Segnalazioni tutte italiane ...

martedì 10 gennaio 2017




Ecco una nuova tornata di uscite ... tutta italiana. Potete trovare una storia che parla d'amore, una che si sofferma invece sulla vita in tutte le sue sfumature e una che si immerge in una storia giallo - thriller. Lasciandovi alla lettura delle varie trame vi saluto e vi aspetto nei prossimi giorni per nuove novità e recensioni.







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Quando 
c’era la 
Luna
di Roberta Ambrogio 
e Sara Stroppa
Pagine 436
Prezzo 19
eBook 2,99
già disponibile
autopubblicato
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Un venerdì sera come tanti al Moonriver, un nuovo pub aperto al centro di Roma, Virginia e Chiara conoscono Marco, Andrea e Luca.
Siamo a Marzo del 2007 e diversi sono i motivi che li hanno portati tutti quanti lì, così come ognuno di loro, in fondo, ha una storia diversa dall'altro.
Tra amori dirompenti, delusioni, arte e sogni, nel corso degli anni le loro vicende si intrecceranno, per renderli più forti e scoprire che la vita riserva sempre tante sorprese, anche quando niente sembra facile.
Il tutto, sotto la compagnia costante e silenziosa della luna.

Roberta Ambrogio e Sara Stroppa, nate rispettivamente a Messina nel 1990 e a Jesi nel 1989, sono autrici e amiche. Nel 2014 hanno pubblicato il loro primo romanzo, “Quando c'era la luna” (uscito in una nuova versione nel 2016), nato attraverso un incessante scambio di email, idee e considerazioni, che poco hanno fatto pesare la distanza fisica. “Miss You” è la loro seconda opera a quattro mani.

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Amore
in 
8 Storie
di A.A.V.V.
pagine 100
prezzo 10€
eBook 2.99€
già disponibile
autopubblicato 
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“Kill the lover” di Joseph A. Landler.
Stefano sa come amare alla follia. Ama la sua donna fino all'ossessione. Vive con lei nei sogni e nella realtà e in questi due mondi separati arriverebbe a qualunque compromesso per lei. 
“Il senso dell’amore” di Maddalena Tiblissi.
Amalia e Robert si ritrovano dopo un po' di tempo che erano stati amanti e riprendono la loro storia d'amore. Mauro e Caroline, i rispettivi compagni di una e dell'altro lo scoprono e reagiscono in modi molto diversi e per certi versi sorprendenti. Sentimenti e passioni si intrecciano e si confondono. Il senso del possesso e della gelosia riusciranno a scalfire il senso dell'amore? 
“Emozionami” di Donatella Tella. 
C'e un limite al quale si arriva o dal quale si parte. Shana, una donna matura, decide per il limite della partenza, alla ricerca del suo bruciante desiderio finora assopito e incosapevolmente represso, tuffandosi in un vortice di emozioni. Affamata di esse. 
“Un cuore per sempre” di Eleonora Francescucci. 
 La morte prematura di Edoardo, aveva fatto cadere Maria in profonda depressione, ma una giovane donna non poteva rimanere in quello stato, doveva reagire. La ricerca affannosa della persona che ora stava vivendo con il cuore di suo marito, era il punto di partenza per tornare a vivere. 
“La donna che m’insegnò a vivere” di Salvatore Stefanelli.
 Actorio è un uomo deluso dalla vita e dall'amore. Un giorno incontra una donna molto "speciale" che stimolerà in lui una nuova voglia di vivere e d'innamorarsi...

“Un biglietto di sola andata” di Serena Barsottelli.
Sembra una sera come tante, al rincasare del marito. Qualcosa, però, è diverso. Si sente nell'aria un'atmosfera diversa. Una verità terribile sta per essere svelata.

“Un amore imbattibile” di Monica Spigariol. 
Marta aspetta Marco, che come al solito è in ritardo. Non si vedono da mesi, ma non è cambiato niente. Lui è lui. Il pasticcione Marco. Unico e speciale. Marta non sa che in realtà sta cambiando tutto. 
“Signor Destino” di Andrea Pierangeli.
 Ron è un uomo triste e malinconico, arrabbiato con la vita perché non riesce a trovare l'amore. Dopo uno strano sogno, riuscirà a cambiare il proprio destino e a trovare finalmente la donna amata. Ma a tutto c'è un prezzo, e aver cambiato il proprio fato lo porterà a terribili conseguenze.

