Recensione: "Tutti i miei desideri" di Jonathan Harvey

mercoledì 19 dicembre 2012


Cosa accade quando la ragazza “della porta accanto”
 diventa improvvisamente una star della televisione? 


Tutti i miei desideri





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Tutti i miei desideri 
di Jonathan Harvey
Pagine 442
Prezzo 17,50€
Elliot
già disponibile
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Le prime pagine del romanzo:

Jodie McGee è cresciuta a Liverpool nel culto della serie tv Acacia Avenue. Insieme alla mamma e all’amatissimo fratello minore Joey, non se ne è mai persa una puntata, sognando di poter un giorno far parte del cast.
All She Wants
cover originale
Anni dopo, incredibilmente, la sua vita sembra regalarle quello che ha sempre voluto: è ormai una celebrità della serie nel ruolo di Suor Agatha, con una nomination al più ambito premio televisivo, e in più vive una bellissima storia d’amore.
Solo che, all’improvviso, una dopo l’altra iniziano a capitarle le situazioni più assurde e tutto ciò in cui Jodie credeva, tutti i suoi sogni, in un attimo vengono distrutti. Sola, disillusa e senza lavoro, Jodie cerca di rimettere in piedi la sua vita e, tra nuovi amori e nuove esperienze, bislacche quanto importanti, riuscirà alla fine a capire chi è e quali sono i suoi veri desideri.
Comico, coinvolgente, brillante e mai scontato, Tutti i miei desideri è l’esordio narrativo di uno dei più famosi e apprezzati commediografi inglesi, che riesce a tracciare con profondità e tenerezza la complessità, le contraddizioni e la forza di una donna di oggi.
Considerazioni.
Confesso una manifesta contraddizione di giudizio per questo romanzo che sebbene mi abbia regalato dei momenti veramente divertenti e particolarmente ilari contiene dei momenti opposti e particolarmente toccanti, profondi, cupi, tipici della letteratura inglese moderna.

Ma incominciamo da principio. Abbiamo una protagonista che conosciamo subito ad inizio romanzo caratterizzata da ironia, poca sicurezza di se e una buona dose di autocommiserazione. Diciamo pure che rapprensenta alla massima potenza una di quelle protagoniste che sono "nate" allo stereotipo Bridget Jones, io e voi ci siamo capiti ;). Jodie è pasticciona, insicura, simpatica e molto, ma molto incasinata, sia come attrice di soap opera, sia come figlia, come sorella che come fidanzata, ex fidanzata ed ex moglie.

Dopo una serata alcolica durante la premiazione agli oscar delle soap opera Jodie non si ricorda più nulla, si sveglia svestita, senza mutandine e con un uomo accanto che non è proprio quello con cui sarebbe dovuta finire. Ah, dimenticavo, anche un gran mal di testa. Il post sbornia e i rimpianti per quello che ha combinato, dopo essere venuta a sapere i casini che ha fatto la sera prima, si raccolgie in un momento di sconforto e ripensa a quello che è stata la sua vita fino a quel momento: il liceo, la vita nella provincia povera e incasina inglese, nella miseria, con solo i sogni da far paravento al mondo crudele che si affaccia senza sconti da offrire alla sua vita; il matrimonio sbagliato, l'allontanamento del fratello; la presenza ingombrante della madre e il fantasma (ma non è morto) del padre; nonchè infine le amiche assenti e i fidanzati maneschi e prepotenti che a volte purtroppo capitano!

Ma Jodie ce l'ha fatta, ora è famosa, ricca quanto basta, ma non ancora del tutto felice, perchè nella sua vita ha dovuto abbandonare per volontà ed orgoglio le persone più importanti della sua vita. O quantomeno che riteneva tale.
Ripensando quindi al passato Jodie torna indietro e ci fa vedere quello che era la vita passata. Un pò come in Canto di Natale, dato anche il periodo perfetto direi, di Dickens e torniamo indietro con lei e non è affatto un viaggio facile.

