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Recensione: "L'Assassino. L'ultima Caccia" di Robin Hobb

lunedì 27 novembre 2017

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L'Assassino 
L'ultima Caccia
di Robin Hobb
pagine 832
prezzo 24.50€
ebook 9.90€
Sperling Kupfer
disponibile dal 3 ottobre
voto:
★★★★
Bellissimo!
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La Saga di FitzChevalier è composta da:
--.--
a. Trilogia dei Lungavista: 
1. L'apprendista assassino 
2. L'assassino di corte 
3. Il viaggio dell'assassino 
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b. Trilogia dell'Uomo Ambrato: 
1. Il risveglio dell'assassino 
2. La furia dell'assassino 
3. Il destino dell'assassino
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c. Trilogia Fitz and the Fool:
1. Fool's Assassin - L'assassino. Il ritorno
2. Fool's Quest - L'assassino. La Vendetta
3. Assassin’s Fate - L'ultima Caccia

FitzChevalier aveva giurato a se stesso che mai più avrebbe prestato il braccio agli intrighi di corte, mai più avrebbe vestito i panni dell'assassino. 
Ma tutto è cambiato quando la sua bambina, la figlia più amata, Ape, è stata rapita dai Servi, che mirano a manipolare il futuro per accumulare ricchezze e potere. Credendola ormai morta, Fitz parte con l'amico più fidato, il Matto, per avere vendetta. 
Attraverseranno mezzo mondo, fino alle terre che lo stesso Matto si era ripromesso di non vedere mai più: l'inferno da cui era riuscito a fuggire. Ne porta ancora le ferite sul corpo, ma la sua forza non ne è stata scalfita. 
E Fitz non avrà più il vigore della gioventù, ma la sua destrezza con le lame, i veleni e la magia è ineguagliabile e letale. La loro missione è chiara: nessuna pietà, affinché nessun avversario possa rivedere l'alba. Sarà un viaggio di vendetta, ma anche di profonda trasformazione e rivelazioni mozzafiato. 
Nulla sarà più come prima, al termine di questa nuova avventura: l'atto finale della trilogia de L'assassino, un romanzo di insuperabile maestria, destinato a restare uno dei capolavori assoluti del genere fantasy.

...o. Le Cover dei romanzi della Trilogia .o...

Il Secondo, il Primo e il Terzo romanzo della Trilogia.


Considerazioni.
Dire che sono entusiasta dei libri della Hobb è un eufemismo. Non solo ha saputo farmi divertire, arrabbiare, commuovere e gioire, ma mi ha anche coinvolto senza sforzo - e con un'abilità non comune - in nuovi mondi e in trame decisamente ben intrecciate e narrate.
Dico questo con ammirazione, ma questa volta anche con un certo rammarico, certo, perché so che purtroppo questa, anche se degna, è la conclusione della nuova trilogia dedicata a FitzChevalier e al mondo epico in cui si muove.


"Questa è la nostra ultima caccia, vecchio lupo. 
E come abbiamo sempre fatto, ci andiamo insieme."
 "L'Assassino. L'ultima Caccia!" di Robin Hobb


Non so dove precisamente mi condurrà questa recensione, sto scrivendo di getto, pensando a quante cose potrei e dovrei dire di questa storia, magari per coinvolgere ancora una volta i vecchi estimatori di questo genere, o magari per conquistare qualche nuovo affezionato lettore, ma non so bene dove cominciare. Ho impresse, troppo vivide e oneste, nella mente le ultime immagini che mi ha regalato la Hobb, ho troppo freschi nel cuore i sentimenti a cui quest'ultima mi ha condotto e non sono del tutto sicura che riuscirò a fare una recensione oggettiva e lucida su quest'opera. Ma comunque questa possa riuscire in ultimo, sappiate che mi è scoppiato il cuore per i sentimenti a cui mi ha condotto. E ne sono più che mai, se non felice, decisamente appagata.

Prima di tutto lasciatemi dire che questo romanzo, come anche gli altri, mi ha portato ancora una volta nel mondo di FitzChevalier, ovvero un uomo stoico, forte e determinato che seppur immerso nelle paludi scure e torbide dell'infelicità, dell'ingiustizia e della tragica disgrazia pronta a colpire ad ogni angolo, è sempre riuscito a combattere risolutamente e con profonda solerzia e caparbietà gli ostacoli che si paravano sul cammino. E' un uomo che ho sempre ammirato, sin dal primo titolo che ho letto, per il fatto di saper rispondere alle avversità combattendo non solamente da un punto di vista fisico, ma anche umanamente, mettendo in discussione la sua persona, nonché le sue azioni, soffrendo come un cane quando necessario, senza vergognarsi di mettersi in ginocchio e piegarsi al dolore assordante e inaccettabile. FitzChevalier non è un eroe dalla fulgida armatura, ma un uomo che deve lottare contro le sventure su cui inciampa rovinosamente a causa del destino e degli uomini certo, ma anche proprio a causa delle sue scelte (non è esattamente uno stinco di santo e di cavolate e scelte sbagliate non se ne è fatto mancare di certo). Inoltre Fitz è ormai un uomo in declino, a causa dell'età che avanza che lo rende più che mai fragile ed attaccabile, ormai privo del vigore della gioventù. Ma Fitz è animato ancora una volta da un fuoco che non vuole e non può estinguersi, ovvero una vendetta che non conosce pietà o perdono.  