Gli autori informano che hanno intenzione di dare in beneficenza il ricavato della vendita del libro.

JOSEPH A. LANDLER autore di "Kill the lover" è lo pseudonimo di Giuseppe Nardella. Nato a San Giovanni Rotondo. Ventiseienne,laureato in Economia e Commercio a Pescara, scopre la passione per la scrittura seguendo e stimolando a sua volta la crescita di un circolo letterario assieme ad alcuni suoi amici. Tramite il suo blog pubblica una serie di racconti e un romanzo a puntate non  ancora concluso: “Mass histerya”, thriller psicologico dalle tinte noir. E’ vicino al completamento del suo primo romanzo, dove la morte, l’amore, l’odio e il mistero sono ancora fortemente presenti come tema principale della storia. Il suo hobby preferito è il gioco degli scacchi, ha la passione per gli anime giapponesi e per i romanzi thriller. L’autore di romanzi preferito è James Rollins, ma nutre una profonda venerazione per Arthur Conan Doyle e per il personaggio di sua invenzione di maggior spicco: Sherlock Holmes. “Kill the lover” è il racconto di un amore psicolabile e deviato, in balia delle passioni umane e della devozione verso il proprio partner.

MADDALENA TIBLISSI autrice di "Il senso dell'amore" viene da un'isola, ma si sente cosmopolita. Di solito scrive di notte perché è più ispirata e questo le permette durante il giorno di uscire con gli amici, di fare yoga e meditazione e dipingere (è anche pittrice). Ha pubblicato in self publishing cinque libri. Due di fiabe, un libro di racconti e due romanzi. I libri di fiabe: “Le sette principesse”, fiaba per bambini con illustrazioni di Giuliana Serano e “Tre fiabe di maggio”, fiabe per bambini illustrato con acquerelli, pubblicato nel maggio 2014. I suoi romanzi: “Isola per isola”, piccolo manuale di conoscenza delle proprie anime e dintorni, libro di racconti pubblicato in aprile 2014, “Intrigo a Istanbul”, spystory pubblicata in ottobre 2014, “Innamorarsi a Firenze”, pubblicato in giugno 2015 e pubblicato una seconda volta con il titolo "Quella piovosa estate a Firenze". “Il senso dell'amore” è un racconto che mette a confronto l'amore e il tradimento, con tutti i sentimenti che coinvolgono un legame e che ci ruotano attorno.

DONATELLA TELLA autrice di "Emozionami" è lo pseudonimo di Donatella Di Muro. Nata a Winnenden, Germania, ma è italiana pura. 49 anni, scrive per divertirsi, disegna per rilassarsi, legge per capire... Racconti pubblicatiper antologie: “Il mio nome è Quercia” in “Se... dici Babele” Indipendente, 2012; “Stanza 11” in “Impronte d’amore” Butterfly Edizioni, 2013; “Solamente un regalo” in “365 Racconti di Natale”, 2013 e “Sapore di mare” in “365 Racconti d’estate”, 2014 per la Delos Books; “Colazione con Brioche” in “Speechless Love - Amore Senza Parole” Tutto sui libri, 2013, “Anime Dipinte” in “Parole tra Sogni e Ricordi”, 2014. “Emozionami” racconta la voglia di amare fino a perdersi nell’incoscienza.

ELEONORA FRANCESCUCCI autrice di "Un Cuore per sempre" nasce a Roma dove lavora e vive nella campagna romana. 40enne, appassionata di scrittura, lettura e grafica che coltiva come hobby. Fino ad oggi ha pubblicato vari articoli per diverse testate. Il racconto “Un cuore per sempre” è una semplice storia che scalda l'anima. Un bruttissimo incidente e la conseguente morte di una persona è l'occasione per far rinascerne un'altra. La sofferenza di una giovane vedova, che riesce a tornare a credere in se stessa e a rivedere suo marito sotto un'altra forma, e come recitava la frase finale di un celebre film: “le case bruciano, le persone muoiono, ma il vero amore è per sempre”.

