Recensione: "The Dressmaker" di Rosalie Ham

lunedì 27 marzo 2017



Questa recensione è una recensione che ho molto a cuore. Ho amato immensamente questa storia. Ho amato i personaggi. Ho amato la scrittura. Ma soprattutto ho amato moltissimo quello a cui tende nel racconto.

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The
Dressmaker
di Rosalie Ham
pagine 264
prezzo 18.00€
Mondadori
già disponibile
voto:

★★★★
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Dungatar è una cittadina di provincia come tante altre, tranne che per un dettaglio: le donne di Dungatar si vestono come modelle di Parigi.
Un giorno in città arriva la bella ed esotica Tilly, ritornata a casa dall'Europa per assistere la madre malata.
thedressmaker cover
cover originale
Da vent'anni Tilly se n'è andata e sulla sua repentina partenza è calato un velo di disapprovazione e silenzio. Ora ha fatto ritorno, guardata con malizia e sospetto dagli abitanti molto perbene che vedono nella sua eccentricità estrosa una minaccia.
Ma Tilly possiede un talento: è una stilista sorprendente. Con cautela nelle case iniziano a circolare voci sui meravigliosi abiti che confeziona e tra gli ammiratori c'è perfino il capo della polizia, lui stesso sarto provetto.
Tilly inizia così a guadagnarsi vestito dopo vestito la fiducia della città e tutto sembra mettersi al meglio.
Ma dal passato un segreto è pronto a riaffiorare, e proprio quando Tilly si innamora le cose cominciano ad andare terribilmente male…


 

Considerazioni.
Avete mai letto una storia che avesse tutto quanto? Tutto al posto giusto, non una sbavatura, con con il valore aggiunto di avere un'anima, così ben caratterizzata, così profondamente umana e bellissima che ti colpisce inevitabilmente e ti rapiace il cuore.

La storia è ambietata negli anni cinquanta e narra la storia di Tilly (nome completo Myrtle Dunnage) la quale giunge a Dungatar in piena notte. Tilly è una sarta d'alta moda, una donna bellissima, di successo, che ha viaggiato per mezzo mondo, che ha lavorato per i più grandi stilisti del suo tempo, e che nasconde un segreto.
Molte tempo prima, quando era una bambina, infatti, proprio a Dungatar, era accaduto un'incidente mortale ad un ragazzino del luogo, a causa del quale Tilly era stata allontanata dalla madre e dalla città.

Ora, molto tempo dopo, eccola comparire nuovamente in città per accudire la madre malata Molly, la quale vive squallidamente, abbandonata a se stessa, emarginata da tutta la città, che condanna lei e la figlia lontana per quel segreto. Molly, per la troppa solitudine è diventata scontrosa e acida e se in un primo momento a mala pena si ricorda di Tilly e la respinge fermamente, poi le due trovano la connessione perduta che collega madre e figlia .

La Ham ci descrive molto bene sia Molly che Tilly, ma non si dimentica degli antagonisti, ovvero gli abitanti di Dungatar, composta dal malvagio farmacista (che non risparmia battute infelici e cattive alla piccola Myrtle), dalle mogli pefide, rozze, limitate ed egoiste (che da sempre hanno un'avversione per Tilly e la madre) e dal sergente della stazione di polizia (il quale ha una preferenza per le piume e i lustrini che tiene per sè) che da quando Tilly fa la sua comparsa nella piccola cittadina non riescono che a pronunciare brutte parole e che fare brutti pensieri. Ma qualcosa cambia, quando Tilly sfoggia i suoi vestiti nuovi, la sua classe e dimostra a tutte come un vestito possa fare una fare di  una semplice donna una donna affascinante e bellissima, ecco che viene chiamata, ammirata e sommersa di richieste per cucire abiti per utte le donne di Dungatar.

Ad un certo punto sembra che il paese possa divenire un paese migliore, i suoi abitanti abitanti migliori e appare persino possibile concepire un'esistenza normale e felice con un amico di vecchia data che entra sotto la pelle di Tilly e di sua madre. Ma nuovi vestiti e un'apparente serenità non possono tenere a bada rancori di vecchia data, ed infatti il passato poco a poco ritorna e chiede a Tilly vendetta per quello che è stato...

"The  Dressmaker" è più di un semplice romanzo sulla provincia australiana del dopoguerra, è la storia di una bambina che viene allontanta per pregiudizio e per ignoranza condannata. E successivamente è la storia di una donna che cerca di riallacciare il legame con una madre che ha visto pochissimo, proprio a causa di quell'antica ingiustizia che le non viene permesso di dimenticare o perdonare. In realtà Tilly non ricorda neppure bene cosa sia successo quel giorno, come siano andati gli eventi, non ricorda di essere (o meno) stata lei ad aver ucciso quel ragazzino, tanti anni fa, dietro la scuola. E il libro si muove in quella direzione, nella direzione del ricordo di quell'evento decisivo e importantissimo per Tilly, che non è la donna aggressiva, sfrontata e ribelle che fa vedere a Dungatar, ma è quela timida, molto riflessiva e timorosa del pensiero altrui, è quella donna che il suo passato non l'ha ancora del tutto superato, è quella donna che vorrebbe che le cose fossero andate diversamente ed è tornata per riconcigliarsi con quel che è stato.