Ne "L'Assassino. L'ultima Caccia" la vicenda ha inizio, come sempre, in modo molto pacato - rasentando la lentezza di cui i detrattori della Hobb amano tanto lamentarsi non capendone la poesia e la meraviglia - proseguendo intrecciando con sentimento e profondità le relazioni interpersonali dei personaggi (innegabile elemento fondante di questa saga) e descrivendo con bravura e coinvolgimento il caos che alberga e governa la mente ed il cuore di Fitz. Da un certo momento in poi è stato impossibile smettere di leggere quanto accadeva. Impossibile mettere a tacere le parole della Hobb e la mente di Fitz. 
Sono stata sbalordita da come in questo ultimo volume la Hobb abbia potuto/voluto intrecciare così saldamente e con tale complessità i fili di una trama che sembravano essere a tratti fin troppo semplici all'inizio, non mi sono resa conto, se non a qualche passo dalla fine, che la storia sarebbe divenuta tanto articolata e ricca. Si comprende in modo palese che l'autrice voleva chiudere il cerchio, con tutti i vari fili narrativi che aveva lasciato in sospeso precedentemente, ma si percepisce anche la  necessità di non tranciare via alcuni fili narrativi che potrebbero eventualmente continuare e vivere andando avanti. E questo ha reso la lettura ancora più interessante. 

Purtroppo non c'è un finale dolce e romantico ad attenderci alla fine della fiera, ma una conclusione che lascia un gusto agrodolce, come può esserlo più o meno una pugnalata, che ricorda e riporta all'inizio dell'intera storia, prima di congedarsi dai noi. 
Ma non è un finale irrispettoso o affrettato. Tutt'altro. E' un finale che per spiegarsi in tutto il suo fulgore guarda al complesso dell'intera opera, ed in rispetto della natura del personaggio, della sua natura contraddittoria ed ambivalente, la Hobb, con una coerenza che spinge alle lacrime, riesce a creare un inizio, un proseguo e un finale perfetto. Doloroso, pungente e amaro, ma perfetto.
Confesso di non essere stata preparata alla conclusione ... ho percepito qualcosa ad un certo punto, ho avuto un sentore di pericolo, ma non pensavo che la Hobb avesse pensato ad un finale tanto intenso, doloroso ed indimenticabile. Non lo scorderete, questo è sicuro, quanto è sicuro che tornerete per giorni a riprendere in mano questo volume per capire meglio certi dettagli, per riportare alla mente quanto è successo, per capire meglio il perché e il per come di certi avvenimenti che ormai sono stati scritti e non possono più essere modificati.

Vorrei avere più parole, parole che grondassero più intensità, bellezza e commozione per quello che è stata questa saga, ma quello che davvero importa è che merita di essere letta. Tanto. Sappiate che nonostante l'uso imperfetto di queste mie parole c'è davvero un rispetto profondo per il lavoro della Hobb, e un'ammirazione che travalica le definizioni per questi personaggi e queste vicende, perché quest'ultima ha scritto un'opera che resterà nel tempo per la creazione di un personaggio bellissimo, complesso e affascinante e per una scrittura capace di rapirti e portarti in un mondo lontano intriso di complessità e umanità. 

Per il momento ringrazio con profondo affetto la Hobb per aver creato il Regno dei Sei Ducati e i personaggi come Fitz, Tom, Keppet, Changer e il Matto, Lord Golden, Amber, Amato. Arrivederci!




Robin Hobb 
(pseudonimo di Margaret Astrid Lindholm Ogden) è nata in California nel 1952 ma è cresciuta in Alaska, dove ha imparato ad allevare un cucciolo di lupo, scuoiare un alce e sopravvivere nelle terre estreme: abilità che le sono tornate molto utili quando ha sposato un uomo che dedicava metà dell'anno alla pesca al salmone. Mentre cresceva quattro figli, mandava avanti una piccola fattoria e distribuiva la posta nella sua remota comunità, Hobb ha iniziato a scrivere racconti e romanzi che hanno fatto di lei un'autrice tradotta in tutto il mondo. Ora vive a Tacoma, nello Stato di Washington.
Insieme a George R.R. Martin, è una delle firme più amate del fantasy contemporaneo e ha vinto i premi più importanti riservati a questo genere: l'Hugo Award, il Locus Award, il Nebula Award, il British Fantasy Society Best Novel Award e il Dutch Elf Fantasy Award. I suoi romanzi, bestseller da milioni di copie, compaiono regolarmente nelle classifiche dei libri più venduti negli USA, in Gran Bretagna, Francia e Germania.

1 commento:

michele ha detto...

condivido pienamente la recensione.
La Hobb è a parer mio la migliore penna fantasy degli ultimi due decenni con buona pace di G. Martin.
Che dire del finale... commovente