SALVATORE STEFANELLI autore di "La donna che m'insegnò a vivere" nasce a Napoli nell’estate del ’63. Partecipa al primo contest nel 2010, con il racconto horror “La falce”. Ha all’attivo oltre settanta tra racconti e poesie pubblicati in antologie di editori diversi. Vince il 30° Premio WMI (Delos Books, 2013), dopo essersi piazzato due volte secondo. Nel 2014 arriva primo al concorso di Poesia indetto da “Stanza di Erato”. Nero Press Editore nel 2015 ha pubblicato l’ebook “L’origine della notte”, un racconto gotico, e nel 2016 l’horror “Apollinare Neiviller, note rosso sangue”. Delos Digital ha pubblicato nel 2016 la silloge poetica “DanzaTore, verso la luna”. In arrivo altre antologie e un nuovo ebook.

SERENA BARSOTTELLI autrice di "Un biglietto di sola andata" nasce nel 1985 a Viareggio. Dopo aver portato a termine gli studi classici, si laurea in filosofia. Ha pubblicato con Edizioni CinqueMarzo "VoraceMente", saggio sui disturbi alimentari; "Chi è?", racconto d'attesa destinato alle sale d'aspetto dell'ospedale versiliese; "D'amore, morte e d'altri miti", silloge poetica; "Frantumi", raccolta di racconti; "Zastrozzi. Cosa sei disposto a fare per essere felice?", saggio breve sull'opera di P. B. Shelley. Fa parte del collettivo Scrittori in corso con lo pseudonimo letterario di Lisbeth Pfaff e del collettivo Pillole di Plutonio con la firma Melpomene. Si può amare tanto. Si può amare tutto. Persino un ricordo. Si può amare così tanto da arrivare a odiare. Odiare l'assenza, la lontananza. Se esistesse un modo per abbracciare ancora la persona amata che vi ha lasciato, voi cosa fareste? E’ ciò che tratta “Un biglietto
di sola andata”.

MONICA SPIGARIOL autrice di "Un amore imbattibile" è nata a Montebelluna, abita a Paese di Treviso. Ama la danza, i giochi da tavolo, la lettura e ovviamente la scrittura. Ha pubblicato “Verso Carola”, Lettere Animate, agosto 2014. Sempre con la stessa casa editrice ho pubblicato due racconti, in due raccolte: in Luna Park, “Seconda volta”; in Shotstory1, “Le tre dell'Ave Maria”. Luglio 2015 vede l'uscita di “Verso Carola”. Il racconto “Un amore imbattibile” narra la storia di Marta e di Marco, due amici dall'intesa speciale. Marco è prossimo al grande passo, ma fino all'ultimo momento il posto che occupa Marta nel suo cuore lo farà un po' sbandare nella sua convinzione. Sarà davvero la giusta via?

ANDREA PIERANGELI autore di "Signor Destino" nasce, vive e lavora a Teramo, 38enne laureato in statistica, colleziona coltelli, fumetti, automobiline e dvd. Autore di raccolte fanta-horror come "4 storie per non dormire", "Progetto 22" e il futuro "Metatron". Suo anche "Le avventure di Abider", storie fantasy per bambini. Il racconto "Signor Destino" narra di un amore ai confini della realtà e dell'immaginazione, dove un sogno che si avvera svanisce lentamente.


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Cruore
di Andy Ben
Pagine 136
Prezzo 11€
eBook 2.99€
Lettere Animate
già disponibile

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Dopo quattro anni trascorsi a Riva del Garda, Montorsi viene richiamata a Milano.  
Dovrà affrontare un caso intricato e sconvolgente con la collaborazione dell’ispettore Brezzi e di una nuova squadra investigativa. 
Sarà una corsa contro il tempo scandita dal rapporto conflittuale con il procuratore. 
Riuscirà il commissario a risolvere il caso e a inchiodare il colpevole? 
Chiuderà finalmente i conti col passato? 
Quale sarà il destino della tormentata relazione con Carlo Scala?  
Un giallo rapido, appassionante, dove nulla è come sembra e bastano venti secondi per cambiare la sorte di una vita.

