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lunedì 29 gennaio 2024

Recensione: "Un posto dove andare" di María Oruña


Un posto dove andare
di María Oruña
pagine 552 - prezzo 19,80 - eBook 12,99
Ponte alle grazie editore
già disponibile
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giovedì 11 maggio 2017

Di Ancelle e nuove uscite ...




Mito, metafora e storia si fondono per sferrare 
una satira energica contro i regimi totalitari. 
Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, 
con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, 
dietro il paravento di tabù istituzionalizzati, 
fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica.


Carissimi lettori, no, non ho battuto la testa, voi non avete visto doppio e tanto meno questo è un doppione di quanto visto la scorsa settimana (in cui ho fatto recensione di questo libro e che potete leggere QUI). 

Il fatto è che siccome ho notato l'uscita di questo romanzo in una nuova edizione, in concomitanza con l'uscita in televisione della serie tv, con nuova (molto più carina della precedente) copertina, ecco che ho deciso immediatamente di informarvi, perché il cartaceo di questo romanzo era praticamente introvabile.
Finalmente Ponte delle Grazie ha infatti deciso di pubblicare la storia - uscita per la prima volta nel 1985 - di Difred e di quello che scrive nel suo diario, recuperato e messoci a disposizione poi molti anni dopo.

Dedico - ed ho dedicato - attenzione a quest'opera proprio perché ci credo molto, perché penso che sia molto attuale, decisamente moderna e scritta proprio bene (non per caso la Atwood ha vinto il premio Pulizer per ben cinque volte!!!) per cui non smetterò mai di consigliarvelo qualora voleste leggere un romanzo molto interessante e con riflessioni degne di merito.

Vi lascio dunque alla presentazione del romanzo e vi ricordo che il link per leggere la recensione di questo romanzo è a questo:

Come sempre Buona Lettura!!!




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Il
Racconto
dell'Ancella
di Margareth Atwood
pagine 300 circa
prezzo 16,80€
Ponte alle Grazie
disponibile dal 1° giugno
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In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un dovere da compiere nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. 
Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che, dopo la catastrofe, sono ancora in grado di procreare. 
Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. 

...o. Un Estratto .o...
"Si dormiva in quella che una volta era la palestra... Le luci venivano abbassate ma non spente. Zia Sara e Zia Elisabetta vigilavano, camminando avanti e indietro; avevano dei pungoli elettrici di quelli che si usano per il bestiame agganciati a delle cinghie che pendevano dalle loro cinture di cuoio.

Niente pistole, però, neanche a loro venivano affidate le pistole. Le pistole erano per le guardie, scelte a questo scopo tra gli Angeli. Alle guardie non era permesso entrare nella casa se non vi erano chiamate, e a noi non era permesso uscirne, tranne che per le nostre passeggiate, due volte al giorno, due per due, attorno al campo di calcio che adesso era cintato da una rete metallica bordata di filo spinato. Gli Angeli stavano dall’altra parte, voltati di schiena verso di noi. Erano oggetto di paura per noi, ma anche di qualcos’altro. Se solo ci avessero guardato. Se solo avessimo potuto parlare con loro. Si sarebbe potuto stabilire uno scambio, pensavamo, un accordo, un baratto. Avevamo ancora il nostro corpo. Erano queste le nostre fantasie.
Avevamo imparato a sussurrare quasi impercettibilmente. Nella semioscurità potevamo allungare le braccia, quando le Zie non guardavano, e toccarci le mani attraverso lo spazio tra in letto e l’altro. Leggevamo il movimento delle labbra, con le teste posate sul cuscino, girate di lato, osservando l’una la bocca dell’altra. In questo modo ci eravamo scambiate i nostri nomii, diletto in letto:Alma. Janine. Dolores. Moira. June."
da "Il Racconto dell'Ancella" di Margareth Atwood


 ...o. Ecco il trailer da cui è stata tratta la serie tv .o...




