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mercoledì 5 agosto 2020

Intervista a Lisa Laffi sul romanzo “La regina senza corona”

La regina senza corona
Il romanzo di Margherita d'Asburgo
di Lisa Laffi
Pagine 312 - Prezzo €14.90- eBook 7.99€
Tre60 Editore
già disponibile
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1483.
Margherita ha solo tre anni quando il padre, Massimiliano d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, la promette in sposa a Carlo VIII, re di Francia, per porre fine ai contrasti tra francesi e fiamminghi. Nello splendido castello di Amboise, la duchessa cresce spensierata, ma quando, anni dopo, Carlo VIII stipula per sé un accordo matrimoniale più vantaggioso, a Margherita non resta che tornare nelle Fiandre. 

Finalmente può dedicarsi anima e corpo alla sua passione principale, l’arte, e così conosce Conrad Meit, scultore che apprezza e di cui s’innamora perdutamente. L’imperatore, però, sta già stringendo una nuova alleanza matrimoniale, che la porterà a indossare la corona di Spagna. Ancora una volta lontana da casa, Margherita trascorre un periodo felice con il marito, il Principe delle Asturie. Ma Giovanni è fragile e malato, e pochi mesi dopo la ragazza è vedova. 

Tornata nelle Fiandre, Margherita lentamente ritrova la serenità. Ha imparato che una donna può essere artefice del proprio destino, e sceglie di essere “sovrana” in campo artistico. Ma l'imperatore del Sacro Romano Impero non può accettare che Margherita rinunci al suo destino di regina...

Tra amori, intrighi di palazzo e una grande passione per l’arte, il ritratto di una donna coraggiosa che ha sfidato le regole del suo tempo, mostrando a tutti le qualità davvero necessarie per essere regina.

Potete trovare la presentazione del romanzo:


E’ laureata in Conservazione dei Beni Culturali e vive a Imola dove fa l'insegnante. È autrice teatrale e di saggi di storia locale. Con Tre60 ha pubblicato anche L'ultimo segreto di Botticelli.


1. Vorresti presentare “La regina senza corona” ai lettori?
Il romanzo è la storia di Margherita d'Asburgo che ha solo tre anni quando il padre, Massimiliano d'Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, la promette in sposa a Carlo VIII, re di Francia, per porre fine ai contrasti tra francesi e fiamminghi. Nello splendido castello di Amboise, la duchessa cresce spensierata, ma quando, anni dopo, Carlo VIII stipula per sé un accordo matrimoniale più vantaggioso, a Margherita non resta che tornare nelle Fiandre. 
Finalmente può dedicarsi anima e corpo alla sua passione principale, l'arte, e così conosce Conrad Meit, scultore che apprezza e di cui s'innamora perdutamente. L'imperatore, però, sta già stringendo una nuova alleanza matrimoniale, che la porterà a indossare la corona di Spagna. Ancora una volta lontana da casa, Margherita trascorre un periodo felice con il marito, il Principe delle Asturie. Ma Giovanni è fragile e malato, e pochi mesi dopo la ragazza è vedova. 
Tornata nelle Fiandre, Margherita lentamente ritrova la serenità. Ha imparato che una donna può essere artefice del proprio destino, e sceglie di essere "sovrana" in campo artistico. Ma l'imperatore del Sacro Romano Impero non può accettare che Margherita rinunci al suo destino di regina... 
Tra amori, intrighi di palazzo e una grande passione per l'arte, nel romanzo traspare il ritratto di una donna coraggiosa che ha sfidato le regole del suo tempo, mostrando a tutti le qualità davvero necessarie per essere regina.

2. Da cosa è nato questo romanzo? Un’idea precisa, una passione storico - artistica?
Io insegno alle scuole secondarie di primo grado e ogni anno mi assale la desolazione quando sfoglio i libri di testo dei miei ragazzi: le donne citate sono pochissime. 
L'idea di fondo è quella di far conoscere la storia incredibile di una di loro. 
Margherita d'Asburgo ha sfiorato tre corone, ma alla fine ha conquistato un regno (le Fiandre) per meriti e non per matrimonio ed è stata "regina" di pittori e artisti (come Conrad Meit, il protagonista maschile del romanzo), letterati (Erasmo da Rotterdam) e grandi uomini di chiesa (Adriano da Utrecht che diventerà poi Adriano VI).
Ha fatto da madre ai figli di suo fratello, tra i quali il famoso imperatore Carlo V, e ha firmato la pace di Cateu Cambresis, detta anche "Pace delle due dame" che ha assicurato un periodo di pace all'Europa.

3. Immagino avrai svolto diverse ricerche storiche per scrivere questo libro, posso chiederti come mai il personaggio di Margherita ti ha colpito tanto da scriverne una storia?
Ho svolto diverse ricerche su Margherita e, più scavavo, più mi rendevo conto che era il personaggio perfetto per un romanzo.
In particolare, un giorno ho letto un articolo scritto dalla bravissima Marina Minelli che parlava della tomba di Margherita creata grazie al suo grande amore terreno per Filiberto, duca di Savoia, e alla sua intesa spirituale e artistica con Conrad Meit che l'ha resa immortale con le sculture realizzate nel monastero reale di Brou. 
Vi traspare tutto l'affetto che l'artista ha nutrito per la sua grande committente.