...o. Un Estratto .o...

"La musica electro-house è assordante in tutti i 120 bpm che esplodono dalla cassa che si trova a pochi passi. La pista è affollata di personaggi variopinti che si muovono freneticamente cercando di seguirne il ritmo. I laser verdi e rossi bucano la densa coltre di fumo sospesa a metà tra pavimento e soffitto. Qualche amico è in pista a scatenarsi, ma il grosso della compagnia attende di essere servita davanti al bancone del bar.
Con la musica che rimbomba nelle orecchie continuo a guardarmi intorno e a sorseggiare un mojito ghiacciato, appoggiato alla balaustra che separa l’area da ballo dagli innumerevoli tavolini che la circondano, occupati per lo più da improbabili coppie.
Sullo sfondo, la console del dj è come sempre attorniata da un nugolo di ragazze che avanzano le richieste più disparate. Molte di loro rimarranno inascoltate, ma una, la più fortunata, vedrà il suo desiderio esaudito e l’artista non solo la farà salire in console ma, molto probabilmente, riuscirà a portarsela a letto a fine serata. Un lieve tocco sulla spalla mi fa sobbalzare. Istintivamente mi volto in direzione della presenza che sento al mio fianco. Una ragazzina mi sorride: «Ciao.» La guardo attonito e le rispondo: «Ciao.»
«Cosa ci fa un bel ragazzo come te tutto solo?» Sento che chiede qualcosa, ma il frastuono mi impedisce di capire. Le faccio cenno che non riesco a sentirla.
La ragazza alza la voce: «Ah ok. Andiamo in un posto più tranquillo?» È tutto inutile, il baccano è troppo forte. «Mi spiace» le rispondo. «Non capisco.»
Ora si aggrappa alla spalla e mi fa chinare il capo, poi avvicina il suo viso al mio: «Dicevo: andiamo in un posto più tranquillo?»
Alzo il pollice in segno di assenso e aggiungo strillando per farmi sentire: «Ti seguo!» Con una disinvoltura sorprendente mi prende sottobraccio e ci dirigiamo verso i tavolini. Durante i pochi secondi che ci separano da una zona meno rumorosa, ho l’occasione di osservarla. È vestita in modo appariscente: indossa stivali neri fin sotto il ginocchio, una minigonna rossa piuttosto aderente che fa risaltare le forme dei fianchi e del sedere, una magliettina a righe con scollatura ampia sulla schiena da cui si intravedono le spalline trasparenti del reggiseno. Quando arriviamo al primo tavolo libero, si gira verso di me ed esclama: «Finalmente un po’ di calma.» Mi volto verso il bancone e, mentre ci accomodiamo, scorgo Luca intento a cercarmi. Ha in mano due cocktail. Quando i nostri sguardi si incrociano, riesco chiaramente a percepire la delusione che si dipinge sul suo volto illuminato dalle psichedeliche; un attimo dopo scuote il capo in segno di disappunto e torna sui propri passi in direzione del resto della compagnia.
Il volume della musica è decisamente meno assordante e ora posso sentire la ragazza senza alcuna difficoltà. «Ti stavo chiedendo: cosa fai tutto solo?»
Le osservo il viso: i lineamenti leggermente spigolosi contornati da una chioma bionda acconciata con una frangia irriverente, forse un eccesso di trucco che la fa apparire più grande di quel che è realmente e infine due splendidi occhi che, con le luci soffuse della discoteca, mi pare scorgere castani. Tutto sommato una bella ragazzina… bella, ma pur sempre ragazzina. «Non sono solo. Gli amici sono in giro per il locale... e scusa, ma non ho capito come ti chiami.» «Non te l’ho detto, ma rimedio subito: piacere, io sono Stefania, ma puoi chiamarmi Stefy. E tu?» «Alberto… e ti rivolgo la stessa domanda: cosa ci fa una ragazza carina come te, sola in discoteca?» «Sono con un’amica, ma deve essersi “imboscata” con qualche tipo… sai, siamo qui a “caccia”.»
La sua spontaneità mi mette in imbarazzo e provo a uscire dall’impaccio facendoglielo notare: «Stefy, sei molto disinvolta per la tua età.» «Disinvolta dici?» Fa spallucce: «È solo che ho voglia di divertirmi.» Con un sorriso pieno di intenzioni, aggiunge: «Riguardo all’età… non preoccuparti, sono maggiorenne… e penso che ti voglia divertire anche tu… o sbaglio?» Quindi ammicca sbarazzina. Messo con le spalle al muro cerco di riprendere il controllo della situazione: «Oltre che disinvolta sei anche molto carina: potrei mai contraddirti?»
Con una spudorata naturalezza controbatte: «Perché mai dovresti farlo?» Poi cambia completamente discorso manifestando apertamente di volere e avere lei il comando delle operazioni: «Cosa bevi?»
«Moji…» non ho ancora finito la frase che si avventa sulla cannuccia e ne succhia un bel sorso. «Mhh… un po’ forte, ma buono» dice. Poi mi sorprende ancora. Mi prende per il colletto della camicia, mi attira a sé e mi schiocca un bacio sulle labbra. Non percependo alcuna reazione da parte mia si stacca, mi guarda e, osservata la mia sorpresa, mi dà un altro bacio. La seconda volta la sua lingua calda si fa strada finché non incontra la mia che ricambia il tocco. Provo a stringerla tra le braccia, ma improvvisamente il bacio si interrompe, Stefy riprende posto seduta al tavolino ed esclama: «La tua bocca ha il suo stesso sapore: un po’ forte, ma buono.»