Diciamo che tre sono le cose rimarchevoli che saltano alla vista del lettore:

1. La scrittura molto diretta, con parole ed immagini colorite e tipicamente maschili - ecco dove emerge maggiormente il fatto che l'autore sia un uomo e non una donna - e delle situazioni descritte senza peli sulla lingua, anche un pò squallide, proposte come la normalità in cui si va a cacciare Jodie;

2. La seconda cosa che non si può non citare sono gli intermezzi dati dai pensieri, ai voli pindarici ed i ricordi, nonchè gli esempi che arricchiscono spesso la narrazione e inseriscono innumerevoli particolari alla vita di Jodie, tanto che chiuso il romanzo non sarà difficile considerarla come una persona da sempre conosciuta, quasi come una vicina.

3. Jodie. La sua personalità è assolutamente contradditoria, e come dice Maggie Smith in Downton Abbey "Sono una donna, posso permettermi le contraddizioni"  (più meno) anche qui  Jodie fa di questa frase il suo motto e stile di vita. E' determinata, ma non è coraggiosa, è ipaurita, inchiodata al passato, un brutto passato sentimentale che turberebbe chiunque e non aiuta il fatto che la madre sia così asfissiante e prepotente in un certo senso nei suoi confronti... Il compatimento e l'arendevolezza di Jodie ai disastri è quasi angosciante, mi ha fatto una pena e una compassione tremenda. Davvero.



Complessivamente questo romanzo mi ha lasciato scissa a metà, una parte lo applaude, una parte lo affossa, perchè? Perchè sebbene sia scritto in modo che non mi ha troppo coinvolto e coinvinto, la storia è dannatamente buona, convincente, profonda, toccante e dolceamaramente graffiante

Da qualche parte ho letto che qualcuno lo ha definito un romanzo rosa, ma non può esserlo, non lo vuole essere ne pretende di inserirsi in questa categoria. 

E' un romanzo moderno, raccontato in modo molto moderno, per questo secondo me non è riusciuto a prendermi come volevo perchè usa un'immediatezza che non mi è congeniale, ma non vuol dire che se non piaccia a me non sia buono, semplicemente non è come pensavo, mi ha colto in fallo, ma a parte questo è un romanzo sulla solitudine, quella che annienta, ti spinge in un angolo e ti fa fare sciocchezze. La solitudine si rispecchia nella vita di Jodie che sostanzialmente non riesce a vivere in pace con se stessa, perchè ne ha vissute troppe, da sua madre, a suo fratello, al suo ex marito (che avrei veramente picchiato!).
 Jodie è stata tradita più volte, in modo molto diversi, amaramente, brutalemnte e senza scuse e proprio per questo prende a isolarsi anche se nella confusione e nel riscatto delle luci della ribalta. Diventando un'atrice, anche se di soap opera e anche se non compresa del tutto. Ma si è soli anche nel mezzo di una folla a volte no? 
Quindi capite perchp non riesco a propendere per un giudizio definito, è un romanzo che deve macerare li un pò nella mia coscienza e nella mia mente, non riesco a comprendere alcune scelte di Jodie, il perchè agisce a volte come bendata, come una folle e senza alcun senso, ma forse è la tremenda ala della solitudine...

 

Consigliato? Alle persone che amano e comprendo la nuova generazione inglese e ci si rispecchia in parte, o chi è interessato ad essa e cercano se stesse nella vita reale; non solo, ma  sono così spontanee che prendonono il paracadute e si buttano dalla rupe della sicurezza cercando l'avventura, anche se poi scoprono che tutto ha un prezzo e un peso...


Jonathan Harvey Nato a Liverpool nel 1968, è uno degli scrittori di teatro e televisione più amati e apprezzati in Inghilterra. Vincitore di numerosi e prestigiosi premi, è autore di alcune tra le più fortunate serie di fiction della tv inglese come Love Junkie, Gimme Gimme Gimme, Beautiful Thing e Coronation Street. Tutti i miei desideri è il suo primo romanzo, in uscita ad agosto in Inghilterra e già scelto come lettura dell’estate da librerie e giornali.

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