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lunedì 1 giugno 2020

Bilancio di uno sconforto





Cari lettori,

Ho decisamente latitato per qualche periodo. Potrei dirvi che è stato per qualche ragione indeferibile e vitale, ed in realtà ce ne sarebbero di importanti da elencare, ma non solo, ho un po' perso lo smalto per scrivere. Sebbene abbia letto più di quanto pensassi e abbia letto molto più di quanto sono solita fare, non riuscivo a scrivere una parola che fosse una parola. Un pensiero definito di più di 10 righe.

Ho passato del tempo a riflettere su molte cose, cose come perché continuare a tenere un blog, il significato di comunicare miei pensieri, se fossi ancora interessata e motivata nel farlo, visto che questo blog era nato, ed è stato portato avanti, per essere un diario di pensieri. 

Non ho mai pensato a quanti followers potessi avere o compiacere, ma solo a comunicare loro, a voi, quali erano solo i miei pensieri onesti su una passione che sempre mi alberga nel cuore: la lettura. Poi sono incominciate le richieste pressati degli autori nuovi e inediti con pretese al limite dell'accettabile e il lavoro che ogni tanto prende più tempo del necessario e la famiglia, e i problemi. Fino a quando non ho avuto, proprio in questo lockdown, una specie di crisi mistica che mi ha fatto mettere tutto in dubbio.

Per un momento mi sono davvero scoraggiata tanto, perché questo momento alla tastiera, di scrittura e di comunicazione, voleva solo essere una chiacchierata, uno scambio di pareri e invece era un impegno ulteriore e complicato da gestire, oltre a tutto il resto. Ad un certo punto ho pensato anche ad altre alternative al blog, come Instagram e devo dire che mi sono - e mi sto - trovando davvero molto bene con questo social, dove una foto (non perfetta e non sempre - molto - studiata) e un commento essenziale della lettura fatta, molto spesso mi hanno aiutata più del blog a comunicare un parere con più immediatezza sul libro che stavo leggendo. In qualche momento era più semplice e risolutivo. E per qualche lettura va anche bene. 

Ma poi tornavo sempre con il pensiero al Bostonian, che è nel mio cuore, il quale occupa da sempre i miei pensieri ala fine di ogni lettura. E alla fine di tutto questo elucubrare la risposta era sempre una: te la senti di lasciare? Di non scrivere? Di chiudere il Bostonian?

La risposta era no. Magari ci saranno momenti in cui scriverò 3 recensioni alla settimana e altre che ne scriverò 1 o nessuna, ma non è ancora il momento di lasciare questo bellissimo posto che mi scalda tanto il cuore. Ci saranno periodi duri e altri meno duri e piacevoli, ma non voglio arrendermi, gettare tutto al vento e scrivere la parola fine, non ancora 🤩.

Spero di darvi sempre dei pareri che possano aiutarvi con le letture che fate o farete e allo stesso tempo di vedere arrivare dei consigli utili e davvero interessanti come fate sempre. Spero davvero che questo posto possa essere un posto dove passare volentieri e che in cui vi troviate bene, sarete sempre bene accolti.


Vi mando un abbraccio più forte di sempre 
❤️
Endi

4 commenti :

  1. Ciao Endi,

    bellissimo post, molto sincero.

    Io sono sempre stata impressionata dal grande impegno che metti in questa tua creazione, tutta la forza di volontà che impieghi per mantenerlo attivo. Ti auguro di continuare a plasmarlo per come lo vuoi.

    Lieta che non te ne vada.

    In bocca al lupo!

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    Risposte
    1. Cioa Ludo!! Che bello sentirti di nuovo, spero tutto bene! Tu mi capisci sempre, e ti ringrazio per le belle parole 🥰 ... aiutato davvero in un momento un po’ up and down 😎🤗 🤩

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  2. Quanto ti capisco! Spesso ho avuto così tanti dubbi sul mio blog. I momenti di sconforto capitano a tutti mi sa. Anch'io ho un profilo Instagram, non mi trovo male anzi mi piace, ma resta pur sempre una cosa diversa dal blog.
    Ci sono stati periodi in cui avevo troppi libri da recensire dalle case editrici e per quanto li scegliessi, mi sentivo comunque ingabbiata.
    Così alla fine ho deciso di prendere una pausa e scegliere più liberamente possibile, ma ogni tanto tornavo a chiedermi se scrivere sul blog fosse davvero ciò che volevo ancora.
    A pensarci bene però i nostri blog sono le nostre creature, nel bene e nel male, non li possiamo abbandonare.
    Come dici tu ci saranno sempre periodi più o meno prolifici, ma è bello sapere che qualunque cosa accada prima o poi ci ritroveremo sempre qui.

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