Come un adolescente alle prime armi, eccitato e imbranato allo stesso tempo, le chiedo: «Ne vuoi uno?» Lei prontamente risponde: «No, continuo a bere il tuo» e si fionda ancora una volta sulla cannuccia. Questa volta riesco a controbattere: «Ok, allora ne prendo un altro per me, aspettami qui.»
Mentre mi sto alzando per andare al bar, la sua mano mi afferra il polso, la guardo e lei, con lo stesso sorriso disarmante di qualche istante prima, mi lancia un’altra frecciata: «Vuoi bere ancora? Non credi che possiamo fare qualcosa di meglio… insieme?»
Mi sento messo nel sacco. È possibile che una ragazzina poco più che maggiorenne riesca continuamente a mettere in imbarazzo un uomo di diversi anni più grande? Anche se la situazione mi stuzzica parecchio, ho la netta impressione che le mie reazioni diventino sempre più goffe. Mi riaccomodo, la guardo dritta negli occhi e le faccio la domanda più idiota che mi passa per la testa: «Cosa intendi?»
Lei scoppia in una fragorosa risata, per nulla coperta dalla musica di bordopista che, nel frattempo, è aumentata di volume: «Mi piaci Alberto. Mi piacciono gli uomini come te: maturi, interessanti, padroni del mondo… ma appena qualcuna prende l’iniziativa e li aggredisce un po’, tirano fuori tutte le loro insicurezze…» poi scoppia in un’altra risata.
Cerco di giustificarmi in qualche modo, ma lei riattacca: «No, no, non ti devi preoccupare… mi piaci così… sei tenero…» Si alza e si sporge verso di me, mi accarezza la guancia, poi attira il mio viso vicino al suo e mi bacia ancora, in modo più profondo, con più passione.
«Andiamo a ballare!» esclama, lasciandomi appeso al bacio come un ebete. Mi prende la mano e, in men che non si dica, ci ritroviamo in mezzo alla pista. Il dj ha cambiato genere da qualche minuto: ora è decisamente passato a suonare revival anni novanta, la musica di quelli della mia età, il motivo per cui frequento ancora questi posti così chiassosi. Ci scateniamo su un paio di pezzi pop storici e su qualche digressione progressiva che parte dagli Snap e arriva fino ai Datura, finché il dj decide di sfoggiare uno dei pezzi più famosi di Robert Miles e, sull’attacco lento della canzone, appena le luci si abbassano, l’atmosfera che si respira in pista cambia completamente. Stefy si avvicina e mi abbraccia.
Ricambio il gesto e lei, ancora una volta, mi tira verso di sé baciandomi appassionatamente. Un attimo prima che la velocità della canzone cambi e il ritmo progressivo inizi a martellare, Stefy mi sussurra all’orecchio: «Sarebbe il caso di spostarci da qui.»
Senza attendere risposta, mi trascina letteralmente a bordopista e quindi a un tavolo.
In pochi secondi me la ritrovo in braccio, seduta sulle gambe. Mi bacia e con una mano prende ad accarezzarmi il volto, mentre con l’altra prende la mia e se la poggia su una gamba nuda. Con un gesto quasi automatico inizio ad accarezzarle la coscia; lei si stacca dalla mia bocca e mi stuzzica sussurrando: «Visto che ci sai fare? Basta sciogliersi un po’.» Poi riprende a baciarmi. I miei gesti si fanno più audaci. La mano risale la coscia finché il dorso tocca la stoffa della minigonna. Avanzo ancora. Ora le dita raggiungono l’orlo degli slip. «Ehi! Ti ricordo che siamo in un locale pubblico!» Istintivamente tento di ritrarre la mano, ma lei blocca il gesto sul nascere, poggiando la sua mano sulla mia e indirizzandola decisamente verso la sua intimità, coperta da un sottile strato di cotone.
Dura un istante. Un sospiro, poi riporta la mia mano qualche centimetro più in basso sulla gamba e mi dice: «Questo è il limite… o sei in macchina?» «Macchina… è parcheggiata qui fuori.» «E cosa aspettavi a dirmelo? Andiamo?» «Ok.»
Ci alziamo. Lei si ricompone lisciando la mini con entrambe le mani, mi prende sottobraccio e ci avviamo verso il guardaroba. Lì prendiamo la borsetta e il suo giubbotto leggero, mentre io recupero la giacca in fresco lana che mi riparerà dall’aria frizzante di questa notte di ottobre. Raggiungiamo rapidamente l’uscita dove, finalmente, posso accendermi una sigaretta. Lei, sfacciata per l’ennesima volta, me la strappa dalle labbra, tira una lunga boccata ed esclama: «Ci voleva proprio.»
«Certo che sei proprio un bel tipo» quasi la rimprovero. Lei, imperterrita, tira un’altra boccata e ribatte: «Ma ti piaccio così!» e ammicca un’altra volta, in modo simpatico e irriverente. Accendo un’altra sigaretta e rimaniamo indisturbati a fumare, illuminati dalla luce fioca di un lampione, con il sottofondo della musica sorda proveniente dal locale."