...o. Hanno detto del romanzo .o...

"... il mondo dell’ancella farà presa sulla nostra immaginazione
 così come ha fatto il mondo descritto da Orwell in 1984."
Washington Post Book World 

"Di grande audacia immaginativa, 
comunica una terrificante sensazione di paura e minaccia."
The Globe and Mail 

"Leggetelo finché sarà permesso farlo."
Houston Chronicle

Margaret Atwood
E' una delle voci più note della narrativa e della poesia canadese. Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Scrittrice estremamente prolifica, ha pubblicato oltre venticinque libri tra romanzi, racconti, raccolte di poesia, libri per bambini e saggi. Ha scritto, inoltre, sceneggiature per la radio e la televisione canadese. Esordì nel 1961 con la raccolta di versi Double Persephone, alla quale seguì, nel 1964, Il gioco del cerchio. Si tratta di opere nelle quali viene affrontato il tema dell'identità culturale canadese, che sarà il filo conduttore anche delle raccolte poetiche successive; tra queste si ricordano Procedure per il sotterraneo (1970), Storie vere (1981), Interlunare (1984). La condizione della donna è invece al centro delle opere narrative, a partire dal romanzo La donna da mangiare (1969), che diede all'autrice il successo internazionale. Tra gli altri romanzi si ricordano Lady Oracolo (1976); Offesa corporale (1981); Il racconto dell’ancella (1986), un romanzo fantascientifico dal quale Harold Pinter ha tratto la sceneggiatura per il film omonimo diretto da Volker Schlöndorff (1990); La donna che rubava i mariti (1993); L’altra Grace (1996), che trae spunto da un fatto realmente accaduto; L'assassino cieco (2001); L'anno del diluvio (2010); Per ultimo il cuore (2016). Più volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per L'assassino cieco e nel 2008 il premio Principe delle Asturie. Vive a Toronto con il marito, il romanziere Graeme Gibbson, e la figlia Jesse. Ha riflettuto sulla propria attività di scrittrice in Negoziando con le ombre (Ponte alle Grazie, 2003). In Italia è pubblicata soprattutto da Ponte alle Grazie.
venerdì 5 maggio 2017

Recensione: "Il Racconto dell'Ancella" di Margaret Atwood



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Il
Racconto 
dell'Ancella
di Margaret Atwood
pagine 329
prezzo 16,80€
Ponte alle Grazie
Dal 1° giugno
★★★★
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In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. 
Le poche donne in grado di avere figli, le "ancelle", sono costrette alla procreazione coatta, mentre le altre sono ridotte in schiavitù. Della donna che non ha più nome e ora si chiama Difred, cioè "di Fred", il suo padrone, sappiamo che vive nella Repubblica di Gilead, e che può allontanarsi dalla casa del padrone solo una volta al mese, per andare al mercato. 
Le merci non sono contrassegnate dai nomi, ma solo da figure, perché alle donne non è più permesso leggere. Apparentemente rassegnata al suo destino, Difred prega di restare incinta, unica speranza di salvezza; ma non ha del tutto perso i ricordi di "prima"...
Considerazioni.
Oggi, cari lettori, vorrei proporvi una lettura, di qualche tempo fa, che dal 26 aprile è diventata un telefilm grazie a Hulu.

La storia, davvero molto, ma molto originale, collocata in un futuro lontano, nonché distopico rispetto al nostro - e per una volta NON Ya o Na (state già stupendovi, lo posso immaginare ...) - è un romanzo scritto da una maestra della narrativa americana in questo genere (la quale ha sempre proposto trame incredibili e sorprendenti) che mi ha regalato un romanzo non solo molto, ma molto ben scritto, ma anche una storia di cui mai avrei potuto prevedere il finale o anche solo immaginare le mosse dei protagonisti.

