Recensione: "I Colori dopo il Bianco" di Nicola Lecca

venerdì 17 febbraio 2017



Ho scelto Marsiglia perché è una città in cui la vita abbonda 
come lo zucchero nelle torte e in cui l’imperfezione è considerata un vanto”.
di Nicola Lecca

«Il destino non esiste. Non c'è. È un'invenzione.
Il destino sei tu.
È ciò che vuoi: ciò che desideri.
»
di Nicola Lecca


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Colori
dopo il 
Bianco
di Nicola Lecca
pagine 192
prezzo 18€
eBook 6,99€
Mondadori
già disponibile
voto:
★★★★☆
..o..



Staccarsi dal passato farà male? 
Silke ancora non lo sa, ma è stanca di Innsbruck: una città gelida e perfetta in cui il destino, ostaggio dell'abitudine, domato dalla disciplina e ammansito dalla ricchezza, se ne sta quasi sempre in letargo. 
Per vivere a pieno sceglie Marsiglia. Ha voglia di novità, di mare e di colori, e non importa se tutto questo comporterà mille sfide: Silke è finalmente pronta ad affrontarle. 
Ragazza, ma non ancora donna, rinuncerà al benessere della sua vita privilegiata per trasferirsi in un micro appartamento vicino al porto, lasciandosi alle spalle lo sfarzo della villa di famiglia e il soffocante controllo di genitori ossessionati dalle regole, ancorati alle tradizioni e devoti al culto della reputazione più che all'amore o alla verità. Fin dal primo istante, Marsiglia coinvolgerà Silke nel suo alveare di esistenze complicate, curandola dalla solitudine e accogliendola con una moltitudine che turba e spaventa, rallegra e commuove. 
Se a Innsbruck il tempo pareva sospeso in un'illusione asettica e le giornate si susseguivano con la grazia innaturale del nuoto sincronizzato, a Marsiglia tutto scorre, governato da un'imprevedibilità che mette a dura prova ma offre, in cambio, vivacità e calore umano. 
Come accade con Murielle: una vicina di casa chiacchierona che, armata di torte e di prelibatezze africane, aiuterà Silke ad abbandonare la sua riservatezza per unirsi al flusso della città e imparare il valore dell'accoglienza, l'importanza dell'ascolto e l'arte di non prendersi troppo sul serio. 
Nel fitto reticolato delle stradine marsigliesi, Silke si incontrerà col mondo e si renderà conto che ogni labirinto può trasformarsi in un gioco: un rompicapo da risolvere per dimostrare di essere all'altezza della vita. 
E quando incontrerà la vecchia gattara di rue de la Palud e il giovane Didier – ladro, atleta e mangiatore di fuoco –, si accorgerà che il destino, capace di togliere tanto, è spesso pronto a dare: proprio quando meno ce lo aspettiamo.

Marseille, France:


Considerazioni.
Ho letto questo romanzo in un lampo. Davvero. E mi è anche piaciuto moltissimo sia per lo stile di Lecca, che non conoscevo e che qui ho scoperto di apprezzare, sia per la trama, che mi ha ricordato alcuni romanzi francesi e un po' sopra le righe che ho letto qualche tempo fa.

La storia che Lecca racconta ruota intorno a tre protagonisti:

  • una gelida Innsbruck, fredda anche a livello di sentimenti;
  • una colorata e accogliente Marsiglia:
  • Silke, la quale è affetta dalla malattia che gli agi arrecano (ovvero la noia,  la prevedibilità dell'esistenza e l'insensibilità emotiva), non riesce più a vivere sentendo emozioni, gioendo della quotidianità e vivendo per la bellezza di vivere. 

Silke è infatti un giovane donna che ingabbiata nella ricchezza (anche a seguito di un errore che ha commesso) che suo padre le ha costruito intorno, un giorno ripudia tutto quanto le è stato offerto un piatto d'argento e parte alla ricerca di quello che le manca, anche a costo di ricominciare da zero, essere povera e accontentarsi di quello che riesce a guadagnarsi.
Silke sceglie Marsiglia, una città sul mare, piena di colori, calore e vivacità, una città in cui troverà un posto dove vivere, con molti incontri che molto avranno da insegnarle, come ad esempio quello con la vecchia gattara di rue de la Palud o quello con una vicina (Murielle) amante dei gatti che finisce per preoccuparsi per lei, introducendola anche al cibo africano; o il figlio di Murielle, Didier, il quale le insegnerà nuovi significati della parola amore.

Marsiglia offrirà tanto a Silk: la possibilità di una nuova vita, ed in particolare la scoperta di nuove sensazioni, della possibilità di vivere liberamente la propria personalità, il contatto con persone diverse, comprendere che il destino ti arriva comunque dietro le spalle e ti coglie impreparato in ogni caso, l'accettazione del passato e il superamento del concetto di ricchezza intesa solo come denaro.

"I Colori dopo il Bianco" è stato un bel romanzo perché Lecca è riuscito ad inserire nella trama molte tematiche che riesce poi ad affrontare in modo toccante, gentile, sensibile e accattivante sia da leggere che da sentire sulla pelle mentre i personaggi prendono posto vicino al tuo cuore. Ma ho trovato belle da leggere anche altre cose: il titolo, che ci ricorda come anche il più apatico dei colori posso contenere la sua bellezza, proprio come Silke, o le descrizioni quasi poetiche di Marsiglia (che acquista bellezza ai nostri occhi, visto che è conosciuta per ben altri motivi) che si svela dotata di colori, profumi e anime diverse che l'arricchiscono di storia e calore che la pongono in netto contrasto con la fredda e gelida Innsbruck.

"I Colori dopo il Bianco" è una ricerca di se stessi, quella di Silke in particolare, la quale ha molte paure e molto incertezze, che la vita a Marsiglia la porterà a superare, accentando il pericolo, l'incertezza e il giudizio degli altri. "I Colori dopo il Bianco" è un caleidoscopio interessante e affascinante di persone, di vite, di passioni e bellissime vite che incontrandosi o lasciandosi creano frizione di sentimenti, in positivo ed in negativo. E ancora "I Colori dopo il Bianco"  è un libro da leggere perché è un bel mix di dramma, commedia, momenti ironici, momenti riflessivi e alla fine rimangono piacevomente impressi.


°°°Marseille                                                                                                                                                     More:


Nicola Lecca 
(Cagliari, 1976) è uno scrittore nomade che ha abitato a lungo a Vienna, Barcellona, Venezia, Londra, Innsbruck, Reykjavík e Visby. La sua raccolta di racconti Concerti senza orchestra (Marsilio, 1999) è stata finalista al Premio Strega. All’età di ventisette anni ha ricevuto il Premio Hemingway per la letteratura. Con Mondadori ha pubblicato Hotel Borg (2006), Il corpo odiato (2009), La piramide del caffè (2013) e I colori dopo il bianco (2017). I suoi saggi filosofici L’amore perduto per l’attesa e Di quasi tutto non ci accorgiamo sono stati pubblicati in olandese dal Nexus Instituut di Tilburg. Le sue opere sono presenti in quindici Paesi europei e in Brasile.

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