Andy Ben è lo pseudonimo di Andrea Calvi. Dice di sé "Sono nato a Milano il 10 dicembre del 1972, mi sono diplomato come perito in elettronica e in seguito laureato in Ingegneria Elettronica. Lavoro come progettista hardware e firmware nel ramo dell'automazione industriale, ma ho anche lavorato nel settore ferroviario, avionico militare e automotive. Tra il 1988 e il 1990, insieme a diversi amici, ho fondato la band pop "I bionici". Suonavamo cover e pezzi nostri tra cui "Ragazza" e "Ragazzo disperato", di cui ho scritto e/o arrangiato i testi, sotto lo pseudonimo Andy Ben. Con questo pseudonimo ho pubblicato anche: 
 - "Ti ho scritto una mail", una pseudo-biografia rosa, edito da Gruppo Albatros - Il filo nel novembre 2010.
- "Squarcio" con l'editore Lettere Animate nel 2015. E' una storia che amo definire ero-thriller. 
- "Il mio ultimo giorno", un racconto breve nell'antologia thriller "Buio" di Lettere Animate, 2015. Nel 2016 "Squarcio" è stato tradotto in lingua spagnola e pubblicato col titolo "Desgarro". “Cruore” è il mio terzo romanzo, il naturale proseguimento di “Squarcio” nella narrazione delle avventure di Giulia Montorsi".

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