"I Racconti dell'Ancella" nasce come una sorta di diario registrato su cassette, consegnatoci non si sa bene come o quando, e che ci propone un mondo sulla fine del ventesimo secolo, stremato dalle guerre e consumato da inquinamento pesante (chimico, radioattivo, ecc...), malcontento e che vede la popolazione a crescita zero. Il libro in questione prende avvio proprio presentandoci un panorama di costrizione, partendo dal complessivo assetto globale che vede una precaria tregua dove sono i singoli governi a sedare le proprie rivolte interne per ottenere un ordine generale; fino ad arrivare alla situazione delle singole cittadine, dove si respira un regime totalitario oppressivo, come negli Stati Uniti, dove un golpe riuscito ha instaurato questo regime con l'aggiunta di un po' di ispirazione biblica a rendere il tutto più dogmatico e a senso unico, che prende il nome di "Repubblica di Galaad".

In questo regime, proprio negli Stati Uniti, oltre alle ferree regole del caso, che qui vi risparmio, oltre al divieto di ogni altra forma religiosa tranne quella approvata dal regime, oltre al divieto delle rivolte e a bandire la pratica dell'aborto (anche se commessa prima del regime), coloro che devono portare il peso maggiore di regole e divieti sono (come sempre) le donne, queste, oltre ad essere state private dei loro diritti, di ogni bene e in generale della propria libertà, a causa del crollo delle nascite, non ci sono più bambini e le donne in grado di procreare sono preziosissime. Le donne sono quindi sotto lo stretto controllo degli uomini e sono "classificate/organizzate" in base al compito che svolgono all'interno della società che vi ho appena descritto (mogli, levatrici, servitrici, ecc...) ma esiste una categoria particolare di donne che sono le Ancelle.

Dovete sapere che esiste un ordine gerarchico ferreo in questa "Repubblica di Galaad", dove al vertice troviamo i Comandanti (facendola veramente breve sono coloro che hanno il potere e lo esercitano) che possono quasi tutto: hanno libertà, possedimenti, proprietà (case, macchine, persone, ecc...) e questi hanno delle moglie, ma come presto ho potuto scoprire dalla lettura, non tutte le donne (a cause delle guerre che sono state combattute con armi chimiche e radioattive) posso procreare (ecco perché la crescita 0) e quindi, proprio in ossequio alla Bibbia

«Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, se no io muoio!». Giacobbe s'irritò contro Rachele e disse: «Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?». Allora essa rispose: «Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch'io una mia prole per mezzo di lei». Così essa gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei. »  
 
(Genesi 30,1-4)

questi Comandati possono generare figli "utilizzando" le Ancelle, donne fertili usate a loro piacimento (alla presenza anche delle mogli di questi ultimi) solo a questo scopo (e odiate dalle altre donne, alcune volte anche fino alla morte).

Oltre ai Comandanti ed alle Ancelle troviamo anche i Fedeli, le Nondonne, le Zie (coloro che addestrano le Ancelle), le Marta (servitrici femmine che aiutano anche a partorire le Ancelle), gli Occhi (i Servizi Segreti), i Custodi (servi maschi), gli Angeli (soldati), le Economigli (mogli degli uomini poveri) e poi le prostitute (anche se ufficialmente non ne è riconosciuta l'esistenza).

La protagonista di questo romanzo è Difred (anche se il suo nome non verrà mai pronunciato), un'Ancella con un passato che si apprende poco alla volta durante la lettura: Difred era stata dapprima l'amante di un certo Luke, poi la sua compagna e da quest'ultimo aveva avuto anche una figlia. Nonostante la donna abbia trovato un uomo da amare e abbia avuto una figlia bellissima, le cose non sono andate bene sin da subito, perché Difred perde il lavoro, il conto in banca le viene svuotato e viene perseguitata dal regime per il suo rapporto illegittimo con Luke. Sebbene nel suo racconto Difred rimanga evasiva su destino di Luke, quest'ultimo si presume morto, la bambina data in adozione ad altra famiglia e Difred ridotta in schiavitù come Ancella. 