4. Si può dire che lo scopo di “La regina senza corona” sia farci scoprire un lato non troppo noto della storia di Margherita?
Sicuramente. Ero senza parole quando mi sono resa conto che non c'era alcun romanzo su di lei e una sola biografia che ho dovuto completamente tradurre in italiano. 
E' come se il mondo si fosse dimenticato di lei, complice il fatto che era una donna…

5. Parlando un po' di te, tu hai studiato Conservazione dei Beni Culturali se non sbaglio, com’è nata la tua voglia di scrivere romanzi che unissero le tue competenze artistiche alla passione per la storia?
E' stata una sfida con me stessa. Un giorno mi sono chiesta se sarei stata in grado di scrivere un romanzo su Bianca Riario, la figlia di Caterina Sforza. Della "Tigre della Romagna" sapevo molto perché negli anni dell'Università facevo visite guidate e laboratori alla Rocca Sforzesca di Imola. Volevo raccontare a tutti l'incredibile storia di Caterina, vista attraverso gli occhi di chi le era stata più vicina. Più scrivevo e più mi appassionavo… 
E' stata un'avventura meravigliosa, ma anche una piccola grande follia, per questo oggi consiglio ai miei studenti di iniziare da un racconto piuttosto che da un romanzo, paragonando l'uno a una corsa di 5 chilometri e l'altro a una maratona. L'altra cosa che ricordo sempre loro è che la scrittura non è un dono innato, ma qualcosa che necessita di allenamento e pratica. Per continuare la metafora della corsa, penso che se si scrive un pochino ogni giorno poi è difficile non farlo e non godere dell'appagamento e delle soddisfazioni che dà questa meravigliosa arte.

6. Una mia curiosità, in quale altro periodo storico ti sarebbe piaciuto vivere e perché?
Dai miei romanzi si intuisce il mio grande amore per il Rinascimento italiano. E' incredibile come in un periodo e in un territorio relativamente limitati siano nati e vissuti uomini e donne geniali che hanno davvero cambiato il nostro mondo e il nostro pensiero. Grandi politici, grandi artisti, grandi letterati… un'illustre compagnia che avrei voluto conoscere. 
Dunque, se qualcuno mi fornisse una macchina del tempo, penso inserirei più o meno questi dati: "Firenze, 1470".

7. Tu hai scritto altri due romanzi “L’ultimo segreto di Botticelli” e “Il serpente e La Rosa”. Posso chiederti per ognuno di essi un aggettivo?
Domanda difficilissima. 
Per "L'ultimo segreto di Botticelli" direi enigmatico perché nulla è mai esattamente come sembra. Giovanni dalle Bande Nere, il protagonista maschile, deve andare, grazie a Luce, oltre l'apparenza delle cose…
Per "Il serpente e la rosa" direi inusuale, perché si è soliti vedere i grandi avvenimenti storici attraverso gli occhi dei protagonisti e non attraverso quelli dei loro figli che sono stati invece spettatori privilegiati, ma a volte, anche vittime inconsapevoli, di alcune decisioni.

8. Ultima domanda: parlando ai lettori, a chi consiglieresti questa vicenda?
Consiglierei "La regina senza corona" ai lettori che vogliono viaggiare attraverso tutto il Vecchio Mondo con una "guida" speciale perché Margherita li porterà a conoscere prima la Francia di Carlo VIII, poi le Fiandre di Filippo il Bello e Massimiliano d'Asburgo, quindi la Spagna di Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona e infine la Savoia di Filiberto.
Consiglio il romanzo a chi vuol fare luce su un grande personaggio femminile del Rinascimentotrascurato dalla storiografia moderna e a chi ama l'arte, perché i quadri e, soprattutto, le sculture di Conrad Meit conservate nel monastero reale di Brou sono sicuramente protagonisti del romanzo.
Infine, consiglio il libro a coloro che amano le grandi storie d'amore. Qui ne troveranno un paio capaci di sorprenderli.


Grazie infinite all’autrice per questa intervista!
Ora non vi resta leggere questo romanzo decisamente interessante.
💚
Endimione

5 commenti :

  1. Bella intervista.

    Quanto alla domanda, "[...] in quale altro periodo storico ti sarebbe piaciuto vivere e perché?" Come l'autrice, se avessi la possibilità di viaggiare nel tempo, visiterei volentieri il passato (l'alto medioevo italiano, per quanto mi riguarda), ma solo da turista, non vorrei provare a viverci.

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  2. D’accordissimo con te! Visto anche come andò l’esperimento in tal senso nel film Timeline ... lascio perdere e preferisco fantasticare 😎🤩

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  3. Bellissima intervista! Il libro mi intriga parecchio e lo leggerò sicuramente. Della stessa autrice avevo letto L'ultimo segreto di Botticelli e ne ero rimasta incantata.

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  4. Ciao! Innanzitutto, complimenti per il blog dai contenuti davvero molto interessanti e ben presentati! Noi siamo Mary e Vale dal blog #lavaligiadicarta, anche noi parliamo di libri, e ci chiedevamo... ti va di scambiarci un follow? Grazie! 😊

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    1. Scusatemi Mary e Vale ma non sono riuscita e scrivervi prima ... va benissimo! Visiterò presto il vostro sito 😃🤩👍🏻

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