Recensione: "Quelli che ci salvarono" di Jenna Blum

giovedì 9 agosto 2012

Quelli che ci salvarono

 

 

 

 

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Quelli che ci salvarono

di Jenna Blum

pagine 512

prezzo 11,00
Beat editore
già disponibile

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È un giorno del 1942 a Weimar in Germania. Un giorno di calma anormale, quando l’Obersturmführer, l’ufficiale nazista, fa il suo ingresso nella panetteria di Mathilde Staudt, dove Anna si è rifugiata con la piccola Trudie, la bambina avuta da Max Stern, il medico ebreo. Il dottor Max Stern, anzi «il bravo dottor Max Stern», come lo chiamano a Weimar, è stato arrestato dalla Gestapo per attività sovversiva e rinchiuso a Buchenwald, nel campo costruito nei boschi attorno alla città. Non manda messaggi da mesi e, quando pensa a lui, Anna non può scacciare dalla mente il pensiero dei tanti modi che uno ha per morire a Buchenwald: dissenteria, impiccagione, malnutrizione, i capricci omicidi dei kapò, il semplice sfinimento per il lavoro nel fango e nella neve… L’Obersturmführer, un uomo enorme dall’andatura affettata, gli occhi chiari come quelli di un cane da slitta, attraversa la stanza e annuncia con agghiacciante tranquillità quello che Anna temeva di sentire: che lei è sospettata di attività sovversiva dal momento che Mathilde Staudt, die Dicke, la fornaia grassona che la proteggeva e che portava i dolci e il pane ai prigionieri del campo, è stata scoperta con un carico di armi nascosto sotto al pane e destinato ai nemici della società, ai criminali politici, agli assassini. Anna balbetta qualche menzogna credibile, quando l’Obersturmführer si dirige deciso verso di lei, la prende per il mento, le infila in bocca il pollice che odora di sigarette, serra le mani sulle sue guance e, affondando le dita nella carne, agita la lingua nella sua bocca. È l’istinto di sopravvivenza, o forse la conoscenza innata di un antico sistema di baratto, che spinge Anna a portare l’ufficiale nazista nel vecchio letto di Mathilde. L’Obersturmführer non si disturba a spogliarsi: si scrolla di dosso il cappotto, grugnisce e si allunga sopra di lei. Quando ha finalmente concluso, dice che verrà una volta la settimana per fare l’inventario del pane. E verrà da solo. Anna è salva… Salvata dal nemico.

 La Storia vista da me.
La storia che ci narra la Blum è la storia di due persone, due donne: madre e figlia, che non potrebbero essere più antitetiche e caratterialmente lontane. La storia di Trudie è interessante e piacevole, è inoltre importante per farci vedere come Anna è divenuta man mano che conosciamo la storia, ma il vero romanzo ruota completamente intorno alla storia di quest'ultima. Anna.
cover originale.
Anna è una donna che conosciamo come riservata e silenziosa, nei primi capitoli, è ormai anziana e stanca, ma pian piano la Blum ci porta indietro nel tempo, quando molto giovane s'innamora di un uomo ebreo, Max, molto più vecchio di lei che la inizia all'amore, alla confidenza, al sesso, all'affetto. Purtroppo la loro relazione non è destinata a durare, quando infatti iniziano le epurazioni della da parte del regime nazista Max dovrà nascondersi e Anna lo ospiterà per parecchi mesi, mesi in cui si concederanno un rapporto clandestino nella casa del padre di Anna (orfana da molto tempo di madre) unico parente che si rivela dispotico e intransigente, e che denuncia Max alla Gestapo per salvare la figlia e la sua posizione. Quando Anna, disperata, sola e incinta capisce che il padre la darà a quel punto in sposa a un nazista che conosce, scappa, si allontana e viene ospitata dalla panettiera Mathilde, con cui era in contatto per far avere a Max dei documenti falsi per partire e fuggire. Mathilde le insegna un mestiere, le offre un tetto, un letto e la possibilità di stare tranquilla fino al parto. E così è. Ma Mathilde aiuta segretamente i prigionieri del campo vicino al loro paese e proprio durante una consegna viene uccisa. Anna impaurita finge, finge di essere l'aiutante di Mathilde, finge di essere all'oscuro dei suoi traffici, finge di non volere aiutare anche lei i prigionieri, finge di essere solo giovane e bella, nasconde il coraggio e la paura. Fino a quando l’Obersturmführer non entra nella sua vita e paura di morire, per salvare la sua bambina, per salvare se stessa ne diviene l'amante. Sarà un viaggio lungo e tortuoso, sarà un viaggio di sofferenza, bugie, vergogna e costrizione, ma sarà anche una storia di speranza e di liberazione, di cambiamenti e di nuovi possibili amori e cambiamenti, di vita e di continente per dimenticare il passato e le brutture subite.

