Recensione: "Il segno del destino" di Robin LaFevers

giovedì 13 giugno 2013







---oOo---
Il Segno 
del Destino
di Robin LaFevers
Pagine 453
Prezzo € 12,00
Fanucci  
già disponibile
--o--








La serie His Fair Assassin è composta da:

1. Grave Mercy - Il Segno del Destino 
(la storia di Ismae)

2. Dark Triumph - inedito
(la storia di Sybella)

3. Mortal Heart - inedito


Grave Mercy (His Fair Assassin, #1)
cover originale primo libro
Il destino di Ismae è stato scritto ben prima che lei nascesse: la Morte l'ha segnata con una cicatrice, ma questo marchio funesto si rivelerà invece la sua strada per la salvezza.
Sarà proprio quella cicatrice a farla ripudiare dal marito, un uomo violento che è stata costretta a sposare. 
La mano della Morte continua a guidare la ragazza, che fugge da tutto per cercare riparo nel convento di Saint Mortain, dove alcune suore osservano ancora gli antichi riti tradizionali. 
Qui viene trasformata in una perfetta assassina;
Dark Triumph (His Fair Assassin, #2)
cover originale secondo libro
silenziosa,
seduttiva e letale,
un'ancella della Morte.
Presto, Ismae viene inviata alla corte di Bretagna per fare luce sugli intrighi che mettono in pericolo non solo il regno, ma anche la vita della giovane duchessa Anne. 
Per riuscire nell'impresa, dovrà fare appello a tutto ciò che ha imparato nel convento. 
Peccato che non le abbiano insegnato come tenere a bada i moti del cuore, e Ismae si ritrova lacerata tra il dovere e l'amore che preme nel suo cuore.

 

Considerazioni.
Davvero un bel romanzo, ve lo dico subito e fuori dai denti. Non credevo in tutta onestà che questa storia, almeno dalla trama, avrebbe saputo sorprendermi come invece, in ultimo, ha fatto. 

Molti i punti di forza della storia che ha saputo imbastire LaFevers:

- Originalità: sebbene la storia riporti alla mente alcune storie simili - in primis la mia mente mi ha riportato agli imbattibili fasti narrativi della protagonista creata dalla Snyder  nella serie Study, Yelena - alla fine se ne discosta per molti versi grazie ad alcune peculiarità in cui inciamperete inevitabilmente - fantastiche e narrative - leggendo questa storia e che alla fine saprete associare alla protagonista in questione e soprattutto amare, veramente e sinceramente.

- Protagonisti: si vede chiaramente che LaFevers non ha saputo trattenersi dallo scrivere Il segno del destino, non ha potuto trattenere i personaggi dall'uscire dalla penna e inprimerli sulla carta, facendoli arrivare direttamente al cuore dei lettori con un fascino, un'immediatezza e un'emotività davvero capaci. 

Questa storia è scritta con una passione tale, con una voglia di far arrivare questa storia al cuore del lettore che legge, che non è possibile giacere sul divano, a libro terminato, e rimanere impassibili. No, questo romanzo è troppo bello, troppo intenso e troppo ben strutturato per rimanere impassibili, per non farsi trascinare nei suoi eventi, dai suoi personaggi, dai suoi fasti e dalla sua ricostruzione storica...

Non ci sarà possibilità per chi legge, di non rimanere invischiato nei meccanismi psicologici difensivi di Ismae che da sempre non ha avuto vita facile, che non si lascia toccare in nessun modo, nè fisicamente, nè sentimentalmente, a causa del suo passato, che si difende da se stessa e dagli altri con tutte le forze che custodisce nel suo essere, ma che essendo fondamentalmente buona ed ingenua non potrà che cedere a qualcuno (Duval) così determinato nei suoi intenti, che si intrecciano fatalmente con  quelli di Ismae, da farla innamorare ... perdutamente, anche, inesorabilmente, alla fine.

Nota da rendervi è anche un'altra. Il romanzo è scritto poi in prima persona, vedendo sempre e solo la prospettiva di Ismae e questo lo rende, almeno a livello di definizione dei personaggi, particolarmente interessante, in quanto sebbene comprendiamo - più o meno consapevolemte - le intenzioni, i sentimenti, i passi e le azioni della protagonista di questo prima capitolo (di una trilogia che vede protagoniste femminili differenti avvicendarsi nella narrazione) non vediamo come l'assoluto protagonista maschile, Duval, la veda, la comprenda, se non da quello che Ismae percepisca da lui, consideri di lui dal suo personale punto di vista.




- Struttura della storia: Non potrete non concordare con me, una volta terminato il romanzo, non per falsa modestia, bensì per verità e merito ad un'autrice capace e bravissima, che la storia sia una storia che allacci il mistero, il passato dei protagonisti (che ritorna come un boomerang nei momenti più inaspettati), con gli intrighi di corte e di Stato, la lotta al potere, ai combattimenti, alla forza, ma anche all'arguzia che si sfida con i veleni, con gli inganni ...



- Gli spazi tra le righe: moltissimi. Con questo voglio riferimi a tutte le grandi tematiche che LaFevers affronta in questo romanzo, la maggior parte delle volte incidentalmente ed implicamente. 
   - Troviamo la lotta per riconoscere se stessi nelle proprie azioni, che alla fine ci definiscono nella prospettiva altrui; 
   - si parla di cambiamento delle persone, anche più vicine, una volta a contatto con il potere, am anche lo sfarzo, la ricchezza; si parla di amore, quello con cui ci troviamo a nostro agio anche solo per rimanere in pace con qualcuno nel silenzio di una stanza, anche senza parlare, senza sfiorarsi, ma solo in qualche modo sentirsi; 
   - troviamo la capacità di resistere ad un fato che ci vede perdenti, ma dal quale ci possiamo sempre riscattare;
   - si parla anche di quanto il rapporto con i propri genitori possano essere difficile, ma in qualche modo possibile se vogliamo, o inesistente se necessita per andare avanti.
    - e sempre combattere ... fuori e dentro di noi, sempre!

- Scrittrice: formidabile, davvero formidabile. Non ci credete? Provate a leggerlo...



Il book trailer:


Robin LaFevers è cresciuta tra fiabe, mitologia e poesia. Ha frequentato una scuola cattolica per tre anni, ed ora vive nella California meridionale con il suo più grande amore. Oltre a scrivere di giovani suore assassine nella Bretagna medievale, l' autrice ha scritto la serie Theodosia Throckmorton e la serie Nathaniel Fludd Beastologist.

3 commenti:

Ludo ha detto...

Sai che non c'ero arrivata al fatto che Il segno del destino fosse il titolo dell'edizione italiana di Grave Mercy... Sarà che la copertina scelta da Fanucci non mi ha colpita particolarmente e, quindi, non ho guardato affatto il nome dell'autrice o letto la trama.

Grazie per l'illuminazione!

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludo!!
Si, il titolo italiano si discosta parecchio da quello originale, che a essere onesti coglie maggiormente la cupezza delle atmosfere e l'oscurità dei personaggi. Tuttavia non è male anche quello italiano, che guarda al complesso della storia per indicare la fatalità del destino della protagonista!
De gustibus... ;P

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludo!!
Si, il titolo italiano si discosta parecchio da quello originale, che a essere onesti coglie maggiormente la cupezza delle atmosfere e l'oscurità dei personaggi. Tuttavia non è male anche quello italiano, che guarda al complesso della storia per indicare la fatalità del destino della protagonista!
De gustibus... ;P