elemento "paranormal" dato dal personaggio di Elizabeth, fantasma che si aggira nell'hotel...




Se volete una considerazioni complessiva più che onesta, il romanzo in questione pur rimanendo un romanzo estremamente dolce e toccante in certi punti, proprio il vissuto dei protagonisti, ecco che la Roberts fa si che il romanzo si perda nei meandri della casa, quasi fosse un progettista e non una scrittrice ed effettua voli pindarici pazzeschi tra tessuti, divani, decori, modifica, ecc... tanto da a volte un pò annoiarmi, ma inevitabilmente ovviamente...

 

Rimane, ed è, un romanzo piacevolissimo e fedele all'idea originaria che credo di aver colto nella crescita interiore e della "ristruttirazione" emotiva quanto immobiliare dell'hotel quanto delle persone che lo stanno rimettendo in ordine. Entrambi tornando all'antico splendore.



Mad Men Bar decor

Nora Roberts è nata nel 1950 a Silver Spring, nel Maryland, ed è universalmente considerata ‘la regina del rosacrime’. La sua carriera è disseminata di numerosi premi letterali e riconoscimenti ufficiali. Per Fanucci Editore sono già usciti Luci d’inverno, Due vite in gioco, Il mistero del lago e Un dono prezioso. Per Leggereditore L’amore ritrovato, Un’ombra dal passato e i quattro volumi della serie Il quartetto della sposa.

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