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Recensione: "La Dea Scorpione" di A.J.Flamel

mercoledì 29 novembre 2017



Un delitto inspiegabile, un intrigo internazionale nella Roma di Traiano. 
La vita del pretore ed eroe di guerra Gaio Ticio Massimo
 è a rischio e con essa il destino dell'Impero.


...oOo...
La Dea
Scorpione
di A.J. Flamel
pagine 240
prezzo 14€
eBook 3.99€
Gainsworth Editore
già disponibile
voto:
★★★★☆
..o..


Alessandria d'Egitto, 112 dopo Cristo. 
Il ritrovamento del corpo senza testa del governatore romano Servio Simile spinge l'imperatore Traiano a inviare con urgenza dall'Urbe il suo fidato amico e compagno d'armi Gaio Ticio Massimo. 
Mentre l'Egitto centrale brucia nella rivolta, nell'oscurità dei vicoli di Alessandria esseri soprannaturali compiono la loro sanguinaria vendetta. 
Per liberare il fido Sosia dai contrabbandieri che lo hanno rapito, Massimo e il centurione Decio si imbarcheranno, in compagnia di una donna bellissima e misteriosa, in un viaggio sul Nilo che li porterà verso la guerra. 
Una nuova ed emozionante avventura che travalica i limiti del tempo, segnata dall'ombra della Dea Scorpione e dall'aroma del silfio, la spezia del deserto. 


 


Considerazioni.
Non avevo ancora potuto leggere un romanzo di Flamel, non perché non mi piacesse la storia dell'Antico Egitto, ma semplicemente non mi era ancora mai capitata occasione di leggere un romanzo di questo autore, che ora posso considerare davvero molto valido.

La trama di per sè è abbastanza sempre e lineare. Il protagonista della storia, Gaio Ticio Massimo, un amico e compagno d'armi di dell'imperatore Traiano, a seguito dell'assassinio di un governatore romano, viene inviato da quest'ultimo in Egitto, ad Alessandria. Una volta arrivato nell'Egitto del 112 dopo Cristo, Massimo trova però un paese che letteralmente brucia tra rivolte e sommosse, dove si trova a cercare di liberare il fidato amico Sosia dai contrabbandieri. Proprio per liberare quest'ultimo dovrà imbarcarsi in un'impresa che lo porterà ad un viaggio sul Nilo verso il cuore della guerra nonché ad incontrare personaggi importanti e particolari che segneranno la sua esistenza.

Sin dal prologo comprendiamo in quale misura Flamel voglia coinvolgerci in un giallo/avventuroso che ci riporta indietro di secoli, regalando al lettore la promessa di un viaggio non solo in un clima di tensione e di mistero, ma anche storicamente evocativo, basato su riferimenti storici che si intersecano bene con la  storia di finzione elaborata e si trovi ad essa profondamente intrecciata. Provare per credere, leggete il prologo:

Chiamatemi Tenebra. 
Il nome che fu di mia madre, prima che la uccidessi, e che fu della madre di mia madre, prima che la figlia prediletta, in una notte di tempesta del deserto, ponesse fine alla sua esistenza terrena. 
Il seme della Notte ha ingravidato il ventre che mi ha generata, il nero veleno degli scorpioni è il cibo che mi ha cresciuta. Esisto perché esiste la Luce, senza di me il mondo sarebbe un solo accecante bagliore. Sono la materia che definisce la realtà, il segno che contorna le cose. Sono il nero inchiostro sulla pagina candida, la parola che contiene e che svela i Misteri. Senza di me la Tradizione non sarebbe che un foglio bianco. 
Gli uomini di questa scura terra mi chiamano Selkis, e mi venerano come la Dea Scorpione. Ho scelto tra di loro due servitori, uomo e donna, i più forti e spietati, e li ho resi potenti come dei: Am-Swyt, il Divoratore di Anime, e Menhit, la Smembratrice. Ho affidato loro il compito di vigilare perché nessuno alteri la Tradizione delle Tenebre. Di notte si aggirano nelle città e nei villaggi, nere ombre alla ricerca dei miei nemici, che distruggono senza […]”
 Passi di: A.J.Flamel. “La Dea Scorpione”. 


Comprenderete ora in che modo spire avvolgenti di leggenda, di storia si mescolino all'avventura pronta ad essere inseguita ad ogni angolo, ma anche di magnetico e vibrante intrigo che vi condurranno in un tempo che non è più per intrattenervi con una storia decisamente interessante e ben strutturata, che procede dapprima lentamente, per legarvi con fili di sospetto alla storia per poi inchiodarvi sino all'ultima pagina ad una trama che davvero non immaginereste così piacevole. 

Devo dire che sebbene (per questo motivo, essenzialmente, non ho dato cinque stelle) il mistero ad un certo punto molli un po' ed in alcune parti il racconto si protraesse meno velocemente, sia lo stile che la trama intessuta da Flamel mi hanno decisamente conquistato e posso dire con una certa sicurezza che tutto coloro che hanno amato storie amabientate nell'Antico Egitto o anche nell'Antica Roma, come ad esempio quelli scritti da Christian Jacq, Elizabeth Peters, Robert Harris, Paul Harding, ecc... non potranno non apprezzare questo autore che con tanto entusiasmo porta sulla carta un'idea davvero molto buona e proprio appassionante.

Consigliato ovviamente a tutti gli amanti dell'avventura e della storia. Promosso!!!







Arthur James Flamel 
E' nato nel 1955 e si occupa di elettronica avanzata e sistemi informatici. "Il Trono dei Serpenti" è la sua prima opera di narrativa, in cui coniuga la sua passione per la letteratura investigativa e d'azione, con i passati studi sull'antichità greca e romana.


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