In seguito ad un apprendistato impartitele da una Zia, Difred dopo essere stata Ancella (e prendere quindi i colori del rosso e del bianco) presso due Comandanti, ma senza purtroppo essere riuscita a essere incinta (grazie ad un medico scopriamo che molto spesso sono i Comandanti a non essere fertili, ma essendo una società maschilista questa possibilità è Tabù) il libro si apre con Difred che approda alla famiglia di un nuovo Comandante Fred e di sua moglie, Serena Joy, che la vede con profondo astio. 

La vita nella sua nuova casa trascorre tra faccende di poco conto, le angherie della moglie del Comandante e il rituale di accoppiamento. L'unica distrazione di Difred per non pensare al suo compito, è quello dell'Ancella venuta prima di lei, dal Comandante Fred, la quale ha impresso nella camera in cui ora dorme Difred, la frase Nolite te bastardes carborundorum, prima di togliersi la vita.
Le cose iniziano a cambiare quando Difred viene visitata di nascosto dal Comandante on richieste inizialmente innocenti, ma illegali (come giocare a Scarabeo o leggere riveste) per poi divenire vere attività pericolose (come travestirsi da prostituta e frequentare case di tolleranza). Difred ovviamente acconsente per paura di quello che altrimenti potrebbe accaderle, ma intanto allaccia una stretta amicizia con il servo del Comandante, un certo Nick (con cui avrà anche una relazione sentimentale) e Dilgren, un'Ancella di un'altra casa che la mette a conoscenza di un movimento Mayday che si oppone al regime. 

Intanto anche la moglie del Comandante muove le sue pedine, e tutto quello che le serve è un bambino. Ecco dunque che ben sapendo che il marito è sterile, è proprio lei a spingere Dilgren nelle braccia di Nick promettendole notizie della figlia ... ma mettendo a serio rischio la vita di Dilgren, che per questo potrebbe essere considerata Nondonna e deportata nelle colonie. Ma non tutto è come sembra e non tutti sono quello che dicono di essere ...

Come potete vedere il romanzo ha davvero una trama piuttosto interessante, nonché complessa da comprendere visto i vari intrecci anche temporali, ma è stato intenso leggerla e per un po' entrare in questo mondo, che per molti versi assomiglia ai nostri, tra passato, presente e futuro (guerre, inquinamento, ecc...) e mi ha intrigato per la visione della Atwood del comportamento umano, a quello che di bello di può portare, nella sua ostinazione alla sopravvivenza, nella sua testardaggine a vedere speranza ovunque, ma anche a quanto di brutto può arrivare a mostrarsi con la sua brutalità e la sua violenza verso la sua specie, le altre e l'ambiente che lo circonda, cercando di primeggiare su tutto e tutti. 

Venendo ad una mia più stretta considerazione sul romanzo, devo dire che è stato appassionante fino alla fine, non veloce come lo si potrebbe immaginare, ma pieno di colpi di scena, di umanità ma anche di crudeltà, di coraggio, di oppressione, di comprensione, di disillusione e una richiesta al lettore di apprezzamento della libertà e una riflessione sulla condizione femminile, che in ogni tempo sembra aver il comune denominatore della prevaricazione maschile. 
Per quanto riguarda la protagonista, casi lettori, leggerete di una protagonista diversa da molte altre, che si nutre di speranza, che non manifesta ribellione nel senso classico, ma mostra sottomissione e pensa sul modo di evasione, è astuta, ma non stupida, è coraggiosa, ma di quel coraggio che evita, fin che può, la morte e che sperimenta come pochi altri una solitudine che spezza il cuore. Dilgred è completamente sola, con il cuore spezzato e con il corpo piegato dalla volontà di sopravvivenza, non in cerca della vedetta, però.

