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Recensione ❧ "L'ultimo di noi" di Adélaïde Clermont-Tonnerre

martedì 27 febbraio 2018


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L'ultimo 
di Noi
di  Adélaïde Clermont-Tonnerre
pagine 384 circa
prezzo 18.90€
eBook 9.90€
Sperling and Kupfer
disponibile dal 20 febbraio
voto:
★★★★ 
..o..

DRESDA, 1945
sotto una pioggia di bombe, una donna muore dando alla luce un figlio. 
MANHATTAN, 1969 
un uomo - giovane, rampante, spregiudicato - incontra una ragazza. Due epoche, due continenti, due mondi lontani. 
Ma un unico filo, per ora invisibile, a unirli, e intrecciare destini che non sanno nulla l'uno dell'altro: due fratelli, nemici giurati; due donne legate da un'amicizia indissolubile; due giovani - Werner e Rebecca - travolti da un amore impossibile: lei ebrea, lui accusato di una colpa misteriosa. A questo quadro manca una tessera: la verità che potrebbe far luce sull'insieme. 
Per scoprirla, Werner dovrà risalire alle sue vere origini, di cui è sempre stato - talmente all'oscuro. Unico indizio: quella frase che i genitori adottivi avevano trovato cucita sui suoi vestiti di bimbo.




Considerazioni.
C'è voluto un po' per scrivere questa recensione. Per quanto mi sforzassi infatti di fare uscire la parole a volte queste non uscivano, o se emergevano non corrispondevano poi a quei sentimenti a cui avrei voluto conducessero.

"L'ultimo di noi" di Adélaïde Clermont-Tonnerre si è rivelato essere un libro molto più profondo ed introspettivo di quanto pensassi, perché onestamente non credevo che mi conducesse a sentimenti così intensi, toccanti, dai molteplici risvolti e tutti tesi a coinvolgermi e condurmi ad altri altrettanto sorprendenti, onesti e commoventi riflessioni.

Nel suo genuino racconto della vita di Werner, il protagonista, la Clermont-Tonnerre ci propone quest'ultimo  mediante l'utilizzo della narrazione a capitoli alternati. Vediamo infatti Werner come adulto - in un presente dove trascorre la sua esistenza felicemente, pienamente ed innamorato di una certa Rebecca, la donna della sua vita, quella per cui sacrificarsi e lottare - alternato a racconti ai tempi delle sua infanzia - dove sempre Rebecca avrà un ruolo fondamentale - e lo scopriremo essere un uomo semplice, ma ricco di sfaccettature.

"Io credevo nel potere sconfinato della volontà ed ero determinato a forgiarmi un mondo con le mie stesse mani. Non sapevo da dove venivo, a chi dovevo la mia faccia tagliata con l'accetta, gli occhi chiarissimi, la zazzera color sabbia, la statura fuori dall'ordinario che mi costringeva a rattrappirmi, ginocchia al mento, sugli autobus e al cinema."
"L'ultimo di noi" di Adélaïde Clermont-Tonnerre

Nella prima parte del libro tutto verte intorno a Weiner e la vita di Weiner con Rebecca, la quale appare come una sirena che illumina la vita del protagonista con il suo carisma, la sua vitalità, la sua arte e le sue maniere sofisticate da ereditiera qual è.

"Il cuore mi andò a mille quando scorsi la donna della mia vita già seduta a un tavolino, dietro una delle colonne quadrate. Si era raccolta i capelli in un morbido chignon che ne accentuava la grazia. Indossava dei pantaloni beige e una giacca di pelle bordeaux. Sotto, la stoffa della camicetta era talmente sottile da lasciare indovinare le sue forme. Stava disegnando su un taccuino. Mi diressi verso di lei. «La signorina Rebecca?» chiesi porgendole la mano."
"L'ultimo di noi" di Adélaïde Clermont-Tonnerre
Tutto cambia nella seconda parte del romanzo, dove il passato di Weiner minaccia la sua felicità con la compagna predestinata, la quale ad un certo punto addirittura scompare, senza lasciare traccia e a lui non rimarrà altra scelta che andare a scoprire le sue origini, nonché capire il perché la stessa madre di Rebecca, è messa a disagio dal suo passato ... cosa può esserci di così sconvolgente?
Weiner sa di essere stato adottato da piccolo, ma non presta importanza - non almeno in modo negativo - a questa sua condizione, in quanto non ha inficiato la sua riuscita nella vita e nonostante tutto è diventato un uomo, un adulto arrivato, realizzato, un imprenditore di successo, con un futuro brillante nella New York di fine anni '60.
Ma il passato ha più di una vita e torna sempre, ed infatti, ad un tratto, ritorna una frase, una costante nell'esistenza di Werner, una frase che era impressa sulla copertina nella quale era stato avvolto da piccolo, quando era stato abbandonato, e che ammanta il suo passato e rende necessaria la ricerca delle sue radici, nonché risposta a tutte le domande che lo riguardano: «Si chiama Werner Zilch. Non cambiategli il nome, è l’ultimo di noi». Cosa vorrà dire? Chi l'ha scritta? Cosa nasconde?

Come posso descrivervi in poche parole questo romanzo? Bello. Davvero molto. 
Ho letto questa storia in un lampo, attratta non solo dalla storia di Weiner e Rebecca, carina ma relativamente interessante, quanto piuttosto dal passato di Weiner il vero fulcro dell'intera storia, la quale è meravigliosamente narrata da dalla Clermont-Tonnerre, con salti nel passato emozionanti, che mi hanno saputo tenere sul filo del rasoio fino all'ultimo istante, fino al colpo di scena (degno di questo nome) che merita leggere per sapere come sono realmente andate le cose.

Un doppio: Brava! va decisamente fatto alla Clermont-Tonnerre la quale con uno stile fluido, semplice, ma intenso, ha  reso magnificamente la storia di un uomo che ha dovuto spingersi alla ricerca di un passato struggente, che lo porta ad una nuova consapevolezza di se stesso, delle sue radici, di quello che è e quello in cui deve ricordare essere perché proprio quel passato glielo impone « ... è l’ultimo di noi».

"L'ultimo di noi"  è un romanzo affascinante, intenso, gorgogliante di sentimento, di dolore, ma anche pieno di passione, di umanità, di privazione, di rinascita, di presa di coscienza e crescita. Pur accadendo moltissime cose la Clermont-Tonnerre non perde mai l'orizzonte narrativo e riesce in ogni momento a portare la storia ad un livello più intenso e significativo che non credevo possibile. Pochi autori sanno fare con garbo - e consapevolezza della storia - quello che la Clermont-Tonnerre ha fatto con "L'ultimo di noi", scrivendo un'opera intensa e degna di ogni attenzione che puàò riservagli il lettore e maggior ragione questo fa detto, fatto notare e rimarcato.

Consiglio questa storia a tutti coloro che vogliono leggere un libro profondo, incisivo, toccante, con tante tematiche profonde, che metta al centro il passato, come fondamento del presente. Consigliatissimo.





Adélaïde Clermont-Tonnerre
La seconda è Adelaide De Clermont-Tonner, autrice francese che in patria è stata il caso letterario dell’anno: il suo L’ULTIMO DI NOI ha venduto 200.00 mila copie. E leggendolo si capisce perché. La storia si snoda su due piani temporali: uno in America, nella New York di fine anni ’60; e uno in Europa, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, tra città distrutte, uomini allo sbando, nazisti che cercando di mettersi in fuga per salvare la pelle. Cosa accomuna questi due mondi? E’ l’ultimo di noi: una frase che è scritta sulla biancheria di un bambino preso in adozione…

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