Recensione "Enchanted" di Heather Dixon.

giovedì 26 luglio 2012

 Si, lo so che è un libro rivolto principalente ai più giovani, ma ogni tanto risvegliare la nostra parte più fanciullesca e puerile ha qualcosa di rinvigorente e magico, no? E poi un libro che parla di balli incantati, dodici sorelle (avrei sempre voluto avere una grande famiglia) e poi, andiamo principi, principesse, battaglie, regni magici, Re dispotici, castelli da scoprire e malefici da scigliere ... come non si può non esserne attratti? Volete fare un salto in regno che non esite, tra 12 principesse ? Andiamo!


 




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Enchanted
di Heather Dixon
pagine 360
prezzo 17,90€
Sperling & Kupfer
già disponibile
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A sedici anni, Azalea Wentworth, erede al trono del lontano regno di Eathesbury, sta per realizzare il suo sogno: feste sfavillanti e incontri con ammiratori segreti da raccontare in chiacchiere sussurrate fino all'alba con le sorelle. Ma improvvisamente tutto cambia: sua madre muore e il lutto strettissimo imposto dalla corte le vieta per un anno qualsiasi divertimento. Compresa la danza, la sua più grande passione. Azalea si trova così in trappola fra le mura del suo stesso castello. Una notte, però, la ragazza scopre un passaggio segreto che la conduce nello straordinario mondo del Custode, un uomo affascinante quanto misterioso. Un uomo che sembra capirla meglio di chiunque altro.
Perché anche lui è in trappola, prigioniero da molti secoli nel palazzo. Inaspettatamente il Custode le porge un invito: le chiede di tornare a trovarlo ogni notte e di accompagnarlo al ballo più sontuoso che lei abbia mai visto.
Così, da quella notte in poi, Azalea e le sue sorelle varcano il passaggio segreto e attraversano un bosco d'argento per raggiungere un padiglione incantato e danzare. Ma tutto ha un prezzo, anche la più seducente delle magie. Perché al Custode piace custodire le cose. E Azalea non si accorgerà di essere caduta in una rete mortale finché non sarà troppo tardi...
Storia.
Cortesi lettori, gentilissime lettrici, dovete sapere che nel profondo del mio cuore conservo ancora una parte segreta, un lato che celo e che custodisco gelosamente per la mia sola intimità. No, carissimi lettori, non abbiare pensieri peccaminosi o doppiamente interpretabili. Sto parlando del mio lato fanciullesco e sempre pronto all'incredulità; sempre disposto a credere che parte della magia che vorrei esistesse, si possa concretizzare in qualche modo e in qualunque forma...
Il romanzo che sto per presentarvi ricalca il canovaccio di una vecchissima storia dei fratelli  Grimm che avevo letto tempo fa da bambina e che si intola "Le scarpe logorate dal ballo". La fiaba in questione non è particolrmente famosa nè particolarmente lunga (se siete interessati/e a leggerla la troverete al termine di questo post nel riquadro in blu) ma è molto affascinante per ambietazioni e personaggi, comprendo dunque una sorta di interesse da parte della Dixon nel volerla enucleare e narrare in modo più approfondito.