Sono davvero molto curiosa di vedere come il telefilm renderà questa storia non facile, non scontata, adulta e con tematiche decisamente forti. Se potete leggetelo (solo in ebook visto che il cartaceo è introvabile, a meno di una prossima pubblicazione in vista della serie tv), se la storia vi interessa almeno un po' concedete a questo romanzo un'occasione non solo perché è scritto in modo sublime, ma anche  perché merita, e qualcosa dentro vi lascia, indubbiamente.

...o. Il Trailer .o...

Si, grazie a Hulu questo libro è stato trasposto in una Serie Tv - la prima stazione è di 10 episodi - che debutterà il 26 aprile dove recitano attori ed attrici molto famosi ... Non vi dirò chi sono, ve li lascio scoprire nel trailer ...





Margaret Atwood 
E' una delle voci più note della narrativa e della poesia canadese. Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Scrittrice estremamente prolifica, ha pubblicato oltre venticinque libri tra romanzi, racconti, raccolte di poesia, libri per bambini e saggi. Ha scritto, inoltre, sceneggiature per la radio e la televisione canadese.  Esordì nel 1961 con la raccolta di versi Double Persephone, alla quale seguì, nel 1964, Il gioco del cerchio. Si tratta di opere nelle quali viene affrontato il tema dell'identità culturale canadese, che sarà il filo conduttore anche delle raccolte poetiche successive; tra queste si ricordano Procedure per il sotterraneo (1970), Storie vere (1981), Interlunare (1984). La condizione della donna è invece al centro delle opere narrative, a partire dal romanzo La donna da mangiare (1969), che diede all'autrice il successo internazionale. Tra gli altri romanzi si ricordano Lady Oracolo (1976); Offesa corporale (1981); Il racconto dell’ancella (1986), un romanzo fantascientifico dal quale Harold Pinter ha tratto la sceneggiatura per il film omonimo diretto da Volker Schlöndorff (1990); La donna che rubava i mariti (1993); L’altra Grace (1996), che trae spunto da un fatto realmente accaduto; L'assassino cieco (2001); L'anno del diluvio (2010); Per ultimo il cuore (2016).  Più volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per L'assassino cieco e nel 2008 il premio Principe delle Asturie. Vive a Toronto con il marito, il romanziere Graeme Gibbson, e la figlia Jesse. Ha riflettuto sulla propria attività di scrittrice in Negoziando con le ombre (Ponte alle Grazie, 2003).
In Italia è pubblicata soprattutto da Ponte alle Grazie.
martedì 12 novembre 2013

Recensione: "Una storia per l'essere tempo" di Ruth Ozeki


 





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Una storia per
 l’essere tempo
di Ruth Ozeki
Pagine 528 
euro 19,00
Ponte alle Grazie
già disponibile
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«Mi chiamo Nao e sono un essere tempo. Sai cos’è un essere tempo? Allora, dammi un minuto e te lo spiego. Un essere tempo è qualcuno che vive nel tempo, quindi tu e io e tutti quelli che sono, furono e saranno. Io, per esempio, adesso sono seduta in un maid café francese ad Akiba Electricity Town e sto ascoltando una chanson triste suonata in chissà quale momento del tuo passato, che sarebbe il mio presente, e sto scrivendo mentre immagino te, chissà dove nel mio futuro. E se stai leggendo, magari a questo punto anche tu stai immaginando me. Tu immagini me. Io immagino te».

