Recensione: "La punizione del romanzo" di Danila Passerini

martedì 21 maggio 2013


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La punizione 
del romanzo
di Danila Passerini
 prezzo di 15 euro
pagine 168 
L'erudita
già disponibile
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Filippo ha sedici anni, un carattere ribelle, capelli lunghi e magliette sbiadite che non riesce a buttare via. 
La scuola è piena di luoghi comuni soprattutto da quando, dopo la Terza guerra mondiale, tutti si sono messi in testa che bisogna spendere la propria vita per gli altri, essere compassionevoli, buoni. 
E lui, il più bello della scuola, non ci sta. 
Ogni compagno è bersaglio di frecciatine non troppo velate e battute taglienti, un po' per colpire i deboli, un po' per non svelare la propria personalità e le proprie passioni amorose rivolte all'unica che non sembra subire il fascino del bello e cattivo. 
Ma la scuola è un luogo di formazione non solo didattica ma anche caratteriale e morale, la cui missione è accompagnare nella crescita i ragazzi perché diventino adulti acculturati sì, ma soprattutto critici, coscienziosi, consapevoli. 
E allora non rimane da fare che una cosa: punirlo. 
Quale castigo sarebbe più adatto per lui della punizione del romanzo? 
Filippo entrerà in un libro, vestendo i panni di un personaggio, e il suo scopo sarà quello di vivere la sua nuova vita senza cambiarne la trama, neppure di una virgola, pena il non ritorno.

 

Considerazioni.
Il romanzo di cui vi sto per parlare oggi è un romanzo che parla italiano, con un'autrice italianissia ed in una città italiana tra le più belle che esistano, Bologna.
La storia che questo romanzo ci propone di raccontare si colloca in un periodo molto particolare per essere un romanzo del Bel Paese, per cui generalmente s'impongono trame del nostro tempo o al massimo che riportano al passato - ed infatti ecco che la Passerini ci porta al 2041, dopo la terza guerra mondiale, in un paese senza confini, con governanati che variano di anno in anno ma scelti dal popolo.
Stranamente, sempre per questa tipologia di romanzo, ecco che troviamo un paese che sceglie di vivere di un modo particolare: per gli altri. Ogni soggetto rinuncia al proprio modo di vivere egoistico per creare una situazione di simbiosi, di completamento reciproco con l'altruismo convinto, tanto convinto da punire tutti coloro che agiscono con egoismo e intenzione personale. Potrebbe sembrare impossibile, ma ovviamente grazie all'estrema evoluzione raggiunta dalla tecnologia ecco che risulta facile individuare e condannare coloro che attuano la vietata politica egoistica sì tanto spregevole al nuovo mondo ricostruito... ovviamente oltre agli aspetti sanzionatori, vedremo anche molte bellissime idee tecnologiche, come la possibilità di volare, di vedere ologrammi tridimensionali e la possibilità di conoscere la storia viaggiando indietro nel tempo, ecc...


In questo quadro italian - futuristico la Passerini focalizza la nostra attenzione su un soggetto particolare, Filippo che è un ragazzo adolescente, che vive con la propria famiglia a Bologna. Filippo è descritto dalla sua creatrice come un ragazzo assolutamente coincidente alla descrizione dei giovani del nostro tempo: esempio? Bhè, non ama andare a scuola e si diverte, ama le battutine fuori luogo, non è sempre rispettoso delle regole e viene considerato un egoista.
Dopo uno di questi atti egoistici la Preside della scuolache frequenta decide di punirlo con quella che si chiama la "punizione del romanzo". La punizione consiste nell'essere "inviati" in un romanzo, e in cui dovrà interpretare un personaggio particolare senza però cambiare niente della trama del romanzo in questione con risvolti piuttosto interessanti...
Tre sono i punti che vorrei farvi notari, qualora voleste leggere il romanzo.


Il Protagonista
Certamente particolare, in quanto sebbene inizialmente risulti molto antipatico, scontroso, bullo fino al midollo e fuori luogo in molte delle cose che fa, poi lo scopriamo fondamentalmente molto fragile e insicuro anche e soprattutto per le quetioni familiari che si ritrova alle spalle, che lo vedono sconfitto e debole, con la voglia di mostrare gli aculei agli altri, per difesa quanto piuttosto che per misura.
Ho trovato subito molto particolare, forte rischiosa quella di scegliere in un giovane come protagonista del romanzo, ma a lungo andare, nel leggere il romanzo, ho potuto apprezzarne la scelta, goderne meglio gli avvenimenti e sentire meglio, in un certo senso, quanto l'autrice voleva trasmettermi.

 
La Storia/Dentro il Romanzo
Bella, bella bella. Mi ha molto colpito l'invettiva a cui ha saputo dar corpo la Passerini. Non era facile, non era scontata ed anche se alcuni richiami portani ad alcuni romanzi famosi e meno famosi, poi la complessità, la trama e la globalità della storia ne creano una struttura a se stante di qualunque romanzo inizialmente se ne abbia avuto richiamo. 
Mi è anche piaciuta la scelta di scrivere un romanzo dentro ad un altro romanzo che riprenda una storia tanto famosa quanto culturalmente centrale nella nostra cultura popolare e scolastica: I promessi Sposi.
Veramente molto piacevole il gioco che viene attuato nella ripresa di un tempo passato, con regole vecchie, vecchie parole e concezioni di vita, vecchi personaggi che ritroviamo rivisti e riproposti, ma soprattutto che vediamo muoversi sullo sfondo di un romanzo che ricordo ambientato nel futuro.




La Scrittrice
Brava, mi sento di promuoverla più che volentiere e più che meritatamente per questa sua prova, perchè mi ha regalato una storia, semplice ma con profondità cura, dedizione. La Passerini non ha buttato là una storia che poi ha lasciato naufragare a se stessa. No, ed infatti si vede che ama la sua storia, quello che ha creato, quello che ha voluto. La Passerini vuole regalarci una storia credibile, affasciante e credibile anche se nasce come attualmente e immediatamente non così percepibile.


Come vedete il libro mi è piaciuto davvero molto, dopo aver scritto la recensione ho deciso di aggiungere mezzo punto perché sono stata molto coinvolta e perché ho apprezzato come l'autrice sia riuscite a creare una storia originale, nonostante abbia usato qualcosa di già visto: i viaggi dentro i libri.

Danila Passerini è nata a Bologna il 2 Gennaio 1957, vive ad Aosta con la famiglia, il cane Lo Zar e la tartaruga Martina. Insegna letteratura italiana e storia all' istituto tecnico Corrado Gex. 

2 commenti:

Danila ha detto...

Grazie per aver scritto una recensione al mio libro così accurata e coinvolgente. Mi hai emozionato!
Danila P.

Endimione Birches ha detto...

di nulla davvero, valeva ed è valso la pena, leggerlo, ti auguro tutta la fortuna di questo mondo!!