La storia inizia presentandoci la più grande delle figlie del Re di Eathesbury, regno che non è proprio sereno in quanto incombe l'ombra di una guerra, Azalea. Se pensate che il nome sia alquanto strano, dovete sapere che il Re e la Regina di Eathesbury hanno chiamato le 12 figlie con nomi di fiori in ordine alfabetico, ad Azalea seguono infatti: Begonia, Camelia, Dalia, ecc... 
Anche se vita delle 12 sorelle è stata inizialmente idilliaca - fatta di balli con vaporosi e coloratissimi vestiti, una corte varia e ricchissima, un Re e una Regina premurosi, una famiglia unita e potenziali principi azzurri all'orizzonte - Azalea e le sue sorelle non se la passano troppo bene, perchè purtroppo la loro madre è molto malata e il padre è un uomo molto rigido e intransigente. Le cose precipitano quando la Regina muore e oltre ad iniziare per le nostre principesse un anno di lutto, iniziano anche  tutta una serie di divieti ed imposizioni: come indossare solo abiti neri, niente uscite  - nemmeno ufficiali - e ovviamente divieto assoluto di danzare. Inoltre il Re è costretto a partecipare alla guerra che si sperava di evitare e lo costringe ad allontanarsi dal regno in lutto e dalle figlie disperate. 
Le giovani principesse troveranno di che intrattenersi perchè nell'aspetto innocuo di un camino scopriranno celarsi un passaggio per una parte del castello che definrsi incantata non rede sufficientemente l'idea della magia e della bellezza del luogo che protegge e nasconde alla vista degli abitanti del castello. Entrando in questo luogo incantato infatti le sorelle scoprono un gazebo traslato in un modo di pace, colori, musiche e danze, ma  anche ad un custode misterioso che vuole il loro aiuto e quella della magia che il castello cela e che gli serve per fuggire da quel luogo magico. Ma prima di scoprire la vera identità dell'uomo - se malvagia o benigna - le principesse si ritroveranno nel gazebo per ballare fino a consumare le loro belle scarpette da ballo. Le cose precipiteranno quando il Re tornerà dalla guerra proibendo loro di danzare e Azalea scoprirà cosa il custode vuole veramente da loro...
Considerazioni.
Che dirvi, sarà l'influenza del telefilm C'era una volta..., sarà perchè quest'anno sono tornate di moda le favole (Biancaneve e il cacciatore, e Biancaneve sono solo l'inizio...) un pò in tutte le sue sfumature, sarà perchè ogni tanto se ne sente il bisogno, ma io ho apprezzato la  rivisitazione di questa storia. Mi è piaciuta che sia stata scritta come una vera "vecchia" favola, con l'intenzione di divertire, ma anche di "ammonire" le ragazzine che pensano solo a ballare, in particolare, e al troppo divertimento in generale.
Credo sia una bella storia per ricongiungersi con il proprio lato più infantile e spensierato, dove  possiamo incontare oggetti animati, personaggi strambi, principi premurosi e molto "azzurri", Re sofferenti che piangono le regine e che per non soffrire allontanano le figlie, ma senza la preoccupazione del tormento, in quanto il cui ricongiungimento non è lontano nè impossibile in ultima istanza. 
Ovviamente la bontà, il divertimento, i colori, il legame profondo e allegro tra sorelle la fanno da padrone. Specialmente nella prima e nella terza parte troveremo ambientazioni, dialoghi e personaggi spensierati, divertenti, magici e molto leggeri. Molto bella, in quanto costruita di fantasia pura, è la parte in cui le principesse trovano il mondo incantato in cui il custode alberga: il gazebo, dove si troveranno poi per molte e molte volte a volteggiare fino a ridere a crepapelle, fino ad avere il fiatone ed i piedi così pesanti da non potere nemmeno pensare di alzarli (mi ha ricordato la puntata musical di Buffy - l'ammazzavampiri, quando Buffy balla fino all'auto combustione)!
Bellissima la relazione tra le sorelle, che porta il lettore ad amalgamarsi bene nel numeroso gruppo, molto carino il principe azzurro che non cade nel melenso e nello scontato, molto decisa e più adulta di quanto immaginassi è Azalea, la vera protagonista del romanzo, che seguiamo per tutta al narrazione. Sebbene sia molto giovane, è una ragazza fiera, dolce, premurosa e molto coraggiosa e curiosa, con un animo avventuroso e un istinto protettivo molto forte, che sarà anche quello che la spingerà a scoprire la vertià e a sconfiggere "il male".

 
Consigliato? Si, è molto carino. Se voleto immergervi in una lettura fresca, leggera, magica, d'altri tempi che vi riporti indietro negli anni della prima gioventù in un viaggio che potete compiere da soli  per voi stessi o accompagnati, perchè no, dai vostri figli, i quali sicuramente vi trascineranno prepotentemente con loro con rinnovato entusiasmo: cosa aspettate? Non volete a tirar di spada per sconfiggere i cattivi o introdurvi di soppiatto in balli dove i vestiti sono troppo vaporosi e i cavalieri troppo gentili e belli?

 Il book trailer:


Heather Dixon è cresciuta in una famiglia numerosissima: ha quattro fratelli e sei sorelle. Vive a Salt Lake City, Utah, e adora ballare, soprattutto il valzer viennese. Enchanted è il suo primo, straordinario, romanzo. Blog:  story-monster.blogspot.it

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Le scarpe logorate dal ballo.