A Tokyo, la sedicenne Nao crede che ci sia una sola via di fuga dalla sua dolorosa solitudine e dal bullismo dei compagni di classe. 
Aggiungi didascalia
Ma prima di farla finita, si ripropone di raccontare la vita della sua bisnonna, una monaca buddhista ultracentenaria. Un diario è il suo unico passatempo, un diario che toccherà molte vite in modi che Nao non immagina neppure. 
Sull’altra sponda del Pacifico troviamo Ruth, scrittrice che vive su un’isola sperduta e che rinviene una serie di oggetti dentro un contenitore per il pranzo di Hello Kitty, portato a riva dalle onde. Che si tratti di un relitto del devastante tsunami del 2011? 
A man a mano che ne emerge l’importanza del contenuto, Ruth si lascia trascinare nel passato, nel dramma di Nao e nel suo destino ignoto, e contemporaneamente in avanti, nel proprio futuro. 
In questo romanzo a due voci incentrato sul rapporto tra scrittore e lettore, passato e presente, realtà e finzione, Ruth Ozeki attinge alla fisica quantistica, alla storia e al mito. Diviso tra Canada e Giappone, di cui restituisce le atmosfere e i risvolti più tragici, Una storia per l’essere tempo è il raffinato ritratto di tre donne molto diverse tra loro. 
Un racconto intenso e ammaliante, ironico e lieve, della natura umana e della ricerca del proprio posto nel mondo.


 
Conisderazioni.
E' un romanzo difficile da definire in brevi e semplici parole, perchè quando si parla di metafisica, di comunicazione tra esseri umani, tra anime, che sono lontanissime tra di loro, ma comuque in grado di comunicare in un certo qual modo e in un certo qual senso, bhè a meno che tu non sia la Ozeki, non lo puoi fare nel migliore dei modi, ci puoi provare, come farò io.

Posto che la storia di cui si compone "Una storia per l'essere tempo" narra di due personaggi femminili molto diversi e distanti nel tempo, e della possibilità dell'intersecarsi delle loro vite a prescindere dal tempo e dallo spazio, il viaggio è qualcosa che conduce alla comprensione delle anime, anche se potrebbe essere riduttivo definirlo escllusivamente in questo modo.
Ma vediamo, prima di tutto, di inquadrare un pochettino le protagoniste, va bene? Le protagoniste sono tre donne:

Ruth: è una donna che durante una passeggiata sulla spiaggia - vive su un'isola piuttosto isolata nel Canada, fa la scrittrice e vive con il marito ed il gatto Schroedinger (!!) - trova una valigetta di Hello Kitty che contenente il diario di ragazza di nome Nao, un orologio e delle lettere.

Nao: è una ragazza sedicenne che vive a Tokyo e che prima di suicidarsi, decide di rioportare la storia della sua vita in un diario (ricavato da "Alla ricerca del tempo perduto" di Proust).
Jiko. bisnonna di Nao, monaca buddhista. La sua vita viene narrata sempre nel diario di Nao.

 

Tutto subito non vi sembrerà possibile, ma man mano si viene introdotti, nel corposo romanzo della Ozeki,  nella vita di queste tre donne, tra presente, passato e futuro (da notare la ricorrenza del tre: donne, storie, tempi, ecc...) e proprio dal momento in cui Ruth scopre il diario di Nao, come per magia, si metterà in moto la macchina degli eventi e incominceremo a scoprire cosa Ozeki intenda per essere tempo e come ci sia un tutt'uno tra i tempi, gli spazi, le anime degli essere, il contatto creato e sempre possibile, ma soprattutto incominciamo a comprendere la vita come istante.

Lo vediamo come prima cosa, nel fatto che tre donne molto diverse, con nulla apparentemente in comune, diventano fondamentali una per la storia dell'altra, anche se temporalmente non si sarebbe nemmeno la possibilità che questo sia possibile... proprio come ci fa comprendere Ozeki nulla è tutto, tutto è nulla.

Tra filosofia zen, meccanica quantistica, Ozeki scrive più un'opera d'arte, che un romanzo, sulla visione, personalissima, dell'esistenza, della connessione tra le cose, ed in particolare delle persone.  

