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Recensione: "Il pasto dell’iguana" di Federico Maria Rivalta

giovedì 30 novembre 2017




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Il
Pasto 
dell'Iguana
di Federico Maria Rivalta
pagine 267
prezzo 9.99€
eBook 4.99€
Amazonpublishing
già disponibile
voto:
★★★★☆
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La serie di Riccardo Ranieri è composta da:
--
1. Un ristretto in tazza grande
2. Come tracce sulla sabbia
3. Il segno mancante
4. Passi di tango in riva al mare
5. Il pasto dell'Iguana


L’iguana è un animale a sangue freddo. Un sauro che si muove con felpata lentezza. Sebbene si nutra principalmente di ibiscus e basilico, nello stomaco di alcuni esemplari sono state rinvenute anche tracce di carne. 
Non è veloce ma possiede una grande capacità di mimetizzazione. Nelle zone dove la vegetazione è fitta può capitare di non vederla anche se si guarda proprio nella sua direzione. Ovviamente, sempre che non decida lei di avvicinarsi a voi. 
Ai giardinetti comunali ci sono la piccola Sonia con la mamma, un venditore di caldarroste, un uomo con un bambino e una suora. La mamma rivolge l’attenzione al cellulare per un attimo e quando risolleva lo sguardo la figlia è sparita. 
Che fine ha fatto Sonia? 
E gli altri cinque bambini scomparsi prima di lei? 
Un nuovo e delicato caso, diverso dal solito, per Riccardo Ranieri da poco diventato padre. Tra un pannolino messo male, una strigliata di Giulia, la sua compagna di sempre, e un’intuizione acciuffata all’ultimo secondo, il giornalista detective più geniale e maldestro d’Italia affronta il drammatico enigma con il cuore un po’ in mano e un po’ in gola. Al suo fianco un azzimato procuratore, un commissario fumantino e, naturalmente, i quattro zampe di famiglia: Mila e Ragù.

Considerazioni.
Non avevo ancora mai letto un romanzo di Federico Maria Rivalta, anche se sono a conoscenza del fatto che questo romanzo faccia parte di una serie che già da un po' di tempo si protrae narrando della vita di Riccardo Ranieri. Ho rimediato, anche senza recuperare i romanzi precedenti, leggendo "Il pasto dell’iguana". Vi dirò ... non posso che dirmi contenta di averlo fatto!

Come ci ho appena scritto, non avendo recuperato gli episodi precedenti di questa serie non sono in grado di dirvi quanto accade (per filo e per segno) precedentemente, ma posso dirvi che non ho sentito di aver perso qualcosa che mi impedisse di leggere il romanzo. Per cui posso dirvi che si legge bene anche senza troppi riferimenti a quanto è trascorso in nei romanzi che si collocano prima di questo.

Senza scendere nel particolare in relazione alla trama (credo sinceramente che sia una bella scoperta da fare in prima persona senza scendere nei dettagli e rovinarvi la sorpresa) ne "Il pasto dell’iguana" innanzitutto mi è piaciuto lo stile fresco, tranquillo e piacevolmente scorrevole del Rivalta, con il quale la storia passa da toni più seri a quelli più dolci ed anche ironici senza perdere di fluidità nell'incedere e nell'interesse nella storia. 

Un esempio? Provate a leggere questo passaggio, proprio all'inizio della storia:

 "Di me so tutto. Conosco pregi e difetti, vizi e virtù. Non è facile, sai?
     Non mi fraintendere. Non voglio dire che sia difficile conoscere sé stessi nell’accezione più comune del termine. La conoscenza alla quale mi riferisco è profonda, ancestrale. Arrivare ai livelli che ho sperimentato io richiede fatica, impegno e un coraggio ai limiti dell’incoscienza. È rischioso: non è facile scoprire alcuni aspetti personali senza perdere l’equilibrio. È un po’ come spostare ogni giorno la linea dell’orizzonte che hai davanti. Ogni giorno, fino a non distinguerla più.
     Quando un essere umano sarà stato capace di eliminare il proprio orizzonte avrà raggiunto la propria conoscenza.
     Conoscersi significa esplorare quei luoghi del nostro Io che prescindono dalle esperienze sensoriali.
     Conoscersi significa riuscire a controllare il proprio pensiero ed essere capaci di manipolare la propria morale.
     Ciò che è giusto è anche sbagliato. Dal punto che ho raggiunto non distinguo il bene dal male e comunque sarebbe un esercizio inutile e ipocrita. La mia stella polare non dipende dalle esperienze del passato ma, solo, dall'Io più profondo.
Non ho idea se tu sia in grado di capire o meno e, in fondo, poco importa.
     Ricordi le mie prime parole? “Io mi conosco, conosco i miei vizi e le mie virtù.”
     Ebbene: la mia prima virtù è che amo i bambini.
     Il mio peggior vizio è che, dopo averli amati, li uccido."
da "Il pasto dell’iguana" di Federico Maria Rivalta

Detto ciò, è un piacere leggere quanto scritto da questo autore poiché non solo la storia narra di una vicenda che intriga man mano che si procede nel racconto, ma il Rivalta è in grado di descrivere la quotidianità con una naturalezza ed una spontaneità disarmanti. Mi è molto piaciuto vedere come la famiglia Ranieri gestisce (o non gestisce) la vita ordinaria, che qualcuno potrebbe definire fin troppo ordinare come accadimenti, e la renda interessante agli del lettore, che impara ad apprezzare i momenti esilaranti.

Una parola va inoltre spesa non solo per commentare le ambientazioni e la descrizione delle situazioni in modo originale, ma è anche interessante notare come Federico Maria Rivalta abbia gestito in modo brillante, non banale ed utilizzando un ritmo preciso e ben collaudato i dialoghi (sempre frizzanti e belli proprio da leggere) e abbia saputo decisamente bene argomentare le tematiche, presentate e declinate in modo intelligente. 
Insomma, ho trovato  ne "Il pasto dell’iguana" una lettura promettente, fresca e sicuramente originale. Belle, ed anche molto, le copertine, che a mio parere hanno colto l'animo del romanzo senza rinunciare a dare quel bel colpo d'occhio che serve ad attirare l'attenzione di noi lettori.

In conclusione non posso che consigliare questa lettura a tutti coloro che amano le letture interessanti ma che abbiano quel qualcosa in più che le porti ad essere divorati! Questo romanzo è sicuramente tutto questo.



Federico Maria Rivalta 
E' nato a Milano il 24 maggio 1959. Risiede in Veneto, sui Colli Euganei, da circa 15 anni. Non fa il regista o lo sceneggiatore, non ha mai giocato a calcio in serie A, non è un giornalista né un politico, non è mai andato sui giornali per qualche malefatta e non è mai stato ospite in programmi televisivi con più di otto spettatori. Ciononostante, e al di là di ogni più rosea aspettativa, Federico Maria Rivalta ha pubblicato per Amazon Publishing Un ristretto in tazza grande, Come tracce sulla sabbia, Il segno mancante e Passi di tango in riva al mare, raggiungendo puntualmente la vetta delle classifiche di vendita di Amazon solo sulla scorta del gradimento dei lettori.

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