C'era una volta un re che aveva dodici figlie, una più bella dell'altra. I loro dodici letti erano insieme in una sola stanza, e, quando andavano a dormire, la porta veniva chiusa con il catenaccio. Tuttavia, ogni mattino, le loro scarpe erano logore a forza di ballare, e nessuno sapeva dove andassero e come facessero a uscire. Allora il re pubblicò un bando: chi fosse riuscito a scoprire dove le principesse ballavano di notte, ne avrebbe avuta una in isposa, e sarebbe diventato re dopo la sua morte; ma chi si fosse presentato, e dopo tre giorni e tre notti non avesse scoperto nulla, ci avrebbe rimesso la vita.
Non passò molto tempo che si presentò un principe; fu bene accolto e la sera fu condotto in una stanza che si trovava di fronte a quella dove dormivano le dodici principesse. Là era preparato il suo letto, ed egli doveva fare bene attenzione a dove andassero a ballare; e perché non potessero fare nulla di nascosto, o uscire da un'altra parte, la porta della sala fu lasciata aperta. Ma il principe si addormentò e al mattino, quando si svegliò, tutt'e dodici erano state a ballare, perché‚ le scarpe erano là con le suole bucate. La seconda e la terza notte trascorsero come la prima, e così gli mozzarono la testa. Dopo di lui ne arrivarono molti altri che tentarono l'impresa, ma ci rimisero tutti la vita.
Ora avvenne che un povero soldato, che era stato ferito e non poteva più prestar servizio, si trovò sulla strada che menava alla città dove abitava il re. Lì incontrò una vecchia che gli chiese dove andasse. "Non lo so bene neanch'io" rispose il soldato, "ma mi piacerebbe diventar re e scoprire dove le principesse consumino le scarpe." "Non è poi così difficile" disse la vecchia, "non bere il vino che ti portano la sera, e fingi di essere profondamente addormentato." Poi gli diede una mantellina e disse: "Quando l'avrai addosso, sarai invisibile, e così potrai seguire furtivamente le dodici fanciulle". Dopo aver ricevuto questo buon consiglio, il soldato prese la cosa sul serio; si fece coraggio, andò dal re e si presentò come pretendente. Fu accolto bene come gli altri, e gli fecero indossare vesti regali. La sera, quando fu ora di coricarsi, lo condussero nella sua stanza, e quando stava per andare a letto, la maggiore delle principesse venne a portargli un bicchiere di vino. Ma egli si era legato una spugna sotto il mento, vi lasciò colare il vino e non ne bevve una goccia. Poi si coricò e dopo un po' si mise a russare come se dormisse profondamente. Le dodici principesse l'udirono, si misero a ridere e la maggiore disse: "Avrebbe anche potuto risparmiare la sua vita!". Poi si alzarono, aprirono armadi, casse e cassoni e ne tirarono fuori vesti sfarzose; si agghindarono davanti allo specchio, e saltavano dalla gioia pensando al ballo. Soltanto la più giovane disse: "Non so, voi siete felici, ma io sento qualcosa di strano: sicuramente ci succederà una disgrazia". "Sei un'oca che ha sempre paura di tutto!" esclamò la maggiore. "Hai forse già scordato quanti principi sono stati qui inutilmente? Al soldato non avrei neanche avuto bisogno di dare qualcosa per dormire: tanto non si sarebbe svegliato comunque."
Quando furono tutte pronte dettero un'occhiata al soldato, ma egli non si era mosso, ed esse credettero di essere proprio al sicuro. Allora la maggiore si avvicinò al suo letto e vi picchiò sopra: subito il letto sprofondò e si aprì una botola. Il soldato le vide scendere l'una dopo l'altra, e la maggiore in testa. Non c'era tempo da perdere: si alzò, mise la mantellina, e discese anch'egli, dietro alla minore. A metà scala, le pestò un poco la veste, ed ella si spaventò e gridò: "C'è qualcosa che non va: mi trattengono per la veste!". "Non esser così sciocca" disse la maggiore, "ti sei impigliata a un uncino." Scesero fino in fondo e, quando furono là sotto, si trovarono in uno splendido viale, dove tutte le foglie erano d'argento, luccicavano e sfavillavano. Il soldato pensò: ' Devi procurarti una prova '. E spezzò un ramo; allora si udì un grande boato provenire