Con una scrittura tipicamente orientale, molto elegante, sobria e leggera, come se tracciasse delle linee inconsistenti sulla carte e particolramente incisive sull'animo, ecco che vediamo come sia possibile l'inteconnessione tra le anime, ecco che vediamo ed esploriamo l'animo delle situazioni più incredibili, dal momento della lucida disperazione, della tranquilità, nell'apatia, nella felicità, ecc...
Ma non solo, attraverso situazioni ed età più disparate, dall'adolescenza, ai pensieri tipici di quell'età, alla maturità, fino all'età della comprensione e della consapevolezza più pragmatica e meno sognatrice, comprendiamo come alla fine il cerchio si chiuda un'esistenza, che in fondo si ripete e amplifica in certi sentimenti e si razionalizza per alcune idee, ma è simile e dissimile in tutto. 

Sebbene tutta la prima parte del romanzo sia dedicata alla comprensione degli elementi che compongono lo zen e la meccanica quantistica, per comprendere poi tutta la natura dualistica a cui si farà riferimento nella seconda, parte, ecco che, proprio il fatto che la stessa Ozeki sia una una monaca buddhista, le permette di porsi nel confronti del lettore, in modo piuttosto differente e insolito, permettendo di comprendere in altro modo - e molto bene - tutti i concetti, senza che risultino pensati ed oltremodo ridondanti.
Inolte, proprio in riferimento all'elemento bibliografico, ecco che anche questo rientra perfettamente nel quadro di insieme di essere tempo e concetti del romanzo: Ruth, sarà proprio l'autrice? La Ozeki fa entrare elementi personali nel quadro d'insieme? Possibile che la Ruth del libro, sia l'autrice e quindi ci siano possibiltà di collegamento con Nao e Jiko?

Insomma, ecco che quello che ha scritto la Ozeki è una storia che fluttua da mente a mente, da cuore a cuore, che avvicina la mentalità occidentale e quella orientale, che avvicina l'essere umano a qualsiasi altro essere umano ed in generale vivente, di qualsiasi età, di qualsiasi tempo e luogo, dimensione temporale inclusa.
Insomma, non ho la presunzione di farvi comprendere appieno come la lettura della Ozeki sia intensa, profondamente toccante e assolutamente potente in un senso leggero, ma al contempo graffiante. Solo, provate la sua scrittura, è viaggio che vi entrerà sotto la pelle e che difficilmente dimenticherete!!

Consigliato!

 

Ruth Ozeki Scrittrice pluripremiata e monaca buddhista zen, è regista di numerosi film indipendenti che sono stati acclamatissimi dalla critica. Affiliata del Brooklyn Zen Center, vive tra New York e Vancouver. A pochi mesi dall’uscita, i diritti di traduzione di Una storia per l’essere tempo sono stati venduti in oltre dieci Paesi, tra cui Germania, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Stati Uniti e Brasile.
mercoledì 16 ottobre 2013

Recensione: "Cose nostre - malavita" di Tonino Benacquista







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Cose nostre 
Malavita
di Tonino Benacquista
Pagine 240
Prezzo 12.90
Ponte alle grazie
già disponibile
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In una tranquilla e un po’ sperduta cittadina della Normandia arriva una famiglia di americani, i Blake. 
Lui dice di essere uno scrittore e sembra lavorare a un libro sullo storico sbarco, lei si dedica alla beneficenza, i figli cercano di ambientarsi nella nuova scuola e di fare amicizia con i coetanei. 
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cover originale
Infine c’è il cane Malavita, e il nome la dice lunga...

Una famiglia come le altre, a prima vista, ma non lasciatevi illudere.
I Blake sono a dir poco bizzarri. E nella cittadina francese che li ospita cominciano a verificarsi strani episodi: un supermercato va a fuoco, una fabbrica salta per aria, a scuola i ragazzi sono particolarmente inquieti… 
Quale segreto si cela dietro tanta eccentricità? E perché i Blake sono costantemente sorvegliati?

Una scrittura sobria e asciutta, dialoghi gustosissimi, uno humour irresistibile e tante strepitose trovate inventive: sono questi gli ingredienti della miscela esplosiva capace di trapiantare un poliziesco americano nella provincia francese.
 
