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I 4 Imperdibili di Marzo ... targarti Elliot Editore!

mercoledì 14 marzo 2018



Questa settimana vorrei proporvi delle letture che sono dei classici nel panorama letterario internazionale e che o sono stati riscoperti con una nuova pubblicazione, dopo essere stati dimenticati da un po' sugli scaffali, oppure sono libri che non erano ancora approdati in Italia, non almeno in questa veste, proposta molto bene dalla Elliot.

Trovo che la casa editrice Elliot sia davvero formidabile sia per il fatto che ha scelto, prima di altre case editrici, di utilizzare delle copertina bellissime, molto spesso tratti da quadri pieni di bellezza e armonia, nonché di puntare su autori che sono parecchio distanti dal nostro periodo storico, ma che hanno scritto qualcosa di meraviglioso, intenso, intriso di vita e di esperienza vissuta che non può far altro che insegnare qualcosa! Personalmente sono entusiasta di queste uscite anche perchè non vedo l'ora di tuffarmi in queste storie, molto diverse tra loro per ambientazioni, personaggi e storie, per immergermi in riflessioni prepotenti e di sostanza. 

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Il primo romanzo che vi consiglio è l'opera prima di un'autrice che è diventata famosa per aver pubblicato romanzi per ragazzi, cogliendo però in modo appassionato e realistico il mondo in cui ha vissuto, senza dimenticare le problematiche sociali. Esempio perfetto di questo connubio è proprio questa storia.


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La figlia
 di Lowrie
di Frances Hodgson Burnett
pagine 190 circa
prezzo 17,50€
Elliot Editore
già disponibile
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Tutti a Riggan conoscono quel tipaccio di Dan Lowrie. Minatore manesco, amante di birra e complotti, da sempre porta con sé sua figlia Joan a lavorare nelle cave. 

Anche Joan è una creatura fuori dal comune, ma in positivo: bellissima e fiera, in lei una forza quasi maschile convive armoniosamente con una speciale e delicata grazia. Purtroppo nella piccola comunità rurale del Lancashire, da cui Londra sembra un miraggio, il destino sembra segnato per Joan…

 Fino al giorno in cui in paese arrivano Paul Grace “il prete piccolo”, Anice “la figlia del prete vecchio” e Derrick, l’ingegnere a capo delle miniere, i quali tra amori non corrisposti, struggimenti segreti e propositi eroici riusciranno a scalfire la ritrosia altera della ragazza spingendola a sviluppare le sue doti naturali e a sfidare una volta per tutte suo padre. 

Il tema dell’ingiustizia sociale trattato con acume, la trama incalzante e la galleria di personaggi principali e secondari indimenticabili – come  Sammy Craddock, vecchio burbero dickensiano, o la giovane e frivola Liz, incinta senza un marito – hanno conservato intatto il valore di  questo romanzo che dal momento della sua pubblicazione non ha mai smesso di raccogliere consensi.




Frances Hodgson Burnett
Nata a Manchester nel 1849, emigrò negli Stati Uniti in seguito alla morte di suo padre. Divenne nota principalmente per i celebri Il piccolo Lord (1886) e Il giardino segreto (1911). La figlia di Lowrie (1877), qui riproposto dopo una lunga assenza in Italia, fu il suo primo romanzo, che riscosse un enorme successo di critica. Morì a Plandome nel 1924.


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Questa secondo storia è scritta invece dalla moglie di Fitzgerald, la quale passò alla storia per la salute mentale fragile, ma none era solo questo. Zelda non era solo una donna e una moglie, ma era anche un'artista capace, versatile, eclettica e magnetica. Tutto questo trova spazio e riflesso propri in questi scritti.


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Lasciami 
l’ultimo valzer
di Zelda Sayre Fitzgerald
pagine 311
prezzo 17,50€
Ellio Editore
già disponibile
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Al di là del mero dato biografico, Zelda e Scott Fitzgerald coppia icona dell’età del jazz, Zelda Sayre fu una figura eclettica. Pittrice, scrittrice, ballerina, a ognuna di queste discipline si dedicò con ardore e impegno, ma della sua personalità carismatica e vitalissima ci è giunto solo il ricordo di una donna fragile, vissuta all’ombra di un marito famoso quanto ingombrante.

Lasciami l’ultimo valzer, il suo primo e unico romanzo – qui presentato insieme a una raccolta di articoli apparsi su giornali e riviste – attinse a piene mani dalla sua autobiografia, e tuttavia è molto più di uno sguardo intimo sulla vita e la scrittura di Francis Scott Fitzgerald. 

Con una prosa irregolare, brillante, pervasa da un’immaginazione selvaggia e intessuta da un linguaggio diretto come quello parlato (da lei), Zelda Fitzgerald emerge finalmente dall’ombra di Scott tramite questo romanzo e i suoi scritti, rivelando le sue doti di acuta narratrice dello spirito di un’era.