dall'albero. La più giovane tornò a gridare: "C'è qualcosa che non va: avete udito il rumore? Non era ancora mai successo!". La maggiore rispose: "Sono spari in segno di gioia, perché‚ presto avremo liberato i nostri principi". Poi giunsero in un viale dove tutte le foglie erano d'oro, e infine in un terzo dove erano di puro diamante; in ognuno il soldato spezzò un ramo, e ogni volta si udì un boato che fece trasalire la più giovane delle sorelle; ma la maggiore continuava a dire che erano spari in segno di allegria. Poi proseguirono finché‚ arrivarono a un grosso fiume, dove si trovavano dodici navicelle, e in ognuna c'era un bel principe: avevano aspettato le dodici principesse, e ciascuno ne prese una con s‚, mentre il soldato si sedette accanto alla minore.
Il principe disse: "Mi sento più forte che mai, eppure la barca oggi è molto più pesante, e io devo remare con tutte le mie forze". "L'unica ragione possibile è il gran caldo" rispose la più giovane, "anch'io sono accaldata!" Sull'altra riva c'era un bel castello tutto illuminato, dal quale proveniva un'allegra musica di tamburi e di trombe. Remarono fin laggiù, vi entrarono e ogni principe danzò con la sua amata.
Anche il soldato ballò con loro, invisibile; e se una teneva in mano un bicchiere di vino, quando lo portava alla bocca egli lo vuotava; la minore si spaventò anche stavolta, ma la maggiore la faceva sempre tacere. Ballarono fino alle tre del mattino, quando le scarpe furono logore, ed essi dovettero smettere. I principi riaccompagnarono le fanciulle oltre il fiume, e il soldato questa volta si mise davanti, accanto alla maggiore. Giunte a riva, esse si accomiatarono dai loro principi e promisero di tornare la notte seguente. Quando arrivarono alla scala, il soldato corse avanti e si mise nel suo letto, e quando le dodici principesse giunsero stanche, camminando a passettini, egli russava di nuovo forte, sicché‚ esse dissero: "Quanto a lui, possiamo stare tranquille". Poi si tolsero i bei vestiti, li portarono via, misero le scarpe logore sotto il letto e si coricarono.
Il mattino dopo, il soldato non volle dire nulla, perché‚ intendeva assistere di nuovo a quella strana faccenda; così andò con loro anche la seconda e la terza notte. E tutto andò come la prima, e ogni volta ballarono fino a romper le scarpe. La terza notte, però, egli si portò via un bicchiere come prova. Quando venne il momento di dare una risposta, egli prese con s‚ i tre rami e il bicchiere e andò dal re, mentre le dodici fanciulle se ne stavano dietro la porta ad ascoltare quel che avrebbe detto. Quando il re domandò: "Dove hanno logorato le scarpe le mie dodici figlie?" egli rispose: "Ballando con dodici principi in un castello sotterraneo". E gli raccontò ogni cosa, mostrando le prove. Allora il re mandò a chiamare le figlie e domandò se il soldato avesse detto la verità, ed esse, vedendo che erano state scoperte e che negare non serviva a nulla, confessarono ogni cosa. Poi il re domandò quale volesse in moglie. Egli rispose: "Dato che non sono più giovane, datemi la maggiore". Così le nozze furono celebrate quello stesso giorno, e gli fu promesso il regno alla morte del re. I principi invece furono nuovamente stregati per tanti giorni, quante erano le notti in cui avevano danzato con le dodici principesse.

2 commenti:

annaritaverzola ha detto...

Leggendo l'inizio della tua recensione ho pensato subito alla fiaba, che ha un'origine ancora più antica e si trova anche nella raccolta curata da Andrew Lang che sto traducendo.
http://www.lefavoledilang.it/librorosso01.html
Ciao!

Endimione Birches ha detto...

Annarita ti ringrazio moltissimo per la "dritta" perchè è stata una lettura veramente molto carina e di cui non conoscevo l'esistenza!!! Hai ragione, ricorda moltissimo questa storia!
Grazie grazie grazie!!!!

p.s. Posso chiederti un favorooooone? Quando il libro che stai traducendo è disponibile mi daresti gli estremi (ma anche della versione inglese vanno benone)? Adoro queste raccolte di favole ma non riesco mai a reperirle... mannaggia!