Il risultata è una trama al limite dell’inverosimile che funziona alla perfezione e si legge senza fermarsi un istante. Perché i Blake non finiscono mai di stupire.

 

Considerazioni.
Storia irriverente su una famiglia moooolto particolare, ex mafiosa, che si trasferisce in una piccola cittadina francese grazie al programma protezione testimoni, che non sapendo più come mantenersi al sicuro negli Stati Uniti, li manda nella regione francese. 

Da qui, tutti i problemi sorsero ... ma per gli abitanti ed i vicini della cittadina francese che devono venire a contatto con la famiglia Blake, alquanto turnolenta! Infatti con l'arrivo dei Black ecco che accadono incidenti strani, strani avvenimenti e soprattuto molta azione!!

 

Se cercate un libro sobrio, ponderato e moderato, cambiate romanzo, perchè è un libro eccessivo, irriverente, eccessivo e molto, molto ironico

La trama è un canovaccio a cui sono annessi personaggi che rendono la storia caustica, irriverente ed estremamente divertente!  
Mi è piaciuto proprio per la sua tracotanza, per i suoi estremi eccessi, per come i personaggi non abitino assolutamente a quanto pensi la gente, alle convenzioni, ma sia se stessa, cafona, tronfia e renda tutto facile, insinsibilmente ironico.

Molto interessante vedere come la famiglia arrivi in questa cittadina della Normandia, sonnolenta, tranquilla, placida, dove si annoiano anche i pesci nelle bocce di vetro e poi, piano a piano che i Blake incominciano a far parte della cittadina, incomincino a smuovere le acque, agitano le acque chete e facciano di una placida cittadina tranquilla un'inferno sulla terra!

Vediamo tutti i protagonisti della famiglia (Fred - in realtà Giovanni Manzoni - Maggie, Belle e Wayne + il cane Mafia) avvicendarsi in situazioni strambe, stile Padrino, che provano ad avere una vita normale (la madre con la beneficenza, il padre con la scrittua, la figlia con facendo la stupenda in giro, il figlio cercando di non sopravvivere alla scuola) dialoghi irriverenti, personaggi crudissimi ma appannati dall'ironia verace e schietta, pasticci dovuti all'incomprensione tra francese e inglese, insomma una lettura proprio spassosa, che si presta benissimo per una trasposizione cinematografica, infatti avvenuta (non per nulla da Besson, aggiungo) ... vedi qui:
 




Per quanto riguarda lo stile e la scrittura di Beniacquista (evidentemente di origini italiane) non è eccelsa, ma è una scrittura molto piacevole, leggera, estremamente fluida che segue e tiene il ritmo del carattere pazzo ed eccessivo dei personaggi.

Secondo  me, questa è la lettura perfetta per coloro che vogliono leggere un romanzo divertente, di una famiglia molto stramba, una via di mezzo tra personaggi da Tarantino e Burton, e che non sebbene non si abbia vogli di affezionarsi ai personaggi, almeno si ride di loro, con loro e soprattuto si fa una lettura fracassona spassosissima!!!!


Tonino Benacuista Figlio di immigrati italiani, cresciuto nella provincia francese, Tonino Benacquista è considerato uno dei più brillanti scrittori francesi contemporanei. Dopo aver lavorato come pizzaiolo, inserviente sui vagoni letto, guardiano museale, ha esordito a metà degli anni Ottanta nel genere poliziesco, riscuotendo subito grande successo e vincendo numerosi premi. Si è fatto apprezzare dal grande pubblico italiano grazie al suo Malavita (pubblicato in Italia nel 2006 e ora riproposto in occasione della trasposizione cinematografica da parte di Luc Besson), a cui sono seguiti Tre quadrati su fondo rosso (2007), La commedia dei perdenti (2008), Ancora Malavita (2009).