«Raramente ho incontrato una donna che si esprime 
in modo così delizioso e fresco;
 non conosce frasi fatte e nello stesso tempo non mira mai all’effetto»
EDMUND WILSON


Zelda Sayre Fitzgerald
Nata nel 1900 a Montgomery, Alabama, incontrò Francis Scott Fitzgerald a diciotto anni e lo sposò a venti, formando con lui una delle coppie più invidiate e discusse del primo Novecento. Nota per la sua eccentricità e sregolatezza, viaggiò con Francis Scott prima negli Stati Uniti e poi in Europa, fino al crollo mentale del 1930. La sua figura ha ispirato numerosi romanzi, film e graphic novel. Scrisse Lasciami l’ultimo valzer nel 1932, durante uno dei numerosi soggiorni nelle cliniche psichiatriche. Morì nel 1948 ad Asheville, nella Carolina del Sud.

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Ho da poco incominciato a leggere la Saga dei Forsyte, per cui non saprei a che punto si collochino questi racconti, ma vedendo (almeno dal poco letto sino ad ora) quello che mi sta proponendo il primo libro della storia principale, questo piccolo libretto lo acquisterò ad occhi chiusi. Veramente una superba saga!!!

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Casa Forsyte 
di John Galsworthy
pagine 216 circa
prezzo 17,50€
Elliot Editore
già disponibile
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Definito da Galsworthy “un volume di racconti apocrifi intorno ai Forsyte, che contribuiranno realmente a completare le cronache della famiglia”, questa raccolta del 1930 si colloca cronologicamente dopo la Saga e prepara alla lettura della Commedia, tasselli di uno dei corpus narrativi più amati della letteratura inglese. 

Casa Forsyte tratta delle vicende di alcuni membri della famiglia – Soames, Jolyon, Swithin e molti altri – disseminate in un ampio arco temporale e distillate in diciannove racconti in cui si ritrovano intatte le qualità di superbo narratore di John Galsworthy, insignito del Nobel per la Letteratura due anni dopo l’uscita di questo volume.



«Galsworthy è uno dei maggiori scrittori vittoriani,
 con una straordinaria capacità descrittiva»
RENZO S. CRIVELLI, IL SOLE 24 ORE



John Galsworthy
Nacque a Kingston Hill nel 1867. Studiò legge a Oxford, viaggiò molto e iniziò a scrivere all’età di ventotto anni. Il suo lavoro più importante è la trilogia della Saga dei Forsyte, seguita da altre due trilogie concentrate sulle vicende della famiglia, A Modern Comedy e End of the Chapter; un’opera che lo accompagnò per tutta la vita tra romanzi, interludi e raccolte di racconti, fino alla vittoria del Nobel per la Letteratura nel 1932. Morì a Londra nel 1933. Di Galsworthy, Elliot ha pubblicato la Saga, che comprende Il possidente e In tribunale (2016), e In affitto (2017).

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Ultimo, ma non meno importante, è il romanzo di un'autore visionario e decisamente famoso. Verne ha infatti scritto diverse storie che implicavano l'utilizzo di una notevole dose di fantasia, che ha spesso creato dei mondi nuovi, nonché particolari ed anche questo libro non fa eccezioni, proponendoci un'avventura che trova il suo spazio, ed il suo tempo, in una Parigi del XX secolo, dove possiamo trovare davvero tante invenzioni moderne "viste" in anticipo da questo straordinario autore con una dose extra di avventura. Sono decisamente curiosa!

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Parigi nel
XX secolo
di Jules Verne
pagine 147
prezzo 17.50 
Elliot Editore
già disponibile
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Nella Parigi del futuro immaginata da Jules Verne, spettrale e ghiacciata, “il cielo zebrato di fili elettrici che passavano da una riva all’altra”, Michel Dufrénoy è un giovane poeta spiantato che non vuole rassegnarsi al predominio della tecnica e del profitto, né piegarsi al culto del Gran Libro contabile

Michel organizzerà la sua personale resistenza con un curioso gruppo di alleati – un professore di lettere senza più studenti, uno zio sognatore, un musicista in incognito e una giovane e saggia ragazza – con cui proverà a fronteggiare un nemico ben più potente di loro, il demone dell’elettricità. 

Scritto nel 1863 e riscoperto solo nel 1994, in Parigi nel XX secolo l’autore presagisce l’avvento di reti metropolitane e treni ad aria compressa, dei grattacieli e perfino della sedia elettrica, in un romanzo visionario e dolente che smentisce la fama di Verne come ottimista cantore del progresso.



Jules Verne
Nato a Nantes nel 1828, studiò Diritto a Parigi, dove strinse amicizia con Dumas figlio e il fotografo Nadar. Esordì come drammaturgo, ma si impose ben presto come uno dei più prolifici autori di romanzi popolari d’avventura e di racconti di viaggio. Morì ad Amiens nel 1905. Dell’autore, Elliot ha pubblicato il racconto Il bluff (2016).




2 commenti:

Carlo ha detto...

Wow, sinceramente mi ispirano tutti e tra l'altro hanno tutti delle bellissime copertine, non trovi? Li hai scelti in base alla copertina?!

Endimione Birches ha detto...

Ciao Carlo!
A dire il vero è stata una combinazione fortunaTa! !! Conoscevo gli autori ed ho amato subito le copertine 😎😄😉 !!! Mi è andata decisamente bene questa volta 😎😉😍!