Considerazioni.
Strutturalmente il libro ha due caratteristiche che sono palesemente individuabili durante la lettura:
- l'autrice intervalla sapientemente la storia della madre, Anna e quella della figlia Trudie, tra passato e presente, che si intreciano indissolubilmente anche quando si parla dell'una o dell'altra.
- i dialoghi ci sono ma sono inseriti nella narrazione in modo tale che non si possano distinguere visivamente dal resto del testo e questo è interessante e porta a concentrasi ed ad essere assorbiti ancor di più dalla storia.
Ho sottolineato queste due carattestiche perchè oltre a saltare subito all'occhio sono anche ciò caratterizza, insieme allo stile dell'autrice, il romanzo. Infatti la Blum non racconta una storia nuova, è infatti una storia che chi legge di libri che sono siti in un luogo e un tempo collocabile durante la seconda guerra mondiale, ha già in qualche modo visto. 
Ma la Blum conferisce un potente realismo, una vividezza incredibile alla storia, inoltre si prova per le protagoniste un profondo rispetto, si nota in loro una ferrea determinazione, una volontà e una dignità incancellabile, nonostante gli avvenimenti e le brutture che la vita riserva loro.

Anna
Sono stata coinvolta in questa storia, totalmente, in parte perchè volevo vedere in che modo si sarebbe evoluto il racconto, perchè con queste storie il finale non è mai prevededibile o scontato, ma anche perchè mi piaceva vedere come la Blum descriveva l'evoluzione di Anna, da giovane provocante che cerca di conquistare, con la goffaggine della sua età, un uomo "proibito" e molto affascinante; a quando invece perde tutto e si assume le sue responsabilità e la decisione di abbandora il suo mondo, l'unico che ha conosciuto fino a quel momento; fino a che non decide di essere qualcun'altra per sopravvivere, per salvare la figlia che ha avuto dall'uomo che ha amato, per proteggere quelle schegge di vita che non vuole farsi scivolare dalle dita.
Interessante è anche l'evoluzione dell'amore che Anna subisce nel tempo (attenzione possibili spoiler!):
prima l'anaffettività di un padre dispotico, poi l'amore dolce e premuroso poi divenuta passione irrefrenabile e totale con Max, poi la possessione esclusivamente fisica, violenta, estrema, coatta e abitudinaria per l'Obersturmführer, poi l'amore adulto e consapevole, quello conquistato e stabile per un uomo americano che le farà conoscere un amore stabile di una famiglia, anche se talvolta inficiato dalla gelosia per un passato che non può dimenticare, ma che vorrebbe, per non soffire, per smettere di pensarci.
 
 Trudie
La sua storia non è altrettanto complicata, come quella della madre, ma è ultile per comprendere come Anna agisca nel presente, come è la sua storia nel presente, dopo quello che ha vissuto. Quanto raccontatoci dal punto di vista di Trudie ha anche un ulteriore scopo, ai fini della narrazione della storia di  Anna; infatti Trudie sa che l'americano Jack non è il suo vero padre e crede che quest0ultimo sia l’Obersturmführer, non sa di Max, la madre non le ha mai detto nulla, non le parla mai di certe cose. Ma a Trudie, ricercatrice storica della condizione femminile durante il regime fascita, accade, per lavoro, di dover e poter intervistare alcuni sopravvissuti a quell'inferno europeo che è stata la Seconda Guerra Mondiale, e proprio in questa occasione torneranno a galla dei ricordi, di quando  l’Obersturmführer viveva con sua madre e allora la verità sarà un'altra e un'altra cosa da affrontare, ora che Anna ha bisogno di lei, delle sue cure, del suo affetto più che mai. 
Trudie è un personaggio molto forte, ma in reatà è profondamente fragile, non sa molto del suo passato, vive un rapporto complicato con la madre e proprio nel momento del sua vita che seguiamo nel libro vediamo che vuole, forse per la maturità raggiunta, forse perchè era semplicemente il momento, raccogliere la matassa del su passato e dei suoi ricordi e prenderne il filo e seguirlo fino a vedere dove lo porterà. Se vogliamo è  proprio Trudie l'amore della vita di Anna, ma mentre Anna lo sa da sempre e lo da sempre per scontato, anche se non l'ha fatto spesso a parole, per Trudie non è sempre stato così in passato e forse insieme alla sua storia è proprio questa grande scoperta che la cambia e la mette in pace con se stessa.

In definitiva posso dirvi di avere amato tanto o stile quanto il narrato della Blum che sicuramente continuerò a seguire. Si è rivelata una scrittrice capace e dirompente anche se il tema era difficile, importante, doloroso e a volte conosciuto.  

Consigliato? Si, è una lettura intensa, coinvolgente, profonda e matura. Veramente una lettura notevole!



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