E' un romanzo bello, davvero tanto, perchè ci mostra una donna interessante, intelligente e capace che si scontra con una cittadina che la vede per quella bambina sporca, emarginata e perdente che era e che non vede la voglia di giustizia e di riscatto di Tilly, che tornando cerca ed infine (anche se in modo completamente diverso da quello che aveva pianificato) trova.

Un "bravissima" alla Ham, che ha creato davvero un ottimo romanzo con pochi elementi e tanto sentimento e passione. Non mi aspettavo un romanzo così aperto al lettore, così onesto in tutte le sue parte e così empatico, che affronta temi come la morte, l'emarginazione, l'amore, l'amicizia, la vendetta e il riscatto, in modo così semplice, diretto ed efficace da spiazzare e commuovere (confesso di aver pianto verso la fine).

Lo consiglio a tutti coloro che amano i romanzi intelligenti, interessanti, potenti tanto nelle descrizione che nei sentimenti che richiama e a cui conduce inevitabilmente. Da leggere (e da vedere al cinema!).


....o. Il Film .o....

1951.
Tilly Dunnage (interpretata da Kate Winslet), affascinante e talentuosa stilista, dopo aver lavorato per anni per i più grandi atelier parigini di haute couture, decide di far ritorno a Dungatar, un piccolo paesino nel sud est dell’Australia. Dopo quasi 20 anni di assenza, Tilly, che - ancora bambina - ha dovuto abbandonare la città natale in seguito a un tragico evento, torna per stare accanto all’eccentrica madre, Molly (interpretata da Judy Davis), e affrontare un passato scomodo e doloroso. Nel cuore di Tilly matura un desiderio di vendetta. A Dungatar tutti conoscono Tilly. Ottusi, curiosi, scontrosi e poco socievoli, gli abitanti di Dungatar difendono un equilibrio precario, consapevoli che nessun segreto è davvero al sicuro. Il ritorno di Tilly in città fa vacillare questo labile equilibrio. La minaccia si veste di strane ed esotiche stoffe, giunte dalla Francia fino a Dungatar a bordo di cassapanche cariche di tessuti.
Il sergente Farrat è il primo a notare con quanta grazia e passione Tilly dia vita alle proprie creazioni, fatte di seta e fili pregiati. È lui a giocare il ruolo di interfaccia tra Tilly e gli altri abitanti del paese, che non hanno dimenticato la tragedia di cui hanno sempre creduto colpevole Tilly – tanto da indurla a partire e ad esiliarsi in Francia.
Tilly sente di essere stata ingiustamente accusata, ma non ha un chiaro ricordo di quanto accaduto. Gli abitanti di Dungatar, attratti dalle sue incredibili abilità sartoriali, la aiuteranno più o meno consapevolmente a ricostruire il mosaico della verità, tessera dopo tessera. Gli abiti meravigliosi che Tilly sa creare diventano un’arma contro i suoi detrattori. Ma la vendetta si paga a caro prezzo.
La posta in gioco si fa alta quando Evan Pettyman, che nutre nei confronti di Tilly e Molly un odio viscerale, assume Una Pleasance, una stilista di Melbourne, perché metta in difficoltà Tilly e decreti la fine della sua carriera.
In questo percorso, tuttavia, Tilly impara anche ad aprire il cuore e a dispetto di ogni idea precostituita si innamora del più grande giocatore di football del luogo, Teddy McSwiney (interpretato da Liam Hemsworth). Cosa ancora più sorprendente, riesce a riannodare quel sottile e fragile filo che la lega teneramente alla madre Molly.
In una spietata competizione a colpi di ago e filo, la trasformazione degli abitanti di Dungatar passa dai loro piccoli e grandi difetti, rivelando quanto siano aridi e vuoti i loro cuori.

The Dressmaker - Il diavolo è tornato, film diretto da Jocelyn Moorhouse e tratto dal romanzo di Rosalie Ham.

---o- Il Trailer -o--- 
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.Rosalie Ham 

E' nata e cresciuta a Jerilderie, Australia. Ha conseguito un master in Creative Writing all'università di Melbourne. The Dressmaker è il suo primo romanzo.

2 commenti:

Ludo ha detto...

Credo di poter dire di non aver mai letto un romanzo ambientato in Australia! Eh, sì.

La copertina e la locandina sono abbastanza inquietanti... Brava per essere riuscita a mantenere l'alone di mistero.

Endimione Birches ha detto...

@Ludo
Questo merita davvero, anche se è un po' triste è molto bello.
Grazie mille!!! ;) ;)
xo
Endi