Recensione: "Il Gioco dell'Angelo" di Carlos Ruiz Zafón

giovedì 8 dicembre 2016



Dopo "L'Ombra del Vento" ecco la recensione del secondo titolo della serie "Il Cimitero dei Libri Dimenticati", che dalla scorsa settimana è sul Bostonian Library per celebrare l'uscita dell'ultimo romanzo di Zafón. Per tre settimane recensirò un romanzo della serie, fino ad arrivare alla presentazione del nuovo romanzo di Zafòn, ovvero "Il labirinto degli Spiriti".

E adesso eccovi la recensione del primo libro! Come sempre, buona lettura cari lettori!!



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Il Gioco
dell'Angelo
di Carlos Ruiz Zafón

 
pagine 476 circa
prezzo 12.50€
eBook 7.99€
Mondadori
già disponibile
voto:
★★★★☆
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La Serie "Il Cimitero dei Libri Dimenticati" è composta da:
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1. The Shadow of the Wind -  L'ombra del vento
2. The Angel's Game - Il Gioco dell'Angelo
3. The Prisoner of Heaven - Il Prigioniero degli Spiriti
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Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli.
È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. 
Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.

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Considerazioni.
Dopo quel piccolo gioiello che è stato "L'Ombra del Vento", era davvero difficile creare un romanzo altrettanto spettacolare e divertente. Ma Zafón ci riesce, anche se tanto quanto il primo romanzo della serie.

Siamo sempre a Barcellona, ma negli anni Venti, ritroviamo anche le atmosfere ovattate e misteriose che avevamo potuto conoscere nel libro precedente. Conosciamo però David Martin, il quale è un uomo che vive in solitudine e tormento la sua esistenza, ma il quale compensa questa sua cupezza d'animo con tanto tanto cuore e un'norme speranza che gli cresce nell'animo. David lavora presso un piccolo giornale che si chiama "La Voce dell'Industria", come contabile, ma il suo sogno vero è scrivere. E vuoi gli anni di sacrifici, vuoi la passione che lo porta a comporre, finalmente il sogno trova relizzazione e da un piccolo racconto pubblicato, David si trova a scrivere una serie, destinata ad essere molto fortunata, che prende il titolo di "Misteri a Barcellona".

A seguito del successo le cose per David non potebbero andare meglio, ma un giorno i problemi bussano alla sua porta con il nome ed il volto di un editore francese, Andreas Corelli, che propone a David qualcosa di veramente incredibile. L'editore commissiona a David un'opra tanto sublime quanto blasfema, la cui redazione scatenerà una serie di conseguenze poco prevedibili, come forze dannate e reazioni incontrollabili ...

Certo il romanzo gli è stato commissionato a peso d'oro, ma mettere in pericolo la sua vita e soprattutto quella della sua amata Cristina o quella della sua assistente Isabella (in procinto di sposare il figlio del Signor Sempre, ovvero il vecchio padrone della libreria del primo romanzo) è fuori discussione.

David conoscerà Il Cimitero dei libri dimenticati, come prima di lui aveva fatto Daniel, ma farà anche importanti scoperte, come i lettori, che dovranno svelare i misteri che avvolgono la storia, prima di tutti quello che pare il più notevole: David è il figlio di Daniel?

Come "L'Ombra del Vento" anche "Il gioco dell’angelo" è un libro dalla trama accattivante, ben scritto e ben strutturato, difficile da non apprezzare per la costruizione dei personaggi, la loro caratterizzazine e per la cura che viene concessa alle ambientazioni, sempre evocative e misteriose, che richiamano vecchi classici della letteratura, ma riletti con una spruzzata di "nuove visioni e prospettive".

Zafón merita poi un plauso per come riesce a intavolare tematiche molto importanti, come ad esempio la religione, e su cui è bello poter discutere (ricordo ancora con piacere un certo Tostoj e il suo "I Fratelli Karamazov"), anche non riesce poi bene a gestire del tutto... e merita un altro plauso per aver creato un personaggio interessante e ben caratterizzato come David, che ha una bella crescita e un'interessante evoluzione, che fa piacere seguire per vedere dove conduce, se alla dannazione o alla savezza.

La cosa che ho apprezzato un pochino meno è quella di fare di quest'opera (che non sapevo ancora saebbe stata composta da diversi romanzi) una serie di così ampio respiro e quindi lasciare diverse cose in sospeso, che dovranno necessariamente proseguire nei prossimi lavori, nei successivi libri, lasciando di fatto un po' a bocca asciutta alcune linee narrative in questo romanzo.
Non rimane un lavoro incompiuto, ma tra l'epilogo un po' così così e le linee narrative lasciate in sospeso per il prossimo capitolo, diciamo che sono rimasta "appesa" ... avrei preferito qualcosa di più risolutivo in un certo senso.

Complessivamente vi consiglio di tornare nella Barcellona nebbiosa di Zafón, perchè anche in questo caso è stato un bel viaggio da fare...


Every morning was a cheerful invitation to make my life of equal simplicity, and I may say innocence, with nature herself. ~Henry David Thoreau:


Carlos Ruiz Zafón 

E' uno degli scrittori più conosciuti nel panorama della letteratura internazionale dei nostri giorni e l'autore spagnolo più letto in tutto il mondo dopo Cervantes. Le sue opere sono state tradotte in più di cinquanta lingue. Ha cominciato la sua carriera nel 1993 con un libro per ragazzi, Il Principe della Nebbia, che, insieme al Palazzo della Mezzanotte e alle Luci di settembre, forma la "Trilogia della Nebbia". A questa serie è seguito poi Marina. Nel 2001 ha pubblicato L'ombra del vento (Mondadori, 2004), il primo romanzo della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, che comprende Il gioco dell'angelo, Il Prigioniero del Cielo e Il Labirinto degli Spiriti: un universo letterario che si è trasformato in uno dei più grandi fenomeni editoriali dei cinque continenti. I suoi romanzi, in Italia, sono tutti pubblicati da Mondadori.

2 commenti:

SiMo ha detto...

Avevo letto questo libro in spagnolo (non so perché mi fosse venuto lo schizzo di leggerlo in lingua originale) appena uscito e non dico di non averci capito nulla ma ricordo di non aver capito proprio tutto tutto e infatti ne ho un ricordo piuttosto sbiadito. Dovrei rileggerli anch'io, anche perché dopo questo mi sono fermata e non ho mai letto "Il prigioniero del cielo", mentre mi piacerebbe riuscire a concludere la saga con l'ultimo uscito.

Endimione Birches ha detto...

@SiMo
Ti invidio un po' per aver letto il romanzo in lingua originale... secondo nella traduzione si perde sempre un po' qualcosa!!!
Se hai iniziato questa trilogia allora devi assolutamente continuarla, perchè merita!!!
xo
Endi